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Il paese dei disservizi

Caos nelle stazioni di Napoli, Roma e Firenze: come in un film di Ridolini passeggeri costretti a salire e scendere dalle carrozze

Indicazioni sbagliate sulle paline luminose lungo i binari hanno gettato nel panico centinaia di viaggiatori costretti a sbagliare vagone

di Simonetta  Bartolini

Caos nelle stazioni di Napoli, Roma e Firenze: come in un film di Ridolini passeggeri costretti a salire e scendere dalle carrozze

Stazione di Roma Termini, ore 14,20 un venerdì di fine estate, il binario 10 è sconvolto da un caos inatteso di turisti che salgono sul Frecciarossa, che arriva da Napoli diretto a Milano, per ridiscenderne immediatamente con sguardo feroce, misto a sgomento, unito alla rabbia, quindi, affardellati di bagagli, anziani, bambini, cani, calli dolenti e scarpe strette cominciano a correre lungo il binario: hanno tutti sbagliato carrozza.

Non si tratta di una manica di deficienti, neppure di sprovveduti viaggiatori della domenica (infatti è venerdì) incapaci di far coincidere le indicazioni del biglietto con quelle delle paline poste lungo il binario per segnalare la posizione delle carrozze; si tratta delle  incolpevoli vittime paganti (quorum ego) di qualche squinternato operatore di Trenitalia che ha deciso di cambiare la composizione del treno 9536 senza comunicarlo ai colleghi che sono incaricati di aggiornare le paline dei binari. Così chi aveva un biglietto per la carrozza 8A, seguendo le indicazioni a terra ha camminato lungo il binario fino quasi a stazione Tiburtina, per scoprire che si trattava invece della carrozza 8 B, così è stato costretto a tornare indietro per la distanza corrispondente allo spazio occupato da 16 carrozze, fino alla 8A posta in testa al binario.

L’errore è iniziato a Napoli, dove i disagi ci sono stati, ma contenuti, proseguito a Roma nonostante il capotreno abbia segnalato il disguido, e ripetuto a Firenze, dove è stato corretto poco prima della partenza del treno non abbastanza in tempo per evitare la disperazione dei passeggeri. In compenso a Milano i passeggeri saranno tutti scesi trionfalmente in corrispondenza del giusto numero segnalato dalla palina a terra!

Il lettore – che non sia un frequentatore assiduo di treni, stazioni e annesse e connesse Frecce – ha diritto ad una spiegazione più dettagliata che lo aiuti a comprendere la portata del disastro di ieri. I vertici di Trenitalia, per combattere l'odioso nostalgismo di coloro che ancora rimpiangono la puntualità dei treni del Duce, da qualche anno hanno stabilito di semplificare, e dunque velocizzare, le operazioni di imbarco dei passeggeri suoi convogli indicando la composizione del treno con apposita segnalazione luminosa lungo il binario.

L'aspirante viaggiatore viene invitato dagli altoparlanti a posizionarsi in corrispondenza della carrozza assegnatagli al momento dell'acquisto del biglietto, in questo modo quando il treno fa il suo arrivo in stazione le perdite di tempo sono ridotte al minimo.

Da giugno, vista l'alta affluenza di viaggiatori in determinate tratte e orari, Trenitalia ha pensato di raddoppiare i treni, nel senso che gli otto vagoni tradizionali sono diventati 16. Non sarebbe un evento degno di nota se il raddoppio, invece di essere un'aggiunta di 8 carrozze al convoglio, che è immodificabile, non fosse un vero e proprio raddoppio nel senso che i treni sono due attaccati tramite i musi (sic) dei locomotori. Questo comporta che non si può sbagliare carrozza perché, come avvertono ininterrottamente i soliti altoparlanti, i due treni non sono comunicanti dunque se il viaggiatore sbaglia carrozza rischia di non poter raggiungere il proprio posto.

Il solito lettore poco aduso ai viaggi in treno si chiederà perché mai un viaggiatore dovrebbe sbagliare carrozza in considerazione del fatto che i numeri sono una cosa facile da seguire, e poi ci sono le paline luminose....

Domanda oziosa in un paese in cui l’amore per il formalismo trasmesso dalla dominazione borbonica, unito alla rigidità di stampo piemontese nell’applicazione della regole teoriche, ha provocato una curiosa e spesso fastidiosa sudditanza nei confronti di tutto ciò che non è né funzionale né semplice. Infatti nell’era dell’informatizzazione quando ogni informazione può essere trasmessa e comunicata digitandola su una tastiera in tempo reale, Trenitalia quando unisce due treni – in osservanza al fatto che sono due convogli, ciascuno dei quali ha diritto inalienabile, e vorremmo dire garantito dalla costituzione, alla numerazione da 1 a 8– ha pensato bene di non numerarli da 1 a 16, ma da 1A a 8A e da 1B a 8B. Inoltre, seguendo una norma dalle origini sconosciute, ha anche stabilito che le carrozze da 1 a 4 (sia A che B) stiano a centro treno, questo forse perché, essendo le carrozze Executive, cioè prima classe e dintorni secondo la vecchia dizione, non debba accadere che i passeggeri che pagano tanto si confondano con i pezzenti a tariffa ridotta.

Il risultato è squinternato perché dalla testa del binario al centro l’ordine è decrescente, da 8 a 1, viceversa il secondo treno segue una numerazione crescente.

Un errore ci dicono da Trenitalia, tutti sbagliano si giustificano. Sì certo, ma adesso spiegatelo al capotreno che a Firenze ci ha detto che l’errore era dovuto ad uno sciopero e che gli scioperanti esercitavano il loro diritto a protestare facendo i dispetti ai viaggiatori!

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Donata il 03/10/2017 16:17:17

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