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OPERA DI FIRENZE.

MAGGIO MUSICALE FIORENTINO: una stagione tra classico e contemporaneità.

Presentato il programma dell'ottantesima edizione di uno dei festival musicali più prestigiosi d'Europa.

di Domenico Del Nero

MAGGIO MUSICALE FIORENTINO: una stagione tra classico e contemporaneità.

“Questo sarà l’ultimo Maggio che mi vedrà come direttore stabile”. Zubin Mehta sorride, ma è visibilmente commosso, alla conferenza stampa di presentazione dell’80°  Festival del Maggio Musicale Fiorentino, tenutasi oggi presso il teatro dell’Opera di Firenze. E tra i giornalisti presenti il suo intervento era molto atteso: soprattutto …. E dopo? Malgrado la punta di malinconia, il maestro non rinuncia alla battuta: “mi sono accorto che ho un anno in più del festival …. Certo, il teatro mi ha invitato in futuro …. Qualche concerto, forse un’opera (ma il direttore artistico Pierangelo Conte smentisce con garbo e tatto il “forse”); ne stiamo parlando con nuovo sovrintendente Cristiano Chiarot. Si tratta del mio undicesimo sovrintendente, dal 1985!”

In realtà il rapporto del maestro Mehta con il teatro risale a ben prima: è iniziato nel 1962 con un concerto nella stagione sinfonica, mentre il debutto nel festival risale al 1969, al 32° Maggio Musicale. Come dire  quarantotto maggi fa!  Inevitabile dunque che la conferenza stampa diventi un omaggio a questo grande direttore che ha dato tanto a Firenze che lo ha del resto ricambiato con un affetto e una devozione che non accennano a tramontare. “Sono molto fiero di quanto siamo riusciti a fare in tutti questi anni con l’orchestra,il coro e tutte la maestranze  – dichiara il maestro  - e a loro va il mio  ringraziamento più sincero.

Insieme a Mehta, presentano il festival il coordinatore artistico dell'Opera di Firenze Pierangelo Conte e il responsabile della promozione culturale Giovanni Vitali.  Il maestro Conte ha fatto una chiara  sintesi di un programma complesso e di grande interesse: in poco più di un mese (5 settimane circa) tre opere, un nutrito calendario di concerti e Intorno al festival una serie di concerti particolari, “fuori sede”, ma anche di eventi culturali legati alla musica.

Il colpo di bacchetta iniziale sarà, come di  consueto, il 24 aprile alle 18, con un concerto diretto da Mehta.  Contro ogni consuetudine sarà invece la prima operistica,  che avrà luogo non a Firenze ma a Pistoia, città italiana proclamata capitale della cultura per il 2017. Per questo sarà il teatro Manzoni ad ospitare dal 26 aprile al 6 maggio l’Idomeneo di Mozart  (quattro recite il 26 e il 30 aprile, il 3 e sei maggio, ore 20  tranne domenica 30 ore 15,30).  La produzione è quella, nuova per l’Italia, del Theater an der Wien con la regia di Damiano Michieletto e la direzioned’orchestra di Gianluca Capuano. Si tratta di un allestimento “ripensato” appositamente per Pistoia, il cui teatro non ha certo le possibilità di quello viennese.

Sarà invece Mehta a dirigere il Don Carlo nella versione in quattro atto e nel sontuoso e applauditissimo allestimento dell’ABAO-OLBE di Bilbao , della Fundaciòn Opera de Oviedo, del Teatro de la Maestranza de Sevilla e del Festival Opera de Tenerife. Conte annuncia a questo punto la defezione, per motivi di salute, del tenore Fabio Sartori che avrebbe dovuto interpretare Don Carlo eche sarà comunque degnamente sostituito da Roberto Aronica, che ha ricoperto il ruolo anche a Bilbao. Le vicende dello sfortunato figlio di Filippo II di Spagna approderanno sul sipario del teatro dell’Opera il 5 maggio, con altre tre repliche: lunedì 8 e giovedì 11 (ore 20, come per la prima) e domenica 14 alle 15,30.

Ultimo titolo L’histoire du soldat, nuova creazione ispirata all’omonima opera da camera di Igor Stravinskij in un nuovo allestimento del Maggio; la regia è affidata ad Alessandro Talevi e la direzione a Alpesh Chauhan. Si tratta di un allestimento particolare, in cui confluiscono recitazione, danza, coreografia, che parte dall’opera del musicista russo per arrivare a una riflessione del tema drammaticamente attuale della guerra, sia per le vicende di questi giorni  che per l’anniversario del primo conflitto mondiale.

