PENSIERI DI UN'ALTRA STAGIONE

-Là dietro-

Ai viaggi...

di Giulia Bartolini

-Là dietro-

New York, Ponte di Brooklyn, inverno 2016

Qui accanto c'è il mare.
Proprio là dietro,
svolti a sinistra ed eccolo lì.
Un vento tempestoso spazza via la sabbia,

le onde schiaffeggiano gli scogli, senza pietà,

il sole picchia forte e qualche metro

più in là

dove sprofonda,

un oceano, e via da lì,

l'America un giorno,

l'Europa un altro.


Qui accanto, sulla destra,

se giri all'angolo della via più

vicina, un bosco.

Ci vengono da tutto il mondo per

perdersi, sentiero

dopo sentiero,

e ritrovarsi insieme

stanchi

e pieni di vita,

ci passano popoli, ci vivono

tribù,

là dentro gli animali parlano,

gli alberi sussurrano,

e il vento canta tra i rami

ondeggianti

un notturno di Chopin.



Sei mai stato nel bar in fondo alla strada?

Se entri e chiedi del bagno

ti danno le chiavi d'una porta vecchia

vecchia,

la apri a fatica,

e dietro, un cimitero di pazzi,

ci seppelliscono i poeti, e

quelli che si sono

persi sognando,

dicono che

chi ci passa,

avrà la fortuna

di non essere mai dimenticato.



C'è una pianura,

laggiù,

dove non arriva il tuo sguardo,

si stende a perdita d'occhio,

qualche arbusto rado, di qua e di là, e

poi

cavalli liberi,

corrono con le aquile,

e lì non tramonta il sole,

non si ferma il cielo,

il vento non tace mai.


Hai mai preso una cioccolata nel

caffè lì a destra?

appena ti siedi

comincia a risuonare

"Monsieur Lenoble" e

le strade si riempiono,

e comincia a piovere

e la Senna sembra così bella

mentre scappi via.



e qua sotto di noi

tre grotte

piene di meraviglie,

è pericoloso scendere

ma risalire lo è ancora di più;


e in cielo una mongolfiera che ti

porta più in alto che può,

le nuvole la spingono dove possono

non c'è mai una meta;


e a destra le

bianche scogliere di Dover;

e laggiù

L'Isola di Wight

che s'affaccia sul canale di Suez,

dove si bagnano

i confini delle steppe russe,

lì i treni vanno avanti e indietro

in un incanto

di viaggi

senza fine

pieni di malinconia,

eccolo il primo treno,

sconfina direttamente in

Andalusia,

ed è sangria e caldo,

guarda come balla il

flamenco quella ballerina

sul terrazzo di quel

palazzo a Vienna,

sotto di lei,

tutti si inchinano come

di fronte a Buckingham Palace,

stanchi si rialzano e s'avviano

per le strade di New Orleans,

una tromba suona all'angolo

della prima via,

e la musica si perde,

per le strade di Manhattan,

dietro a Little Italy,

"w il Canada" urla qualcuno,

salviamo la foresta Amazzonica qualcun altro,

e le urla si perdono

bloccate dalla forza d'una muraglia cinese,

al di là

c'è l'Africa calda e immensa,

con i suoi deserti

e i suoi popoli,

e poi il polo nord e sud, e

l'India e l'Asia tutta.

Qui accanto,

là dietro.

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Giuseppina ANITA il 09/02/2021 13:08:52

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