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Editoriale

Il prelato scardinalato e il ministro infangato: qualche considerazione su Bergoglio e Salvini.

Per buona parte della stampa italiana il nemico è il ministro dell'interno. Invece ....

Domenico Del Nero

di Domenico Del Nero

Francesco e Matteo Salvini il diavolo e l’acqua santa? Forse è così, ma sicuramente in molti non sarebbero d’accordo sull’attribuzione dei rispettivi  ruoli. Se Famiglia Cristiana (o sedicente tale) con una copertina che definire di dubbio gusto è usare il più tenero degli eufemismi, accostava implicitamente ma con grande evidenza il ministro dell’interno (nonché vicepremier) nientemeno che a Satanasso, oggi le azioni dell’inquilino di Santa Marta sono più in basso che mai, soprattutto dopo lo scioccante memoriale che rivelerebbe un suo complice e quindi colpevole silenzio nei riguardi del cardinale americano Theodore Mc Carrick. L’alto prelato americano, divenuto nientemeno che arcivescovo di Washington, era infatti da molto tempo sospettato di condotta scandalosa e immorale, tanto che Benedetto XVI lo aveva emarginato e messo da parte. C’è voluto il gravissimo scandalo di un abuso su un minorenne a spingere quest’anno Bergoglio finalmente ad agire, ma il memoriale dell’ex nunzio pontificio negli Usa Carlo Maria Viganò accusa Bergoglio di essere stato messo al corrente della pessima condotta del porporato sin dal 2013 e da lui stesso personalmente; ma  Francesco avrebbe non solo ignorato il tutto, ma avrebbe addirittura rimesso  questo bell’esempio di  militanza cattolica in piena funzione e lo avrebbe favorito. I difensori di Bergoglio sostengono che anzi  egli abbia operato in modo molto più efficace del suo predecessore, togliendogli la porpora cardinalizia; ma a parte il fatto che ci ha messo un po’ troppo ad accorgersene e solo quando non era più possibile far finta di niente,  non è vero che Mc Cornick è stato “scardinalato”: è stato lui a dimettersi. Poi sarà anche stato “cortesemente” invitato a farlo, ma non ci sono dubbi che se fosse stato veramente espulso dal collegio cardinalizio sarebbe stato ben altra cosa.

E come ha reagito il supremo campione della misericordia, l’apostolo dei migranti, l’amico dei musulmani e degli attivisti dei centri sociali? Interrogato in modo diretto ed esplicito da una giornalista al suo ritorno dall’Irlanda sul memoriale di mons. Viganò, Francesco ha così’ replicato: "L'ho letto e non dirò una parola. Leggetelo voi [giornalisti] e fate voi il vostro giudizio. Quando sarà passato un po' di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò".

Leggetelo e fate il vostro giudizio. Sembra che Francesco si affidi alla stampa, soprattutto a quella italiana, per allontanare da sè una tempesta che rischia di travolgerlo e di minarne definitivamente la credibilità. E naturalmente, la stragrande maggioranza  delle testate “blasonate” cartacee ed online non si fanno (è il caso di dirlo ) pregare.  Repubblica del 29 agosto mette la questione quasi in sordina, e presenta lo scandalo McCarrick e in generale della pedofilia tra il clero americano e della sua “copertura” come un attacco personale da parte dei cattolici conservatori e trumpisti : “A questo pontefice vengono rinfacciate oltre alle critiche sul Muro  col Messico (…) il ruolo della diplomazia vaticana nel disgelo con Cuba; l’enciclica laudato sì sulla lotta al cambiamento climatico, le posizioni sulle diseguaglianze sociali e gli eccessi del capitalismo.”[1]

