Teatro della Toscana

Un colpo d'ala sulla scena: Elena Sofia Ricci e Gabriele Anagni volano alla Pergola con Tennesse Williams

Grande successo al teatro della Pergola di Firenze per la dolce ala della giovinezza con la regia di Pier Luigi Pizzi.

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Un colpo d'ala sulla scena: Elena Sofia Ricci e Gabriele Anagni volano alla Pergola con Tennesse Williams

Si può essere giovani e dannati. È una vera ovazione quella che accoglie Elena Sofia Ricci e Gabriele Anagni, per uno spettacolo straordinario con il teatro della Pergola finalmente pieno; di quelli a cui forse fino a pochi anni eravamo sin troppo abituati. E proprio lei, Elena Sofia Ricci, al termine di una rappresentazione straordinaria, in cui l’ala della sua giovinezza ha stregato tutti, ricorda che la Pergola è un tempio, dove lei stessa ha debuttato nella Scuola delle mogli di Moliere con il grande Mario Scaccia; e adesso è lei a complimentarsi con i “ragazzi” che hanno avuto l’onore di esordire su quello stesso palcoscenico, nelle parti comprimarie di uno spettacolo davvero memorabile.

Tennesse Williams non è un autore che faccia “sconti”. C’è nei suoi drammi  tutto lo scetticismo nei confronti della società americana e delle sue convenzioni e soprattutto delle sue ipocrisie, oltre al senso di tremenda solitudine del Novecento; insieme a quel tocco di assoluta “incomunicabilità”, che per Pirandello era endemica alla condizione umana, mentre per il suo collega americano sembra piuttosto un egoismo più o meno mascherato di buone intenzioni e sentimenti. La dolce ala della giovinezza, in scena alla Pergola da martedì a domenica, non fa certo eccezione. [1]Da un lato una attrice della fabbrica di sogni di Hollywood ormai sul viale del tramonto; ma più che del tramonto della carriera (che poi invece si rivelerà non essere ancora tramontata, contrariamente a quanto lei stessa crede ), quello di se stessa e della sua dignità: una donna che non sa resistere alla perdita del suo fascino e cerca consolazioni “mercenarie”.  Certo a una prima battuta verrebbe da dire che Elena Sofia Ricci sia la meno adatta a ricoprire quel ruolo; la persona ricca di fascino anche fisico che si muove sulla scena non ha proprio nulla di quel “mostro” a cui sembra essersi ridotta la protagonista Alexandra del Lago. E soprattutto non ha proprio niente di una attrice a fine carriera; anzi con la sua abilità straordinaria, la Ricci dà vita a un personaggio drammatico ma anche ironico, graffiante e ancora decisamente seducente. Che faccia la suora in un celebre e divertente sceneggiato televisivo o che si cali nel ruolo di un personaggio che di “mistico” ha davvero poco, l’attrice sa risolvere i suoi personaggi con una carica di verve e di humor che però non escludono affatto (anzi!) una straordinaria capacità di scavo psicologico. Difficile dire se questa sia l’Alexandra a cui Williams aveva pensato, ma sicuramente gli sarebbe piaciuta moltissimo.

Grandi applausi e più che meritati anche per un bravissimo Gabriele Anagni nel ruolo del gigolò Chance Wayne; sicuramente con un notevole phisique du rôle esibito soprattutto nella prima parte senza troppi complimenti, ma comunque senza eccessi o volgarità (si sarebbe potuto fare decisamente di peggio). Anagni coglie benissimo l’ambiguità e le contraddizioni del personaggio, cinico e spregiudicato in apparenza, ma in realtà fragile, debole e con una punta di romanticismo che difende fino in fondo, malgrado il prezzo da pagare sia carissimo. L’attore sa esprimere perfettamente tutta la fragilità di un personaggio che si aggrappa a una giovinezza che si dirada inesorabile come i suoi capelli e che si rivela, alla fine, un sogno che ha conosciuto un risveglio niente affatto gradevole; tanto che il titolo dell’opera sembra a tratti essere quasi ironico, o addirittura ossimorico.  Un ottimo partner, alla fine, di cotanta protagonista. La regia di Pier Luigi Pizzi, responsabile anche delle scene e dei costumi, è sicuramente in tono con gli anni cinquanta del secolo scorso in cui ambientata, così come gli abiti di scena; niente alieni o tubi di plastica e questo già non è poco. Forse però da un maestro del suo calibro era lecito aspettarsi qualcosa di più, ma nel complesso lo spettacolo fila liscio senza intoppi verso il suo finale, grazie ai due assi della scena e anche a un gruppo di “comprimari” - Chiara Degani, Flavio Francucci, Giorgio Sales, Alberto Penna, Valentina Martone, Eros Pascale, Marco Fanizzi- di tutto rispetto.

Decisamente da vedere, anzi da non perdere, sia per lo spettacolo in sé, sia per ritrovare la dolce atmosfera della nostra Pergola, decisamente unica e irripetibile.

Prossime repliche: giovedì, ore 18.45; domenica ore 15.45, venerdì e sabato ore 20,45.



[1] Per la presentazione dello spettacolo cfr  https://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=9363&categoria=1&sezione=8&rubrica=8

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