i libri di totalità

Rassegna di novità librarie: novembre 2017

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna di novità librarie: novembre 2017

Giancarlo Cerrelli, Marco Invernizzi,  La famiglia in Italia dal divorzio al gender (SugarCo, pagg. 352, Euro 25,00)

Se è vero che nella storia non esistono facili determinismi, crediamo sia riconosciuto da chiunque che viviamo un’epoca di avversione profonda nei confronti della famiglia, sia a livello ideologico sia soprattutto a livello della vita vissuta. Si tratta di un’avversione che tocca il piano culturale, anzitutto, ma anche politico e giuridico. Questo libro racconta la storia di un’aggressione culturale, politica e giuridica alla famiglia, cominciando dal Sessantotto e in particolare dall’introduzione della legge sul divorzio, per arrivare al gender e alle unioni civili, grazie alle quali si permette di definire famiglia ciò che famiglia non può essere.
Nella prima parte, Marco Invernizzi esamina il processo politico e culturale che ha progressivamente eroso la centralità della famiglia in Italia fino all’esplicita avversità e al considerarla come una delle possibili espressioni affettive, da famiglia a famiglie. Nella seconda, Giancarlo Cerrelli affronta il percorso legislativo e giuridico con il quale la cellula fondamentale della società è diventata una semplice somma di individui.
L’analisi realistica dei fatti non induce tuttavia alla perdita della speranza. La famiglia fondata sul matrimonio rimane un desiderio di ogni persona, anche se non sempre espresso in maniera consapevole.

MONDO

Nello Sclavo, Perseguitati (Piemme, pagg. 300, Euro 18,50)

Le persecuzioni sono quotidiane: discriminazioni nei luoghi di lavoro e studio, riduzione in schiavitù, sfruttamento sessuale, prelievo coatto di organi, prigionia e torture, sparizioni, furti di bambini, condanne a morte, pulizia etnica e massacri.
Se in Medio Oriente o in alcuni paesi africani, come la Nigeria, cattolici e protestanti sono entrati nel mirino degli islamisti, in molte aree dell'Asia sono bersaglio dell'estremismo indù e buddista. Anche in America Latina i fedeli sono oggetto di minacce e violenza, mentre sacerdoti e operatori pastorali cadono sotto i colpi della criminalità organizzata e del narcotraffico.
Questo reportage racconta quale sia la condizione di chi in ogni angolo del mondo viene discriminato, ostracizzato, vessato o ucciso per la sola ragione di pregare il Dio di Gesù Cristo, ma narra anche della resistenza nelle catacombe del terzo millennio, dei ragazzi che usano internet e i vecchi cellulari per comunicare senza farsi intercettare, degli "007 della fede", che attraversano illegalmente confini o si camuffano da turisti, studenti fuori sede, uomini d'affari, per mantenere i contatti e finanziare le comunità cristiane più isolate.
Un'inchiesta durata oltre tre anni, che ha visto Nello Scavo viaggiare in incognito nei territori caldi - dalla Macedonia alla Grecia, fino alla Siria, dall'Asia all'Africa, fino al Sudamerica -, raccogliendo testimonianze sulle torture, i soprusi, i rapimenti a scopo intimidatorio.
Papa Francesco ha sottolineato che i cristiani sono perseguitati "con il silenzio vergognoso di tanti". Questo libro alza il velo e si chiede: la religione è sempre l'unico movente delle persecuzioni o è piuttosto un pretesto per bieche operazioni di potere?

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Sebastiano Caputo, Alle porte di Damasco. Viaggio nella Siria che resiste (Gog, pagg. 157, Euro 13,00)

Crocevia tra Europa, Asia e Africa, civiltà millenaria, terra contesa n dall’antichità, la Siria è tornata al centro del dibattito internazionale a causa di una guerra che si protrae da più di sei anni. Ma chi ha voluto la destabilizzazione del PaeseSebastiano Caputo si è recato direttamente sul campo, viaggiando tra Damasco, Aleppo, Palmira e Mosul (Iraq), per raccontare una guerra sporca, di intrighi internazionali e strategie diplomatiche, che vede coinvolti gli Stati Uniti e la Russia, l’Europa e le sue Ong umanitarie, così come l’Arabia Saudita, il Qatar e i principali gruppi terroristici islamici. Si aggiunge a questo complesso ventaglio di protagonisti e di interessi il ruolo mistificatore dei media occidentali. Ma le maschere sono cascate, una dopo l’altra, anno dopo anno.

