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Maggio Musicale Fiorentino

Maggio Musicale in grande stile: Due anni di spettacoli dal Cinquecento alla contemporaneità.

Presentata nei giorni scorsi la programmazione dei prossimi due anni: novità, repertorio, cicli e anniversari, tra cui il centenario rossiniano.

di Domenico Del Nero

Maggio Musicale in grande stile: Due anni di spettacoli dal Cinquecento alla contemporaneità.

Un vero e proprio oceano di buona musica ci aspetta nei prossimi due anni. Giovedì 5 luglio i vertici del Maggio Musicale Fiorentino hanno presentato il programma delle stagioni 2018 -19 e 2019 - 20: è la prima volta che succede, ma se si vuol essere in sintonia con i grandi teatri europei non è più tempo di adagi, ma di allegri con fuoco.

Il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Cristiano Chiarot, il coordinatore artistico Pierangelo Conte e il direttore principale Fabio Luisi – quest’ultimo presente solo in video, per impegni di lavoro – lo hanno detto a chiare note. Il peggio è sicuramente passato, ormai dalla selva oscura si è fuori. Questo non significa essere giunti in Paradiso, ma del resto neppure il Sommo Poeta ci arrivò in un attimo! Soddisfazione anche dalle istituzioni, rappresentate dal sindaco Dario Nardella (presidente del Consiglio di Indirizzo della fondazione) e dalla vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni.

Il sindaco ha espresso la sua grande soddisfazione per il fatto che il teatro è “venuto fuori dall’isolamento”, riconquistando l’attenzione e l’affetto non solo dei cittadini, ma anche delle altre istituzioni culturali con cui sta entrando in rapporti sempre più stretto: gli Amici della Musica, il Conservatorio Cherubini, la scuola dimusica di Fiesole. Non solo, ma il teatro è “uscito” dalla sua sede ed è andato incontro al pubblico, con quelle tournee in provincia volute dal sovrintendente. Il momento più alto di questa ritrovata sintonia si è senz’altro avuto con i recenti concerti di fine giugno diZubin Mehta, evento di grandissimo li vello artistico ma anche di notevole impatto emotivo.

Ma anche Fabio Luisi, ha proseguito il sindaco, ha saputo stabilire un ottimo rapporto con il teatro e il suo pubblico e se ne stanno già vedendo i frutti. Buone notizie anche sul fronte finanziario; se il bilancio consuntivo di quest’anno è finalmente in pareggio, anzi in leggero attivo; inoltre con la regione toscana è stato approvato un piano di patrimonializzazione di sei milioni di euro.

Luisi è uomo di poche parole, preferisce che siano le note a parlare. Così nel video in cui ha lasciato il suo saluto ha parlato con gioia del ritorno di Mehta; per quanto riguarda la programmazione è sicuramente intensa e di alto profilo. Il maestro dirigerà tra l’altro l’integrale delle sinfonie di Mahler: “ un autore complesso e difficile, che esprime tristezza, malinconia, ricordi”.  Una sfida non da poco dunque, che però Luisi conta di vincere insieme all’orchestra del Maggio.

L’approfondimento sul programma è stato fatto dal sovrintendente Chiarot, che è apparso molto soddisfatto del lavoro svolto.  I numeri sono effettivamente impressionanti: per il biennio 2018 – 2020 sono previsti qualcosa come 34 titoli operistici (15 dei quali con nuovi allestimenti), 30 concerti sinfonici e 6 balletti; per un totale di ben 179 serate, che si muovono tra il Barocco e la Contemporaneità, con cicli, percorsi e itinerari tematici che sono ormai una caratteristica della tradizione del Maggio.

Impossibile anche tentare di sintetizzare tanta complessità.[1]Per quanto riguarda le opere, si tratta in qualche caso di proposte già viste più volte (come il Barbiere di Sivigliaa palloncini e seggiole rosse di DamianoMicheletto o il simpatico Elisir d’amore in stile country di Pier Francesco Maestrini); torna anche la tanto discussa e discutibile Carmencon la regia di Leo Muscato, ma d’altra parte è lo scotto da pagare se si vuole poter garantire un’offerta in “quantità” oltre che in qualità; chi poi ama l’opera rivede volentieri uno stesso spettacolo anche da un anno all’altro e comunque qualcosa di nuovo, ad esempio negli interpreti, c’è sempre.  

