Glamour e Etichetta

Un uomo non è esclusivamente cultura, formazione, istruzione e gentilezza...

Le sei regole fondamentali per un vestito Glamour

di Massimo Melani

Un uomo non è esclusivamente cultura, formazione, istruzione e gentilezza...

Fin da giovanissimi, i nostri padri vanno instillando norme di comportamento che plasmano l’ esistenza dei propri figli, il loro aspetto esteriore deve essere accompagnato da regole di cortesia che sono necessarie per vivere nella società e per godere di una vita serena.

 

Il Protocollo.

È un insieme di norme o regole, imposte alle consuetudini, destinate a regolamentare i nostri comportamenti nella società. Se conosci i costumi di un paese, di una famiglia, di un nucleo in generale, si possono conoscere meglio le persone e cercare di comportarsi con la forma adeguata alle loro regole e norme. Il protocollo è un argomento molto ampio e comprende molti concetti e problemi che non sono facili da classificare.

E’ una disciplina che determina le modalità con le quali si realizza un’ importante attività, sono le linee guida in base alle quali si sviluppa un determinato evento.

Esistono molte definizioni in merito al termine protocollo, ma la più importante è che una persona, oltre a sapere, deve anche essere, perché non solo con l’educazione si può agire nella società, e in particolar modo in quella odierna. 

Un uomo non è esclusivamente cultura, formazione, istruzione e gentilezza, ma un insieme di tutti questi elementi che combinati rendono possibile alla persona di essere completa.

Molte volte abbiamo incontrato gente molto istruita, con diplomi professionali di grandi dimensioni, con divise piene di stellette, con cappelli dai cordoni dorati luccicanti, economicamente ben posizionata, ma priva di qualsiasi contenuto che non riesce a capire e a rispettare le regole di cui sopra, o, al contrario, grandi professionisti, esperti in determinati campi, ma che la mancanza di educazione e buone maniere li rende totalmente anonimi (chi abusa del potere per fiaccare e intimidire le persone, chi ostenta una posizione gerarchica sopra la media, chi si infila nelle case e le mette a soqquadro perché il potente di turno ha deciso così...)

Per raggiungere un equilibrio nelle nostre relazioni dovremmo essere consapevoli che il nostro comportamento è più importante di qualsiasi altra cosa che fa parte della nostra vita.

 

Il Glamour.

Il Glamour è il fascino che ha una persona che incanta, che impressiona, che lascia tracce dietro di se. 

Non è solo bellezza fisica, è sofisticazione, eleganza, che si vedono specchiate in ogni aspetto di una persona, nel suo modo di vestire, di camminare, di sedersi, di parlare, di sorridere, di guardare; nella sua pulizia personale, e non tutto è solamente associato al lusso e all’ eleganza, bensì alla sua maniera di agire in ogni situazione e aspetto della vita. 

Il Glamour differisce dalla semplice bellezza quotidiana, perché un uomo può essere bello, ma se manca di eleganza e carisma passerà inosservato in quanto di uomini piacenti ce ne sono moltissimi; gli uomini che incantano, invece, sono rarissimi.

Dobbiamo comportarci verso il prossimo, come noi vogliamo che gli altri si comportino con noi.

Il Glamour è la classe che identifica una persona, il modo di essere e di comportarsi; essa coincide soprattutto con una donna, che avanza dritta, con il vestito in perfetto ordine, che cammina con sguardo fiero senza correre, guardando avanti, ben profumata, ma da ciò non sfuggono nemmeno gli uomini, perché non c’è cosa più meravigliosa che guardare un maschio fresco e pulito, con il suo vestito sartoriale cucito addosso, elegante, cavaliere e allo stesso tempo garbato; questo è un uomo con Glamour, senza che  la sua condizione virile si esaurisca.

 

L’ Etichetta.

E’ un codice che governa le aspettative del comportamento sociale, secondo le norme convenzionali all'interno di una società, classe sociale o gruppo sociale e riflette formule di condotta stabilite socialmente.

La parola descrive un vero e proprio sistema di eventi collettivi, siano essi famigliari, come grandi cerimonie, e che garantiscono il rispetto reciproco nella nostra società; elementi che ci permettono una buona relazione con gli altri e di vivere meglio.

I codici di etichetta prescrivono e restringono le maniere in cui le persone interagiscono con gli altri, e si basano nel rispetto verso il prossimo e verso i costumi accettati in un ambiente, come per esempio:  salutare i nostri parenti, amici e conoscenti con calore e rispetto, astenersi dagli insulti, essere ospitale con gli invitati, usare vestiti adeguati, avere un buon comportamento a tavola, rispettare la puntualità e via dicendo.

L’etichetta dipende da ciascuna cultura e molte volte, ciò che è eccellente consuetudine in una società può sorprendere gli altri. L'etichetta all'interno di ogni cultura si evolve. Essa può variare notevolmente tra le culture delle varie nazioni. 