MONDO MODERNO

Adriano Scianca, Contro l’eroticamente corretto. Uomini e donne, padri e madri nell’epoca del gender (Bietti, pagg. 270, Euro 18,00)

Il nostro rapporto con la sessualità è diventato quanto mai problematico: predichiamo il sesso libero, declinato in nuove forme e sfumature, ma ne facciamo sempre di meno. Assistiamo all'emergere di una miriade di categorie da tutelare ma ovunque vige un'uniformità asfissiante. Dietro queste contraddizioni si staglia minaccioso un nuovo idolo: la Grande Madre postmoderna, «Big Mother». Un caldo abbraccio protettivo che finisce per soffocarci, imponendo una nuova dittatura: è l'«eroticamente corretto» a orientare i dibatti su ideologia gender e femminismo, omosessualità e famiglia, amore e pornografia, family day e gay pride. Un continuo processo ai padri e alle madri, agli uomini e alle donne, il cui imputato è sempre lui: il maschio occidentale eterosessuale. Da «Pretty Woman» a Platone, da «Metafisica del sesso» a «Eyes Wide Shut», da Zizek a de Benoist, dalla psicanalisi ai Simpson: una messa a punto su ciò che sta accadendo alle donne e agli uomini del terzo millennio.

ECONOMIA

Paolo Gambi – Gotti Tedeschi, Mammona. Basta una Ferrari per dirsi ricchi ? (Indipendently published, pagg. 110, Euro 9,99)

Un economista di fama internazionale, Ettore Gotti Tedeschi. Uno scrittore disperso negli universi letterari, Paolo Gambi. Mettili insieme ed otterrai un dialogo semiserio e a tratti surreale. Gambi vuole comprarsi la Ferrari e chiede a Gotti Tedeschi come fare i soldi per comprarla. Gotti Tedeschi per dissuaderlo gli spiega i meccanismi che stanno dietro all'economia e alla finanza. Meccanismi che hanno in realtà a che fare con la morale, le ideologie e anche la religione. Ed ecco allora un breve viaggio attraverso l'economia e chi la comanda. Pensieri sulla moneta, sull'euro e sull'Europa, sull'impresa e sul suo rapporto con lo Stato. E poi un tuffo nella borsa e nei (folli) meccanismi che contiene. Ci si poteva far mancare una riflessione sulle banche e sul loro sviluppo, o sulla casa ed i beni immobili nell'universo IMU? E ancora, in questo viaggio il lettore incontrerà la sua identità di consumatore sfrenato, comprendendola meglio, il rapporto fra economia e famiglia, il debito pubblico e la sua corretta interpretazione. E no, non ci sono ricette segrete per fare i soldi in modo facile. Ma solo per capire meglio come questo danaro funziona.

SCUOLA

Autori Vari, Ritorno ai classici (Vita e Pensiero, pagg. 108, Euro 10,00)

Ha ancora senso studiare il latino e il greco oggi? La formazione scolastica conserva ancora un canone di riferimento? Silicon Valley sta prendendo il posto di Atene, Gerusalemme e Roma? E se sì, è un bene o un male? I saggi qui raccolti, scritti da autorevoli voci della cultura italiana, si misurano con queste domande, rese particolarmente pressanti dalla transizione accelerata della società occidentale. Gli studi classici, e in primis il liceo classico, istituito nel nostro Paese oltre un secolo fa, sono oggi presi di mira per la loro inattualità, per la ristretta specializzazione, per l’evidente sconfitta a opera del sapere scientifico nella guerra tra le ‘due culture’. Certamente, il rischio di trasformare il latino e il greco in discipline esoteriche coltivate da un manipolo di ‘iniziati’ esiste, e viene denunciato non da ora; ma, dopo le chiusure degli ultimi anni del Novecento, si fa adesso strada con insistenza anche la consapevolezza, e addirittura la rivendicazione, dell’impossibilità di sbarazzarsi di un patrimonio che, quand’anche venisse estromesso dai programmi scolastici, resterebbe parte ineludibile di un’identità culturale, non solo italiana.  
E non deve stupire che questa fondamentale «utilità dell’inutile» sia sostenuta anche da importanti scienziati, che ritengono la cultura umanistica un imprescindibile strumento perché l’uomo possa ‘leggere’ le conquiste scientifiche e tecnologiche e, allenato dalla capacità di riflessione e dal pensiero critico, non ne venga solo dominato. Il ‘ritorno ai classici’ non è allora un’operazione nostalgica ma, al contrario, gravida di futuro. Il punto è che quel tesoro di sapienza dell’umano non rimanga precluso, che i valori condivisi vengano riscoperti e mostrati alle nuove generazioni, che l’accesso al sapere sia reso disponibile per tutti, in modi più creativi e attuali.