“Il Maggio è il secondo festival per antichità in Europa e ha una grande tradizione artistica” – ha ricordato Chiarot .  Ha bisogno di una sua riconoscibilità e non solo abbiamo portato alcuni tra i più grandi interpreti del panorama internazionale (Luisi, Muti, Chung, Gatti etc.). C’è bisogno di un ruolo etico del teatro e per questo ci piace, nel mettere insieme le stagioni, costruire un vero e proprio racconto a cui lo spettatore possa appassionarsi, scegliendo ciò che più  gli piace. “

E partendo dalla stagione autunnale – invernale 2018 – 19, un primo grande evento è costituito dal 90° anniversario della nascita dell’orchestra del Maggio, quel grande, straordinario complesso orchestrale sul cui podio si sono avvicendati come direttori stabili stabili Vittorio Gui che l’ha fondata, poi Bruno Bartoletti, Riccardo Muti, Zubin Mehta e Fabio Luisi che ne ha appena assunto la guida. Ci sarà un doppio evento per queste novanta candeline: il 4 ottobre 2018, in occasione dell’inaugurazione della stagione Sinfonica 2018/2019, il maestro Luisi dirigerà la seconda sinfonia di Mahler, dando il via al ciclo; Il 9 dicembre invece, data ufficiale del novantesimo dell’Orchestra che nasce con il nome di Stabile Orchestrale Fiorentina,  il Teatro si aprirà alla città per visite guidate ai luoghi dove nascono gli spettacoli: dal palcoscenico alla sartoria, dai camerini degli artisti alle sale prove dell’Orchestra e del Coro fino agli ampi foyer, la sala grande e la cavea all’aperto.

A conclusione della giornata verrà messa in scena una delle recite de La traviata di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Enrico Calesso che verrà offerta al pubblico ad un prezzo speciale di 10 euro a biglietto.

Per quanto riguarda la stagione operistica,verrà aperta il 16 ottobre  con il dittico Le Villi di Giacomo Puccini e Ehi Giò di Vittorio Montalti  (in prima rappresentazione assoluta) diretto dal maestro Marco Angius con la regia di Francesco Saponaro e le coreografie del Compagnia Nuovo BallettO di ToscanA.  Due “opere prime”, dunque, perché Le Villi segnò il debutto operistico (fortunato, anche se non trionfale) di Giacomo Puccini nel 1884 mentre la seconda è una novità assoluta il cui protagonista è un personaggio davvero particolare: il “Giò” in questione è nientemeno che Gioacchino Rossini, di cui ricorre quest’anno il 150° anniversario della scomparsa. Il cigno di Pesaro dunque da demiurgo a personaggio; e del resto Firenze ha con lui un profondo legame, non solo perché vi soggiornò per alcuni anni, ma soprattutto perché il maestro riposa qui, in Danta Croce, dove fu traslato nel 1887: “Tra i grandi abita eterno” per dirla con Foscolo. Oltre a questo omaggio particolare, vi sarà a partire dal 7 novembre La Cenerentola con la regia di Manu Lalli, diretto dal maestro Giuseppe Grazioli. Non sarà la stessa andata a scena a Pitti nel 2017, dichiara Chiarot, anche se la regista rimane fortunatamente la stessa perché quell’allestimento era bellissimo e indovinato.

Ma non saranno solo questi gli omaggi al grande compositore: Una recita di Cenerentola (13 novembre) sarà anticipata da una cerimonia solenne davanti al monumento funebre nella Basilica di Santa Croce, da un concerto dei cantanti dell’Accademia del Maggio e da una lectio magistralis del musicologo Paolo Fabbri, tra i più grandi conoscitori e studiosi del compositore.

