Dal Chesterfiled al Casentino

Ci siamo, è finalmente arrivato il momento del cappotto. -Prima Parte-

Molti soprabiti sono passati alla storia e ancor oggi sono presenti negli armadi dei gentleman più eleganti, per la loro grande bellezza e per avere il privilegio di trasformarsi nei veri protagonisti di qualunque insieme.

di LORD BRUMMELL

Ci siamo, è finalmente arrivato il momento del cappotto.  -Prima Parte-

Una delle più piacevoli sensazioni che ci porta l'inverno è sentire la sua aria fredda sul viso, mentre ci godiamo il caldo abbraccio di un maglione di lana e di un buon cappotto.

L'offerta di soprabiti oggi, è praticamente innumerevole, ma non tutti servono per qualunque cosa né tutti sono ugualmente eleganti.

Benché sia frequente mescolare differenti stili è importante completare questo capo sapendo che ogni abbigliamento richiede un tipo di cappotto diverso e che non può essere lo stesso che utilizziamo per andare in ufficio o quello che scegliamo per andare al golf.

Il cappotto, da usare sopra l'abito, ha bisogno della stessa serietà di quest’ultimo. Per tal ragione risulta importante accompagnare la cravatta con paltò che cadano sotto il ginocchio o almeno arrivino ad esso.

I modelli tra i quali scegliere sono molteplici; si va da quello a una fila di bottoni, al cappotto doppiopetto, con o senza cintura, con collo di velluto o pelliccia, con tasche diagonali, a toppa o dritte.

Molti sono passati alla storia e ancor oggi sono presenti negli armadi dei gentleman più eleganti, per la loro grande bellezza e per avere il privilegio di trasformarsi nei veri protagonisti di qualunque insieme.

Basterà indossare un Chesterfield per capire il perché di ciò. Alla maestosità del Chesterfield bisognerebbe aggiungere la polivalenza del Crombie o l'atemporalità del Casentino o del soprabito tirolese. E a questi va aggiunto il conosciutissimo cappotto Polo che, oltre a vestirci elegantemente con la sua corte incrociata, ci permette anche di mettere qualunque cosa nelle sue ampie tasche.

Casentino

Se questi cappotti ci sembrassero troppo classici, potremmo optare per il più giovanile cover-coat.

Questo cappotto, al contrario degli altri più famosi, rimane leggermente al di sopra del ginocchio ed è utilizzabile sia in campagna che in città, ed è stato concepito come un cappotto equestre, quando si monta il cavallo, con un taglio stretto, leggero e sportivo.

Crombie

Inoltre, un altro dei grandi vantaggi di questo soprabito è che può essere utilizzato anche con vestiti informali, senza perdere l’apice di una sportiva raffinatezza.

I cosiddetti tre quarti sebbene non contino sulla bellezza dei classici cappotti inglesi, concedono, però, maggiore libertà di movimento e sono meno costruiti.

Polo Coat

Indipendentemente da quale sarà la scelta, vestendo un abito, bisogna assicurarsi che il cappotto copra interamente la giacca, oltre alle maniche della camicia. Ugualmente, è importante avere presente che il collo del cappotto, al contrario di quanto normalmente si pensa, deve coprire completamente il collo della giacca e della camicia.

Cover coat

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da silvana il 10/12/2014 12:37:12

    negli ultimi anni si è persa la moda del cappotto lasciando la preferenza ai giacconi imbottiti, indici di calore e riparatori dal gran freddo. non c'è dubbio che tra un bel cappotto e un giaccone la differenza è notevole, poiché, mentre il cappotto dà una certa signorilità a chi lo indossa, il giaccone tende a svalorizzare lo stile di chiunque, perché ingoffa. il cappotto oggi lo si indossa solo nelle occasioni più importanti, ma c'è una forte nostalgia dei tempi andati, quando era unico, con fattura differente completato da una sciarpa ben intonata e da un cappello a foggia differente. la moda è capricciosa e ripetitiva, per cui penso che il cappotto prima o poi tornerà prepotentemente in auge.

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