Fumetti e politica

Eroi e supereroi delle strips sono di destra o di sinistra?

Dagli anni '30 a oggi circa un secolo di storie disegnate:da Dick Fulmine a Batman a Judge Dredd

di Dalmazio Frau

Eroi e supereroi delle strips sono di destra o di sinistra?

I fumetti e la destra. O forse meglio, i fumetti di destra.

Tra i “giovani”, quelli rampanti, quelli che ambiscono a fare “tabula rasa” dei “vecchi”, ma anche tra quelli che hanno la mia età, c’è qualcuno che possa nominare un qualche eroe appartenente al mondo del fumetto che possa ascriversi ai canoni ed ai codici etico culturali della destra?

Chi ha per lo meno la mia età ricorderà adesso “Dick Fulmine”, eroe prettamente “fascista”, ma coloro che sono venuti dopo neppure sanno chi egli sia.

Certo, sono “di destra” Phantom, l’Ombra che Cammina, da noi meglio noto come “L’Uomo Mascherato” e Flash Gordon che lotta contro il despotismo “orientale” dell’Imperatore Ming nel rutilante pianeta Mongo.

È l’America degli anni Trenta ma la sua visione eroica non è così lontana da quella della stessa età italiana, tanto che il Regime Fascista approva questi fumetti mentre da noi si producono opere eccellenti della narrativa grafica come “Saturno contro la Terra”.

Qualcuno ancora menzionerà Batman e Superman. Batman, Il Cavaliere Oscuro, Il Crociato Incappucciato, certamente possiede delle caratteristiche che lo fanno appartenere più alla destra di quanto non sia il “Superuomo” che invece è quella destra repubblicana tipicamente americana.

Batman è il lato buio, è il Vigilante Notturno che solitario combatte una sua guerra privata contro il crimine, affiancando sì la Polizia ma senza mai farne parte. Batman è la “deriva anarcoide” dell’Eroe di destra.

Sul campo Marvel, dobbiamo attendere più tempo per rinvenire eroi del fumetto che possiedano caratteristiche di destra. Alcuni tratti dovuti al lignaggio aristocratico sono presenti nel dio Thor dei Vendicatori, o in Iron Man che però è più un eroe da “liberisti e capitalisti” dunque da “Forza Italia” mentre Capitan America è e resta il fedele paladino del Governo Statunitense, senza dubbi né autonomia di pensiero.

Forse tra tutti potrebbe fare eccezione l’avvocato cieco e cattolico Matt Murdock, alias “Daredevil” da noi noto più semplicemente come “Devil”.

Questi è quello che maggiormente potrebbe contendere il campo al suo “concorrente” della DC comics, Batman.

Daredevil è di notte un eroe solitario, vestito di rosso porpora con una maschera che ricorda un diavolo della commedia dell’arte, che ripristina la giustizia che è sfuggita alla Legge nelle sue aule.

Avvocato di giorno, giustiziere di notte. Un altro vigilante che agisce “motu proprio” e dunque potrebbe avere una sua dignità reazionaria.

Infine The Punisher, forse il più violento e “fascista”di tutti gli eroi della casa Marvel.

Un ex agente speciale esperto in tecniche di combattimento e con ogni arma che, dopo lo sterminio della propria famiglia causato dalla criminalità organizzata, decide di mettersi in proprio impegnando una personale, e senza tregua, battaglia contro ogni tipo di criminale.

E in Italia?

Qualcuno ora dirà Tex. In effetti per molti aspetti Tex Willer ed i suoi pards sono decisamente “icone” della destra. Giustizieri con un mandato da parte della Legge come Ranger, amici di alcune tribù pellerossa, alquanto xenofobi così come era qualunque americano dell’Ottocento e del Selvaggio West.

Per certi aspetti tardoromantici e anarcoidi anche Corto Maltese.

Ma forse è la produzione più indipendente ed “alternativa” anglosassone quella che ci ha dato i due esempi migliori.

Il primo, e forse il più noto è Judge Dredd, ovvero un uomo di Legge, un superpoliziotto di un futuro alternativo al nostro, in una città enorme isolata da un deserto di scorie radioattive che è una megalopoli in mano alla violenza e al crimine. Gli unici esseri che si oppongono alla follia sono i Giudici di Strada, uomini e donne che sotto l’alto comando dello stato, armati, hanno il potere di essere Giudici, Giuria ed Esecutori.