In Cina, una persona che prende l'ultimo pezzo di cibo da un piatto comune o da una ciotola senza prima offrirla agli altri, può essere vista come un egoista e insultare la generosità dell’anfitrione. Nella maggioranza delle culture europee, si aspetta che un ospite mangi tutto il cibo che gli viene servito, come lusinga alla qualità del vitto.

 

Le Buone maniere.

Le buone maniere sono necessarie per vivere all’interno di una istituzione, per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi e per godere una vita all’ insegna della tranquillità.

Avere buone maniere aiuta a sapere che cosa fare nella maggior parte delle situazioni quotidiane, a trattare con rispetto tutte gli esseri, senza distinzione di razza o status sociale.

L'educazione dovrebbe essere un compito quotidiano, costante e sicuramente ripetitivo.

 

Il Glamour nell’abbigliamento.

 

Esiste una convinzione errata che ogni uomo in giacca e cravatta sia elegante a prescindere.

Questo non è sempre vero.  Perché anche il miglior abito, se non curato nei dettagli, non favorirà mai quel progetto di eleganza e stile voluto dal Glamour e dall’Etichetta.

 

Ho incontrato molte volte uomini, dirigenti in posizioni importanti all'interno di grandi organizzazioni, funzionari giudiziari, avvocati e magistrati, alla ricerca di consigli su questioni di abbigliamento casual, ma che non sapevano indossare un abito sartoriale come avrebbero dovuto.

 

Solo 1 uomo su 6 sa come vestirsi correttamente in maniera formale.

 

Per questa ragione, oggi condividerò con voi i dettagli principali per prendersi cura del tailleur maschile in modo serio, elegante e con stile:

 

Regola n. 1 : il "colore"

 

I colori più appropriati per l'uomo d'affari sono il blu navy, il grigio e il nero. 

Quest'ultimo, che al sottoscritto non piace particolarmente, deve essere usato solo in riunioni dove siamo al centro dell'attenzione, dove il nostro ruolo è quello del protagonista, o, dopo le 5 del pomeriggio.

 

In climi caldi optare, sempre e sottolineo sempre, per il grigio chiaro o il beige.

Mai indossare un abito marrone completo, poiché sottrarrà a chi non è molto alto centimetri importanti e sarà un vero supplizio sotto al sole.

 

Regola n. 2 : la “taglia”  

Ogni abito risulterà malamente indossato se le dimensioni risulteranno sbagliate; deve essere non troppo largo né troppo stretto.

La giacca quando è molto stretta e fascia il corpo, forma un’ orrenda "X", che denota scarsa professionalità ed eleganza. Ma quando è troppo largo, ritorniamo dei bambini che hanno riciclato il vestito di papà.

 

 

Regola n. 3 : "lunghezza corretta

a) Tra la giacca e i pantaloni.

Per lungo. Visto di profilo, la giacca e i pantaloni devono avere la stessa altezza, se ciò è trascurato, le gambe risultano notevolmente più corte e l’aspetto dell’ ensemble ne risente.

Vedi l'esempio visivo.

 

 

 

b) La lunghezza della giacca.

Essa deve raggiungere la prima falange del pollice (con il braccio teso lungo il corpo).

Questo è un dettaglio molto importante per rendere il look perfetto.

 

c) La lunghezza corretta della manica della giacca.

Questo è uno degli errori più comuni di chi indossa abiti formali. Se una delle maniche è più lunga o più corta, questa disattenzione rovinerà il vestito nel suo insieme. Una manica elegante dovrebbe raggiungere l'altezza del polso e permettere alla camicia di fuoriuscire di 2,5 -al massimo- 3 cms.

 

 

Regola n . 4 : "La lunghezza della cravatta"

Né troppo lungo e né troppo corta, la regola corretta è una lunghezza che vada a cadere all'altezza della fibbia della cintura.

Il colore della cravatta o del papillon deve categoricamente fare da contrasto con la camicia.

 

Regola n. 5:  la "cintura"

Uno degli accessori più importanti in un vestito elegante è la cintura, che dovrebbe essere dello stesso colore della pelle delle scarpe. La norma, l’etichetta, richiede che la fibbia sia bloccata al primo o al secondo bucao della striscia di cuoio.

 

 

 

Regola n . 6:  "Le Scarpe"

L’incuria delle calzature rovinerà tutto quanto sopra. 

La regola insegna che le scarpe devono sempre essere pulite, lucidate. Il miglior colore è il testa di moro e il nero per abiti scuri, ed il color caffè per abiti chiari. 

Fondamentale che siano in pelle, con suola di cuoio e se possibile su misura.

 

Rispettate alla lettera queste sei regole e risplenderete sempre di raffinatezza ed eleganza, sentendovi Glamour dalla testa alle scarpe.

 

Buona Eleganza a Tutti!

 

 

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