Insomma, il problema è solo la reazione dei “soliti” conservatori, tradizionalisti, reazionari e chi più ne ha più ne metta. E l’obiettivo diventa poi ovviamente  Monsignor Viganò: i baldi cronisti nostrani si trasformano in gostbusters  e tutti a caccia di scheletri dell’armadio dell’ex nunzio, con l’aiuto di una sorella invelenita per questioni ereditarie. Che volete che siano i reati di pedofilia e l’inquietante ombra di una “lobby gay” vaticana in confronto? Tra le poche, meritevoli eccezioni spicca Sandro Magister, che non solo sottolinea la gravità e il peso delle accuse di monsignor Viganò, ma ha sottolineato anche il parallelo con il caso di mons. Ricca, nominato prelato presso lo Ior e personaggio molto in vista nello entourage di Bergoglio. Qui non c’entra la pedofilia, ma l’omosessualità sì e Magister conclude:” Anche questa volta Bergoglio si è astenuto dal giudicare. Ha rilanciato il gioco nel campo dei media. Dove la pedofilia non è ammessa, ma i rapporti omosessuali sì. Non importa se commessi da uomini di Chiesa che praticandoli violano in pieno l'impegno di castità che hanno assunto pubblicamente con il sacramento dell'ordine.” [2]

 Dunque per buona parte dei media, del PD e della sinistra italiana (certi vecchi comunisti mangiapresti si staranno rivoltando nella tomba!) l’acqua santa è senza dubbio  Bergoglio, che non per nulla qualcuno, come Massimo d’Alema,  ha definito il grande leader della sinistra. Alla faccia di qualche milione di martiri (che volete che siano, rispetto alla pur lodevolissima raccolta differenziata?) e della religione come oppio dei popoli; del resto, è noto che a molti sinistri & alternativi oppio e oppiacei non fanno affatto schifo ….  Basterebbe ricordare come fu trattato dai media e dalla cosiddetta intellighenzia papa Benedetto !

E dunque a Salvini, che dei valori cattolici si è dichiarato più volte difensore (ma sono quelli che a Bergoglio e ai suoi cortigiani interessano poco o nulla) tocca senza dubbio essere incensato di zolfo da parte dei media e non solo: se tutto il governo attuale, voluto e votato da milioni di italiani, è fatto oggetto di un livore mediatico senza precedenti, il ministro dell’interno e il suo partito sono senz’altro i bersagli preferiti di giornalisti e utenti social che a volte non si peritano di esortare in modo più o meno larvato alla violenza, secondo un copione già tragicamente visto al tempo degli anni di piombo.

Ma ancora una volta è Repubblica a darci un esempio  pressoché inimitabile. Sempre sull’edizione del 29 agosto, la stessa in cui Walter Weltroni (proprio lui, il compagno che a suo dire non era mai stato comunista) redivivo esce dalla naftalina e pontifica contro la “destra estrema” chiamando la sinistra (quale? Quella salottiera a caviale e champagne, quel che resta del PD o quella barricadiera e sfasciacarrozze dei centri sociali tanto cari anche a Bergoglio?) alla riscossa non senza evocare fantasmi di hitlerismo e (bontà sua!) stalinismo, c’è un articolo che vale davvero la pena di leggere e meditare. E’ una intervista al cardinale Raymond Leo Burke, bellissima figura di prelato che ha avuto il coraggio di mettersi non “contro” Francesco ma a difesa della dottrina e dei valori cattolici (è stato uno dei quattro firmatari dei “Dubia” sulla Amoris Laetitia a cui Bergoglio non si è mai degnato di rispondere). Il tono dell’intervista, che verte ancora sul famoso scandalo americano,  è a tratti insidioso ma sostanzialmente corretto; ma un certo punto l’intervistatore fa una domanda che è tutto un programma: Ci sono foto di lei con Matteo Salvini. E’ lecito che un credente voti chi ostenta il crocifisso, ma sui migranti ha posizioni contrarie al Vangelo?

Il vangelo secondo Repubblica e il suo “papa” Eugenio Scalfari? La risposta del cardinale Burke è un capolavoro di prudenza ma anche di chiarezza senza veli: “ Ho incontrato Salvini in diverse occasioni. Credo che sui migranti vi siano posizioni legittimamente divergenti anche tra i cattolici. Non ho motivo di dubitare della sincerità dell’espressione di fede cattolica da parte del ministro”. [3]

