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I libri di Totalità

Rassegna di novità librarie: maggio 2018

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna di novità librarie: maggio 2018

Alessandro Barbano, Troppi diritti. L’Italia tradita dalla libertà (Mondadori, pagg. 192, Euro 18,00)

È un’ipertrofia dei diritti ciò che spiega il declino italiano: questa la lucida diagnosi di Alessandro Barbano, direttore del «Mattino». Si tratta di un virus che ha infiltrato il discorso pubblico e da decenni blocca ogni tentativo della politica e della società di riscattarsi.

Certo, in passato i diritti individuali sono stati il carburante che ha alimentato la nascita, la crescita e l’affermarsi delle democrazie a scapito di assolutismi e di totalitarismi. Ma quando quei diritti sono diventati i principi guida delle società, è emerso anche il loro lato oscuro, favorito oggi dallo sviluppo di innovazioni tecniche che aprono inedite prospettive. Proprio la visione di queste nuove possibilità amplia lo spazio delle aspirazioni del singolo e dei gruppi, facendo perdere di vista il limite etico insito nel concetto stesso di libertà.

È ciò che si definisce «dirittismo», malattia che esibisce un sintomo ormai sotto gli occhi di tutti: la crisi della delega, ossia la rinuncia a qualsiasi mediazione tra gli interessi di uno o di pochi e quelli di tutto il corpo sociale. È accaduto nel campo politico, dove il dirittismo si è tradotto in aperta diffidenza nella classe dirigente e nel diffuso astensionismo; nel campo del sapere, dove manca il criterio della meritocrazia; e nella sanità, dove vale per tutti l’esempio del movimento contro i vaccini. E, altrettanto grave, è accaduto nel campo dei media, dove strumenti come Internet, Facebook, Twitter hanno scalzato la mediazione della carta stampata, stravolgendo spesso il messaggio veicolato.

La combinazione di diritti e tecnica si è così tramutata in un fattore di indebolimento e disgregazione della stessa democrazia.

ITALIA

Carlantonio Solimene, State Sereni, l’Italia è una Repubblica fondata sul tradimento (Jupiter, pagg. 160, Euro 14,00) 

La portavoce di Bersani che si fece renziana. Gli autori della riforma costituzionale che votarono no al referendum. I grillini che volevano tenersi la diaria da parlamentare. Gli ex missini che sgambettarono la Meloni. E tanto altro. Dieci piccole storie di tradimenti per raccontare la legislatura che, tra scissioni e 566 cambi di gruppo, ha visto estendersi a macchia d'olio il fenomeno dei voltagabbana. Per interrogarsi sulle colpe dei traditori ma anche, talvolta, su quelle dei traditi. E cercare di scoprire, con l'aiuto di esperti e giuristi, se in futuro sarà possibile creare un sistema per arginare uno dei mali più radicati della democrazia italiana: il trasformismo. Gianfranco Rotondi nella prefazione scrive: «Non mi attardo in valutazioni politiche: il trasformismo è male connaturato alla politica, e mai sarà debellato. Sono le proporzioni a scuotere i nervi, la quantità di cambi di casacca che sadicamente l'Autore ricostruisce, insieme alle storielle e storiacce che ad essi sono sottese. Non c'è mai nella prosa di Carlantonio Solimene  il ghigno del cronista indignato, la retorica moralistica dell'autore di un pamphlet. Nossignori, questo è un lungo articolo di cronaca, documentato e serrato come deve essere il pezzo di un cronista di talento».

EUROPA

Giuseppe Valditara, Sovranismo. Una speranza per la democrazia (BookTime, pagg. 152, Euro 15,00)

Il ben finanziato e coordinato movimento globalista, che lotta per la costruzione di un blocco internazionale culturalmente omogeneo, è avanzato a grandi passi nell’ultima decade mentre coloro che si oppongono a questo progetto e sono definiti come “populisti”, “sovranisti” o sono più semplicemente amanti della propria nazione risultano incapaci di formare una “internazionale” in grado di proporre un blocco altrettanto determinato e unito. Giuseppe Valditara, professore di Diritto presso l’Università degli Studi di Torino, analizza questo fenomeno con le sue multiformi cause e manifestazioni. Approfittando delle sue ampie conoscenze del tema, Valditara dona all’opera un forte slancio storico per contestualizzare i dati dell’attualità riguardanti temi interconnessi quali l’immigrazione di massa, la perdita progressiva di identità culturale e nazionale e la crescita dei poteri sovrannazionali.

