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Crisi internazionale?

Che cos’è il Franco CFA (Franco delle Colonie francesi d’Africa) e come funziona questa valuta al centro di una polemica infuocata tra Francia e Italia?

Una analisi davvero super partes su una rovente polemica di questi giorni.

di Luca  Costa

Che cos’è il Franco CFA (Franco delle Colonie francesi d’Africa) e come funziona questa valuta al centro di una polemica infuocata tra Francia e Italia?

 

  La settimana appena trascorsa non è stata memorabile per quanto riguarda i rapporti tra Francia e Italia. Il vice-presidente del consiglio Luigi Di Maio ha reiterato le critiche contro la Francia e contro il Presidente Macron, accusando Parigi di “impoverire l’Africa” e di servirsi del Franco delle CFA per perpetuare la propria impresa colonizzatrice nel continente.

 

  L’affaire scoppia il 20 gennaio quando Luigi Di Maio dichiara a RTL (a proposito dei clandestini) : “a partire da oggi, chi vuole sbarcare in Italia sarà condotto a Marsiglia. Chiederò sanzioni contro coloro che colonizzano l’Africa. La Francia stampa il Franco delle colonie per finanziare parte del suo debito: per far restare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a casa loro”.

  Il 21 Di Maio rincara la dose: “tutto quello che ho detto è vero. La Francia stampa una valuta per 14 Stati africani e di conseguenza ne impedisce lo sviluppo. Inoltre, essa contribuisce alle partenze dei migranti che vanno poi a morire nel Mediterraneo o sbarcano sulle nostre coste. È arrivato il momento per l’Europa di avere il coraggio di trattare seriamente il tema della decolonizzazione dell’Africa”.

A Parigi, tali dichiarazioni sono state giudicate inaccettabili. L’ambasciatrice italiana in Francia, Teresa Castaldo, è stata immediatamente convocata dal Ministero dell’Europa.

  Il Presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte ha cercato invano di calmare le acque, martedì, affermando che l’affaire non rimetteva affatto in questione la storica amicizia tra Italia e Francia, evocando relazioni “forti e costanti” tra i due paesi.

 

Ma cos’è davvero il Franco CFA ? E come funziona ?

 

I paesi del Franco CFA

Circa 155 milioni di persone in Africa utilizzano il Franco CFA come moneta, in 14 paesi diversi di cui 12 sono vecchie colonie francese. Otto di questi sono in Africa occidentale : Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo. Sei sono in Africa centrale : Camerun, Rep. Centroafricana, Congo, Gabon, Guinea equatoriale e Ciad.

Questi paesi formano due unioni monetarie distinte.

 

Origine

Creato nel 1945, una quindicina d’anni prima dell’indipendenza delle colonie francesi, il Franco CFA è ancora in circolazione. Il suo valore attuale è indicizzato sull’Euro, ovvero : 1 € = 655,96 FCFA , circostanza che vincola non poco le economie dei 14 paesi alla politica monetaria europea.

 

Dove viene stampato il FCFA

Il Franco CFA è stampato in Francia, a Chamalières, feudo dell’ex-Presidente Valéry Giscard d’Estaing, nel centro del paese.

 

FCFA e debito francese

Luigi di Maio ha accusato Parigi di servirsi del FCFA per finanziare il debito francese.

L’ipotesi pare poco realistica : gli Stati africani devono depositare il 50 % delle loro riserve in Francia ; in cambio, la convertibilità illimitata in Euro conferisce a tali riserve un minimo di credibilità internazionale. I depositi africani sono inoltre remunerati a un livello superiore rispetto ai tassi del mercato monetario. Un tasso dello 0,7 % è stato fissato con un criterio “molto favorevole” rispetto ai tassi medi attuali. Inoltre, gli Stati africani possono ritirare i loro fondi in ogni momento in caso di bisogno, circostanza che rende quasi impossibile un loro utilizzo da parte della Francia per finanziare il proprio debito.

 

FCFA, pro e contro

I sostenitori del FCFA affermano che la moneta è un importante fattore di stabilità in seno all’economia di paesi che avrebbero la tentazione naturale a stampare moneta senza sosta. il FCFA permetterebbe quindi di mantenere bassa l’inflazione, sotto il 3% nei 14 Stati, e di stabilizzare concretamente il debito pubblico.

Gli oppositori pensano invece che l’Africa dovrebbe immediatamente liberarsene, soprattutto per tagliare definitivamente il cordone ombelicale con la Francia.

 

Situazione politica attuale

Nel corso della sua visita in Burkina Faso del 2017, Emmanuel Macron ha difeso il FCFA senza riserve, fondando il suo appoggio proprio sulla questione della stabilità. Indipendentemente dal sostegno francese, in molti dei 14 paesi avvengono regolari riunioni governative per riflettere su un’eventuale uscita dall’unione monetaria FCFA. Diverse manifestazioni hanno avuto luogo nel 2017, in Benin, Mali, Costa d’Avorio e Gabon, contro il FCFA e molti partiti politici fanno dell’ostilità contro la moneta unica il loro cavallo di battaglia in un ottica anti-colonialista.

 

FCFA e sviluppo africano

Secondo alcuni economisti africani, tra i quali il senegalese Demba Moussa Dembele (intervistato di recente da alcuni media francesi), il FCFA costringerebbe i 14 Stati dell’unione monetaria a seguire la stessa politica anti-inflazionistica della BCE, frenando così lo sviluppo dei paesi africani.

A causa di tale priorità anti-inflazionistica, la Banca africana accorda sempre meno prestiti alle imprese locali e ai singoli Stati. Come creare sviluppo senza far circolare moneta ?

Come finanziare infrastrutture e industrializzazione ?

Si tratta di domande legittime che sempre più addetti ai lavori si pongono, specialmente in seno agli Stati dell’unione FCFA.

 

Dal punto di vista della crescita economica, i 14 paesi mostrano risultati eterogenei. La crescita del PIL del Senegal e della Costa d’Avorio è di circa il 6 % annuo, mentre gli Stati della zona centrale dell’Africa hanno una crescita pressoché nulla.

 

FCFA e immigrazione

Secondo Luigi Di Maio il FCFA sarebbe una della cause delle migrazioni africane verso l’Europa. Difficile rispondere.

Anche se le richieste d’asilo degli ivoriani sono aumentate del 44 % nel 2018, le statistiche non sembrano mostrare un sovrannumero di clandestini provenienti dai 14 Stati del FCFA. I tre paesi africani che producono il maggior numero di emigrazioni restano l’Eritrea, la Nigeria e il Sudan, che non fanno parte dell’unione monetaria.

 

La posizione francese

Il 23 gennaio, il Ministro degli Affari europei Nathalie Loiseau afferma pubblicamente che i propositi tenuti da Di Maio sono “insignificanti” e “ostili”, escludendo in ogni caso ritorsioni economiche contro Roma.

 



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