Editoriale

DALLA CULTURA DELL’OMERTÀ A QUELLA DELLA DELAZIONE

Sinistre tendenze della gente per bene (o presunta tale)

Italo Inglese

di Italo Inglese

sono Paesi in cui l’ordine sociale è assicurato, più che dalle leggi e dalla forza pubblica, dal controllo che gli stessi cittadini esercitano, da un alto livello di responsabilità individuale, da un rapporto tra cittadino e autorità basato sul reciproco affidamento e sulla collaborazione. Purtroppo, il caso dell’Italia è ben sintetizzato in un episodio del film I nuovi mostri di Monicelli, Risi e Scola (1977). In un borgo siciliano un mafioso viene ferito gravemente dai sicari della cosca avversaria. L’uomo, morente, viene soccorso da un carabiniere, il quale gli chiede se ha riconosciuto i suoi aggressori, che erano a viso scoperto. Il mafioso, esalando l’ultimo respiro, risponde: «Ecché a mia spararono? Quando mai!». Si tratta di un’iperbole, certo, che tuttavia raffigura un’inclinazione all’omertà non circoscritta alla Sicilia ma storicamente diffusa, sia pur con diverso grado di intensità, in tutto il Paese.

   Ora pare che qualcosa stia cambiando. La mentalità nazionale, già folgorata dalla legislazione incentivante il pentitismo e, più recentemente, da quella sul whistleblowing, che tutela il “segnalatore d’illeciti”, cioè l’autore della “soffiata”, sembra avviata ad una positiva trasformazione. Un vero e proprio “cambio di paradigma” rispetto ai tempi in cui il delatore era considerato con disprezzo, e talvolta fisicamente liquidato, dagli stessi destinatari e fruitori delle informazioni da lui fornite.

Accade così che, sempre più spesso, l’uomo comune si senta investito di una funzione sociale. Ma, curiosamente, questo sussulto di coscienza civica si manifesta verso un unico obiettivo: la denuncia dei trasgressori delle norme limitatrici della libertà personale fissate dai decreti anti-covid. Gli informatori si guardano bene dal denunciare il malavitoso che imperversa nel quartiere, il pirata della strada, i manigoldi che hanno occupato abusivamente la casa del vicino. Diventano invece solerti, impavidi e implacabili quando si tratta di stigmatizzare la festicciola che si svolge sulla terrazza del piano sottostante, benché non vi sia alcun pericolo che i partecipanti al convegno possano attentare alla salute del denunciante (nel qual caso, una sua reazione sarebbe almeno giustificata dalla legittima difesa). E lo fanno sospinti dall’irrefrenabile esigenza di ergersi a paladini della legalità, rischiando peraltro di incorrere in una situazione imbarazzante laddove l’illecito denunciato fosse considerato inesistente da un giudice che ritenesse la libertà personale costituzionalmente sancita non comprimibile per mezzo di siffatti decreti.

Conosco una signora di mezza età, residente in un quartiere prestigioso della capitale (uno dei pochi in cui il PD è risultato il partito più votato), che appartiene alla predetta schiera di nuovi eroi. Ella è solita parcheggiare il suo Suv in doppia fila, sul marciapiede o sulle strisce pedonali, creando non pochi problemi alla circolazione. Porta a spasso il suo cagnolino senza raccoglierne le deiezioni. Ma si sente a posto con la sua coscienza perché lettrice di “Repubblica” e “Domani”, finanziatrice di “Save the children” e, appunto, inflessibile persecutrice di coloro che non si attengono scrupolosamente alle misure del lockdown, salvo approvare gli assembramenti promossi dai centri sociali, dai movimenti lgbt+, dai comitati per la celebrazione della Resistenza.

L’Italia è un paese di contraddizioni, alcune affascinanti, altre miserevoli.

 

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da stingwater nike sb dunk low magic mushroom fake il 29/04/2021 09:45:33

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