Il 2019 (10 gennaio)  si apre con un appuntamento straordinario, da non perdere assolutamente : quello con Der fliegende holländer(L’Olandese volante) di Richard Wagner (nuovo allestimento del Maggio) diretto dal maestro Fabio Luisi con la regia di Paul Curran. Spettatori e uomini di spettacolo un po’ superstiziosi (e non sono certo pochi!) si forniranno di amuleti e cornetti vari, e certo iniziare l’anno con un’opera considerata “maledetta” è sicuramente una sfida ulteriore, ma Luisi e l’orchestra e il coro del Maggio possono affrontare ben altro; senza contare che l’opera è veramente bellissima, a onta della sua fosca fama.  Altro dittico davvero inusuale ma ben assortito da partire dal 12 febbraio: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e l’operetta Un mari à la portedi Jacques Offenbach nel nuovo allestimento del Maggio con Valerio Galli direttore d’orchestra e Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi alla regia.  Dopo la tesissima e straordinaria tragedia verghiana musicata da Mascagni, una sorsata di frizzante champagne francese è proprio quello che ci vuole!

E questi sono solo alcuni “assaggi”; per la la stagione sinfonica, oltre al ciclo di Mahler, vi sarà anche quello delle sinfonie di Schubert. Mentre l’82° festival vedrà altri due concerti diretti da Mehta, uno il 30 maggio e l’altro il 2 giugno conDaniel Barenboim al pianoforte. E a proposito del festival:  L’LXXXII Festival del Maggio Musicale intitolato Potere e Virtù, inizierà  il 2 maggio 2019 con Lear, opera di Aribert Reimann (repliche 5 e 9 maggio) diretta dal maestro Fabio Luisi con regia di Calixto Bieito. Sarà ancora il maestro Luisi a dirigere l’Orchestra del Maggio nella seconda opera in programma, La straniera di Vincenzo Bellini (14, 16 e 19 maggio) nella regia di Marco Tullio Giordana. Prima rappresentazione assoluta per Le leggi fondamentali della stupidità umana nuova opera di Vittorio Montalti con la regia di Giancarlo Cauteruccio mentre a dirigere il ContempoArtEnsamble sarà Fabio Maestri.  L’opera è tratta dal noto saggio dell’economistaPaolo Cipolla, che seppe rivelarsi anche umorista squisito.  Sarà davvero curioso vederla in scena. E ancora parte l’8 giugno un progetto che vede un Mozart totalmente al femminile:  Sonia Bergamasco debutterà nella regia d’opera con la messa in scena delle Nozze di Figaro, che vedrà un gentile signora anche sul podio:la  direttrice d’orchestra Kristiina Poska.   Nel 2020 verranno presentati, sempre rigorosamente in rosa, anche gli altri due capolavori del trittico di Da Ponte, Così fan tutte e Don Giovanni. Nessun dubbio che il librettista, impenitente abate libertino, ne sarebbe stato deliziato! Da segnalare infine, nel delizioso scrigno della grotta del Buontalenti, gli Intermedi della Pellegrina del 1589 (22, 25 e 27 giugno) ), commedia composta alla fine del Cinquecento da Girolamo Bargagli, nel nuovo allestimento con la regia di Valentino Villa e Federico Maria Sardelli sul podio. Si tratta di uno spettacolo importantissimo, che segnò una pietra miliare nel processo che portò alla nascita del melodramma e alla definizione del “recitar cantando”.

Impossibile, come si vede, dar conto di tutto: segnaliamo ancora per il settembre 2019 il dittico composto dai Pagliacci di Leoncavallo abbinata all’opera contemporanea Noi, due, quattro di Riccardo Panfili con testo e regia di Elisa Fuksas,  mentre la stagione 2019 – 20 verrà inaugurata il 12 ottobre da uno spettacolo tanto bello quanto inconsueto, il Fernando Cortez di Spontini, in piena versione grand opera. Seguirà a novembre una nuova edizione integrale del trittico pucciniano… e tante altre cose su cui vi aggiorneremo …in corso d’opera!

 

 

 

  



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