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Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto di Daniele Gatti e Adriana Lecouvreur inaugurano l’ottantatreesimo Maggio Musicale. Con il pubblico?

Il sovrintendente Pereira svela il …giallo durante la conferenza stampa di presentazione dell’opera: spero di aprire al pubblico, ma solo se ci saranno le condizioni e questo deve dirlo la regione Toscana. Molta attesa per l'Adriana.

di Domenico Del Nero

Il concerto di Daniele Gatti e Adriana Lecouvreur inaugurano l’ottantatreesimo Maggio Musicale. Con il pubblico?

Il sipario è aperto, la scena un elegante edificio neoclassico, probabilmente un teatro. Una conferenza stampa un po' insolita, quella di ieri lunedì 19 aprile al teatro del Maggio Musicale Fiorentino.  E sul palcoscenico questa volta ci sono anche alcuni giornalisti, in una conferenza stampa davvero inusuale; metà in streaming e metà in presenza, anzi in scena! Faccia a faccia – ovviamente a debita distanza e con tanto di mascherina – con il regista e gli interpreti principali, entusiasti di essere al Maggio, ma pesantemente segnati dall’essere da molto, troppo tempo orfani di pubblico.

E così, la presentazione di Adriana Lecouvreur, capolavoro di Francesco Cilea che il 27 aprile inaugurerà la stagione operistica del Festival del Maggio, diventa anche un momento di bilanci, previsioni, auspici, sotto il segno della cautela ma anche della decisione. Alexander Pereira, il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, difende giustamente la sua scelta di “tenere aperto”, anche se limitandosi forzatamente allo streaming e alle registrazioni, che verranno trasmesse sulla piattaforma digitale ItsArt del ministero dei beni culturali (ma alcune sono già state trasmesse sul sito del teatro.) “La scelta dello streaming ha consentito al teatro di mantenere la sua eccellenza e la sua qualità – ha dichiarato Pereira – abbiamo ottenuto dei finanziamenti e anche dal punto di vista finanziario il risultato sarà migliore che in passato; l’alternativa sarebbe stato mettere in cassa integrazione i miei collaboratori e almeno questo siamo riusciti in buona parte a evitarlo.” 

Ma per quanto riguarda gli eventi inaugurali del festival, il concerto di Daniele Gatti del 26 aprile e la premiere di Adriana il 27? Il sovrintendente è molto chiaro e deciso:” La mia intenzione sarebbe di aprire il teatro al pubblico, ma per questo bisogna che Firenze sia in zona gialla”. Il sovrintendente ha precisato che tutti gli spettacoli saranno disponibili in streaming anche in caso di apertura al pubblico.  Tutto dipenderà quindi dall’andamento dell’epidemia: Pereira si tiene in stretto contatto con la Regione Toscana e saranno decisivi i numeri dei contagi dei prossimi giorni. Solo giovedì sera o venerdì potrà sciogliere la riserva e dire se il pubblico potrà finalmente tornare ad occupare – ovviamente in assoluta sicurezza - quelle sedie da troppo tempo vuote. Se il colore cambierà da arancione a giallo, ci si potrà affrettarsi a comprare i biglietti per questi due eventi e si potrà anche pensare a mettere in scena due repliche di Adriana.

In che misura però si potrà aprire? Molto giustamente, il sovrintendente sottolinea che più che il numero la cosa fondamentale è in questo momento, e almeno per le prime due settimane, la riapertura stessa. I posti a disposizione non potranno essere più di cinquecento, ma per le prime recite - dato ma non concesso che si possa aprire – si andrà avanti comunque, a prescindere dalla risposta del pubblico.  Poi certo, per il prosieguo del festival, per gli appuntamenti successivi ai primi, dipenderà dalla reazione del pubblico stesso: difficile pensare a fare due o tre repliche di uno spettacolo se non ci sono più di un centinaio di spettatori. Ma la speranza è ovviamente che gli amanti del bello, dell’arte, della musica abbiano un profondo desiderio “di quel cibo che, saziando di sé, di sé asseta”, per dirla con Dante, soprattutto dopo un così lungo e forzato digiuno. Inoltre, il teatro meriterebbe tutto il sostegno e l’affetto che il suo pubblico è in grado di dargli, come testimoniano ancora queste parole del sovrintendente: “ Noi siamo pronti ad aprire in qualsiasi momento, non abbiamo messo l’orchestra in platea durante il periodo delle riprese per lo streaming: abbiamo creato una situazione per essere in grado di fare musica in tempo reale con coro e cantanti in palcoscenico e orchestra nella buca in qualsiasi momento.” Il Maggio si è quindi sempre tenuto pronto all’abbraccio col suo pubblico, in grado di riaprire anche con il minimo preavviso; si pera dunque che tutto questo possa essere pienamente ricambiato.

Questo “bisogno di pubblico” è emerso del resto anche durante l’incontro gli artisti: il maestro Daniel Harding, direttore d’orchestra, il regista Frederic Wake-Walker, la soprano Maria José Siri, (Adriana) il tenore Martin Muehle (Maurizio, conte di Sassonia) la mezzosoprano Ksenia Dudnikova (La principessa di Bouillon) e il baritono Nicola Alaimo (Michonnet). Tutti hanno espresso la nostalgia e il profondo desiderio di ritrovare il contatto diretto con il pubblico, che è un elemento vitale e non certo “accessorio” del loro lavoro e della loro realizzazione artistica.

