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i libri di totalità

Rassegna libraria novembre 2018

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna libraria novembre 2018

Adriano Scianca, La Nazione fatidica. Elogio politico e metafisico dell’Italia (Altaforte, pagg. 185, Euro 18,00)

I popoli e le nazioni hanno una ‘storia sacra’ e sono possessori di un’anima, di un portamento, che è frutto, come il carattere degli uomini, tanto di fattori genetici innati quanto di dati esterni acquisiti. Tutto ciò può risultare incomprensibile agli utopisti cosmopoliti, ai fanatici internazionalisti, ai seguaci dell’ideologia umanitaria, che ritengono l’umanità una grande famiglia omogenea, con delle piccole differenze facilmente eliminabili. Tuttavia i popoli esistono, le culture e i caratteri nazionali resistono a questo processo di sradicamento, molte comunità ancora reagiscono al ‘virus’ della globalizzazione. Un ruolo speciale spetta ai popoli italici, portatori sulla scena del mondo di uno spirito che ha manifestato il suo genio tanto nella forma dell’Impero quanto nei borghi medievali e nella Città ideale rinascimentale, nella sacralizzazione della conquista universale e nella persistente identità localistica. La duttilità, il pragmatismo, la mancanza di rigidi schemi ideologici e di astratte filosofie progressistiche hanno caratterizzato il primato italiano, idea-forza che dall’uomo romano è giunta fino all’abate Gioberti ed agli eroi risorgimentali. Per esaltare l’idea dell’italianità Adriano Scianca ricorda gli Déi etnarchi della Saturnia Tellus, da Saturno a Marte, da Giove alla divinità semitica fattasi romana e cattolica, che le hanno assicurato il loro favore e determinato i molteplici successi in ogni campo, culturale e politico, militare e artistico. Dopo aver esaminato l’origine del nome Italia e i suoi significati, sia storici che simbolici, Scianca compie un lungo excursus fra i Numi tutelari di questa nazione felice: Augusto e Virgilio, Dante Alighieri e Leopardi, D’Annunzio e Berto Ricci, ricordando che il destino dell’Italia non si è compiuto con l’unità nazionale, ma è un compito che va galvanizzato ogni giorno, in eterno.

ITALIA

Peter d’Angelo e Fabio Valle, Gli abusi del fisco. Scandaliingiustiziesbagli. Come possiamo difenderci (Chiarelettere, pagg. 160, Euro 15,00)

Dalla testimonianza di ex funzionari dell’Agenzia delle Entrate e sulla base di documentazione accertata, la verità su come gli italiani onesti sono ingiustamente vessati dal Fisco  La vita è una tassa. Si pagano tasse sulla nascita e sulla morte, persino sui fiammiferi, sulla birra (oltre che su tutti gli altri alcolici), sulle scommesse ippiche e, nascoste sotto altre voci, persino sulla guerra in Etiopia del 1936. A gestire gran parte delle imposte dirette e indirette è l’Agenzia delle entrate che è diventata, di fatto, la più potente istituzione economica del paese, di conseguenza i danni che è in grado di provocare sono enormi, come dimostra bene questo libro, per certi aspetti sconvolgente, perché costruito anche grazie alle testimonianze di ex funzionari dell’Agenzia. 

Troppi imprenditori sono finiti nel tritacarne tributario pur non avendo evaso un solo euro. Lo dicono le sentenze: errori da terza media, calcoli presuntivi senza criterio, formule cervellotiche tutte orientate a gonfiare gli accertamenti fiscali. L’Agenzia dovrebbe occuparsi dell’evasione, eppure i tre quarti degli incassi sono frutto di pagamenti “spontanei”, una tantum, interessi e sanzioni spesso dovuti a banali errori e ritardi, e l’80 per cento circa delle dispute riguarda

accertamenti tra 0 e 100.000 euro. Recuperi esigui.
E i pesci grossi? Troppo complicato: più facile prendere di mira coloro che già pagano o qualche nome di richiamo, a scopo dimostrativo, le grandi imprese meglio lasciarle stare. Come difendersi dal torchio delle tasse? I dieci consigli di chi conosce bene l’Agenzia sono preziosi e fanno capire come il nostro rapporto col Fisco andrebbe completamente rifondato. Questo libro vuole essere un primo contributo per avviare questo cambiamento.