MONDO

Luigi Ginami, Dove i cristiani muoiono (Sa Paolo, pagg. 240, Euro 16,00)

Don Luigi Ginami narra di quattro diverse missioni compiute in luoghi dove essere cristiani vuol dire mettere a repentaglio la propria vita:  Kenya, a incontrare il vescovo di Garissa, vittima di un attacco dei fondamentalismi scampato miracolosamente alla morte. Nella sua diocesi, la strage di studenti universitari cristiani il 2 aprile 2015. Kenya, a conoscere i cristiani ospiti del più grande campo profughi dell'ONU (circa 360.000, in fuga da guerre tra Stati e da guerre tribali). Iraq, a visitare le terre sconvolte dall'espansione dello "Stato Islamico-, e in particolare Mosul, e a portare aiuto e sostegno a migliaia di perseguitati, cristiani e non. Palestina, a dialogare con le vittime del conflitto tra Israele e Autorità palestinese: il volto umano e dolente di popolazioni vittime della grande politica. Ebrei, musulmani e cristiani ugualmente colpiti da un odio assurdo. Con una figura di sacerdote (l'unico nella Striscia di Gaza) che non si può non ammirare e con le suore di Madre Teresa in prima linea... a favore di moltissimi bambini musulmani.

FILOSOFIA

Roger Scruton, Sulla natura umana (Vita e Pensiero, pagg. 136, Euro 15,00)

 

Una delle affermazioni più note di Kant è che ciò che contraddistingue gli uomini è la «capacità di rappresentarsi il proprio io». Da qui parte il filosofo inglese Roger Scruton nella sua appassionata difesa dell’unicità umana. Confrontandosi con la psicologia evoluzionista e l’utilitarismo e con filosofi materialisti quali Richard Dawkins e Daniel Dennett, Scruton ribatte che non si può ridurre gli esseri umani a semplici realtà biologiche che progrediscono attraverso l’adattamento e la lotteria dei geni: siamo qualcosa di più che animali umani proprio in virtù di quella nostra capacità di vederci come esseri riflessivi consapevoli di sé e profondamente immersi nella relazione con altri soggetti. Questo dato di fatto, che tutti avvertiamo, si manifesta attraverso le nostre emozioni, i nostri interessi, nel dialogo interpersonale. E fonda le nostre esperienze estetiche, il nostro senso morale, le nostre credenze religiose, grazie a cui diamo forma al mondo conferendogli un significato. 
Scruton sviluppa questa sua concezione della natura umana con un ricco percorso nella storia della cultura, da Platone e Averroè fino a Darwin e Wittgenstein, soffermandosi anche, come suo solito, su opere letterarie, pittoriche, musicali che hanno il dono di attivare e rendere riconoscibile la particolare autoconsapevolezza dell’io. Contro la visione distorta della scienza come ‘nuova religione’ e le antropologie oggi dominanti che tendono a comprimere l’originalità e l’ampiezza della nostra stessa esperienza, Scruton propone una visione della natura umana definita nella sua essenza più vera dal termine ‘persona’, storicamente nato per indicare una maschera che nasconde il volto, ma poi divenuto l’appellativo di un’identità che si riconosce nel tempo, un’entità morale responsabile di azioni e promesse, in un mondo condiviso dove interagiscono individui liberi che si ispirano a valori e rispondono l’uno dell’altro.

