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Democrazia alla Toscana

LE METTO LE MANI SUL MUSO, LASCI STARE IL SOCIALISMO

Un episodio incredibile: il portavoce dell'opposizione in consiglio regionale sarebbe stato minacciato dal presidente Rossi, che smentisce e minaccia querele. Ma c'è una registrazione ...

di Domenico Del Nero

LE METTO LE MANI SUL MUSO, LASCI STARE IL SOCIALISMO

Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega e portavoce dell'opposizione.

Sembra che il signor Rossi abbia una gran voglia di menare le mani. Prima commenta su FB in modo quantomeno ambiguo il fatto che un tizio dell’Illinois, che ha avuto l’idea (sicuramente pessima) di girare con una svastica al braccio, venga messo al tappeto da un sonoro cazzotto. Il signor Enrico Rossi, in arte presidente della Regione Toscana, così chiosa sornione su Facebook: “Questo capita a Seattle girando con la svastica sul braccio”.[1] Sembra di vederlo, il ghignetto di soddisfazione e ovviamente c’è che chi esultante riprende e amplifica il discorso nel ricordo dei “fasti” di piazzale Loreto o altre “glorie” del genere. C’è anche però chi si indigna e fa notare al sig. presidente che si può anche essere rossi di nome e di fatto, ma quando si occupa un ruolo istituzionale – e quale ruolo! – l’incitazione, anche se più o meno tra le righe, alla violenza non è proprio il massimo.

Violento lui? Ma figuriamoci, come si può pensare una cosa del genere! E’ stato frainteso, ci rassicura il nostro dalle colonne di Repubblica: "Io non sono tipo da cazzotti, sono mite e pacifico. Però le svastiche non devono essere ammesse”, dichiara e alla esplicita domanda se i fascisti debbano essere o meno menati replica: “ Per carità, non era questo il mio messaggio! Ho solo commentato un fatto di cronaca". Ci vuole certo (come dubitarne?) più antifascismo in Italia perché evidentemente solo questo è il vero problema degli Italiani e non i disastri di certi governanti tanto fanatici quanto incapaci; ma solo sul piano delle leggi come quella Fiano. (5)  Questo avveniva alcuni mesi fa, nel settembre 2017.

E così, rassicurati, stavamo tutti meglio, il nostro non troppo amato (anzi, proprio per nulla almeno da chi scrive) presidente è sempre un gagliardo antifascista, ma almeno per il momento non pare aver intenzione di tirar fuori il tirapugni.

Con i fascisti, forse. Ma con i leghisti, anzi con i consiglieri regionali leghisti (ma forse il buon presidente fa …di tutta un’erba un fascio ) le cose sembrano stare diversamente. E’ fresca di ieri la notizia di una sua affermazione che non sembrerebbe proprio da uomo “mite e pacifico” e ancora meno da massimo rappresentante di una importante istituzione. “ Lasci stare la rivoluzione socialista o le metto le mani sul viso”, avrebbe dichiarato infatti al consigliere regionale della Lega (nonché portavoce dell’opposizione) Jacopo Alberti.  Il tutto in una vicenda tra il paradossale e l’allucinante, e che la dice lunga su come nella rossa Toscana si intenda il concetto di libertà di espressione.

Il consigliere della Lega – insieme alla collega di partito e di consiglio Elisa Montemagni si macchia infatti dell’orrendo crimine di lesa maestà :  si permettono nientemeno che di criticare l’operato del presidente con due post su Facebook. Il contenuto? Si ironizzava, pubblicando una foto di Sua Presidenza mentre era in aula (dunque non certo una foto scandalistica o privata) sulla sua scarsa presenza ai lavori del consiglio regionale.

Apriti cielo. Non solo Rossi respinge indignato le accuse, ma stigmatizza con parole di fuoco il fatto che si osi attaccarlo su FB.  Il presidente del consiglio Giani interrompe la seduta, Alberti fa una battuta a Rossi dicendo che forse la sua rivoluzione socialista non prevede la democrazia e la libera espressione delle opinioni. Ed è a questo punto che Rossi se ne uscirebbe in quell’aurea affermazione di cui qualsiasi cittadino degno di tale nome dovrebbe vergognarsi.

Il bello è che oggi è proprio il sig. Rossi a fare l’offeso: “In Consiglio ti ho sempre rispettato e quando hai fatto un’interrogazione ti ho sempre risposto. Mai ho usato Facebook per mettere una tua fot0 e attaccarti."
D’altronde, aggiunge, “quando siete in Consiglio vi potete alzare e dire, ‘presidente come mai manca in Consiglio’? E io rispondo. Voi dovete portare rispetto alle istituzioni e al Consiglio.  Dopodiche’ uscite di li’ e dichiarate quello che vi pare”. E sulla frase incriminata? Naturalmente Alberti se la è sognata: “se lo ritengo opportuno ti querelo. Non ti ho minacciato” chiosa Rossi.[2]

Possiamo capire lo sforzo generoso del presidente (nei soviet più o meno supremi non si perdeva tempo con bazzecole del genere: con l’opposizione c’erano sistemi molto più spicci) che si degna persino di rispondere alle interrogazioni dell’opposizione; un po’ meno, francamente, la sua collera contro FB al quale ricorre anche lui spesso e volentieri e considerando il fatto che le sedute del consiglio regionale sono pubbliche e aperte.  Rossi forse dimentica che, per fortuna nostra, non è il granduca di Toscana,(con tutto il rispetto per il Granduca, sia chiaro!)  ma semplicemente un eletto che dovrebbe rispondere sempre, comunque e dovunque del suo operato; ovviamente, a meno che non vi siano ingiurie e offese. Quanto poi a negare la minaccia, non solo Alberti ha numerosi testimoni, ma Repubblica ha postato online una registrazione dove le parole si sentono benissimo.[3] Anzi, dopo la battuta del consigliere le parole di minaccia sono ripetute ben due volte: LASCI STARE LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA …LASCI STARE O LE METTO LE MANI NEL MUSO … LE METTO LE MANI NEL MUSO, LASCI STARE IL SOCIALISMO. Quindi, a meno che non siano stati i marziani ….

E il presidente del Consiglio Regionale, l’onnipresente e onnisciente Eugenio Giani?  Almeno una lezione sembra averla imparata, quella di Ponzio Pilato. Non un sol verbo non tanto di condanna (non sia mai) ma almeno di riprovazione su quelle parole. Queste, evidentemente, sono degne del consiglio regionale della Toscana, quel che invece non è degno è la violazione del regolamento che prevede di non tenere accesi i cellulari durante le sedute. E così Giani bacchetta Alberti per violazione del regolamento e lesa maestà consiliare, ricordando che d’ora in poi sarà inflessibile nel suo ruolo di garante dell’oscuramento telefonico. .[4]  Altro che minacce e cazzotti …. E chissà, se non sta attento Alberti potrebbe rischiare di buscarne pure da lui! 

 

 

 

 



[4] Fonte: IDEM

5) Fonte: http://www.repubblica.it/politica/2017/09/21/news/enrico_rossi_cazzotti_ai_fascisti_no_ma_basta_svastiche_-176100188/  

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da FrancescoPancrazzi il 19/05/2018 12:28:00

    L'ill.mo Presidente sig.Rossi, farebbe meglio a parlare di quel capolavoro che è è la sanità toscana. Per non parlare del bollo auto e dei vari consorzi di bonifica (ladrocini legalizzati). Tutte cose su cui il sign.Rossi ha pensato bene di tacere.

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