il trionfo dei Don Abbondio

Il coraggio uno non se lo può dare, ma almeno un po' di dignità! Libera nos Domine da certo clero.

Altro che secoli bui! La sconcertante decisone del vescovo di Civita Castellana, che peraltro non è certo solo ma ...male accompagnato!

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Il coraggio uno non se lo può dare, ma almeno un po' di dignità! Libera nos Domine da certo clero.

Un tempo, in età più colte e più felici, la Chiesa, quella cattolica, quella dei grandi pontefici, dei mistici, dei santi, nei momenti di pestilenza, quando il nero morbo mieteva centinaia di migliaia di vittime attraverso l’Europa, si rivolgeva al Cielo con impetrazioni, preghiere, litanie e rogazioni.

I soliti disinformati continueranno naturalmente a reiterare la storiella dei “secoli bui”, dell’”ignoranza” e del dominio di una religione oscurantista invece di affidarsi alla scienza, e questo ovviamente con buona pace della “Scuola salernitana”, di Hildergarde von Bingen, di Ruggero Bacone e di Alberto Magno, per tacere di Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, meglio noto a voi tutti come Paracelso.

Oggi invece, noi contemporanei postmoderni, che non crediamo più alle fantasie degli untori, dei diavoli che propagano le pestilenze, delle malattie di origine stregonesca, perché abbiamo una fiducia assoluta nella scienza, dicevo noi nel primo ventennio del Ventunesimo secolo adesso siamo colti dall’ossessione del Corona Virus, il nuovo temibile flagello che, essendo invisibile e imponderabile, si annida subdolamente ovunque e ci guata, in attesa di poterci infettare e condurre alla tomba in un tripudio di starnuti. E dal momento che crediamo con assoluta fiducia nella scienza – forse anche in quella stessa che ha creato il virus in qualche suo “ab normal” laboratorio – in provincia di Viterbo, nella bassa Tuscia, a pochi kilometri dalla Capitale, la curia di Civita Castellana fa diffondere un “avviso ai fedeli” che così recita… no, non recita… le preghiere si recitano… così riporta:

 

COME NORMA CAUTELARE E IN SEGNO DI COMUNIONE CON LE CHIESE PARTICOLARI CHE VIVONO QUESTO DIFFICILE PERIODO E PER LA PREOCCUPAZIONE DI TANTI FEDELI 

 

IL VESCOVO DI CIVITA CASTELLANA DECRETA FINO A NUOVE DISPOSIZIONI

 

1) LA SANTA COMUNIONE SIA RICEVUTA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE NELLA MANO (LA BOCCA È UN VEICOLO MOLTO PERICOLOSO PER LA TRASMISSIONE).

2) TOGLIERE L’ACQUA SANTA DALLE ACQUASANTIERE ESSENDO UN POTENZIALE MEZZO DI TRASMISSIONE.

3) SI ELIMINA IL SEGNO DELLA PACE GUARDANDO LA COMUNIONE CON I FRATELLI NEL RISPETTO DELLA SANA PRUDENZA.

4) LE MANI DEI FEDELI NON SI TERRANNO UNITE DURANTE LA RECITA DEL PADRE NOSTRO.

 

FTO A CIVITA CASTELLANA CON PROT. 11720

24 FEBBRAIO 2020

 

ROMANO ROSSI

VESCOVO

 

Ora, non ce ne voglia il simpatico prelato Monsignor Rossi che guida con fatica e attenzione le proprie pecorelle, ma intanto ci sarebbe da chiedersi in quale idioma sia stato redatto l’avviso, dacché come lingua italiana risulta alquanto carente e discutibile. E non è una cosa da poco, perché la Chiesa per secoli è stata la depositaria della cultura. Il che vorrebbe dire anche del bello scrivere.

Poi è evidente che anche nell’espressione ci sia qualcosa che rende poco chiaro il tutto, per esempio al punto 2), quale sarebbe il potenziale mezzo di trasmissione: l’acqua o l’acquasantiera? Mah! Nel dubbio eliminiamole entrambe.

Sul 3) invece sono d’accordo perché a me, da fiero reazionario tradizionalista, questa cosa della stretta di mano, spesso peraltro tra gente che sovente si trova anche reciprocamente antipatica, sa mille miglia lontano di ipocrisia e buonismo d’accatto. Niente saluti e se proprio lo si vuol, ci si bacia e abbraccia fuori dalla chiesa.  Magari – dopo – ci scappa pure qualcos’altro, si sa mai.

Anche il punto 4) è un bene. Questa attitudine da coro dello stadio, da platea a un concerto pop, grazie al temibile e infingardo Corona “Vairus” ha finalmente avuto termine! Basta con la messa beat, basta con Hair travestito da preghiera, the age of Aquarius può attendere, ridateci il canto gregoriano e tenetevi Jesus Christ Superstar!

Ma è il punto 1) il più discutibile. A parte che è assurdo che chi creda, dunque chi creda in Cristo, nel suo corpo e nel suo sangue sub speciedi pane e di vino, mai dovrebbe dubitare che essendo quelli fonti di vita eterna e salvezza per il corpo e non solo per l’anima, esse possano fungere da veicoli per uno stupido virus. Essendo esso una forma di vita elementare, anch’egli è sottoposto quindi al Cristo, se parliamo dal punto di vista di un credente ovviamente e si presumerebbe che il Vescovo sia tale.

La bocca dunque sarebbe un veicolo molto pericoloso per la trasmissione… La trasmissione di cosa, del “Vairus”? Ma non c’è contatto con la bocca. L’ostia viene posata delicatamente sulla lingua mica fanno un’ispezione laringofaringea! E poi, perché la mano dovrebbe essere più sicura della bocca? Questa ha una sua difesa naturale, la mano no.

O forse, tra non molto daremo al posto del vino da messa il Tantum Verde, il collutorio antibatterico e l’ostia gliela inviamo via Whattsapp, così almeno abbiamo risolto qualsiasi possibilità di un eventuale contagio.

Era meglio quando avevamo Bernardo Guy credetemi… Era meglio allora, con le processioni per implorare la pioggia, con gli incantesimi delle vecchie comari di paese, con le campane che suonavano a distesa per tenere lontani fulmini e streghe… Sì era molto meglio allora, quando il nostro cuore parlava alla Natura, quando Dio era nelle navate delle cattedrali e nelle cappelle di campagna, quando i folletti danzavano alla luna mutando la cenere in argento e vedevamo le salamandre camminare nel fuoco del camino… anche con le pestilenze era meglio.

 

 

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