ECONOMIA

Robert Nisbet, Storia e cambiamento sociale. Il concetto di sviluppo nella tradizione occidentale (IBL Libri, pagg. 334, Euro 22,00)

"Storia e cambiamento sociale" è la biografia di una metafora. Per più di due millenni il pensiero occidentale ha spiegato l’evoluzione sociale attraverso un’immagine presa in prestito dal mondo degli organismi viventi: la metafora della crescita. Così come una pianta nasce, cresce e muore secondo una sua dinamica interna, lo stesso accade per i fenomeni sociali.
Questa impostazione è alla base di quella che Nisbet chiama la teoria “sviluppista”, che ha caratterizzato gran parte delle riflessioni di filosofi, storici, letterati e sociologi, dai greci fino ai giorni nostri. Esiste infatti un nesso molto stretto tra la teoria greca dei cicli e quella moderna del progresso, entrambe figlie della stessa metafora e della medesima concezione della storia come sviluppo verso un fine.
Come scrive Sergio Belardinelli nella sua prefazione, «"Storia e cambiamento sociale" è forse uno dei libri più ambiziosi di Nisbet: un libro che parla di un concetto sociologico fondamentale, il cambiamento sociale, nel tentativo di sottrarlo alla sua interpretazione “sviluppista”. Infatti, il cambiamento sociale non è l’effetto di un principio che opera dall'“interno” della società stessa; scaturisce piuttosto dalla reazione degli individui rispetto a circostanze nuove, “esterne” e, il più delle volte, imprevedibili, che in vario modo irrompono nella vita di una comunità».

ANTROPOLOGIA

Marco Ricci del Mastro, La differenza dei colori di fondo. Lo spirito dei popoli. Carattere e Identità nazionali (Solfanelli, pagg. 376, Euro 25,00)

Come ci sono individui estroversi e introversi, razionali e irrazionali, intellettivi e affettivi, intuitivi e sensoriali, così anche i gruppi umani possono sviluppare caratteri simili. Questo libro elabora una attribuzione degli stessi tipi psicologici junghiani alle culture nazional-linguistiche, individuando tratti peculiari di alcuni popoli odierni, riprendendo in questo la modalità di osservazione dell'antropologia idiografica di Ruth Benedict. Il carattere nazionale diventa così lo stesso spirito dei popoli, che, come la ghianda, contiene in sé le tendenze dei suoi successivi sviluppi. In questa valorizzazione delle identità nazionali l'autore individua i maggiori pericoli alla loro sopravvivenza nelle forme politico-burocratiche sovranazionali come l'Unione Europea e nei fenomeni di massa non regolati come l'immigrazione non specializzata: processi che portano a quello che Ricci del Mastro definisce entropia culturale e memocidio.

STORIA

Rodolfo Sideri, Fascisti prima di Mussolini. Il fascismo tra storia e rivoluzione (Settimo Sigillo, pagg. 266, Euro 22,00)

Tra le caleidoscopiche immagini del fascismo, si è spesso sottovalutata l'autobiografia che il movimento mussoliniano ha voluto offrire di sé. Attraverso l'analisi dei "precursori" è invece possibile leggere in controluce quello che il fascismo ha ritenuto di incarnare e di rappresentare nella costruzione non solo di un nuovo ordine sociale, ma anche di uno stile di vita ispirato ad una peculiare visione del mondo.

Durante i vent'anni del regime, il dibattito si sviluppò nella contrapposizione tra coloro che ritenevano che in queste costruzioni il fascismo si ponesse in continuità con la storia nazionale e che solo in questa continuità le realizzazioni che si compivano avrebbero avuto la solidità necessaria per durare e coloro che invece ritenevano che il fascismo dovesse presentarsi come una rivoluzione radicale che costituiva una netta cesura con il pregresso storico della nazione.

Se il fascismo non scelse chiaramente una delle due posizioni è perché era ancora alla ricerca di una propria definizione ideologica, ma le collane dedicate ai prefascisti e ai precursori, il dibattito parlamentare e persino alcune dichiarazioni dello stesso Mussolini, pur restio a riconoscere precursori per la sua creatura, lasciano propendere per la tesi della continuità.
Propensione inevitabile in un movimento che considerava irrinunciabile la dimensione storica dell'individuo e dello Stato.

