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Editoriale

Dopo le pecore, perchè non il maiale?

Roma fu già salvata dalle oche. Che sia il turno dei suini?

Lorenzo Somigli

di Lorenzo Somigli

i a criticare la Raggi. E se invece sguinzagliare pecore e capre per i giardini incolti della Capitale fosse un'idea tutto sommato sensata? Anzi addirittura un esempio che può fare scuola. Ve le immaginate a zonzo saltellanti per Villa Borghese? Una scenetta bucolica, delizia di pittori e poeti.

Tutti a criticare la Raggi. Povera Virginia. E senza nemmeno analizzare la portata di questa decisione. E se invece l'impiego degli animali diventasse una soluzione concreta e a costo zero per far fronte ai problemi reali di una città indebitata com'è Roma? Ci avete pensato prima di criticare? O ce l'avete a morte con il MoViMento tanto da perdere la ragione? Tutto questo è colpa delle giunte precedenti.

Certo, non è nostra intenzione - badate bene - trasformare quella che dopo tutto e nonostante tutto rimane la Capitale d'Italia in una fattoria (anche se di mangiatoie, di trogoli, maiali ve ne sono a profusione) ma interpretare e riadattare questa brillante idea del sindaco a seconda dei problemi specifici dei romani affinché assurga a modello di gestione della cosa pubblica e la nostra Virginia entri nel Pantheon dei sindaci più apprezzati al pari di Ernesto Nathan o Argan.

Saprete benissimo che Roma ha un problema atavico nella gestione dei rifiuti: scandali, discariche abusive, traffici illeciti. Tutte storie balzate all'onore della cronaca nazionale. Indi per cui se anziché negli ovini e nei caprini questa volta la risposta ai problemi della città e chissà forse anche dell'Italia fosse nei suini?

Dovete sapere che nel Medioevo usavano i porcelli spazzini per mondare le strade dall'immondizia: e non ha forse Roma un problema rifiuti come ricordavamo giusto poc'anzi? E allora perché non creare un esercito di porcelli spazzini alle dipendenze del Comune? Sono meno costosi, meno sindacalizzati, non chiedono vacanze, sostituzioni, non vanno in malattia e poi del maiale non si butta via nulla così torniamo all'autoconsumo. Certo bisognerà fare attenzione a che cosa mangiano i nostri nuovi spazzini ma non sono questi i problemi.

Pensate solo alla portata epocale di questa scelta: in futuro nel cielo ci saranno corvi librati in volo per scacciare le pericolose scie chimiche e alghe assoldate per depurare le acque dei fiumi senza tutti quei costosi impianti di depurazione. Uomo e natura, non più contro ma finalmente insieme.

E così sia e andremo avanti fino al Medioevo: il borgomastro c'è, tra non molto i porcelli spazzini arriveranno, le corporazioni in verità non sono mai sparite del tutto. Perché si sa le lobby cattive mai ma le decisamente più italiche corporazioni quelle sì che ci piacciono! Resta solo da togliere i vaccini: così avremo anche la peste bubbonica.

Quindi cittadini preoccupati, anziché scervellarvi giorno e notte su come gestire al meglio i rifiuti, se conferirli in discarica, se bruciarli nei termovalorizzatori oppure se provare a dar loro nuova vita con il riuso, anziché tormentare gli amministratori che bontà loro non posso risolvere problemi di così vasta portata. Organizzatevi: comprate un maiale"

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