G.Agnelli vs il Principe Carlo

Battaglia all'arma bianca per definire l'uomo più elegante

I due rappresentano stili diversi di abbigliamento, ma che si adattano se parliamo di buon gusto.

di LORD BRUMMELL

Battaglia all'arma bianca per definire l'uomo più elegante

Agnelli e il Principe Carlo

Giovanni Agnelli e il Principe Carlo d’Inghilterra rappresentano due diversi stili di abbigliamento, ma che si adattano perfettamente se parliamo di buon gusto. 

Da un lato Agnelli, che fu per molti anni pioniere dell’essenza pura della moda maschile. 

Osò con tutto ciò che poteva indossare, arrivando perfino a combinare cose tanto spropositate come gli  stivali Panamá Jack con un abito Principe di Galles, sartoriale.

Questo suo tocco, o ritocco, dell’eleganza si perpetua tutt’oggi nelle più grandi e modaiole città del mondo.

Non è raro vedere in metropoli come Roma, Milano, Parigi, New York, persone perfettamente vestite che indossano stivali di camoscio sotto abiti di alta sartoria. Per non parlare della sua personale abitudine a portare l’ orologio sul polsino della camicia perché gli dava fastidio il contatto del metallo con la pelle. 

Questa è stata un'altra originalità che ha costretto perfino la via principale dei camiciai, Jermyn Street, a includere nelle sue vetrine bluse con piccole aggiunte di tessuto sui polsi così da permettere all’orologio di rimanere ben saldo sul polsino della camicia. 

Altro che Monti.

Un rivoluzionario che segnò, è insegnò, lo stile a molte generazioni e tutto con la più assoluta normalità, senza che nulla apparisse mai forzato.

Dall’altro lato Carlo d’Inghilterra, rappresentante magister della sobrietà nell’indossare il supreme della classicità.

Il Principe Carlo, vivaista.

Lui, ha sempre l’abito giusto, la cravatta giusta, così come la sciarpa e le scarpe perfettamente abbinate. 

Sebbene non possa essere qualificato come un innovatore, un modello di tendenza, certamente quella sua linearità è la cosa a cui debbono attingere i gentleman di tutto il mondo per raggiungere una tranquilla eleganza formale a tutte le ore del giorno.

I suoi abiti di corte, dal taglio squisito, erano così perfettamente indossabili e classici vent’anni or sono che, non ci stupiremmo, potessero essere riproposti anche attualmente, ad un galà con la Regina.

È tanta la superiorità che mostra nel vestire che si permette di non dare a capire a nessuno che i suoi completi sono confezionati dai migliori sarti-tagliatori di Savile Row, respingendo la moda, tanto tristemente estesa, di sbottonarsi le asole delle maniche della giacca. 

Principe allegro

A qualcuno può venire il dubbio che dietro a quei doppiopetto così ben lavorati non ci sia il lavoro di molti giorni di un grande professionista delle forbici?

Tornando ad Agnelli, il gentiluomo e il grande viveur, si è sempre potuto permettere un suo stile personalissimo soprattutto grazie al suo fisico elegante e alle sue movenze raffinate.

Per il sottoscritto, e il mio direttore non ne converrà sicuramente, è stato l’unico, vero ambasciatore del Bel Paese nel mondo.

Per mezzo secolo, tutti coloro che si sono posti l'obiettivo di migliorare la propria immagine, di darsi un tono e acquisire una certa classe, lo hanno più o meno consapevolmente copiato, finendo talvolta nel ridicolo. Perché gli slanci fashion dell'Avvocato erano, e rimarranno, inimitabili.

Nonchalance e understatement, che sono poi le vere cifre dell'eleganza, gli erano molto congeniali.

Eppure la sua disinvoltura aveva alcune regole personali, ma precise: mai calzini corti e mai scarpe a punta, ad esempio. Non era un rileccato 'figurino', anzi pareva odiasse l'eleganza troppo accurata e, nel mesmo tempo, era il Dandy dei Dandies, con quelle bellissime cravatte in cashmere portate fuori dal maglione, quei piumini indossati sopra i blazer…

Talvolta sembrava perfino un provocatore: come quando si presentava con giacca e pantaloni spaiati, di due abiti diversi ma simili, oppure con un vecchio cappotto grigio con la martingala. Ma più usciva dai canoni più veniva considerato elegante.

Attualmente, conosco una sola persona -non a questo livello-, ma simile nello stile.

Non è un personaggio famoso, anzi odia il presenzialismo e la mondanità, e non vuole essere menzionato, però è -da chi si intende di moda maschile- molto apprezzato.

Agnelli era Agnelli, un mito che resterà sempre moderno, un uomo considerato da tutti e al quale tutto era permesso.

Alla fine dei suoi giorni, da ammalato, si è fatto vedere pochissimo e ha voluto vedere pochissime persone: probabilmente voleva essere ricordato per quella particolare eleganza maschile che i non più giovani conservano solo insieme all'efficienza fisica.

Riprendendo in considerazione il Principe Carlo c’è da dire…

Sapete che non mi viene altro in mente? Dunque, la tragica fine di Lady Diana, Camilla, la Regina, i figli… Lady D, Camilla, i figli…

 Carlo e Camilla, che dire di più...

Di lui, avrete capito, mi è rimasto ben poco da scrivere.

Vince nettamente Gianni Agnelli per Knock-out.

(...se avesse tenuto ad un' altra squadra, quale intendo io, si sarebbe avvicinato all' Onnipotente).

Buona Eleganza a tutti!

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    4 commenti per questo articolo

  • Inserito da adorni il 16/02/2012 22:46:42

    Altro che televisione, siete una vera delizia

  • Inserito da fabio_dp il 15/02/2012 18:16:25

    CASPITA, LB, molto molto ben fatto

  • Inserito da rosannaP il 15/02/2012 17:42:10

    Massimo, è bellissimo

  • Inserito da sergio_capuano il 15/02/2012 17:36:06

    Che dire! Io mi fermo su totalità e non mi rimuovo più. Pezzo di un'eleganza unica, chiaramente scritto con la competenza e la sicurezza di chi conosce la materia. Bravissimo LB

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