Maggio Musicale Fiorentino

Amore e mito sulla scena fiorentina: arrivano Roméo et Juliette di Charles Gounod e un concerto da Monteverdi a Stravinskij

Martedì 26 si inaugura il cartellone sinfonico del festival con la direzione di Daniele Gatti, con un programma tutto nel segno del mito antico. Il giorno successivo prima del secondo titolo operistico del festival

di Domenico Del Nero

Amore e mito sulla scena fiorentina: arrivano Roméo et Juliette di Charles Gounod e un concerto da Monteverdi a Stravinskij

Dopo il brillante esordio con Orphée et Euridice  il festival del Maggio entra nel vivo questa settimana, con il concerto inaugurale diretto dal maestro Daniele Gatti (martedì 26 aprile ore 20) e con il secondo titolo del cartellone operistico, ancora una volta nel segno della Francia: Roméo et Juliette di Charles Gounod, il celebre compositore noto in Italia soprattutto per il Faust, la cui prima rappresentazione – che è una prima assoluta per Firenze, in quanto l’opera non vi è mai stata rappresentata –  sarà il giorno successivo mercoledì 27, con repliche il 3, 5 e 10 maggio alle ore 20 e l’8 maggio alle ore 15:30. 

Pur essendo considerata uno dei capolavori di Gounod, anzi l’unico che ebbe un immediato successo sia di pubblico che di critica, in Italia non è stata molto popolare, anche se negli ultimi anni, grazie anche all’Arena di Verona, sta conoscendo una maggiore diffusione. Eppure la prima ispirazione per questo lavoro fu propriamente italiana: nel 1841 il compositore Francese, dopo aver vinto il prestigioso prix de Rome nel 1839, iniziò in Italia a musicare un Giulietta e Romeo su quel libretto di Felice Romani che era già stato messo in musica da Bellini, ma senza terminarlo. Solo 14 anni dopo riprese il progetto, isolandosi in campagna a Saint- Raphael in cui ritrova suggestioni italiane grazie anche ai resti di antichi acquedotti romani, La gestazione dell’opera dura appena 4 mesi, dall’aprile a luglio 1865, in pieno furo creativo; anche se, come di consueto, numerose saranno le aggiunte e le revisioni: già l’anno successivo il compositore aggiungerà il secondo quadro del quarto atto, le nozze di Giulietta con Paride, unica rilevante “infedeltà” al soggetto di Shakespeare nel complesso abbastanza rispettato dai librettisti  Jules Barbier e Michel Carré, gli stessi del Faust. Un libretto peraltro nel complesso equilibrato e rispettoso del soggetto originale, malgrado gli inevitabili “compromessi” con le esigenze del teatro in musica. Ma dopo il trionfale esito della prima a Parigi al Théâtre Lyrique,il  27 aprile 1867 ( e la prima fiorentina giunge così nel 155° compleanno dell’opera), già la ripresa all’Opera- Comique del 1873 richiese modifiche rilevanti, di cui si occupò sotto il controllo dell’autore nientemeno che Georges Bizet; e infine una nuova versione, più fastosa e decorativa, fu approntata per il trionfale debutto all’Opéra nel 1888; le parti parlate furono tutte musicate e naturalmente ci fu l’immancabile balletto, oltre ad altri interventi che però finirono con lo snaturare quelle che erano le intenzioni originali dell’autore, che preferiva puntare sulla scorrevolezza e sulla coerenza drammatiche più che sulla pompa scenica o la fastosità.

 Articolato in cinque atti in cui si alternano dialoghi parlati e numeri chiusi - secondo il modello dell’opéra-comique - Roméo et Juliette presenta comunque alcune differenze sostanziali rispetto alla fonte originaria, quali l’aggiunta del personaggio di Stéphano, paggio di Roméo interpretato en travesti da una voce femminile, e la scena del risveglio di Juliette alla fine dell’opera, che consente un ultimo straziante duetto con l’amato morente. Ma ciò che più risalta nell’impianto generale dell’opera è l’assoluta supremazia del tema d’amore sul tema della rivalità tra famiglie, che nella fonte shakespeariana è invece elemento di pari importanza. Quale unico motore dell’opera, l’amore tra i due giovani e sfortunati protagonisti determina infatti ogni scelta drammaturgica di Gounod, dalle arie di grande presa emotiva ai ben quattro duetti simmetrici (uno per ogni atto ad eccezione del terzo) che costituiscono l’ossatura del dramma e che, facendosi sempre più complessi dal punto di vista formale e drammatico, seguono l’evoluzione psicologica dei due protagonisti.