MONDO

Stephen Smit, Fuga in Europa. La giovane Africa verso il vecchio continente (Einaudi, pagg. 172, Euro 10,99)

L'Europa sta invecchiando e si sta spopolando. L'Africa è piena di giovani e di vita. La migrazione di massa, appena iniziata, è per modalità e dimensioni la sfida più drammatica del ventunesimo secolo. L'Unione Europea conta oggi 510 milioni di abitanti che invecchiano; l'Africa un miliardo e 250 milioni, il 40% dei quali ha meno di quindici anni. Nel 2050, ci saranno 450 milioni di europei contro 2 miliardi e mezzo di africani. Da qui al 2100, tre persone su quattro del mondo saranno nate a sud del Sahara. L'Africa «sta emergendo» e, uscendo dall'assoluta povertà, si mette in marcia. Se gli africani replicheranno ciò che è sempre avvenuto e avviene nella storia dell'umanità, fra trent'anni l'Europa avrà dai 150 ai 200 milioni di afro-europei, rispetto ai 9 milioni odierni. Una pressione migratoria di questa portata sottoporrà l'Europa a una prova senza precedenti, col rischio di portare al parossismo la spaccatura tra élite cosmopolite e populisti difensori del suolo.

PENSIERO FORTE

Guido Santulli, Il mare d’Italia. Piccolo elogio di un popolo di navigatori e avventurieri, (Passaggio al Bosco, pagg. 92, Euro 10,00) 
Orizzonte sconfinato, campo di battaglia e rotta commerciale: il mare è intimamente legato all’anima più profonda della nostra Italia, che ha fatto del Mediterraneo uno spazio vitale e una fucina di eroi, di navigatori e di avventurieri.
Secoli di storia e di tradizioni hanno accompagnato il controverso rapporto del nostro popolo con il mare: dai fasti dell’impero romano alla diffusione del cattolicesimo, dalle Repubbliche marinare al primato veneziano, dai grandi esploratori alla Regia Marina, dagli uscocchi fiumani ai marò della Decima Mas.
Eppure – oggi – “Mare Nostrum” è sinonimo di minaccia, con la nuova tratta degli schiavi che alimenta l’invasione migratoria della nostra Patria e i nuovi traffici globali che contribuiscono alla distruzione della nostra sovranità alimentare ed industriale.
Questo “piccolo elogio identitario” è dedicato alla necessità di riscoprire quel legame ancestrale con le acque che bagnano la nostra Terra: nell’interpretazione teorica e pratica della geopolitica, nella più alta concezione dell’uomo libero e integrale che si misura con le forze elementari per conoscere e superare se stesso, nella precisa volontà di riconquistare un destino e tornare a scrivere la storia.

TEMPI MODERNI

Franco  Cardini, Neofascismo e neoantifascismo (La Vela, pagg. 192, Euro 15,00)

Si può essere antiantifascisti? È un modo di dire che si è in realtà fascisti? È un attacco alle "idées reçues", ai luoghi comuni? Serve a darsi una pàtina di anticonformismo a buon mercato? Oppure... In questi anni di rapidi eclissi e di furiosi mutamenti, mentre a molti sembra sempre più vero che la democrazia è un sistema nel quale il popolo è sovrano ma la gente non conta nulla, vale la pena di riflettere sui vecchi "idola theatri", sulle "verità" che per troppo tempo non è costato nulla affermare mentre irragionevolmente scandaloso sembrava il metterle in discussione. L'antifascismo, come l'anticomunismo, è un valore generico - quindi inutile - perché vi sono infiniti modi e infinite ragioni di essere l'una e l'altra cosa, ma tanti di quelli e tante di queste sono ben peggiori del loro contrario; e i valori generici - quindi inutili - finiscono sempre col trasformarsi in disvalori, o in pseudovalori, o in antivalori. Queste pagine non vogliono né offendere, né scandalizzare nessuno. Servono solo a ricordare che quando si marcia contro il nemico bisogna essere ben sicuri che il nemico non marci alla nostra testa.