                                                                             ***

Daniele Dell’Orco, Non chiamateli kamikaze. Dai Cavalieri del vento divino ai tagliagole dell’ISIS (Giubilei Regnani, pagg. 302, Euro 22,00)

Negli anni successivi alla tragedia dell'11 Settembre uno dei termini più utilizzati dai media in occasione di nuovi attentati terroristici è stato kamikaze. Un chiaro esempio di metonimia fuorviante. Nella lingua giapponese significa Vento Divino, il leggendario tifone che si dice abbia salvato il Giappone dall'invasione mongola del 1281. Le formazioni suicide ideate dall'ammiraglio Takijir? ?nishi durante la Seconda Guerra Mondiale erano invece chiamate tokk?tai (Corpo Speciale d'Attacco) e per natura storica, antropologica, religiosa e bellica sono ben lontane dal concetto moderno di attacco suicida, specie di matrice islamica. Per gli integralisti sono shuhad?, testimoni della fede, mentre per i nipponici sono jibaku tero, terroristi autoesplodenti. Con lo scopo di mettere ordine nella percezione del fenomeno, il libro traccia un solco netto nella natura dei vari guerriglieri suicidi succeduti nel tempo.

                                                                                  ***

Michael Axworthy, Iran rivoluzionario. Una storia della repubblica islamica (Leg, pagg. 520, Euro 30,00)

Da quattromila anni la storia iraniania è un microcosmo che racchiude tutti i tratti della storia dell'umanità intera: imperi, rivoluzioni, invasioni, arte, architettura, conquistatori, uomini di pensiero, scrittori e poeti, mistici e legislatori, leader carismatici e tiranni dalla leggenda nera. Un marziano che volesse imparare tutta la gamma delle azioni dell'umanità, troverebbe nella storia iraniana un ottimo corso introduttivo. In Occidente non sono molte le informazioni sull'Iran conosciute dai non addetti ai lavori. Grazie all'impatto visivo dei media dell'informazione, in molti avranno in mente un mullah barbuto, con turbante e tonaca, che parla al microfono rivolto a folle agitate scandendo qualche slogan. Oltre a ciò, l'Iran entra in gioco di solito associato a qualche grafico sui prezzi del petrolio, i cui cambiamenti sono in genere assai seguiti. Ma come ha fatto un religioso ad arrivare a una posizione di simile autorità? Qual è stata la strada seguita dall'Iran sotto la Repubblica Islamica? Il libro mira a rispondere a tali domande, focalizzandosi su momenti e episodi che hanno costituito i punti di svolta delle dinamiche politiche e sociali iraniane degli ultimi quarant'anni, collegando le vicende della contemporaneità con i loro antefatti molto più lontani nel tempo con maestria e padronanza assoluta di una realtà complessa. L'Iran, grande protagonista della geopolitica, trova nella narrazione di Micheal Axworthy una ricostruzione documentata e in grado di contestualizzare con chiarezza molti snodi complessi: la rivoluzione, la guerra con l'Iraq, i movimenti di protesta, il posizionamento internazionale e l'armamento nucleare si trovano finalmente inseriti in un quadro d'insieme efficace e illuminante.

STORIA DELLE DESTRE

Dominique Albertini  e David Doucet, La fasciosfera. Come l'estrema destra ha vinto la battaglia della rete (La nave di Teseo, pagg. 437, Euro 20,00)

La fasciosfera è una galassia, per larghi tratti inesplorata, di siti web, blog e portali attraverso la quale i movimenti di estrema destra hanno acquistato in Europa una voce sempre più potente. Chi ne fa parte? Come si finanzia e quali sono le sue influenze? Qual è la visione dei suoi militanti e come diffondono le loro idee? Questa inchiesta svela cosa si nasconde dietro alla preoccupante diffusione di messaggi nazionalisti, antisemiti e violenti su una rete impossibile da controllare. Una diffusione che alimenta il successo delle frange estreme, dalla parabola di Marine Le Pen in Francia ai siti si fake news capaci di condizionare elezioni e decisioni politiche, dai siti religiosi ultraconservatori ai predicatori del web negazionisti e paladini di una controinformazione senza alcuna attendibilità, fino all'immaginario sconfinato dei siti pornografici. Un'indagine sconvolgente su una delle frontiere più inquietanti del mondo di oggi, che vede l'estrema destra conquistare nuovi spazi di rappresentanza e propaganda, una presenza che ha ormai varcato il confine del virtuale per conquistare la realtà in cui viviamo.