L’edizione fiorentina vede la regia di Frederic Wake-Walker, già apprezzato regista della Adriana Lecouvreur che ha inaugurato il festival del 2021, e che ha con se quasi al completo lo stesso staff: le scene sono di Polina Liefers, i costumi di Julia Katharina Berndt, le coreografie di Anna Olkhovaya. Le luci sono curate da Peter MumfondErgo Phizmiz è il videomaker. 

“Tutte le scene e i personaggi di Shakespeare sono sempre pieni di intensità, umanità e filosofia – ha dichiarato il regista -  L’aspetto più interessante di questa produzione secondo me è reso dal mix temporale davanti al quale ci ritroviamo: la storia è italiana, ripresa successivamente da Shakespeare nel ‘500 che la ‘trasforma’ e poi ancora da Gounod nel XIX secolo che la rende un’opera parigina. Con la produzione abbiamo cercato di catturare queste molteplici sfumature temporali perché la storia è una delle più famose di sempre. I costumi saranno più vicini all’epoca shakesperiana, i ballerini invece saranno più vicini all’epoca parigina di Gounod mentre le scene sono più astratte e moderne. Faremo solo una parte del balletto, la Danse Bohémienne. Gounod ha fatto un grande lavoro nel ridurre il lavoro di Shakespeare, così come hanno fatto anche Britten e Verdi nei loro lavori, e anche se non ci sarà il balletto per intero i danzatori avranno un ruolo solido, ad esempio nella scena in cui Juliette prende il veleno. Per me era inoltre interessante esplorare la Reine Mab, questo spirito, quasi una fata, che appare in sogno alle persone per farle innamorare. L’idea è quella di considerare l’opera come se si svolgesse tutta in un sogno e quindi i protagonisti sono in un certo qual modo ‘posseduti’ dalla Reine Mab.”

A dirigere l’orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino il maestro Henrik Nánási, al suo debutto operistico al Maggio, che ha dichiarato: “ Per me è una grande gioia poter lavorare con un cast di questo livello. Per me sarà la prima opera al Maggio, e sono inoltre molto felice di ritrovare l’Orchestra, che per me è sempre stata una formidabile ensemble sinfonica: questo aspetto, in un’opera come Roméo et Juliette, è un grande vantaggio perché Gounod utilizza l’orchestra in modo quasi concertistico, con parti lunghe ed articolate. Così come sarà per Massenet dopo, anche Gounod ha un perfetto senso di equilibrio; se qualcuno pensa che la musica francese sia prevalentemente lirica deve sentire assolutamente il finale sinfonico del III atto, così profondamente drammatico e verdiano. Come detto dal maestro Wake-Walker, Gounod ha ri-adattato perfettamente il lavoro di Shakespeare per far sì che alla fine sia Juliette che Roméo possano ascendere insieme al cielo. Anche le dimensioni più contenute della Sala Zubin Mehta ci permettono di avere un sound decisamente più forte”

Per quanto concerne il cast il celebre tenore Juan Diego Flórez, di ritorno al Maggio dopo il concerto del settembre 2020 è Roméo; Valentina Naforniță, di recente fra i protagonisti nelle due messe in scena di Così fan tutte, la prima volta nel marzo 2021 con la direzione di Zubin Mehta e la seconda nel settembre 2021 con la direzione di Ádám Fischer, è Juliette; il ruolo di Stéphano è sostenuto da Vasilisa Berzhanskaya che torna al Maggio dopo essere stata Dorabella nel  Così fan tutte della scorsa stagione e prima ancora Rosina nel Barbiere di Siviglia. Evgeny Stavinsky, di ritorno al Maggio anche lui dopo le recite del Barbiere di Siviglia dell’ottobre 2020, è Frère Laurent; Alessio Arduini, fra i protagonisti del recente Lo sposo di tre, e il marito di nessuna andato in scena nel febbraio 2022 è Mercutio e Giorgio Misseri, che torna al Maggio dopo Siberia di Giordano andatin scena a luglio 2021, nel ruolo di Tybalt. Con loro, completano il cast Francesco Milanese come Capulet, Francesco Samuele Venuti come Pâris, Lulama Taifasi come Benvolio, Adriano Gramigni, come Le Duc, Eduardo Martìnez Flores come Grégorio e Xenia Tziouvzras come Gertrude. Il maestro del Coro Lorenzo Fratini.