                                                                      ***

Anthony James Gregor, La ricerca del neofascismo. Uso e abuso delle scienze sociali (Aracne, pagg. 388, Euro 18,00)

Il volume è uno studio sulla logica informale che ha governato mezzo secolo di scritti accademici dedicati a ciò che è stato in genere identificato come “neofascismo”, assieme a un’attenta valutazione di quei movimenti e regimi considerati oggetto di indagine. Lo studio è sia pedagogico che di avvertimento. La tesi centrale dell’opera è che i termini come “fascismo”, “generico fascismo” e “neofascismo” vengono spesso usati con notevole indifferenza, applicati solamente ai movimenti e ai regimi politici considerati di “destra” piuttosto che di “sinistra”, spesso con l’intento di denigrare più che informare. All’interno di tale contesto vengono inseriti alcuni dei più importanti movimenti politici del nostro tempo, inclusi Alleanza Nazionale in Italia e il Bharatiya Janata Party in India, che hanno assolto entrambi incarichi di comando nei rispettivi governi. Identificare l’uno o l’altro come “neofascismo” ha chiare implicazioni nelle relazioni internazionali.

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Diego Fusaro, Il nuovo ordine erotico. Elogio dell'amore e della famiglia (Rizzoli, pagg. 410, Euro 19,00)

C'è stato un tempo in cui il diktat del capitale conosceva dei limiti. Si arrestava ai cancelli della fabbrica: oltre, la vita scorreva in forme che non si lasciavano imbrigliare nell'orizzonte limitato della logica di produzione e dello scambio di merci. Quel tempo è ormai lontano. Oggi, alla società basata sull'economia di mercato si è sostituita una società di mercato e basta. Viviamo in un mondo «a capitalismo integrale e mercificazione sconfinata». Il che, è chiaro, coinvolge anche la sfera dell'affettività e dell'erotismo. Il globalitarismo al potere - nuovo totalitarismo glamour onniavvolgente - ci vuole precari e omologati, neutri anche in amore. Novelli Don Giovanni, figura emblematica dell'instabilità amorosa e dell'isolazionismo sentimentale. Le relazioni solide, basate su progetti di vita condivisi e una visione dell'amore come forza eterna, cedono il passo a forme consumistiche di rapporto: incontri fugaci e privi di conseguenze, legami occasionali facili tanto da instaurare quanto da spezzare, sesso virtualizzato e rapporti online. Dalla precarizzazione erotica e sentimentale alla femminizzazione del maschio, dal nuovo femminismo postmoderno alla crisi della famiglia, dalla gendercrazia al trionfo del neutro indifferenziato unisex, Diego Fusaro accompagna il lettore attraverso i temi principali di una riflessione che ci coinvolge tutti, in quanto esseri eminentemente amorosi. E se a cadere sono addirittura i fondamenti più intimi del rapporto interpersonale, cosa può esserne della struttura sociale che ci accoglie, della nostra «famiglia allargata»? Il filosofo Diego Fusaro ci invita a riflettere sul nuovo ordine amoroso globalizzato e deregolamentato. Per scoprire che il laissez-faire del liberismo economico e di quello sentimentale sono - paradossalmente - due facce della stessa medaglia.

