Maggio Musicale Fiorentino

Linda di Chamounix: per la prima volta sulle scene fiorentine dal 1910. Purtroppo visibile solo in streaming.

L'opera di Gaetano Donizetti, un tempo molto popolare ma ultimamente dimenticata, si potrà seguire in streaming sul sito del teatro domani alle 20.

di Domenico Del Nero

Linda di Chamounix: per la prima volta sulle scene fiorentine dal 1910. Purtroppo visibile solo in streaming.

Gaetano Donizetti è decisamente di casa al Maggio Musicale Fiorentino; non solo con l’Elisir D’Amore più volte riproposto in questi ultimi anni, o con il frizzante Don Pasquale in versione night club dello scorso febbraio; basti pensare alla Lucia di Lammermoor con la grande  Jessica Pratt (stagione 2015/16), o tra i titoli meno noti,  l’esecuzione della intera Trilogia Tudor  ( Anna Bolena, Maria Stuarda, Roberto Devereux  ) messa in scena tra il 2012 e il 2014 con interpreti d’eccezione quali Mariella Devia.

Domani, venerdì 15 gennaio, il teatro toscano aggiunge un’altra rarità al suo ricco repertorio: Linda di  Chamounix, opera della piena maturità del compositore bergamasco, che non si vedeva in riva d’Arno dal lontano 1910 (teatro della Pergola.)  Un melodramma semiserio del 1842, una vicenda che per certi aspetti può ricordare quella dei Promessi Sposi, la cui edizione definitiva, la cosiddetta quarantana, fu pubblicata proprio tra il 1840 e il 1842: tra i protagonisti spiccano gli umili   (in questo caso,  poveri abitanti della Savoia, a cui appartiene anche Linda), il nobilastro alla Don Rodrigo (Il Marchese di Boisfleury) e il Visconte di Sirval, Carlo, nobile d’animo (almeno in parte) oltre che di stirpe.  Con questo soggetto tra il montanaro e il salottiero, verseggiato dal rinomato librettista Gaetano Rossi che lo aveva tratto da una commedia francese, Donizetti conquistò la platea viennese: si trattava, all’incirca, della sua settantesima opera, un anno prima che la malattia lo obbligasse a un penoso e definitivo silenzio. La critica fu da subito favorevole,  apprezzando il linguaggio armonico raffinato e la cura dei dettagli musicali.

Il compositore aveva assistito al Théâtre de la Gaîté alla pièce  La grâce de Dieu di Adolphe-Philippe d’Ennery e Gustave Lemoine e ne era rimasto positivamente impressionato. In una lettera della vigilia di Natale del 1841, Donizetti riassume così, tra il serio e il faceto, il soggetto al cognato Antonio Vasselli: “Non andar cercando nella Storia [cioè fra i grandi avvenimenti storici] il soggetto di Vienna. Son ragazzi che partono dalla Savoia per Parigi onde guadagnar pane. V’è chi è buono e chi è cattivo. Una ragazza sta più volte per lasciarsi sedurre, ma, ogni volta, sente la canzone del paese, e pensa al padre, alla madre e resiste... Poi non resiste più... [Ma dopo] il seduttore vuole sposare un’altra. Poi essa diviene pazza (auff!); poi torna al paese con un povero ragazzo che la fa camminare a forza di suonarle la canzone: se no, s’arresta... Muoion quasi di fame tutti e due. Il seduttore arriva... non ha sposato. La ragazza rinviene, ché a sentire... la donna rinviene subito. Non dirmene male, perché ho vista la pièce a Parigi. È corta e mi serve a proposito.

L’opera tuttavia fu lunga , con molti personaggi e tutt’altro che banale. Il maestro  Michele Gamba, chiamato a dirigere l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, così si esprime: “Un'opera poco rappresentata del genio bergamasco: ci troviamo la forza e la dolente follia di una donna lacerata dall'allontanamento dalla famiglia e dall'amore per un uomo. Sullo sfondo, il dramma dei migranti, il riscatto sociale, la metropoli ricca e cosmopolita. Un grande successo alla prima viennese del 1842, in questa edizione fiorentina ritroviamo l'originaria scena della follia della protagonista nella sua interezza, con degli inserti donizettiani inediti. Una prima in tempi moderni. Alla musica ci pensa un Donizetti sopraffino, sofisticato ed engagé. La tavolozza orchestrale è ricercatissima, le linee melodiche nobili anche quando di origine popolare. La musica si fa Koinè che affonda le radici nello spirito europeo del suo tempo."

In effetti, se alcuni numeri della partitura presentano una struttura nel complesso tradizionale, il musicista  sperimenta anche formule melodrammatiche non convenzionali in misura maggiore che in passato: effetti strumentali particolari che caratterizzano ciascun personaggio dell’opera o temi ricorrenti come quello di Pierotto o dell’amore tra la protagonista e il viscontino (in incognito) Carlo, che è poi quello del duetto A consolarmi affrettati; tema che, come una specie di Leitmotiv ante litteram, echeggia in alcuni momenti culminanti della vicenda, come nella scena della follia di Linda, che precede di poco  lo scioglimento felice della vicenda.