PERSONAGGI

Leonid Juzefovic, Il barone Ungern. Vita del Khan delle steppe (Mediterranee, pagg. 394, Euro 34,50)

La leggendaria storia del barone Roman Fedorovic von Ungern-Sternberg, incarnazione del Dio della guerra per i mongoli, comincia in Austria, dove nacque nel 1886. Egli apparteneva a quella nobiltà baltica di sangue germanico che viveva nei territori appartenenti allo Zar di Russia. Mentre la rivoluzione bolscevica trionfava a Mosca e San Pietroburgo, e la marea rossa dilagava in ogni angolo del paese, egli era di stanza in Mongolia. Le steppe asiatiche, le distese immense battute dal vento, fra praterie sconfinate e monti selvaggi, le carovane di pastori e cacciatori: questo paesaggio formò l’anima di Roman Fedorovic. Ne subì il fascino misterioso e testò il suo buddhismo; quello originale, duro ed eroico, proprio del principe guerriero Siddharta Gautama, integrato con l’arcaica religione mongola. L’epopea di Ungern Khan alla guida della Mongolia durò in realtà solo pochi mesi; l’avanzata dell’Armata Rossa fu inarrestabile, la resistenza all’esercito sovietico con l’eterogenea e poco addestrata Divisione di Cavalleria Asiatica fu impresa vana. Il 21 agosto 1921 fu fatto prigioniero, tradito e consegnato ai russi da alcuni dei suoi uomini; processato e giudicato colpevole di cospirazione antisovietica, egli fu fucilato meno di un mese dopo. Appena appresa la notizia della morte di Ungern, il Bogd Khan ordinò che in tutti i templi della Mongolia si tenessero rituali funebri e preghiere in suo onore, affinché accompagnassero la sua anima. Egli aveva incarnato lo spirito genuino del buddhismo mongolo; era riuscito a sollevare una nazione in nome del ‘Re del Mondo’ ed aveva ottenuto la benedizione dei tre Grandi Lama per proteggere le porte di ‘Agarthi’. Leonid Juzefovic narra la sua esistenza avventurosa, la vita eroica, fino alla fucilazione, pubblicando anche i verbali del processo.

DOCUMENTI

Ezra Pound, Strali dal Tigullio (Effepi, pagg. 190, Euro 16,00)

Questo volume è un’antologia completa dei contributi scritti di Ezra Pound risalenti agli anni della Repubblica Sociale Italiana, comprendente gli articoli pubblicati su Il Popolo di AlessandriaFiamma RepubblicanaIl Meridiano di RomaL’Idea sociale. Sin dall’arrivo in Italia, l’esistenza e la vita artistica di Pound furono caratterizzate dall’adesione al Fascismo e dall’ammirazione per Benito Mussolini. Il poeta americano riuscì anche ad essere ricevuto dal Duce: i due ebbero un colloquio il 30 gennaio 1933; Pound portò in dono una copia dei Cantos ed espose le sue teorie economico-monetarie. L’atteggiamento dello scrittore non mutò nel periodo bellico e durante gli anni repubblicani, egli cercò di rettificare alcuni aspetti della politica economica mussoliniana, galvanizzando la lotta al capitalismo ed al comunismo. La maggior parte dei suoi contributi, qui presentati, descrivono la sua idea rivoluzionaria sul credito sociale e la moneta, i metodi per combattere l’usurocrazia e la finanza internazionale. L’attenzione di Pound si posò anche sulla riflessione alle massime confuciane, all’attività sovversiva della massoneria e delle banche.

