Maggio Musicale Fiorentino

Brillante con fuoco. Gianandrea Noseda chiude la stagione sinfonica del Maggio con un grande concerto.

Un programma all'insegna dell'Oriente con Lutosławski e Musorgskij. Pubblico entusiasta, anche se purtroppo non molto numeroso.

di Domenico Del Nero

Brillante con fuoco. Gianandrea Noseda chiude la stagione sinfonica del Maggio con un grande concerto.

Il maestro Gianandrea Noseda

Gianandrea Noseda fa il bis e conclude trionfalmente alla guida dell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino anche la stagione sinfonica del Maggio Musicale oltre che quella operistica. Né poteva essere diversamente, trattandosi di uno dei direttori d’orchestra italiani più celebri e acclamati: Direttore Musicale della National Symphony Orchestra di Washington dal 2017, a partire dalla prossima stagione sarà il nuovo General Musik Direktor dell’Opernhaus di Zurigo, dove realizzerà il suo primo Ring wagneriano a partire dall’aprile 2022. Nel settembre 2019 ha iniziato un’appassionante avventura come Direttore musicale del Festival di Tsinandali in Georgia. Gianandrea Noseda è anche Direttore ospite principale della London Symphony Orchestra, con la quale realizza ogni anno importanti progetti al Barbican Center di Londra, incisioni discografiche per l’etichetta LSO Live e tournées internazionali. Tra il 2007 e il 2018 è stato Direttore musicale del Teatro Regio di  Torino, che ha portato a una nuova dimensione internazionale, caratterizzata da importanti tournées internazionali e da una imponente attività discografica che va da registrazioni di album di arie d’opera con i più importanti cantanti del nostro tempo alla riscoperta del repertorio sinfonico italiano del XX secolo (Casella e Petrassi), fino al repertorio sinfonico internazionale (Mahler e Rimskij-Korsakov), oltre a registrazioni audiovisive di Thaïs, Boris Godunov, Aida, Faust, La donna serpente, La bohème, Manon Lescaut e Turandot. Per oltre vent’anni, tra il 2000 e il 2020, è stato direttore artistico dello storico Festival di Stresa, mentre, tra il 2002 e il 2018, ha diretto ogni stagione alla Metropolitan Opera di New York nuove produzioni e riprese, oltre a concerti sinfonici alla Carnegie Hall. È inoltre ospite regolare del Teatro alla Scala di Milano e della Royal Opera House Covent Garden di Londra, mentre nel 2015 ha fatto il suo debutto al Festival di Salisburgo. E ci fermiamo qui, ma ci sarebbe ancora molto altro ….

Oltre ad avere diretto la bellissima e quasi dimenticata Siberia di Giordano, restituendola alla sua dimensione di capolavoro, Noseda ha dunque condotto giovedì scorso un concerto con in programma il Concerto per orchestra di Witold Lutosławski e i famosissimi  Quadri da un’esposizione di Modest Musorgskij , nella versione orchestrata da Maurice Ravel.   Lutoslawky, compositore e direttore d’orchestra polacco (1913-1994) scrisse questo concerto tra il 1950 e il 1954, sotto l’influenza di una analoga composizione di Bartok da lui molto ammirato; è diviso in tre movimenti che richiamano le antiche forme barocche (Intrada; Capriccio e Arioso; Passacaglia, Toccata e Corale) e fa uso di materiali melodici del folclore slavo. La sua caratteristica è inoltre quella di impegnare l’orchestra per blocchi e sezioni: nell’Intrada il primo tema del movimento è esposto dagli archi su una nota continuamente ribattuta dai timpani. Noseda riesce perfettamente a trarre il massimo da ciascuna famiglia strumentale, con una direzione molto “passionale” e vibrata, ottenendo un suono di assoluta perfezione e corposità, in un crescendo di tensione che coinvolge l’ascoltatore facendogli apprezzare al massimo un brano non molto conosciuto e certo di non facile esecuzione.

Ma se la prima parte è già un trionfo, con la seconda si arriva alla apoteosi. Si tratta forse di una delle pagine più famose e affascinanti della musica strumentale russa; da questo punto di vista, l’intervento sull’originale per pianoforte del finissimo orchestratore Ravel (cosa che certo non si può dire del pur sommo Musorgskij) non toglie assolutamente nulla al “colore locale” ma anzi ne dilata al massimo le possibilità espressive, senza forzature ma al contrario rispettandone pienamente lo spirito .  I dieci pannelli – collegati tra loro dalla bellissima Promenade sono di una ricchezza e raffinatezza timbrica senza pari, e nelle mani di Noseda l’orchestra del Maggio restituisce in pieno quelle forme e quei colori in una sorta di straordinaria sinestesia. A partire dalla Passeggiata iniziale, affrontata con grande piglio ed energia, ogni singolo “pannello” viene restituito con i suoi contrasti, i suoi sbalzi cromatici e le sue dissonanze, in un vero e proprio crescendo emotivo che culmina nell’esecuzione trionfale della Grande Porta di Kiev.

Un grande direttore e una splendida orchestra hanno operato dunque in perfetta sintonia, per una serata davvero memorabile. Peccato solo per due cose: nessuna concessione di bis pur ripetutamente richiesti  (cosa comprensibile però, dato il grande sforzo emotivo e non solo) e la scarsa partecipazione del pubblico che, come per Siberia, ha lasciato numerosi vuoti. Cosa triste e preoccupante perché ora più che mai il teatro del Maggio (e il teatro in generale) avrebbe bisogno del massimo sostegno, soprattutto quando offre come in questi casi davvero il massimo della qualità. Chi c’era ha comunque apprezzato, con grande entusiasmo.

 

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da mancini roberto il 01/10/2021 16:54:30

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