Maggio Musicale Fiorentino

James Conlon a Firenze tra Verdi, Respighi e Šostakovič: un ‘opera e un concerto di grande interesse.

Ernani di Verdi ha esordito ieri e verrà replicato per quattro recite, mentre un concerto con due grandi autori del Novecento sarà di scena sabato 12 novembre.

di Domenico Del Nero

James Conlon a Firenze tra Verdi, Respighi e Šostakovič: un ‘opera e un concerto di grande interesse.

“Non potevo pensare a un miglior omaggio a Firenze del Trittico Botticelliano di Ottorino Respighi. Offre un contrasto totale in quasi tutti i modi rispetto a Šostakovič.” Parola di James Conlon, celebre e versatile direttore d’orchestra newyorkese che al Maggio Musicale Fiorentino è di casa ormai dal 1985 quando diresse il Don Carlos. Ma si può dire che il maestro sia di casa in numerose e prestigiose istituzioni musicali in tutto il mondo: Direttore musicale dell’Opera di Los Angeles dal 2006 e Artistic Advisor della Baltimore Symphony Orchestra dal 2021, è stato Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal 2016 al 2020 (primo musicista americano a occupare questa carica dalla fondazione dell’Orchestra nel 1931); Direttore principale dell’Opéra di Parigi (1995-2004) … e tante altre ancora.

Conlon è a Firenze per un doppio appuntamento musicale: per dirigere l’opera Ernani di Giuseppe Verdi, il cui sipario si è alzato ieri per la prima rappresentazione; le repliche saranno il 15 e il 18 novembre alle ore 20 e il 13 e il 20 novembre alle ore 15:30.   Sabato 12 alle ore 18, nella sala grande del teatro, un interessantissimo concerto all’insegna del Novecento: in programma il Trittico botticelliano per orchestra P 151 di Ottorino Respighi, composto nel 1927. Si tratta di una suite per orchestra da Camera ispirata a tre note tele del Botticelli conservate agli Uffizi di Firenze: La Primavera, L’adorazione dei Magi La nascita di Venere.  Raffinato e sensibile orchestratore – fu tra l’altro allievo anche di Nicolai Rimskij-Korsakov – Respighi era un vero e proprio specialista della pittura in musica, come aveva dimostrato con i suoi celebri poemi sinfonici “romani”, Le fontane di Roma e I pini di Roma; e anche qui, sia pure con un organico strumentale più ridotto, il compositore riesce a ricreare con la sua tavolozza sonora i colori e le immagini del Botticelli.  A seguire la Sinfonia n. 4 in do minore op. 43 di Dmitrij Šostakovič, composta a Leningrado (S. Pietroburgo) tra il 1934 e il 1935, ma rimasta inseguita fino al 1961in seguito all’accusa di “formalismo” da cui il compositore fu colpito in quegli anni. L’impostazione qui è tutto tranne che cameristica, un’orchestra gigantesca -  con i legni a quattro, otto corni, due tube e numerose percussioni - permette a Šostakovič di dar vita a un gioco di piani timbrici variegato e originale: dagli unisoni massicci degli ottoni nel primo movimento, alla performance solistica e virtuosistica delle percussioni alla fine del secondo movimento. Nei tre ampi movimenti di questa architettura sonora audace trovano inoltre spazio ingredienti compositivi dei più disparati: movenze di valzer percepibili nel continuo ritmo ternario, una marcia funebre grottesca, passaggi ritmici insistiti e ossessivi ed episodi di rigorosa scrittura contrappuntistica.

“Sarà la diciassettesima opera di Verdi che avrò diretto dalla mia prima esecuzione di Falstaff, quasi esattamente cinquant'anni fa. Fondamentalmente il mio approccio alla direzione di Ernani non è diverso da quello avuto per tutte le altre opere di Verdi. L’amore che provo da sempre per la sua musica e decenni di esperienza nel repertorio verdiano si manifestano in una visione ad ampio raggio del contesto dell’opera e del posto che occupa nel percorso artistico del compositore” Così il maestro Conlon ha introdotto, nella conferenza stampa di lunedì scorso, il suo debutto con questa opera del primo Verdi (Venezia 1844), senz’altro una tra le più interessanti di questa fase verdiana. Tratta da un dramma teatrale di Victor Hugo, Hernani del 1830, è sicuramente un’opera a forti tinte romantiche: ambientazione storica (Spagna del Cinquecento), forti passioni, il personaggio del bandito gentiluomo, senso dell’onore e della parola data e … immancabile finale tragico.