TRADIZIONE CATTOLICA

Parente-Piolanti-Garofalo, Dizionario di Teologia dommatica (Effedieffe, pagg. 580, Euro 24,00)

È possibile definire quest’opera un capolavoro di precisione e sintesi di duemila anni di teologia, storia, dommatica e morale racchiusi in una selezione accuratissima di centinaia di voci, che spaziano dai misteri più alti del cristianesimo alle sue più evidenti verità.
L’anima di questo Dizionario
, pubblicato nel 1943 e che conobbe quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 1957, trae la sua ispirazione infallibile dalla Sapienza Evangelica, da quella dei coraggiosi Padri, da quella chiara e profonda di San Tommaso (a cui tutte le voci sono ispirate). Inoltre trae la sua forza dal magistero infallibile della Chiesa nei suoi Concili più rappresentativi: Nicea I (325), Costantinopoli I (381), Trento (1545-63), Vaticano I (1869-70) e dalle più grandi Encicliche dei Papi (in particolare quelle di Pio IX, Leone XIII, Pio X, Pio XI e Pio XII).
In tempi di modernismo redivivo e imperante, il “Dizionario Parente-Piolanti-Garofalo”  vuole essere una guida attuale e sicura sul terreno storico, filosofico e dommatico contro le tendenze della Nouvelle théologie.

LETTERATURA

Louis-Ferdinand Céline, Un profeta dell’apocalisse. Scritti, interviste, lettere e testimonianze (Bietti, pagg. 476, Euro 25,00)

Questo volume curato da Andrea Lombardi raccoglie saggi e scritti di e su Céline, alcune interviste e la corrispondenza, in gran parte inedite al pubblico italiano. I testi qui presentati esplorano l’intera esistenza artistica dello scrittore francese, spaziando dal periodo londinese - dove fu impiegato al locale Ufficio passaporti - al processo per tradimento che nel 1950 ne sancì l’indegnità morale. Tra i ricordi dell’infanzia e dell’esperienza al fronte, l’antisemitismo e il collaborazionismo, l’antologia comincia con la testimonianza di Geoffroy, che ricorda l’anno trascorso a Londra da Céline, presso il consolato, in qualità di sottufficiale. Le ferite e le decorazioni meritate in guerra gli consentirono di sondare la vita notturna e avventurosa tra i bassifondi della metropoli inglese, esperienze che si riflettono nelle interviste riportate della figlia Colette e di altre donne della sua esistenza. Céline è ricordato attraverso le pagine del diario di Ernst Junger, che lo conobbe a Parigi durante l’occupazione, e mediante le recensioni di altri scrittori collaborazionisti: Brasillach, Rebatet, Drieu la Rochelle e Abel Bonnard. Da segnalare l’opinione del Duce sull’opera di Céline – che conobbe di persona nel 1925 -, riportata nelle Conversazioni con Mussolini di Yvon de Begnac.

DIARIO

Ernst Jünger, Traversata atlantica (Guanda, pagg. 236, Euro 22,00)

Nel 1936, il quarantunenne Ernst Jünger si imbarca sul Monte Rosa, storico piroscafo che collegava Amburgo al Sud America, e approda in Brasile. Il suo resoconto delle otto settimane di viaggio, pubblicato solo dopo la guerra, seduce pagina dopo pagina: per le preziose descrizioni di paesaggi esotici e di piante incontrate finalmente nel loro habitat naturale, come accade alle Azzorre, e poi di pesci volanti, serpenti velenosi, cacce agli insetti... La flora e la fauna delle foreste tropicali catturano il suo sguardo più di ogni altra cosa, ma non mancano le annotazioni sulla vita di bordo, che dà spunto a ritratti di personaggi singolari, né le osservazioni sugli abitanti del posto, con il loro lavoro e la loro stratificazione sociale, e sull’impronta lasciata dalla vecchia Europa nel nuovo mondo; la curiosità per i prodigi della meccanica, poi, spinge Jünger fin dentro il ventre del piroscafo, dove lavorano nell’aria rovente i grandi motori diesel. Non una parola sulle minacce di guerra che ormai si colgono in quegli anni, ma l’atmosfera serena e a tratti perfino felice che si respira in queste pagine è turbata verso la fine del viaggio dalle fiamme che, preludio di catastrofi, «già guizzano all’orizzonte». Finora inedito in Italia, questo diario è arricchito delle lettere confidenziali, aneddotiche, a tratti divertenti, che l’autore scrisse al fratello Friedrich Georg durante la traversata.

