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i libri di totalità

Rassegna mensile di novità librarie: novembre 2016

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna mensile di novità librarie: novembre 2016

Paolo Becchi, Referendum Costituzionale: Sì o No. Le ragioni per il NO e il testo della “controriforma” (Arianna, pagg. 108, Euro 7,00)

Paolo Becchi è certo che la “controriforma costituzionale” e la legge elettorale soprannominata “Italicum” siano un tutt’uno nel disegno delle oligarchie bancarie internazionali che mira ad escludere i popoli da ogni forma di sovranità. La legge elettorale e la riforma costituzionale sono gli strumenti giuridici indispensabili per sottomettere e vincolare in maniera definitiva il popolo italiano agli obiettivi della globalizzazione e del profitto predatorio, insofferenti verso gli ultimi vincoli democratici ancora sopravvissuti in Italia alla “cura” dell’Unione Europea. La legge elettorale è ancora più incostituzionale del Porcellum, già bocciato inutilmente dalla Corte Costituzionale, delineando un sistema politico con “un uomo solo al comando”, esecutore e garante degli ordini impartiti dai banchieri, come dimostrano le tante leggi a favore delle banche che il Governo Renzi, e gli ultimi governi che lo hanno preceduto, hanno imposto agli italiani.

Il libro è completato dal testo della “controriforma” di Renzi, confrontato con il testo costituzionale attualmente in vigore. La prefazione del Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale offre ulteriore autorevolezza e significato all’accurata analisi compiuta da  Becchi.

TEMPI MODERNI

Renzo Puccetti, Leggender metropolitane (Edizioni Studio Domenicano, pagg. 288, Euro 15,00)

Con un tono divulgativo, quasi giornalistico, e allo stesso tempo presentando al lettore una ricca documentazione scientifica, Renzo Puccetti elabora argomentazioni razionalmente stringenti ed efficaci intorno ai temi politicamente più scorretti legati al gender.
Ricostruisce i fatti che condussero l’Associazione Psichiatri Americani a cancellare l’omosessualità dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Sulla scorta di una vasta conoscenza della letteratura scientifica e di un processo argomentativo filosoficamente rigoroso che include un esame ampio e approfondito delle fonti più qualificate a sostegno delle tesi LGBTQ, l'autore presenta le sue risposte a domande ricorrenti come: Gay si nasce? L’omofobia è razzismo? Oppure è usata per zittire l’oppositore? Cos’è la condizione trans-gender? Qual è il denominatore comune delle cosiddette teorie del gender? Le teorie del gender sono efficaci per educare all’inclusione e prevenire la violenza sulle donne? Che rapporto c’è tra il gender e gli studi di genere, cioè le ricerche sul substrato biologico del dimorfismo comportamentale? “Più diritti per tutti” cancella le discriminazioni? È l’amore che fa la famiglia? Cosa dice la letteratura medico-scientifica circa i figli che crescono in coppie dello stesso sesso?
Se il dibattito attorno a questi argomenti vorrà sollevarsi dalla mera propaganda, questo testo potrà aiutare l'avvio di un confronto franco ed intellettualmente onesto.

ECONOMIA

Giuseppe Berta, Che fine ha fatto il capitalismo italiano? (Il Mulino, pagg. 160, Euro 14,00)

La realtà industriale italiana presenta continuamente casi di imprese virtuose, che operano con successo sui mercati internazionali. Si tratta di imprese di taglia intermedia, che animano un'imprenditorialità vigorosa ma non hanno la forza di sostituirsi ai campioni del passato. Il libro invita a una riconsiderazione coraggiosa degli assetti imprenditoriali dell'Italia d'oggi e a una valutazione realistica del nostro potenziale economico e industriale. “Per tornare a scorgere il proprio domani, l’Italia economica deve ridimensionare l’immagine di sé e le sue aspettative” - scrive  Giuseppe Berta. La sfera più propria del nostro paese secondo l'autore - è quella del mercato e non del capitalismo: alle sue reti lunghe occorre agganciarsi per non rinunciare a una prospettiva di sviluppo che possiamo ancora conseguire, partendo da un capitalismo “leggero”, ma dalle grandi potenzialità.