“Adriana è uno dei grandi titoli operistici dei primo Novecento, un po’ meno conosciuta rispetto ad altri ma non per questo meno importanti, molto interessante anche per la sua caratteristica metateatrale (il teatro nel teatro). Un capolavoro tra l’altro creato in buona parte a Firenze, proprio a due passi dal vecchio teatro comunale”, ha dichiarato Pereira introducendo la presentazione dell’opera. È dunque opera che si potrebbe definire toscana, anzi fiorentina, che vede sul podio il maestro Daniel Harding a dirigere il Coro e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e, alla regia, il debutto fiorentino di Frederic Wake-Walker. Sul palco un grande cast capeggiato da María José Siri, Martin Muehle, Ksenia Dudnikova, Nicola Alaimo, Paolo Antognetti, Alessandro Spina, Chiara Mogini, Valentina Corò, Davide Piva, Antonio Garés e Michele Gianquinto. Maestro del Coro è Lorenzo Fratini. Le coreografie sono di Anna Olkhovaya, le scene di Paulina Liefers, i costumi di Julia Katharina Berndt, le luci di Marco Faustini.

“Un anno fa circa, il sovrintendente Pereira mi ha invitato al Maggio dove ero stato solo nel 2016 con i Wiener Philharmoniker. Mi propose l’Adriana Lecouvreur che, confesso, era una composizione che non conoscevo e addirittura un’opera che non avrei mai pensato di dirigere. Però mi sono ricordato alla bella esperienza a Milano, alla Scala, quando diressi Pagliacci e Cavalleria rusticana, altre due opere che non pensavo potessero essere parte del mio repertorio, ma delle quali, non appena le ho affrontate, me ne sono innamorato. Inoltre avrei avuto l’opportunità di lavorare con il Coro e l’Orchestra del Maggio e con il Maggio. Quindi a fianco di questo ho visto nella proposta di Pereira l’opportunità di affrontare un compositore nuovo e un nuovo mondo per me e sono così grato e così felice di poter lavorare su Adriana, un’opera squisitamente teatrale, commovente e drammatica, incredibilmente onesta e semplice. Semplice - mi spiego meglio - nel senso che non è assolutamente pretenziosa nella scrittura; Cilea non richiede mai qualcosa che sia più complicato di quello che è necessario, c’è un uso della musica, dove le tante idee e i tanti elementi narrativi ritornano in prospettive differenti, punti di vista, che creano comunque una coerenza musicale.” Così il maestro Daniel Harding, già protagonista nei giorni scorsi con il Maggio di una bellissima esecuzione del Titano di Mahler (che verrà trasmessa in streaming) e che dirigerà prossimamente il Requiem di Mozart (29 aprile). “ C’è poi una bellissima ironia in quest’opera: celebriamo la vita e la personalità di una attrice che era nota per dire che recitare doveva essere semplice come parlare - allontanandosi dal concetto di un canto o una recitazione “tecnica” ma più vicina alla naturalezza - e per interpretare un ruolo come questo invece è necessaria una formidabile cantante che sappia essere anche una formidabile attrice. In questa produzione noi abbiamo una formidabile María José Siri e con lei un formidabile cast – conclude il direttore.

Entusiasta del progetto e del team anche il regista Frederic Wake-Walker: “ avere la possibilità di essere nella sala prove del Maggio Musicale (non una qualunque) con dei cantanti meravigliosi è stata un’opportunità speciale e un grande onore. Come ha detto il Sovrintendente: avevo visto il progetto di Jürgen Flimm  e ciò ha fatto immediatamente nascere in me l'idea del teatro nel teatro. È qualcosa che inserisco spesso nel mio lavoro e penso che Adriana Lecouvreur sia l’opera giusta proprio per questo periodo poiché siamo affamati di musica e teatro da più di un anno ormai. In questa produzione, infatti, c’è tutto il teatro a cui si può pensare: la commedia, la tragedia, la commedia dell'arte, il balletto classico, il cabaret, il simbolismo e molto altro. In breve: proprio perché il teatro non lo abbiamo avuto per molto tempo, abbiamo inserito una vera e propria esplosione teatrale in questa produzione”.

Entusiasmo e grande soddisfazione da parte di Maria José Siri, che è stata una grande Abigaille nel Nabucco fiorentino dello scorso ottobre (Adriana per me è uno specchio in cui per tanti aspetti rivedo me stessa; un personaggio che fa bene al cuore, alla voce e dà molte soddisfazioni a tutti i livelli e da tutti gli altri convenuti.  Molto accurato il lavoro fatto sulle coreografie del balletto e sui movimenti scenici dei personaggi: importante il tema del triangolo, che si può definire un leitmotiv scenico della vicenda ed è stato più volte evidenziato dalla coreografa Anna Olkhovaya. Infine, un commento molto appropriato di Cesare Orselli, che ha giustamente elogiato il coraggio di Pereira nell’aprire e nel chiudere il festival con due titoli “veristi”, Adriana Lecouvreur di Cilea e Siberia di Umberto Giordano; questo in una piazza, come quella fiorentina, che non ha mai amato i musicisti della cosiddetta “giovane scuola”.

Per quanto concerne la trama, si tratta una vicenda vissuta in epoca illuministica da Adriana, una grande tragicienne della Comédie Française (celebrata da Voltaire), all’interno di una variante del classico triangolo amoroso con Maurizio, conte di Sassonia conteso fra la principessa di Bouillon e la protagonista, e Michonnet, compagno di teatro segretamente innamorato di Adriana. Per Cilea ci sono tutti gli elementi di sicura efficacia drammatica da poter sviluppare in musica: intensi colpi di scena, scontri notturni tra rivali in amore, omaggi al Grand opéra, l’ambientazione nel Settecento galante (dipinto con grazia e levità secondo il modello francese), un intrigo noir e l’espediente del teatro nel teatro che consente alla protagonista di passare dalla finzione di una commedia recitata alla passione della vita reale.

un momento della conferenza stampa di lunedì 19 aprile

 

 

 

 

 

 

 

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