“Ernani, quinta opera di Verdi, è una delle vette artistiche del suo primo periodo, caratterizzato da drammi dalle tinte scure e dall’azione rapida. In quest’opera Verdi ha fatto un uso maggiore sia dell'aria che dei numeri d’insieme per dare più movimento all’azione senza rimanere imbrigliato esclusivamente in momenti statici e di riflessione. Ernanirappresenta anche la prima incursione di Verdi nella letteratura straniera, la prima delle due opere tratte da testi di Victor Hugo, a conferma di quello che sarà il suo percorso nella scelta futura delle fonti letterarie: francesi, spagnole, anglosassoni e tedesche, escludendo quasi del tutto quelle italiane, i libretti stereotipati o ‘fabbricati in serie”, ha proseguito il maestro.

Sicuramente di tutto rispetto il cast vocale: Francesco Meli è Ernani; María José Siri  Elvira; Roberto Frontali ha il ruolo di Don Carlo; Vitalij Kowaljow  quello di Don Ruy Gómez de Silva; Xenia Tziouvaras è Giovanna; Joseph Dahdah  Don Riccardo mentre il ruolo di Jago è interpretato da Davide Piva.

La regia, un nuovo allestimento del Maggio – è stata affidata a Leo Muscato, che due anni fa  ha curato la messa in scena di Nabucco.  Muscato ha scelto una messa in scena che rispecchi più i tempi dell’autore che quelli in cui è ambientato il libretto, ovvero il Cinquecento spagnolo: questo perché, secondo il regista, la musica verdiana si adatta molto più a un contesto ottocentesco che cinquecentesco; e non solo la musica, ma anche la mentalità:” L’opera debuttò nel 1844 e nel giro di pochi mesi, le pagine esaltanti del  coro Si ridesti il leon di Castigliatrascinarono l’animo di tanti rivoluzionari italiani – dichiara il regista -   Ispirandoci ai primi moti insurrezionali spagnoli del 1820-21, che successivamente si diffusero in altri paesi europei, fino ad arrivare in diversi stati italiani, ci siamo immaginati Ernani e i suoi accoliti come dei rivoluzionari più che dei banditi. È su questo sfondo rivoluzionario che si dipana una trama abbastanza articolata, imperniata sull’inviolabilità di patti basati sull’onore e il rancore, che i canoni valoriali di oggi fanno sembrare futili e un po’ egoistici. Per cui, alla fine, Elvira rimane la vittima principale di questa tragedia.” 

Le scene sono curate da Federica Parolini, i costumi da Silvia Aymonino e le luci da Alessandro Verazzi. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Una curiosità su Ernani: un verso del libretto di Francesco Maria Piave fu gustosamente parodiato da Vamba, autore di quel capolavoro per ragazzi oggi quasi dimenticato che è il Giornalino di Gian Burrasca ;  sulla foto di un giovanotto non proprio aitante le sorelle del protagonista hanno annotato: “Pare il vecchio Silva Stendere, come è buffo!”  In realtà, nell’aria del primo atto Come rugiada al cespite Ernani esprime il suo sdegno per il fatto che il vecchio Don Ruy Gomez de Silva voglia sposare la giovane nipote Eleonora, di cui Ernani stesso è innamorato: Il vecchio Silva stendere/ osa su lei la mano.../ domani trarla al talamo/ confida l'inumano...

Nella parodia di Vamba, stendere diventa invece il cognome di Silva!  Fino a qualche generazione fa, il vecchio Silva stendere era espressione celeberrima, ma in pochi ne conoscevano l’origine.

 

Locandina concerto:

 

OTTORINO RESPIGHI

Trittico botticelliano P. 151

per piccola orchestra

La Primavera: Allegro vivace, Allegretto, vivo.

L’adorazione dei Magi: Andante lento. Moderato

La nascita di Venere: Allegro moderato. Un poco animato. Poco più mosso. Allegro moderato.

DMITRIJ ŠOSTAKOVIČ

Sinfonia n. 4 in do minore op. 43

Allegretto poco moderato / Moderato con moto / Largo. Allegro

 

Direttore

James Conlon

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

Ernani: la trama dell’opera: (fonte: http://opera.stanford.edu/Verdi/Ernani/synopsisI.html )

 

