Maggio Musicale Fiorentino

Dante sul palcoscenico: il Maggio Musicale Fiorentino celebra l'anniversario della scomparsa del poeta. Dirige Riccardo Muti.

Stasera Daniele Gatti inaugura la stagione concertistica, mentre domani ci sarà l'omaggio all'altissimo poeta con un programma ispirato alla Commedia

di Domenico Del Nero

Dante sul palcoscenico: il Maggio Musicale Fiorentino celebra l'anniversario della scomparsa del poeta. Dirige Riccardo Muti.

L’attività del Maggio Musicale Fiorentino, ripresa con la mozartiana Così fan tutte, entra subito nel vivo con due concerti di altissimo livello stasera e domani, mentre fervono le prove della Traviata diretta da Zubin Mehta con la regia “sessantottina” di Davide Livermore. Oggi dunque alle ore 20 il maestro Daniele Gatti alla guida dell’orchestra Mozart inaugura la stagione sinfonica del Maggio con un programma tra classicismo e neo classicismo con le composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart e Igor Stravinskij:  la sinfonia Concertante per violino, viola e orchestra, con i solisti dell’Orchestra Mozart Raphael Christ e Simone Briatore, e la Sinfonia Jupiter di Mozart e Apollon Musagète di Stravinskij.

Domani invece tocca a Riccardo Muti, a cui il teatro del Maggio ha affidato il compito di onorare nientemeno che l’altissimo poeta Dante Alighieri. Dante infatti morì a Ravenna (altra città molto cara al maestro Muti) proprio la notte fra il 13 e il 14 settembre del 1321, al ritorno da una missione diplomatica a Venezia  – il poeta era abilissimo in questo genere di cose – per conto del signore di Ravenna Guido Novello da Polenta che generosamente lo ospitava: “ (Dante) nel dì che la esaltazione della santa Croce si celebra dalla Chiesa, non sanza grandissimo dolore del sopra detto Guido, e generalmente di tutti gli altri cittadini ravignani, al suo Creatore rendé il faticato spirito; il quale non dubito che ricevuto non fosse nelle braccia della sua nobilissima Beatrice, con la quale nel cospetto di Colui ch’è sommo bene, lasciate le miserie della presente vita, ora lietissimamente vive in quella, alla cui felicità fine giammai non s’aspetta. “ Così racconta Boccaccio, grande estimatore del sommo concittadino e suo biografo.

Forse Beatrice e gli angeli non si faranno vivi domani sera (ma non si può mai sapere!) ma il programma è comunque di tutto rispetto: si comincia con uno dei Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi, un brano di rara esecuzione, scritto negli ultimi anni della vita del compositore: le Laudi alla Vergine brano per Coro femminile,  ispirate liberamente al XXXIII canto del Paradiso, vertice sublime del Sacrato Poema (come Dante stesso definisce la Divina Commedia nell’ultima cantica); poi una novità, un  brano appositamente commesso dal Ravenna festival al più illustre compositore armeno Tigran Mansurian, che sarà presente in platea a Firenze: Purgatorio, per baritono, coro misto e orchestra. La composizione si sviluppa su alcuni versi della seconda Cantica, come il solenne incipit Per correr miglior acque alza la vele e la preghiera del “Padre nostro” con la quale si apre il Canto XI: "O Padre nostro, che ne’ cieli stai,/non circunscritto, ma per più amore/ch’ai primi effetti di là sù tu hai…   La voce solista sarà quella del baritono Gurgen Bayevan con Giovanni Sollima al violoncello

Una curiosità: Arrigo Boito, appassionato cultore di Dante, scrisse all’amico Camille Bellaigue un piccolo, interessantissimo saggio in forma di lettera dal titolo Dante e la musica, in cui sosteneva che la più “musicale” delle tre cantiche della Commedia fosse proprio il Purgatorio. Vedremo se la novità del maestro armeno darà riscontro a questa affermazione. Tigran Mansurian,  armeno di origine libanese, nato a Beirut il 27 gennaio 1939, ha com­posto opere per lo più orchestrali, da camera, corali e vocali che sono state eseguite in tutto il mondo; Ha insegnato Teoria di musica moderna al Conservatorio statale Komitas di Yerevan dal 1967 al 1986, ed è stato rettore del Con­servatorio dal 1992 al 1995. Mansurian è riconosciuto come uno dei precursori della musica contem­poranea nell’ex Unione Sovietica, essendo stato il primo ad introdur­re in Armenia le tecniche moderne di composizione. I suoi lavori sono un’interessante miscela dell’arte della musica armena e delle tradizio­ni popolari, con melodie luminose, espressive, squisite, e colori impres­sionistici.

Infine, si torna al classico con la titanica e corale Dante-Symphonie R. 426 di Franz Listz, una sinfonia corale a programma composta tra il 1855 e il 1856, ispirata sia dall’Inferno che dal Purgatorio dantesco, per Coro femminile e Orchestra, che si conclude in un estatico Magnificat che guarda verso il Paradiso. Il primo movimento (inferno) è suddivisibile in vari episodi ispirati ad alcuni dei momenti e dei personaggi più celebri della prima cantica, come le Porte dell’Inferno e Paolo e Francesca. Il secondo (Purgatorio) parte invece dall’Antipurgatorio per giungere al Paradiso Terrestre. La voce solista sarà quella del soprano Thalida Marina Fogarasi, artista tra i soprani primi del Coro del Maggio. Il maestro Muti dirigerà l’orchestra giovanile Luigi Cherubini, il celebre e prestigioso complesso da lui stesso fondato e l’orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino.

 

Firenze, 13 settembre 2021, Teatro del Maggio Musicale, ore 20: concerto in occasione dei Settecento anni della morte di Dante Alighieri

Programma:

Giuseppe Verdi
Da Quattro pezzi sacriLaudi alla Vergine Maria (testo dal XXXIII canto del Paradiso di Dante) per coro femminile a 4 voci

Tigran Mansurian
Purgatorio per baritono, coro e orchestra (testi dal Purgatorio di Dante)
Commissione del Ravenna Festival

Franz Liszt
Dante-Symphonie da Dante Alighieri in 2 parti: InfernoPurgatorio R. 426 per coro femminile e orchestra

Orchestra giovanile Luigi Cherubini – Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

 

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