ECONOMIA

Miro Renzaglia, Bitcoin senza fiducia (Castel Negrino, pagg. 82, Euro 13,90)

Lo studio di Miro Renzaglia si propone di analizzare la criptovaluta con il fine di dare una risposta alla domanda: il bitcoin è una moneta? Per i suoi estimatori la questione neanche si pone: non solo è una moneta ma sarà la moneta del futuro, e in parte già del presente, globalizzato. In realtà, il bitcoin non assolve nessuno dei criteri che identificano il denaro come lo abbiamo fin qui conosciuto: è sconveniente usarlo come mezzo di scambio per importi bassi o minimi; la sua divisibilità praticamente infinita, trattandosi di un numero, lo invalida come unità di conto per fissare i prezzi delle merci e dei servizi; l'estrema volatilità ne fa una riserva di valore ad alto rischio. Non solo: alcuni dei principi della sua "ideologia" - decentralizzazione, scambio peer-to-peer disintermediato, anonimato, sicurezza delle transazioni, regolamento del valore dato dagli equilibri di domanda e offerta, democrazia partecipativa nella gestione del sistema - sono così poco categorici da permettere l'obiezione alla pretesa d'essere una moneta che, per di più, fa a meno di quel sentimento che, sin dalle origini, è considerato indispensabile per essere accettata: la fiducia. Tanto che l'affermazione programmatica del Manifesto lanciato dal suo creatore, Satoshi Nakamoto: «Abbiamo proposto un sistema per le transazioni economiche che non si basa sulla fiducia» può essere letta come neanche tanto criptica ammissione che si tratti di qualcosa di diverso dalla moneta che, infatti, nella dicitura è traslata in "transazione economica". L'autore, pur riconoscendo l'inaudita novità e l'audacia della proposta, avanza l'ipotesi che bitcoin, al momento, sia qualcosa di simile alle "fiche" usate in quel casinò globale dove i veri giocatori, al netto degli utenti attratti dal richiamo di improvvisa e facile fortuna, sono i soliti signori dell'aristocrazia finanziaria e, con ogni probabilità, della criminalità organizzata.

STORIA

Raoul Pupo, Fiume città di passione (Laterza, pagg. 328, Euro 24,00)

D’Annunzio battezzò Fiume come “Città di passione”, imponendola all’attenzione dei vincitori nell’immediato primo dopoguerra, quando il mito della ‘vittoria mutilata’ accendeva gli animi dei nazionalisti italiani. Nel secondo dopoguerra altre passioni, ancora più tragiche, avvolsero la città quarnerina: migliaia di fiumani dovettero prendere la via dell’esilio fra l’indifferenza della patria ferita. Fiume restava in piedi, ma come altre città di frontiera cambiava il suo destino ed il suo padrone: infatti, essa entrava a far parte del nuovo Stato jugoslavo e dell’universo comunista. La storia della città annovera un’ultima grande illusione, neppure questa destinata a lieto fine, quella di operai e intellettuali italiani che durante la guerra fredda lasciarono la madrepatria per partecipare all’edificazione del socialismo nella Fiume ormai slavizzata. La ricostruzione storica di Raoul Pupo parte con l’avventura dannunziana, seguendo le tracce dell’autocolonna di granatieri e arditi che, al comando del poeta, rivendicò la città al Regno d’Italia. L’ordinato centro asburgico divenne sede di un appariscente esperimento politico-sociale, basato sulla mistica della patria di combattenti e arditi, su futurismo e sindacalismo rivoluzionario, in un clima di esaltazione nazionalistica ed esistenziale.

CLASSICI

Gioacchino Volpe, L’Italia tra le due guerre (Oaks, pagg. 303, Euro 20,00)

Gennaro Malgieri presenta questa raccolta di scritti di Gioacchino Volpe, uno dei massimi storici italiani, sulle conseguenze politiche della Grande Guerra, come la nascita e l’ascesa del movimento fascista, e le lotte socio-istituzionali seguite al suo trionfo. Volpe sottolineava il bisogno di ricercare le radici del risorgimento e del suo spirito, per risalire, quindi, all’essenza della nazione italiana e del Fascismo, indagine da compiere nel più vasto contesto continentale. In queste pagine la ricerca dello spirito italiano delinea i contorni del nuovo Stato mussoliniano: le ragioni dell’imperialismo, la spinta data dal Fascismo alla modernizzazione della nazione ed il ruolo interpretato da Casa Savoia. L’epoca del primo dopoguerra prevedeva un ruolo preponderante dello Stato nella vita dei popoli, sia per dare un ordine organico ai corpi naturali e ai gruppi sociali altrimenti impegnati in contrasti distruttivi, sia, nel caso del Regime fascista, per dare forma ad un uomo nuovo, modellato sui valori della tradizione nazionale. Il ‘realismo storico’ di Volpe passava anche attraverso la diretta partecipazione alla vita politica, mediante l’impegno civico e l’opera intellettuale.

