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Eccellenze toscane

Leonardo GORI: Una nuova avventura del colonnello Arcieri. Il Simenon toscano rievoca gli anni di piombo.

L'ultimo, bellissimo romanzo dello scrittore fiorentino verrà presentato il 16 marzo dalla redazione del Leomagazine.

di Domenico Del Nero

Leonardo GORI: Una nuova avventura del colonnello Arcieri. Il Simenon toscano rievoca gli anni di piombo.

Ma è davvero letteratura “minore”? Forse certi autori non arrivano nei salotti cosiddetti “buoni, ma arrivano al cuore dei lettori: al cuore, non alla pancia. Tra lo sbadiglio blasonato ad ogni giramento di pagina e gli effettacci da un tanto al chilo ci sono sicuramente i famosi “gradi intermedi”.

Nel nostro caso, abbiamo almeno tre grandi talenti; Giulio Leoni, Marco Vichi e Leonardo Gori che dimostrano che qualità letteraria e capacità divulgativa non sono poi necessariamente la quadratura del cerchio. E poche settimane fa il toscanissimo Leonardo Gori, farmacista di professione ma eccezionale distillatore di intrecci e di personaggi, ha donato al suo pubblico un nuovo lavoro, come sempre appassionante ma ben calibrato e preciso nei minimi dettagli: L' ultima scelta. Il colonnello Arcieri e l'inverno della Guerra fredda, pubblicato da TEA editore.

Bruno Arcieri è un ufficiale dei Carabinieri che fa parte dei servizi segreti. Insieme al granduca Pietro Leopoldo (protagonista, per ora, di un unico, straordinario libro) è forse il protagonista più sentito da Gori, senz’altro il più popolare: dagli anni trenta, in piena epoca fascista, sino ormai agli anni settanta, abbiamo potuto seguire la carriera di una figura che è ben diversa dallo stereotipo dello 007: idealista nonostante tutto e tutti, anche se capace di affrontare la realtà senza troppe illusioni. Grazie a questo equilibrio Arcieri riesce a sopravvivere a tanti drammatici mutamenti storici e politici, che però dimostrano che purtroppo dietro il potere il marcio è sempre in agguato, con qualsiasi regime.

 Nel bellissimo Non è tempo di morire  (2016) Gori ci aveva presentato Arcieri alle prese con uno dei tanti misteri mai del tutto chiariti del secondo dopoguerra, la strage di piazza Fontana del dicembre 1969. Ora ne L’ultima scelta il colonnello si trova sua malgrado coinvolto in nuovo intrigo: sebbene sia da tempo in pensione ed abbia trovato una nuova vita facendo il ristoratore con una gruppo di giovani più o meno squinternati, il passato bussa ancora alla sua porta nelle vesti di un ufficiale dei servizi, il maggiore Bertini, che gli chiede di impegnarsi in un’ultima missione: raccogliere la testimonianza dell’agente “Zero”, una spia americana che aveva promesso importanti rivelazioni  - all’insaputa dei suoi “padroni” su un inquietante mistero italiano; ma voleva parlarne solo con Arcieri e nessun altro.

E così l’anziano colonnello si trova catapultato in una fatiscente villa toscana, circondato da vecchie conoscenze e da una vera e propria “corte dei miracoli” dai risvolti inquietanti, mentre fa capolino anche il nome di una donna fatale che è stata determinante nella sua vita ….

Assolutamente vietato dire di più sulla trama e soprattutto sul finale, che il lettore avrà il piacere di scoprire da solo. Resta da sottolineare il ritmo narrativo, condotto con mano da maestro, capace di passare da attese cariche di dubbi e angosce al momento dell’azione fulminea e decisiva, senza mai eccedere negli “effetti”; Gori non ha bisogno di litri di sangue o corpi a brandelli per emozionare il lettore.  Eccezionali come sempre le pitture d’ambiente e l’introspezione dei personaggi, che fanno di questo scrittore un vero e proprio Simenon toscano.  Arcieri non ha nulla dello 007 o ancor meno del superoe a prova di bomba: anzi, in questo romanzo appare più che mai stanco, invecchiato e perplesso, ma non per questo rassegnato o domo.  E lo sfondo storico, anche se in questo romanzo ha forse meno rilievo che in altri precedenti, non è per questo meno preciso ed inquietante: continua infatti ad esplorare quel periodo tra la fine degli anni 60 e l’inizio ’70 del secolo scorso che Sergio Zavoli chiamò “la notte della Repubblica”, con incroci di poteri, soluzioni “di comodo”, montaggi, false piste che ancora oggi conducono a vicoli ciechi.

Un libro dunque tutto da leggere, in perfetto equilibrio tra riflessione, storia e suspense; un ottimo strumento anche per conoscere qualcosa del nostro recente passato.  E a proposito di occasioni: il libro verrà presentato a Firenze, Venerdì 16 marzo alle ore 18,15, presso l’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ( Via Folco Portinari 5) da una squadra d’eccezione, che piacerebbe molto al colonnello Arcieri che giustamente ha fiducia nei giovani (almeno in alcuni): la redazione del Leomagazine, il giornale online (assolutamente vero con tanto di iscrizione al tribunale di Firenze e direzione responsabile) del liceo scientifico Leonardo da Vinci che prepara i ragazzi alla professione del giornalista. Interverrà anche l’autore e sarà una straordinaria occasione per conoscere un grande scrittore e una redazione di giovani talenti.

 

 

 

 

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Angelo il 14/04/2018 21:51:58

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