PERSONAGGI

Vito De Luca, Giovanni Gentile. Al di là di destra e sinistra (Solfanelli, pagg. 464, Euro 38,00)

Il volume analizza da un punto di vista filosofico il linguaggio politico di Giovanni Gentile, esaminando i suoi interventi oratori al municipio di Roma nei primi anni venti del ventesimo secolo, dove egli fu consigliere comunale e poi assessore. Nell’attività di amministratore cittadino, seguita dalla nomina a Ministro dell’Istruzione Pubblica e Senatore del Regno, egli si segnalò per la critica al “tumore della retorica”, considerata come mera finzione, che assicura il successo personale ma, non esprime la verità delle cose né migliora e definisce l’essenza dello Stato. L’incontro con Mussolini avvenne per merito di Codignola e Pellizzi, oppure di Lanzillo (tesi di de Felice) – tutti esponenti del Fascio di Educazione Nazionale. Le posizioni che egli assumerà nei venti mesi da ministro, sia nei discorsi che nell’applicazione pratica dei concetti, saranno le stesse che aveva esposte nella veste di filosofo e di docente. Secondo Gentile il Fascismo fu il compimento del risorgimento, rappresentò la nazione che si faceva Stato, la democrazia autentica che è sinonimo dello Stato etico.

TRADIZIONE

Aa. Vv., Studi Evoliani 2016. Evola e la cultura tedesca (Edizioni Arktos, pagg. 288, Euro 22,00)

Il convegno annuale ed il volume Studi Evoliani sono dedicati ai rapporti fra Julius Evola e la cultura tedesca, in particolare con la “Germania segreta”, punto di riferimento per molti esponenti dell’aristocrazia intellettuale europea. La scelta degli autori tedeschi da diffondere in Italia, il suo attivismo politico-culturale in giro per l’Europa, tutta la sua azione intellettuale fu indirizzata ad una possibile rettificazione “tradizionale” del regime fascista. L’interventismo culturale di Evola passava attraverso l’introduzione di tematiche estranee al mondo accademico italiano e la diffusione di autori scarsamente noti o del tutto ignoti in Italia, contribuendo ad inserire il nostro paese nel dibattito mitteleuropeo. Il pensatore tradizionalista si accostò a mondo intellettuale tedesco fin dalla giovinezza; le sue opere filosofiche risentivano del rapporto con l’idealismo germanico, con le teorie di Hegel, Fichte e Schelling. La formazione e l’esegesi evoliana proseguì sulle tracce di Stirner e Nietzsche, Junger e Schmitt, Spengler e Meyrink, fino a Bachofen. Una parte del fascicolo è riservata al caso “Evola-Danzi”; si chiarisce la vicenda che secondo i denigratori avrebbe portato alla perdita del grado di ufficiale d’artiglieria, inevitabile conseguenza del rifiuto di battersi a duello con il giornalista che lo aveva sfidato nel 1930.