Grande attesa anche per il concerto di martedì (domani) 26 aprile alle ore 20 che vedrà sul podio il direttore principale del Maggio Daniele Gatti.  in cartellone un interessante programma, dedicato alla classicità, in perfetta armonia con il segno tematico Mito, amore e fabula, che caratterizza per intero l’84º Maggio Musicale Fiorentino: il “Lamento d'Arianna” di Claudio Monteverdi, “Orpheus” di Franz Liszt e “Perséphone” di Igor Stravinskij.

Il tenore Juan Francisco Gatell, annunciato nell’esecuzione di “Perséphone” di Igor Stravinskij ha rinunciato alla sua interpretazione e ha dichiarato: “Con molto rammarico sono costretto a rinunciare a partecipare al concerto del 26 aprile, durante il quale avrei dovuto cantare in Perséphone di Stravinskij. La difficoltà del mio impegno in Orphée et Euridice, opera eseguita senza intervallo, e la particolare concentrazione richiesta dalla registrazione del dvd e della sequenza delle recite del 19, 21, 23 aprile m’impediscono di partecipare alle prove del concerto programmate negli stessi giorni. Mi dispiace molto per questa occasione, ma sono felice di poter tornare a cantare in un prossimo concerto, al più presto, al Teatro del Maggio.” Il tenore Bernard Richter, applaudito dal pubblico del Maggio lo scorso novembre 2021 in occasione dell’esecuzione di Die Schöpfung di Haydn con la direzione del maestro Mehta sarà quindi il protagonista assieme alla voce recitante di Sylvie Rohrer del Perséphone, melologo di Igor Stravinskij. Il Teatro del Maggio lo ringrazia per la sua disponibilità.

 

Apre il concerto il Lamento d'Arianna, SV 107 di Claudio Monteverdi, per coro a cinque voci e basso continuo unico brano superstite del melodramma concepito per la corte mantovana, che viene diretto dal maestro del Coro e del Coro di voci bianche Lorenzo Fratini; segue poi Orpheus, poema sinfonico n.4 di Franz Liszt, uno dei quattro poemi sinfonici che il compositore scrisse su uomini del passato dal genio creativo, eroici o leggendari. In conclusione Perséphone, melologo in tre scene di Igor Stravinskij commissionata nel 1933 da Ida Rubinstein con l'idea di far rivivere la meravigliosa triade del Teatro Greco: Poesia, Musica e Danza.  

Il fil rouge della serata sinfonica si lega saldamente al tema del mito, uno dei tre poli trainanti dell’84º Festival del Maggio e base inoltre dell’opera inaugurale, Orphée et Euridice,: “Il mio primo concerto sinfonico prevede, oltre all’Orpheus di Liszt, due pezzi come il Lamento d'Arianna Perséphone, che sono esempi perfetti di quello che è il tema del mito greco. L’idea di avere dei programmi sinfonici che possano, attraverso i temi trattati, ‘sostenere’ il filo conduttore del Festival è davvero fondamentale”  - ha affermato a riguardo il maestro Gatti  - “Concerti e opere caratterizzati e legati  da una particolare tematica, arricchiscono sicuramente la proposta del Maggio”. 

 Per  l’esecuzione del Lamento d'Arianna, la direzione è affidata al maestro del Coro e del Coro di voci bianche Lorenzo Fratini: “Il programma del concerto è davvero interessante; sarà curioso affiancare la musica di Monteverdi, dove il Coro sarà presente in un organico ridotto, con quella di  Stravinskij dove il Coro sarà più numeroso e affiancato da quello di voci bianche: seppur separate da oltre tre secoli, fra le due composizioni esiste una forte diade, rappresentata dall’uso della parola che in Monteverdi diventa gesto musicale e in Perséphone diventa fonte d’ispirazione e di atmosfera”. Continuando, il maestro Fratini si è soffermato inoltre sul lavoro svolto insieme al maestro Daniele Gatti: “Lavorare insieme al maestro Gatti è assolutamente una grande soddisfazione, anche gli artisti del Coro sono davvero molto contenti del suo arrivo”.

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da Sonam Sharma il 17/05/2022 09:04:53

    Nice Post, Thanks for Sharing!

  • Inserito da ALESSANDRO GIANCARLO il 02/05/2022 10:55:36

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