Joseph Dredd è il migliore tra loro. Violento, decisamente filofascista, reazionario nella sua brutalità Dredd è, forse non casualmente, il fumetto inglese maggiormente letto ed apprezzato nei paesi dell’America Latina.

La cosa divertente è che Judge Dredd nasce come una critica al giustizialismo che viene ascritto alla destra, ma il suo gradimento presso il pubblico è tale da far ribaltare la situazione e fare sfuggire di mano il personaggio alla volontà del suo stesso creatore.

La stessa cosa, seppur in manier molto più sottile, avviene con un altro personaggio scaturito dalle matite, e dalle parole, del grande artista inglese che è Bryan Talbot.

Talbot è un gentilissimo, simpaticissimo e coltissimo dandy londinese, un eccellente pittore e disegnatore che non ha mai nascosto le sue simpatie per una certa sinistra “anarchica” antitatcheriana tipicamente britannica.

Suo è quindi il personaggio di Luther Arkwright.

Luther, capitano del X Ussari Reali in un’Inghilterra vittoriana alternativa, un’Ucronia distopica, comandata dalla dittatura puritana di un discendente di Cromwell, è in realtà un Agente più Unico che Speciale che viene inviato in missione attraverso i vari mondi alernativi del pianeta Terra per combattere ove sia necessario a riportare l’Equilibrio. Arkwright si scoprirà essere poi addirittura un “Superuomo”, immortale, un Nuovo Messia, che andrà a diventare così il simbolo per eccellenza dell’Eroe nobile, aristocratico, elitario e “al di là del bene e del male”, che combatterà per riportare sul trono inglese il re e la regina suoi legittimi detentori.

Arkrwight nasce nella mente geniale di un uomo di sinistra con l’intento di essere una critica al “fascismo” ma diviene ben presto invece proprio il più tradizionale simbolo dell’Eroe di destra in un suo percorso iniziatico e mistico che lo porta ad essere molto più che umano.

Ora la mia domanda è…in tanti anni, perché il vuoto culturale della destra italiana non ha mai saputo produrre né impadronirsi almeno di “icone fumettistiche” che potessero rappresentarlo e dargli voce e dignità anche attraverso un medium di così grande presa sul pubblico?

Semplicemente perché la mediocrità e l’ignoranza di chi avrebbe dovuto occuparsi di poter sfruttare un simile canale di comunicazione ha preferito rivolgersi altrove finendo, come è stato fatto altre volte dagli stessi in altri campi, per lasciare completamente il campo in mano alla sinistra.

Adesso piangete, ma è tutto colpa di chi ha pensato più al proprio tornaconto personale che a costruire basi culturali, perché triste è quel popolo che non ha Eroi.

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    3 commenti per questo articolo

  • Inserito da ghorio il 05/10/2013 13:13:14

    Sulle strips non mi sono mai posto la questione di destra o di sinistra. Da ragazzo sono rimasto affascinato da Capitan Miki, Grande Blek e il principe Chiomadoro con le sue storie ambientate in India sull'indimenticabile "Intrepido". Per i primi due personaggi sono stato in grande compagnia nelle persone di Marcello Veneziani e Stenio Solinas,come ho letto asuo tempo su "L'Italia Settimanale". Tra l'altro non ho mai capito perché è scomparso dalle edicole "L'Intrepido", visto che le sue storie avrebbero potuto interessare anche i ragazzi di oggi, come avviene per Tex, ammirato da ragazzi, giovani e adulti.

  • Inserito da Dalmazio il 03/10/2013 18:07:47

    So' 'ntico ma mica così tanto ;)

  • Inserito da claudio lanzi il 03/10/2013 15:04:49

    Ci sono dei personaggi che precedono la tua giovinezza e che erano invece presenti nella mia. Ti parlo del mitico "Pecos Bill" che precede le tematiche di Tex ma in modo molto meno "rude". Un vero cavaliere tra i cow boys, amico di "Nuvola Rossa". e poi di una serie di "aroici" e romantici personaggi presenti nell'"Intrepido". Quello più di "destra" era forse Roland Eagle, capitano del brigantino "l'Aquila dei sette mari" (il nome è già un programma). Tutti i ragazzini delle elementari della mia età li leggevano e il giorno dopo ne parlavano in classe. Poi si sono volatilizzati e quelli che li hanno sostituiti risentivano della grafica americana. America....America...

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