I misfatti del politically correct

FIRENZE: la presidenza del Consiglio regionale mette il veto a un convegno su Bibbiano. Motivazione? Lesa maestà a Barbiana...

Incredibile censura operata da Eugenio Giani e dall'ufficio di presidenza toscano a una iniziativa promossa dal gruppo della Lega. Il convegno si terrà ugualmente al Grand Hotel Mediterraneo.

di Domenico Del Nero

FIRENZE: la presidenza del Consiglio regionale mette il veto a un convegno su Bibbiano. Motivazione? Lesa maestà a Barbiana...

Non è certo una novità che la Toscana sia rimasta l’ultima, sgangherata e quasi ridicola ridotta dell’Urss; e se almeno in alcune città le cose hanno cominciato a cambiare, la Regione vede rosso (è proprio il caso di dirlo) ogni volta che qualcuno si permette di metterne in dubbio l’infallibilità più o meno pontificia e le magnifiche sorti e progressive della sinistra, dal giurassico PCI ai loro squinternati discendenti rossi, rosè o rosati al caviale. Nonostante questo però quanto accaduto nei giorni scorsi a Firenze non può non destare sconcerto: la presidenza del consiglio regionale della Toscana ha negato la sala dell’Auditorium al gruppo della Lega Nord che l’aveva richiesta per la presentazione del testo Bibbiano, i fabbricanti di mostri, libro – inchiesta scritto dal vicedirettore del quotidiano La Verità Francesco Borgonovo in collaborazione con Antonio Rossito. Già Bibbiano è un capitolo nettamente indigesto alla sinistra italica, che tende a liquidare una vicenda gravissima di “malo affidamento” e di maltrattamenti verso l’infanzia come pura propaganda del Centrodestra e della Lega in particolare; il fatto poi che al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti sia stato revocato, da parte della Cassazione, l’obbligo di dimora è stato letto dai soliti noti strumentalmente come una “assoluzione”, glissando sul trascurabile particolare che Carletti è, e resta, indagato per abuso d'ufficio e falso per l'affidamento di locali per la cura di minori.

Ma a scatenare l’ira censoria dell’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale Toscano sarebbe stato un altro fatto. Il libro di Borgonovo contiene un capitolo sul Forteto, il cui responsabile, Rodolfo Fiesoli, abita finalmente le patrie galere dopo la recente condanna definitiva della Cassazione, arrivata nel novembre scorso. E che tale vicenda rappresenti uno degli episodi più vergognosi della storia repubblicana lo provano i vari processi e due commissioni d’inchiesta regionali e una parlamentare, istituita solo nel febbraio di quest’anno e lungamente osteggiata dal PD. Tra l’altro, lo stesso presidente del consiglio regionale Eugenio Giani volle mettere una prefazione di sua mano alla relazione finale della seconda commissione d’inchiesta (quella del giugno 2016); relazione  che fra le altre cose dichiara che il Forteto non rispettava la legge sull'affidamento dei minori, li allontanava sistematicamente dalla famiglia d’origine pregiudicando il rientro in essa previsto dal dettato normativo, aveva voce in capitolo sulla scelta degli affidatari ‘abbinati’ in una famiglia funzionale scegliendo persone prive di vincoli affettivi e talvolta anche solo relazionali… e tante altre pessime cose.

E del resto, come oggi per Bibbiano, anche per il Forteto quante reticenze, quanti tentativi di minimizzare e oscurare, e soprattutto quante glorificazioni e patenti “eccellenti” a Fiesoli da parte dei dotti medici e sapienti del politicamente corretto! Che i due tristi episodi vengano messi in relazione è quantomeno ovvio, anche se poi è altrettanto ovvio che sarà la magistratura a scrivere il capitolo finale su Bibbiano e sulle eventuali complicità e connivenze politiche. Ma che si tratti di due casi nati, prosperati e diffusi sotto amministrazioni "sinistre"  è quantomeno innegabile, a prescindere da responsabilità e coinvolgimenti che per Bibbiano dono ancora in corso di accertamento.