Ma non la pensano certo così varie mosche gazzettiere che magari da trozkiste e maoiste si scoprono improvvisamente evangeliche (solo quando fa loro comodo però; provate a parlargli dell’aborto o dei cristiani perseguitati), oppure certi “intellettuali” alla Oliviero Toscani che continuano a evocare in un modo o nell’altro quell’’immondo spettacolo che fu piazzale Loreto. E un altro esempio di eccezionale “equanimità” è sicuramente l’articolo di Gianfranco Turano su l’Espresso, dal titolo già eloquente Per sconfiggere il razzismo serve un lavoro partigiano.  Qui il riferimento a Hitler e Mussolini è d’obbligo, ma  l’articolista va ben oltre: inutile dice prendersela con Forza Nuova e Casa Pound, votate dall0 0,8 %: “La Lega ha potuto seminare per decenni le opinioni alle quali, nel paese della Tolleranza, aveva diritto. La Lega ha convinto una massa crescente di italiani a non vergognarsi della sua intolleranza. Ha spiegato che il razzismo è un’opinione come un’altra e che si può esprimerla lanciando uova a una ragazza torinese, Daisy Osakue, di cui si disapprova il colore.”.Forse il sig. Turano è leggermente disinformato e farebbe meglio a documentarsi su chi siano stati i lanciatori di uova (anche il figlio del consigliere PD era leghista?) e i loro moventi.  Ma questo è ancora niente rispetto alla peroratio : “Quando un leader mostruoso entra in fase con la massa che lo ha eletto, è il maremoto. Chi ci tiene a non finire sommerso deve svegliarsi adesso. Deve capire che il viaggio nel paese della Tolleranza è un periodo di ferie meraviglioso ma è durato troppo a lungo. C’è del lavoro e al lavoro bisogna tornare sapendo che sarà duro, scomodo e spesso intollerante ***
Sarà un lavoro partigiano. Forse non servirà prendere il fucile e andare in montagna. Basterà applicare la prima forma di intolleranza, il rifiuto, alle cose minime. [4]

Inutile dire chi sarebbe il “leader mostruoso”. Non varrebbe neppure la pena di citare certe cose se non fosse per il fatto che è una cosa del genere è già successa nel nostro paese. Oggi il “fascista” è chiunque si opponga alla politica della sinistra, esattamente come qualche decennio fa. E anche all’epoca, ci furono giornalisti e “intellettuali” che usarono parole di fuoco e finirono poi con l’infiammare qualche cervello troppo esaltato. Non c’è dubbio che i tempi siano molto cambiati da allora, ma è altrettanto vero che di esaltati in giro che ne sono sempre sin troppi. E quel forse  non servirà prendere il fucile è quantomeno inquietante e a poco serve quello che è scritto dopo. Lascio solo immaginare se qualcosa del genere lo avesse scritto qualche filogovernativo …

Il bello è che sono proprio i cd “progressisti” ad accusare Salvini e la Lega di fomentare campagne d’odio, come se questi fossero appelli all’amore fraterno; dimenticando  che una cosa è una più che legittima opposizione e difesa delle proprie opinioni, altra il demonizzare l’avversario dicendo tra le righe (e a volte neppure tanto) che anche la violenza può essere giustificata,  persino nei confronti di un governo e di un leader votato da milioni di italiani. Meno male che i democratici sono loro …

Ma la cosa più triste, tornando al soggetto iniziale è vedere come la stampa italiana pratichi da un lato il “troncare, sopire” di manzoniana memoria, e dall’altro invece soffi nel fuoco incurante del pericolo di appiccare un incendio. L’impressione è comunque che questa volta la gente non sia più tanto disponibile a cascarci.  “Poca favilla gran fiamma seconda”, diceva il Sommo Poeta Dante, è chissà che questa volta l’incendio non scoppi in una direzione che non è certo quella voluta dai “soliti noti”.



[1] Federico RAMPINI, “Caso Viganò, il Papa ‘amareggiato’. E la Chiesa Usa è spaccata in due”, La Repubblica, 29 agosto 2018, p.19.

[3] Paolo RODARI, “Dossier gravissimo e io non sono suo nemico” La Repubblica 29 agosto 2018, pag. 19.

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da JackReacher il 05/09/2018 11:53:13

    Oliviero Toscani prima di pontificare farebbe meglio a tacere, soprattutto dopo quel macello di vite umane che è stato il ponte Morandi,gestito dalla famiglia Benetton ovvero, il suo mecenate. Infine lo stato di squallore raggiunto dai c.d giornali mainstream, tutti a gufare sperando in caduta anticipata del governo (forse si sono dimenticati i disastri causati dai precedenti governo di destra,sinistra e tecnici)

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