Di grande interesse anche il panorama concertistico:  “il filo conduttore è sempre il legame tra il classico e il contemporaneo “ ha affermato Conte per il quale compositori e partiture “si parlano, dialogano a distanza nel tempo” e bisogna appunto uscire dal pregiudizio del compositore contemporaneo del tutto avulso da chi lo ha preceduto. Questa linea si può vedere benissimo già al concerto inaugurale diretto da Mehta:  la Coriolano Overture di Ludwig van Beethoven sarà affiancata dalla prima esecuzione italiana di un autore contemporaneo, il Concerto per percussioni e orchestra di Frederich Cerha, interpretato da Simone Rubino, e da due composizioni del Novecento: il Concerto per violino e orchestra op. 36 di Arnold Schönberg  e la seconda suite dal balletto Daphnis et Chloé di Maurice Ravel che impegnerà anche il Coro. Sia Conte che Mehta hanno ricordato il particolare spessore dei due giovani solisti, il percussionista Simone Rubino, che dovrà “districarsi” tra ben trenta strumenti e il violinista Michael Barenboim, figlio del grande direttore d’orchestra Daniel. Un concerto inaugurale davvero affascinante e di grande interesse per più ragioni.  A Mehta sono affidati altri due importanti concerti: il 10 maggio (concerto per violoncello e orchestra op. 104 di Dvorak, una delle sue opere più intense, il maestoso Te Deum di Bruckner e Kammersymphonie in mi maggiore op 9 di Schönberg) e il 13, durante il quale col maestro sarà sul palcoscenico uno tra i massimi virtuosi del mandolino, Avi Avital; verranno eseguiti il Concerto in re maggiore RV 93 per mandolino e orchestra di Antonio Vivaldi e il Concerto per mandolino e orchestra di Avner Dorman; a fianco di queste due composizioni il maestro Mehta guiderà orchestra nella quarta sinfonia di Bruckner, la Romantica. Ancora una volta, classico e contemporaneo dialogano anche grazie a una grande e temprata bacchetta.

Sul podio il 18 maggio torna Karl-Heinz Steffens che nel programma proporrà il Requiem tedesco di Johannes Brahms; il 21 sarà la volta di Thierry Fischer con la Rapsodia op. 53 di Brahms e la Symphonie fantastique di Berlioz; il 25 maggio Kristjan Jarvi affiancherà Stefano Bollani che si metterà alla tastiera del pianoforte per eseguire per la prima volta in assoluto una sua composizione Concerto Azzurro; la partitura arrangiata da Paolo Silvestri prevede vari momenti di improvvisazione che Bollani intende come una scelta di libertà, azzurra come il cielo, da cui, per l’appunto, il titolo. “Con Stefano Bollani e Kristjan Järvi, due amici del Maggio Musicale Fiorentino – dice a questo proposito Pierangelo Conte - proseguiamo l’indagine nel mondo compositivo contemporaneo presentando in prima assoluta l’ultima fatica del geniale ed eclettico pianista italiano, Concerto Azzurro. Il progetto si inserisce in un preciso intendimento: anche quest’anno infatti il cartellone del festival offre molto spazio alla contemporaneità.”  E solo sono alcuni “assaggi” di un calendario che si chiude con un extra davvero degno di onta: , il 26 giugno per l’Extra Festival torna in concerto una delle più celebri e importanti orchestre del mondo, i Berliner Philharmoniker diretti da Gustavo Dudamel: in programma pagine di Richard Wagner e Robert Schumann.

Illustrato infine da Vitali il ricco ventaglio di eventi di intorno al Festival: concerti nei musei (Museo degli Innocenti, Museo di Casa Martelli, Museo Stibbert, Museo del Novecento) in collaborazione con il Conservatorio Cherubini di Firenze ( il 27 aprile, il 4, 9, 18, 19 maggio); “Passeggiate Musicali” in coproduzione con la Fondazione Accademia di musica italiana per organo di Pistoia (6,13, 20 maggio); incontri col pubblico ( a cura di Firenze Lirica, il Foyer; 22, 27, 29 aprile); conversazioni musicali sulle tre opere;  un convegno di studi sul Don Carlo ( 5 e 6 maggio all’Opera di Firenze) in collaborazione con gli Amici del Teatro del Maggio; e tanto altro che scopriremo via via.

Non  c’è che l’imbarazzo della scelta, e una scelta di qualità. Una stagione che merita davvero il maggior sostegno possibile. E’ proprio il caso di augurare altri cento (e più) di questi giorni al Maggio Musicale Fiorentino, che dagli anni Trenta del secolo scorso è e rimane una eccellenza culturale del capoluogo toscano.

 

 

 

 

 

 

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