Maggio Musicale Fiorentino

Il Maggio apre tra Leonardo e Shakespeare: oggi la giornata inaugurale del grande festival fiorentino.

Numerosi gli eventi del primo giorno di Festival, nel segno del genio toscano e del bardo di Stratford.

di Domenico Del Nero

Il Maggio apre tra Leonardo e Shakespeare: oggi la giornata inaugurale del grande festival fiorentino.

Il nastro è già stato tagliato: stamani alle 11 il celebre saggista e scrittore Claudio Magrisha tenuto una lezione presso l’Aula Magna dell’Ateneo fiorentino, mentre gli ottoni dell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino hanno tenuto un concerto alla Loggia dei Lanzi. Ma l’evento clou è atteso per stasera, quando finalmente si alzerà il sipario per il primo dei tantissimi eventi che si svolgeranno nei prossimi due mesi: l’opera inaugurale del festival per cui è stato scelto come tema l’affascinante e spinoso potere e virtù.

 E  sarà il grande genio di Vinci, di cui cade oggi il Cinquecentesimo anniversario della scomparsa, a tenere bqnco negli appuntamenti pomeridiani: il Maggio presenta infatti una nuova commissione del Teatro dal titolo Leonardesca. Aforismi per voci di bambini e pianoforte su testi di Leonardo da Vinci di Luca Logi, che vedrà protagonista il Coro delle voci bianche del Maggio diretto dal maestro Lorenzo Fratini che si esibirà alla Fondazione Zeffirelli (alle 15 e alle 16:30, ingresso libero). Altra commissione del Maggio in prima esecuzione assoluta, sempre in omaggio al genio Da Vinci, è il concerto con centinaia di ottoni e percussioni intitolato Leonardo Machine di Giorgio Battistelli che si svolgerà in piazza Vittorio Gui (alle 17 e alle 18). Il foyer di galleria ospiterà poi la mostra fotografica Luoghi e volti shakespeariani in Toscana, realizzata in collaborazione con il Museo Novecento e il quotidiano La Nazione, ideale preludio alla prima di Lear, opera ispirata alla tragedia del Bardo che andrà in scena a seguire.

Sarà infatti con un’opera tratta dal bardo di Shakespeare che si alzerà per la prima volta il sipario: è Lear, lavoro degli anni Settanta del compositore tedesco Aribert Reimann che va in scena il 2 maggio alle 20 (repliche 5 ore 15:30 e 9 maggio alle 20) nell’allestimento dell’Opéra National de Paris, con il maestro Fabio Luisi sul podio e la regia firmata dal celebre Calixto Bieito. (Tra gli interpreti: Bo Skhovus, Frode Olsen, Michael Colvin e Erika Sunnegårdh). Quel titolo che tentò più volte Giuseppe Verdi e che Boito più volte gli propose, addirittura dopo il Falastaff ma senza successo, fu infatti realizzato nel 1978 da un compositore tedesco contemporaneo  (Aribert Reimann, nato nel 1936 e tutt’ora vivente). Reimann ha una predilezione per le grandi opere letterarie per i soggetti dei suoi melodrammi: nel 1964 ha rappresentato il Sogno da Strindberg e nel 1985  Le troiane, dalla celebre e angosciosissima tragedia di Euripide.  Per quanto riguarda Lear, il soggetto fu suggerito al compositore dal grande baritono  Dietrich Fischer-Dieskau che fu anche l’interprete della prima nel ruolo del protagonista e il lavoro fu poi commissionato dal teatro nazionale di Monaco, dove andò in scena con grande successo e con frequenti riprese.  L’opera è stata rappresentata anche in altri paesi e in Italia ha avuto una messa in scena memorabile a Torino nel 2001 con la regia di Luca Ronconi.

L’opera ha un organico orchestrale di notevoli proporzioni: quarantotto archi, due arpe, diciotto legni, quindici ottoni  e ben quarantasei strumenti a percussione, mentre  scrittura vocale è  basata sul declamato che si trasforma in ariosi, concertati senza escludere arie di bravura.

Il libretto dell’opera, scritto da Klaus C. Henneberg si mantiene molto fedele all’originale, ovviamente sfrondandolo per cui i cinque atti dell’originale vengono ridotti a due sacrificando tutti gli episodi secondari: due i temi fondamentali, la solitudine e la libido dominandi, il desiderio smodato di potere, ben poco “virtuoso”.  Spogliato dei suoi averi e dei suoi onori, per Lear la caduta a picco nel baratro della follia è inarrestabile e violenta, così come lo è la musica di Reimann, che spazia attraverso l’ultimo mezzo secolo di musica con una sua indubbia originalità.

Ad accogliere gli ospiti con il sovrintendente Chiarot ci sarà il sindaco di Firenze. Sono attesi il professor Luciano Alberti, il vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, l’architetto Mario Botta, il soprintendente del polo museale Stefano Casciu, il presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano, il Console generale degli Stati Uniti Benjamin V. Wohlauer, il console generale cinese Wang Wengang, l’economista e politico Paolo Costa, la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, il presidente della Corte dei Conti Amedeo Federici, la vicesindaca di Firenze Cristina Giachi, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani,  il prefetto Laura Lega e tanti altri.

 

 

 

 

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