Parte prima: il bandito

Nel 1519, in un bosco sulle montagne d'Aragona, un gruppo di ribelli festeggia la futura rivolta contro il re. Appare l capo dei banditi, il nobile proscritto Ernani, che vuole vendicare il padre ucciso dal padre dell'attuale re Carlo. Egli annuncia di voler di rapire Elvira, di cui è innamorato e che dovrà sposare invece il vecchio zio, Don Ruy Gomez de Silva (Come rugiada al cespite). Elvira, nel castello dei Silva, attende di fuggire con Ernani (Ernani, Ernani involami). Appare invece re Carlo, anch'egli innamorato della ragazza, e deciso a convincerla a seguirlo. Elvira lo respinge, quando arriva Ernani. Lo scontro è interrotto dall'irrompere del vecchio Silva, che, non riconoscendo subito il sovrano, lo sfida a duello insieme a Ernani (Infin che un brando vindice). L'arrivo degli scudieri di Carlo chiarice la situazione: Silva si placa e chiede perdono; Carlo salva Ernani, che intanto ha scambiato con Elvira promessa di reciproco amore, e spiega a Silva che si trovava nel castello per discutere con lui sulla futura elezione dell'imperatore.

Parte seconda: L'ospite

Al castello di Silva, dove intanto si svolgono i preparativi per le nozze. Arriva Ernani che, fallita la congiura contro il re, fugge travestito da pellegrino. Silva gli accorda ospitalità, ma poi lo sorprende con Elvira. Furente, medita vendetta: tuttavia al giungere del re, che sta dando la caccia ai fuggitivi, in nome degli obblighi di ospitalità nasconde Ernani e si rifiuta di consegnarlo (Lo vedremo, veglio audace). Perlustrato il palazzo, Carlo parte, portandosi via però anche Elvira (Vieni meco, sol di rose). Silva sfida nuovamente a duello Ernani. Quando questi gli rivela che Carlo è loro rivale e gli propone di unirsi nella vendetta contro il re, dopo di che potrà disporre della sua vita: ne sarà pegno un corno da caccia, al cui squillo Ernani si impegna a morire (Odi il voto).

Parte terza: La clemenza

Ad Aquisgrana, luogo della tomba di Carlo Magno, si attende la nomina del nuovo imperatore. Carlo (Oh, de' verd'anni miei) si introduce nel sotterraneo della tomba, ove Silva, Ernani e i cospiratori della lega si preparano momento della vendetta. I cospiratori estraggono a sorte il nome di colui che dovrà uccidere Carlo: sarà Ernani. Silva prega Ernani di cedergli l'incarico in cambio della vita: questi rifiuta. La cospirazione (Si ridesti il leon di Castiglia) viene interrotta da alcuni colpi di cannone, che annunciano I'avvenuta elezione. Carlo riappare per l'incoronazione, seguito da dame e cavalieri: tra essi c'è anche Elvira, che lo supplica affinché perdoni i ribelli e risparmi loro la vita. Il sovrano concede amnistia, e magnanimamente concede inoltre che Elvira si unisca a Ernani, che ha rivelato la propria identit&eagrave;. L'atto si conclude con un'apoteosi del novello imperatore, successore di Carlo Magno (O sommo Carlo). Solo una persona non emette grida di giubilo ma di vendetta: è Silva

Parte quarta: La maschera

Terrazza nel palazzo di Don Giovanni d'Aragona (il vero nome di Ernani). Si festeggiano gli sposi, quando viene notato dai servitori un uomo dallo sguardo pieno d'ira, avvolto in un mantello nero e coperto da una maschera, che si aggira con fare furtivo. Elvira ed Ernani sono al colmo della gioia, ma mentre si scambiano il tanto sospirato eterno amore, odono il suono di un corno. Ernani, riconoscendo il segnale, impallidisce e allontana Elvira con un pretesto. Poco dopo appare Silva, che, togliendosi la maschera e facendosi riconoscere, ricorda il patto. Ernani cerca di dissuaderlo; quindi anche Elvira, che nel frattempo è tornata e intuisce quello che sta accadendo, si scaglia contro il vecchio, dapprima con violenza, poi con dolcezza, ma tutto è inutile. Silva è irremovibile. Ernani non può che tener fede al giuramento: con un pugnale si trafigge il petto e muore.

 

 

 

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  • Inserito da PATRIZIA SILVIA SCALI il 13/11/2022 09:54:21

    Mi chiamo PATRIZIA SILVIA SCALI e sono una badante. Noto che in questo momento sono come il più felice. Vengo a testimonianza di un prestito tra privati che ho appena ricevuto. Ho ricevuto il mio prestito grazie al servizio del Sig. Pierre Michel. Ho iniziato le procedure con lei venerdì scorso e martedì 11:35 poiché le banche non lavorano il sabato, poi ho ricevuto conferma che il bonifico dell'importo della mia richiesta di 50.000€ mi è stato inviato sul mio conto e avendo consultato il mio conto bancario molto presto, con mia grande sorpresa il trasferimento è andato a buon fine. Ecco la sua e-mail : combaluzierp443@gmail.com

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