Il Dandy italiano

L'aristocratica eleganza del gentleman

Questo bel tipo, a cavallo tra Firenze e New York, dove passa buona parte dell'anno, coltiva il dandismo con discrezione e sobrietà

di LORD BRUMMELL

L'aristocratica eleganza del gentleman

Già lo aveva detto Oscar Wilde: "Non c'è nessuna seconda possibilità dopo la prima impressione." Così, i primi dieci secondi valgono più di mille parole, l’impatto visivo è fondamentale, può rifarti una vita. 

Il Dandy è colui che ti colpisce, che da normale lavoratore qual è diventa d’un colpo aristocratico, con la sua passione segreta sempre ad accompagnarlo: la passione per l’abbigliamento.

Lavoro e buon gusto si intrecciano nella vita di questo personaggio senza strepitii o fanfare che lo annunciano. 

Prima c'erano le stelle di Hollywood quali Cary Grant , David Niven , Fred Astaire , che affascinavano i giovani italiani di quel tempo.

Oggi, è maturata ancora di più la convinzione che l’eleganza è il biglietto da visita di qualsiasi gentiluomo .

Con la stessa facilità con cui si parla di calcio o di donne, l’uomo chic ti spiega senza problemi come distinguere lo smoking da un abito da sera, come far sparire le doppie pieghe dai pantaloni, come indossarli per sembrare più alto o il modo di mascherare un abito non più di moda.

Potrebbe tranquillamente costruirsi il suo lavoro di consulente di moda e professare per aziende e privati.

Questo bel tipo, a cavallo tra Firenze e New York, dove passa buona parte dell'anno, coltiva il dandismo con discrezione e sobrietà. La stessa discrezione e sobrietà di quando distilla lezioni di eleganza e, di volta in volta, rivela i segreti dell'arte del vestire bene ai sui migliori amici. 

E di seguaci ne ha a bizzeffe.

 E’ da lui che molti attingono per raccogliere le conoscenze del manuale del perfetto gentleman, quel misto di moderazione discreta e sobria, di cortesia e fair play . Un cocktail perfetto che può essere eguagliato solo con un abito impeccabile e scarpe esclusive di coccodrillo.

Oscar Wilde diceva che “con un cappotto di marca ed un frac, chiunque, perfino un impiegato  di Borsa, può sembrare un uomo civilizzato” . 

La passione per l'eleganza può aprire molte porte?

Sicuramente. In ogni incontro di lavoro, prima del verificarsi lo scambio di battute, gli occhi sempre si fermano sulla persona che è meglio vestita. 

L'eleganza sartoriale è sinonimo di successo professionale, e se si ha una certa notorietà nel proprio lavoro, lo si deve anche all’abito.

I maestri da cui attingere sono sempre i soliti: Fred Astaire, Cary Grant, David Niven, Il Principe Carlo, l’avvocato Agnelli, Jack Kerouac, Rodolfo Valentino, Totò, D’annunzio.

Per un dandy scegliere cosa mettersi la mattina non dovrebbe portare via più di 5 minuti. Egli conosce molto bene i suoi punti di forza e la sua debolezza. In primo luogo seleziona il vestito poi la camicia, la cravatta e combina finalmente la scelta dei gemelli.

Di tutto questo ensemble la parte più importante sono le scarpe. 

Il gentleman d’oggi è stanco di indossare le solite calzature con fibbia e punta decisamente al modello Oxford e Derby, sempre molto eleganti.

Un raffinato signore che vuol essere considerato gentiluomo non può incorrere in questi tre madornali errori: sbagliare la scelta della scarpa; fare a meno della pochette nel taschino della giacca; indossare pantaloni troppo lunghi.

La camicia deve essere con collo alla francese sempre nelle tonalità del celeste, bianco, righe celesti e bianche, piccoli quadri.

Il massimo dell’eleganza britannica con un tocco di tipico colore italiano è la miscela perfetta per un gusto che non passerà mai di moda.

Bisogna essere molto audaci per vestirsi come noi italiani. A Milano, Roma o Firenze non vedrete mai un signore con un vestito blu; il dandy italiano, sopra ogni cosa, desidera distinguersi dai suoi coetanei.

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da bea il 17/10/2012 17:32:40

    Bellissimo articolo,complimenti! ma a me non piaciono i dandy, a mio parere troppo artificiali. Oggigiorno si può andare nell'Opera in jeans... Non è l'apparenza esteriore che - per me - ha un significato. No. Tutt'altro che questo. Eleganza si esprime nel comportamento, nei gesti, nelle parole, nell'intelligenza mostrata discretamente. Ok, dipende del luogo, del posto professionale dove si deve mettersi habiti d'eleganza. Va bene. Per me non conta.

  • Inserito da Loredana il 17/10/2012 17:19:11

    ...e anche questa volta ho preso nota dei consigli di Lord Brummell, per quanto non possa usarli direttamente, ma posso sempre formarmi l'idea dell'eleganza declinata al maschile. Se devo fare un regalo, o dare un consiglio, so dove andare a pescare la conoscenza necessaria!

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