Per quanto riguarda l’allestimento fiorentino, il regista Cesare Lievi dichiara: “è uno di quei titoli con una storia un po’ strana legata ad altri tempi e già per i tempi d’allora romanzata; per affrontarla ho desiderato evidenziare il realismo e la modernità che essa contiene ambientandola comunque con costumi e scene - che sono di Luigi Perego – rigorosamente d’epoca e di renderla il più possibile godibile affinché il pubblico potesse in qualche modo rispecchiarsi nella trama. La situazione sanitaria contingente ci ha posto delle limitazioni che ho cercato di trasformare in opportunità e a questo proposito penso per esempio al Coro che non potendo svolgere azioni di scena è diventato un come personaggio a sé, il Narratore. Gli Artisti del Coro terranno lo spartito si posizioneranno distanziati e i movimenti che avrebbero dovuto fare sono stati affidati a dei figuranti.”

E’ un vero peccato che non si possa godere questo spettacolo direttamente sulla scena, ma si spera che questo comunque possa avvenire quanto prima. E comunque, grazie Maggio per continuare a produrre cultura anche di questi tempie in queste durissime condizioni.  Oltre alla grande Jessica Pratt nel ruolo della protagonista, abbiamo Francesco Demuro nei panni del visconte Carlo e Fabio Capitanucci in quello del “cattivo” Marchese di Boisfleury. Orchestra e coro (diretto dal bravissimo maestro Lorenzo Fratini) del Maggio Musicale Fiorentino. Sarà possibile seguire la rappresentazione in streaming alle ore 20 sul sito del Maggio, dove resterà disponibile per un mese; La ripresa dello spettacolo è realizzata da Dynamic – in collaborazione con Operabase - in collaborazione con Takt1.

 

 

La trama dell’opera (fonte http://www.operamanager.com/cgi-bin/process.cgi?azione=ricerca&tipo=OP&id=793)

Atto primo. Antonio e Maddalena sono molto preoccupati per la felicità e per la virtù della figlia Linda, soprattutto da quando il prefetto li ha informati dei segreti disegni del marchese che, fingendo di proteggerla, intende in realtà approfittare della fanciulla. Linda è però segretamente innamorata di Carlo, che è in realtà il visconte di Sirval, nipote del marchese. Su consiglio del prefetto, Linda si unisce a Pierotto e ad altri musici savoiardi e si reca a Parigi.

Atto secondo. Linda vive da qualche tempo in un appartamento che Carlo le ha messo a disposizione. Il marchese, riconosciutala, rinnova le sue profferte, ma la fanciulla lo respinge. Anche Antonio si trova nella capitale, sulle tracce della figlia, ma inizialmente non la riconosce nelle vesti della ricca signora. Quando però la giovane gli si rivela, egli, convinto che abbia perduto il suo onore, la respinge. Sopraggiunge Pierotto, che annuncia il matrimonio di Carlo con una giovane di nobili origini; il padre, affranto, riparte, mentre Linda perde la ragione ed è riportata a Chamounix dall’amico.

Atto terzo. Carlo apprende dal prefetto la sorte di Linda e gli confida di avere rifiutato le nozze impostegli dalla madre per amore di lei. Quando la rivede, Carlo le si fa incontro e, riaffermando la sincerità dei propri sentimenti, le restituisce la ragione.

 

LINDA DI CHAMOUNIX

Melodramma (semiserio) in tre atti di Gaetano Rossi

Musica di Gaetano Donizetti

Edizione critica a cura di Gabriele Dotto

Casa Ricordi srl, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e Fondazione Donizetti di Bergamo

Nuovo Allestimento

Maestro concertatore e direttore Michele Gamba

Regia Cesare Lievi

Scene e costumi Luigi Perego

Luci Luigi Saccomandi

Linda Jessica Pratt

Pierotto, giovane orfano savoiardo Teresa Iervolino

Carlo, Visconte di Sirval Francesco Demuro

Antonio, affittaiuolo, padre di Linda Vittorio Prato

Maddalena, madre di Linda Marina De Liso

Il Marchese di Boisfleury Fabio Capitanucci

Il Prefetto Michele Pertusi

L’Intendente del feudo Antonio Garés

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Assistenti regista Mirko Rizzi

Assistente scenografo Luca Filaci

Figuranti speciali Elena Barsotti, Maria Lucia Bianchi, Paolo Arcangeli, Andrea Bassi, Lorenzo Cencetti, Cristiano Colangelo, Giacomo Dominici, Francesco Grossi, Filippo Lai, Lorenzo Terenzi

Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Scene e attrezzeria Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Costumi Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, forniti da Sartoria D’Inzillo, Roma

Calzature CTC, Milano

Parrucche Audello Teatro, Torino

 



 

 

 

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Giuseppina ANITA il 09/02/2021 13:05:25

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