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Lorenzo Valle, Miti nordici e miti celtici (Il Cerchio, pagg. 140, uro 16,00) 

Il linguaggio mitologico trasmette il patrimonio culturale di una comunità; valori, idee, credenze; le risposte sull’origine dell’uomo e del mondo, il post-morte e la spiegazione dei fenomeni naturali. Il mito racconta una storia sacra, avvenuta in un tempo qualitativamente diverso da quello quotidiano; esso è rivelazione, la chiave per comprendere ciò che è manifestato. La presenza di temi comuni fra la mitologia scandinava e quella celtica è un fatto che non può essere messo in discussione; essa deriva dalla comune eredità culturale indoeuropea, dai contatti fra Celti e Germani in età preromana e dall’incontro, nell’alto medioevo, fra gli invasori vichinghi e le comunità delle isole britanniche. Le concezioni cosmologiche ed escatologiche, la tensione fra due forze opposte che danno origine all’universo, la rigenerazione ciclica del cosmo, sono temi condivisi anche da altre tradizioni indoeuropee come quella indiana ed iraniana. La vicinanza tra Odino e il dio celtico Lug, fra la divinità guerriera Thor e l’eroe irlandese Cù Chulainn, confermano questa affermazione, mentre la divinità femminili mostrano tratti estranei, di provenienza dalla cultura matriarcale preindoeuropea. 

CLASSICI

Guido de Giorgio, Studi su Dante. Scritti inediti sulla Divina Commedia (Cinabro, pagg. 240, Euro 20,00)

«Il suo nome non è conosciuto che da pochissimi amici, e probabilmente, come cose scritte e stampate, di lui non resteranno che tracce insignificanti […]». È passato molto tempo e diverse opere di De Giorgio hanno visto la luce, successivamente a quando Evola vergava quelle righe. È per tale motivo che il presente volume, curato da Alessandro Scali, studioso di Dante e cultore di dottrina tradizionale, riunisce numerosi scritti inediti dedicati da Guido De Giorgio all’opera di Dante Alighieri, in particolare alla Divina Commedia, dei quali si aveva notizia ma non la disponibilità. Dalle carte qui pubblicate riemerge l’idea – già espressa da De Giorgio ne La Tradizione Romana – per la quale Dante è «poeta di Dio» e la Commedia «poema sacro» che conduce a Dio; Virgilio è «profeta di Cristo» e l’Eneide «poema mistico» che prepara a Dio. Per De Giorgio dunque, nella Commedia vi è tutta la romanità tradizionale, dove le due tradizioni unificate culminano in una sola ed unica Roma, «non più antica e nuova, ma eterna». Vede così finalmente la luce, una ricca interpretazione anagogica e tradizionalmente orientata della Commedia del Sommo Poeta, lontana dallo studio profano dei moderni, impegnati da secoli a leggere e commentare Dante, nell’assoluta incapacità di comprendere il motivo centrale e l’essenza spirituale della sua sacra Poesia.

STORIA

Bernard Groethuysen, Le origini dello spirito borghese in Francia (Res Gestae, pagg. 352, Euro 20,00) 

Groethuysen, in questo volume, cerca di definire e delimitare il fenomeno ‘borghese’, di dare un significato preciso alla nascita e all’ascesa della borghesia. ‘Uomo dei tempi nuovi’ e ‘spirito evoluto’, egli rappresenta un tipo d’uomo, la cui esperienza esistenziale resta una delle meglio riuscite nella storia dell’umanità. Il borghese ha voluto vivere in questo mondo, a suo modo, senza far dipendere la sua vita da ipotesi astratte, all’insegna del motto: “agisco, dunque sono”, con i corollari del lavoro e del possesso, della proprietà. La visione del mondo borghese non si fonda sulla speculazione, piuttosto sulle ‘cose da fare’; essa nasce dall’esperienza della vita. Non sono stati gli intellettuali e gli uomini di scienza a formarlo; la sua concezione dell’esistenza se l’è creata lui, è opera sua; ed è partendo dall’opera stessa che si può risalire e comprenderne la filosofia. L’honnète homme ha cominciato svincolandosi dalla tutela della chiesa, rendendosi indipendente da quell’idea che lo vedeva figurare soltanto come peccatore. L’autore ha fondato il suo scritto su molti documenti della rivoluzione francese, sulle prediche di Bossuet e dei curati campagna, sulle testimonianze di gesuiti e giansenisti.

