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ignoranti di ritorno

A chi fa paura l'arte?

È stato chiesto di censurare un quadro di Balthus perché potrebbe suggerire la pedofilia!

di Dalmazio Frau

A chi fa paura l'arte?

A qualcuno l’Arte, quella vera, quella che mi ostino a scrivere con l’”A” maiuscola, fa paura. Non sono soltanto i folli dell’Isis ad averne terrore; dietro le loro scorrerie devastatrici c’è ben altro che non una cattiva interpretazione del loro credo, chiedetelo ai trafficanti d’arte che riforniscono collezionisti privati e, talvolta, musei. No, l’Arte fa paura anche da noi, per esempio a quei bigotti che hanno chiesto di censurare un dipinto di Balthus in nome d’un’inesistente allusione alla pedofilia o alla pederastia. Allora a chi altri fa paura una cosa che sembrerebbe innocua o innocente come l’Arte? Ebbene oggi fa spesso paura i politici, tant’è che quando ne trattano è per cercare di appropriarsene mettendoci sopra un marchio partitico, oppure è talmente temuta che si preferisce ignorarla, un po’ per ignoranza mai ammessa, un po’ perché essendo l’Arte per sua stessa natura libera e liberatrice non può essere rinchiusa nei ristretti limiti di pensiero d’un partito politico. Non è un caso, se qualcuno lo nota, che praticamente in pochissimi “house organ”, in ancor meno “magazine” di qualsiasi tendenza politica si lascia un settore aperto all’Arte. Al più si vanno a ripescare in rete e si riportano notizie date da altri, o si modificano adattandole al proprio pensiero che non è detto sia quello corrispondente alla visione artistica originaria.

Un mondo strano il nostro che ormai ha terrore del Bello perché la Bellezza è impegnativa, l’Arte è impegnativa. Essa comporta una pletora di conoscenze tali che crea sgomento, ma stranamente, invece di muovere verso “virtute e canoscenza” spinge nella direzione opposta. Il che vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato in come ci si approccia alla materia artistica.

Contrariamente a quello che avveniva un tempo quando l’Arte era uno strumento principe anche della politica, essa oggi è divenuta soltanto una merce di scambio, d’interesse molto relativo tra l’altro, in quanto apparentemente inutile. Non vedrete mai marce organizzate o cortei o insurrezioni per salvaguardare un’opera d’arte, una pinacoteca, un museo… Perché di fondo, tutto ciò interessa a pochissimi, e non certo ai soliti che da decenni continuano a imperversare sul teatrino politico di questo Paese. Se con la Cultura si mangia, con l’Arte si sta anche meglio, ci si veste, si viaggia e persino ci si diverte, ma non posso certo pretendere che questo venga compreso da chi ha passato una vita ad occuparsi di contare il numero delle schede recanti il proprio nome alle comunali.

Può non far paura a costoro, l’Arte? Peggio dell’acqua santa per il demonio, peggio dell’aglio per un vampiro, quindi meglio glissare e occuparci d’altro, tanto si vive benissimo anche senza conoscere Sandro Botticelli o El Greco.

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