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Juan Donoso Cortés, Contro il liberalismo (Idrovolante, pagg. 235, Euro 20,00)

La presente antologia comprende i migliori discorsi pronunciati all’Assemblea dei Deputati da Donoso Cortés, alcuni suoi articoli, una lettera inviata al cardinale Fornari e la corrispondenza con il conte de Montalembert. La raccolta consente una esauriente conoscenza sul pensiero del politico spagnolo, teologo e filosofo antiprogressista, uno dei più aspri critici della modernità, sia nei suoi aspetti speculativi che nel campo della prassi dell’organizzazione sociale. La sua opposizione al liberalismo si fondava sulla verità della dottrina cristiana: egli denunciò gli errori del pensiero moderno, ed affermò l’insostituibile ruolo del cattolicesimo per la difesa dell’Europa e per la preservazione della cultura classica dal caos sociale e dalla tirannide politica. Donoso sosteneva che dietro ogni tema politico vi fosse una questione teologica, e che quando una comunità rinuncia alla propria religione finisce per perdere la propria identità culturale, quindi, per combattere il progressismo bisognava riscoprire il principio religioso, cardine della storia e della salvezza umana.

STORIOGRAFIA

Tommaso di Carpegna Falconieri, Riccardo Facchini (a cura di), Medievalismi italiani. Secoli XIX-XXI (Gangemi, pagg. 192, Euro  25,00)
L'Italia ha una lunga tradizione medievistica. Sono infatti numerosi e autorevoli gli studiosi italiani che hanno dedicato la loro attività di ricerca all'indagine dell'affascinante e complesso millennio medievale. Tra questi, diversi hanno tentato di decifrare non solo il medioevo ‘storico' a partire dalle fonti dell'epoca, ma anche il medioevo ‘immaginato', cioè le rappresentazioni e reinvenzioni del periodo medievale nel mondo contemporaneo. Questo ampio fenomeno, che porta il nome di ‘medievalismo', influenza profondamente le società occidentali in molti aspetti, dall'arte alla politica, dalla cultura di massa alla religione, e l'apporto dato in particolare dall'Italia è stato ed è tuttora cospicuo. Nel presente volume, studiosi affermati e giovani ricercatori offrono il loro contributo sul tema con una serie di indagini focalizzate sul ruolo ricoperto dall'idea di medioevo nella genesi e nello sviluppo di alcuni fondamentali processi socio-politici italiani dal XIX al XXI secolo. 

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Annali della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice

Il fascicolo 2016-2017   degli Annali della Fondazione è dedicato in particolare alla figura del geo-economista Ernesto Massi. La sezione monografica, curata da Andrea Perrone, si intitola “Ernesto Massi fra geografia e politica”, e comprende saggi di Arrigo Bonifacio, Michele Pigliucci, Lorenzo Salimbeni, Rodolfo Sideri.
Bonifacio ha trattato della rivista “Geopolitica”, che Massi diresse insieme a Giorgio Roletto, con particolare riguardo alla questione delle terre irredente. Pigliucci si è occupato della centralità geopolitica della città di Trieste. Salimbeni l’approccio geografico e militare Massi alla Seconda guerra mondiale. Sideri ha analizzato l’attività politica di Massi nel secondo dopoguerra nel quadro della cosiddetta Sinistra nazionale. L’attività scientifica di Massi, presso l’Istituto coloniale fascista di Milano, è stata sviluppata da Perrone. La sezione monografica si chiude con i ricordi di Gaetano Rasi e Gianni Scipione Rossi.
Nel medesimo fascicolo, di particolare interesse il saggio di Berardi su Edmondo De Amicis: Storie europee e internazionali di un giornalista positivista. 

Per acquisti: info@fondazionespirito.it 

 

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