MUSICA

Piero Buscaroli, Bach (Mondadori, pagg. 1210, Euro 25,00)

Il Bach di Piero Buscaroli è uno studio esemplare, da decenni un classico imprescindibile per chi voglia avvicinarsi al grande compositore barocco, semplicemente "la" biografia di Johann Sebastian Bach. Pubblicato nel 1985, questo libro per la prima volta ha riscoperto e riletto con eccezionale scrupolo filologico le fonti primarie della vicenda bachiana, ne ha ridisegnato con acume e inedita capacità di penetrazione psicologica le linee artistiche e familiari. Il risultato è un saggio che restituisce al musicista tedesco la sua intera storia, la sua umanità, l'ansia, il gran carattere, la volontà di potenza, i suoi scopi d'artista, i rapporti col mondo circostante, il passato e il futuro dell'arte.

LUOGHI

Michele  Stefanile, Andare per le città sepolte (Il Mulino, pagg. 150, Euro 12,00)

Una guida fra le testimonianze archeologiche lasciateci in eredità da Greci, Etruschi e Romani; ove templi e terme, ville ed acquedotti punteggiano il panorama della penisola. Città sepolte dalla lava, sommerse dall’acqua, distrutte dalle guerre, infine sotterrate dal tempo. Oggi sommersa dal mare, ieri luogo amatissimo dai Romani, la città termale di Baia fu luogo d’otium per senatori e personaggi in vista della Repubblica, affascinati dalle calde sorgenti, dalla grotta oracolare della Sibilla Cumana e dalla porta per l’aldilà, il lago d’Averno. Nel viaggio fra le città sepolte d’Italia non possono mancare Pompei ed Ercolano, travolte dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. Proseguendo verso sud, nelle terre colonizzate dai greci, emergono i templi di Paestum, l’antica Sibari, il villaggio di Elea fondato dai Focesi, la città di Egnazia ancora oggi circondata dagli olivi. Fra le montagne selvagge dell’Abruzzo e del Molise incontriamo le colonie romane di Alba Fucens e di Sepino, strappata ai Sanniti. Nelle isole maggiori da segnalare Tindari, arroccata su uno sperone di roccia a strapiombo sul mar di Sicilia; Solunto, esempio dell’urbanistica ellenistica; l’antica Tharros in Sardegna, emporio dei fenici conquistata dai romani durante le guerre puniche. Gli scambi commerciali fecero grandi Luni, che prosperò grazie al marmo delle Alpi Apuane, e Aquileia, porto fiorente al centro dei traffici fra l’Adriatico e la via terrestre dell’ambra.

RIVISTERIA

“Diorama letterario” – “America senza illusioni”, febbraio 2018, n. 341, Euro 3,00

L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca aveva suscitato, negli ambienti antiamericani, la speranza che il nuovo presidente inaugurasse una politica inedita, basata su valori diversi. A più di un anno di distanza dalla sorpresa elettorale, la superpotenza a stelle e strisce prosegue la sua politica di intrusione nello scenario mediorientale; le spedizioni militari sono ancora in corso; l’Europa è ancora considerata terra coloniale e la possibile intesa con Putin sembra svanita. Per comprendere meglio la realtà americana, questo numero di Diorama riprende gli scritti comparsi su Krisis, la rivista francese animata da Alain de Benoist, interamente dedicata agli USA. L’importanza della guerra di Secessione nella storia degli Stati Uniti viene analizzata partendo dalla recensione di de Benoist alla riedizione de Il bianco sole dei vinti di Dominique Venner. Il conflitto, che provocò 750.000 morti, mise in contrapposizione due modi di vita e due filosofie politico-sociali, due concezioni del mondo inconciliabili, addirittura due nazionalità antagoniste.

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