Maggio Musicale Fiorentino

Firenze: al Goldoni ultimo concerto del ciclo Mozart. In programma musiche dal barocco al grande salisburghese.

Dirige Federico Maria Sardelli, che ha impostato il programma come una piccola storia della sinfonia.

di Domenico Del Nero

Firenze: al Goldoni ultimo concerto del ciclo Mozart. In programma musiche dal barocco al grande salisburghese.

Un finale au plaisir du Roi. Il concerto di chiusura del ciclo Mozart del Maggio Musicale Fiorentino, che si terrà domani a Firenze sabato 28 settembre alle ore 20 al teatro Goldoni con replica domenica 29 alle 16,30 con la direzione di Federico Maria Sardelli, vuole essere una sorta di percorso nella storia della ouverture e della sinfonia: “ Per il programma di questi due concerti – spiega il maestro Sardelli - ho tentato un approccio teleologico: mostrare le sinfonie di Mozart solo alla fine, come punto d’arrivo di una evoluzione che affonda le sue radici in tempi più remoti. E se è evidente che la storia della sinfonia ai suoi albori non tendesse finalisticamente né a Mozart né a Brahms (nessuna storia tende a qualcosa ma si costruisce via via per concatenazioni di cause ed effetti), pure è interessante dar concretezza musicale - misurabilissima nell’ascolto comparato durante il concerto - di quella evoluzione e mutamento di stili che portò quella forma ibrida e brevissima, nata come piccolo pezzo strumentale, a diventare la forma più completa e strutturata della storia musicale, il banco di prova per misurare la maturità d’un compositore”.

E il punto di partenza è per l’appunto sulle rive della Senna o meglio a Versailles, in cui si realizzò una straordinaria sinergia e collaborazione tra Molière e il maggiori compositori francesi del suo tempo, come Jean-Baptiste Lully ( in realtà Giovan Battista Lulli, di origine fiorentina) e Marc-Antoine Charpentier. Con loro Molière realizzò due dei suoi massimi capolavori che vengono normalmente rappresentati come commedie in prosa, ma che in realtà furono molto più simili a opere musicali, per quanto il Barocco, come è ben noto, produsse una inedita mescolanza di generi che il successivo secolo dei lumi avrebbe ripudiato e considerato con orrore. Comédie-ballet de Molière et Lully è la definizione del Bourgeois gentilhomme (1670)   Comédie mélé de musique et de danses  quella di  Le malade Imaginaire (1674): spettacoli per il fasto di Versailles e per il piacere del re Sole, che ne seguiva la gestazione e la messa in scena. Il concerto ci presenta le loro solenni , fastose e vivace ouvertures, che rendon l’idea degli spettacoli che inauguravano: Lully de resto è proprio se non l’inventore colui che ha “codificato” la cosiddetta ouverture in “stile francese”.

Il programma prosegue con l’Italia: la sinfonia in sol minore  di Tomaso Albinoni, conservata dal manoscritto di Dresda, Le sinfonie di Albinoni, scritte tra fine Seicento e gli anni Trenta del Settecento,  hanno la caratteristica di essere esempi del processo che porta alla diversificazione della sinfonia avanti l’opera da quella “indipendente”; questa poi in particolare presenta un ampliamento dell’apparato strumentale (c’è chi ha parlato di vera e propria riorchestrazione) molto probabilmente per far fronte alle necessità dell’organico della “cappella” di corte di Dresda. Si continua poi con un altro fiorentino, Francesco Maria Veracini ( 1690 -1768) con la ouverture VI in sol minore del 1716. Le ouvertures del Veracini erano in realtà suite orchestrali composte a Venezia per il principe Federico Augusto di Sassonia.  Due sinfonie d’opera sono invece quelle di Antonio Vivaldi, entrambe di lavori teatrali molto famosi: L’Olimpiade (1734) e il Bajazet, quest’ultimo in realtà una delle tantissime versioni di un soggetto alquanto fortunato sulla scena lirica, Tamerlano, che sarà oggetto di un capolavoro di Handel. E proprio il grande musicista tedesco segue con una ouverture che non ha più nulla di operistico, quella degli scintillanti Royal Fireworks (1749), composti per accompagnare i  festeggiamenti seguiti alla vittoria inglese nella guerra di successione austriaca. Essendo musica all’aperto i fiati e la percussione hanno una maggiore rilevanza rispetto agli archi e la sinfonia esprime tutta la forza e solennità dell’arte di Handel, senza scadere in vuota pomposità.

 

Il programma si chiude ovviamente su … note mozartiane: una delle più celebri e affascinanti ouvertures del grande salisburghese, quella del Don Giovanni  e la Sinfonia n. 22 in do maggiore K. 162, composta a Salisburgo nel 1773, ad appena 17 anni di età: si tratta di un brano scritto in uno stile “italiano” e quindi in cui i movimenti sono collegati come nelle ouvertures d’opera.

Un programma di grande interesse, affidato a uno specialista di questo repertorio quale è il maestro Sardelli e all’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.


Firenze teatro Goldoni 28 settembre (ore 20), 29 settembre ore 16:30:


Ciclo Mozart - Storia della sinfonia

Jean-Baptiste Lully
Le Bourgeois Gentilhomme, Ouverture (1670)

Marc-Antoine Charpentier
Prologue del Malade Imaginaire, Ouverture (1674)

Tomaso Albinoni
Sinfonia in sol minore (manoscritto di Dresda)

Francesco Maria Veracini
Ouverture VI in sol minore (1716)

Antonio Vivaldi
Sinfonia da L'Olimpiade (1734)
Sinfonia da Il Bajazet (1735)

Georg Friedrich Händel
Royal Fireworks, Ouverture (1749)

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 22 in do maggiore K. 162
Don Giovanni, Ouverture (1787)

Direttore
Federico Maria Sardelli


Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 


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