Il pretesto per il niet di Giani e compagni è però ancora più ridicolo: “ Il presidente Giani – ha spiegato  il consigliere Marco Casucci in qualità di segretario all’ufficio di presidenza - ha negato l’utilizzo dell’auditorium poiché lo stesso Giani aveva partecipato alla marcia di solidarietà per Barbiana”.  Certo, don Milani è un’altra delle icone intangibili, insindacabili e immarcescibili della sinistra; ma come ha replicato Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega e portavoce dell’opposizione,  si tratta di una motivazione del tutto pretestuosa, perché non c’è nessun nesso tra Barbiana e la presentazione di un libro su Bibbiano. Invocare al riguardo un precedente successo a Bergamo è fare il processo alla intenzioni. [1]

E meno male che Giani, il superpresenzialista presidente del consiglio regionale toscano (una sorta di Dappertutto hoffmaniano in salsa più o meno etrusca) si accreditava un tempo come super partes, garante delle istituzioni etc. Lo spazio che viene negato a una manifestazione a cui avrebbe dovuto tra l’altro partecipare un senatore della repubblica, lo si dà invece per ben altra occasione: nella sala del Gonfalone si ospita proprio in questi giorni un dibattito sul biennio rosso 1919 – 1920  in Toscana; ammantato di scientificità, ovviamente, ma quando c’è da esaltare il Komunismo (si veda anche il vergognoso sceneggiato su Nilde Iotti con relativa santificazione di Togliatti) tutto fa brodo; se poi si considera che Giani sarà quasi sicuramente il candidato per succedere a Enrico Rossi alla presidenza della regione toscana tutto si spiega, l’attuale presidente del consiglio deve evidentemente dimostrare la sua obbedienza cieca, pronta e assoluta di guareschiana (e trinariciuta) memoria.

“Abbiamo chiesto qualche settimana fa al consiglio regionale di presentare questo libro in un contesto istituzionale, ma l’ufficio di presidenza del consiglio regionale presieduto da Eugenio Giani ha respinto la richiesta; quindi ci siamo attrezzati, abbiamo convocato una conferenza stampa per convocare questa decisione e abbiamo subito predisposto una soluzione alternativa. Ho anche ironicamente rilevato come  poi la suddetta presidenza autorizzi invece ben due giorni di dibattito sul biennio rosso, ovvero le prime attività in Italia post rivoluzione d’Ottobre – ha dichiarato Jacopo Alberti -  E’ chiaro che dà fastidio che venga presentato un libro su Bibbiano, un libro scomodo ; soprattutto dava noia il nesso con il Forteto, vicenda targata sinistra toscana dal PCI al PD. Contestiamo il fatto che il consiglio regionale è a casa della democrazia in Toscana, non quella del presidente Giani e del PD. Grave che per scelta unilaterale del presidente e dell’ufficio di presidenza si dia spazio al biennio rosso di cento anni fa (con tutto quanto di angoscioso e problematico, tra l’altro, si collega comunque al comunismo) e non a una questione di drammatica attualità

Ma tutto questo ovviamente non fermerà la manifestazione prevista della lega, che ha semplicemente cambiato luogo. E così, lunedì 9 dicembre alle ore 17 la presentazione si farà all’Grand Hotel Mediterraneo (Lungarno del tempio 44)  e con un parterre di relatori formidabili: oltre a Jacopo Alberti, ci saranno l’autore del libro e vicedirettore della Verità Francesco Borgonovo, il senatore Simone Pillon (vice presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza), il consigliere provinciale della lega di Livorno Lorenzo Gasperini, il giornalista Pucci Cipriani, direttore di Controrivoluzione, da anni impegnato nella battaglie per la difesa della vita e nella denuncia delle vergogne stile Forteto, il giurista Ascanio Ruschi e il giornalista Maurizio Filippini che farà da moderatore. Sarà poi presente la capogruppo della Lega alla Regione Toscana Elisa Montemagni  con tutti i suoi colleghi del gruppo .

Un evento dunque da sostenere sia con la presenza che con la massima pubblicizzazione, come risposta all’ennesimo tentativo di censura e per denunciare una delle più tristi e purtroppo attuali vergogne italiane.


 



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