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Dario Marino, L’annessione. Violenza politica nell’Italia postunitaria (Gog, pagg. 346, Euro 16,00)

L’annessione del Sud e la violenza postunitaria avvennero sotto lo sguardo passivo e interessato della classe dominante meridionale, che ha sempre vissuto in un rapporto di subordinazione con gli interessi economici di quell’industria settentrionale che determinò  i governi nazionali: il suo benessere è stata la maledizione della moltitudine di contadini del Sud che furono condannati alla miseria e all’emigrazione. Chi conosce la storia del meridione sa bene che il sottosviluppo di questa terra appartiene alla storia dello sviluppo del capitalismo nazionale. Questo libro ricostruisce il fenomeno del brigantaggio postunitario al di là della storiografia ufficiale come dell’analisi neo-borbonica, rifuggendo i canoni logori di chi vuole far valere una verità  rispetto a un’altra ma svolgendo un’accurata disamina della letteratura sull’argomento e della documentazione disponibile negli archivi. Niente tesi aprioristiche,  ma la descrizione puntuale del contesto in cui si svolge la vicenda, caratterizzato da una molteplicità di conflitti: guerra di classe ma anche lotta legittimista; guerra in difesa delle tradizioni e della Chiesa, in una società intimamente intrisa dalla religiosità, ma anche resistenza contro l’occupazione piemontese.

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 Dominique Venner, Il Secolo del 1914. Utopie, guerre e rivoluzioni nell’Europa del XX secolo (Controcorrente, pagg. 490, Euro 25,00)

La prima guerra mondiale ha segnato il destino dell’Europa, provocando nove milioni di morti, la caduta di tre Stati imperiali e liquidando il residuo aristocratico-feudale che ancora resisteva. L’evento fondante il ventesimo secolo ha aperto le porte a terribili collere e volontà di vendetta; ha suscitato speranze che si sono manifestate in rivolgimenti politici e utopie ideologiche, sfociate nel secondo conflitto mondiale. A questo sono seguite il declino irreversibile del vecchio continente, la perdita delle colonie e l’immigrazione, infine l’americanizzazione del nostro modo di vivere la vita. La civiltà europea, che era sopravvissuta ai colpi della modernità ed alla rivoluzione francese, fra le due guerre fu contesa dall’ideologia comunista di Lenin, dalla reazione nazifascista ‘inventata’ da Mussolini e Hitler, dalla liberal-democrazia rappresentata dal presidente americano Wilson. Essi impersonavano dei sistemi rivali, dalla cui lotta mortale è scaturito il mondo nel quale viviamo. Per giungere a un autentico risveglio, gli europei dovranno riconquistare il loro ‘portamento’ e la memoria dell’autentica grandezza, della quale sono stati i portatori. Questo compito immane potrà essere preparato  - è la tesi di Venner -  solo da pochi uomini, capaci di imporsi una disciplina rigorosa e regole ascetiche, tipiche degli antichi ordini monastico-guerrieri.

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STORIA DELLE DESTRE

Alessandro Amorese, FUAN. Dai Guf al ’68. Gli studenti nazionali tra piazze e atenei (Eclettica, pagg. 468, Euro 22,00)

Il FUAN – Fronte universitario di azione nazionale – nasce il 21 maggio 1950; all’inizio dovrà soprattutto coordinare le attività dei vari gruppi studenteschi ‘nazionali’. Nel fermento della galassia giovanile missina, infatti, in mancanza di un movimento universitario unitario si sono costituite varie formazioni che operano autonomamente; fra queste Gruppi Universitari Fiamma, Fiamma Goliardica, la Caravella, Rivolta Ideale, Le difficoltà non saranno poche, a partire dall’annunciata volontà di autonomia dal MSI che, quando non rimarrà sulla carta, sarà attestata dalla mancanza di fondi a disposizione. La prima linea politica è improntata dal contrasto verso il Patto Atlantico – preponderante nel mondo giovanile universitario -, dall’impegno contro il comunismo e dalla difesa dell’italianità di Trieste, Fiume e Pola. Il simbolo scelto sarà quello della feluca poggiata su un libro aperto, emblema degli studi e della tradizione goliardica con l’attivismo degli studenti nella società. Questo primo volume ricostruisce la formazione, il confronto-scontro con le altre forze associative, i cambi al vertice, le battaglie politiche ed i rapporti con il partito missino, fino al 16 marzo 1968.

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