PENSIERO FORTE

Francesco Giubilei, Storia del pensiero conservatore. Dalla Rivoluzione francese ai nostri giorni (Giubilei Regnani, pagg. 606, Euro 22,00)

Il pensiero conservatore nasce alla fine del XVIII secolo in risposta alla rivoluzione francese e all’ideologia illuminista per contrastare la deriva progressista della società europea. Questo libro traccia la storia culturale del conservatorismo dalle origini ai giorni nostri soffermandosi sull’Europa centro-occidentale e sull’Italia: perché nel nostro paese non esiste un partito conservatore? Quali sono le cause e le motivazioni storico, politico, culturali? Analizzando le opere e i profili biografici di decine di pensatori conservatori, emerge un quadro organico del conservatorismo europeo. Essere conservatori non significa restaurare il passato in modo aprioristico o rigettare in toto le innovazioni, bensì riconoscere l’esistenza di valori indiscutibili su cui si sono basate per secoli le civiltà europee. Nel mondo contemporaneo dominato dal materialismo e dall’individualismo, dove i valori spirituali e il concetto di comunità sono ormai al crepuscolo, questo libro si propone come uno strumento per approfondire il pensiero non conforme da cui partire per rifondare l’Europa.

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Alain de Benoist , Quattro figure della Rivoluzione Conservatrice tedesca (Controcorrente, pagg. 415, Euro 30,00) 

Durante la Repubblica di Weimar, centinaia di pensatori, teorici e personalità politiche fecero parte di quel vasto movimento di pensiero e azione, diviso in molteplici correnti e tendenza, definito, dopo il 1945, Rivoluzione Conservatrice e che raccoglieva gli avversari del Trattato di Versailles. La Rivoluzione Conservatrice ha anticipato molti temi che oggi sono all'ordine del giorno, in particolare la critica frontale all'economia pervasiva che, con l'ossessione del denaro e della produzione, vorrebbe trasformare il mondo con un livellamento egualitario, disfarsi dei legami organici e delle strutture differenziate e cedere progressivamente spazio all'utilitarismo e all'egoismo individuale, all'urbanizzazione selvaggia, alla deruralizzazione, all'anonimato di massa. Alain de Benoist qui presenta quattro figure emblematiche di questa Rivoluzione: Werner Sombart, Arthur Moeller van den Bruck, Ernst Niekisch, Oswald Spengler.

PERSONAGGI

Raffaele Liucci, Leo Longanesi, un borghese corsaro tra fascismo e Repubblica (Carocci, pagg. 176, Euro 16,00)

Dal ’43 al ’57 lo scrittore, giornalista ed editore Leo Longanesi, nato nel 1905, visse l’ultimo e febbrile spicchio della sua breve esistenza. Presto affiancato da Indro Montanelli, Giuseppe Prezzolini e Giovanni Ansaldo, si trasformò nel più arguto megafono di quei connazionali passati dal fascismo al post-fascismo, senza mai farsi “contaminare” dalla Resistenza. La sua casa editrice, fondata a Milano nel ’46, esibirà un catalogo di libri revisionisti ante litteram, mentre “il Borghese”, la rivista politicamente scorretta da lui lanciata nel ’50, diventerà uno snodo fondamentale della «destra carsica», riabilitata soltanto nel ’94 da Berlusconi. Frutto di un ricco spoglio di carteggi, diari e altri documenti inediti, il libro di Raffaele Liucci ci restituisce il variopinto mosaico longanesiano, tra regime littorio, guerra civile e Repubblica. Con particolare attenzione all’evolversi dei modelli giornalistici e intellettuali incarnati anche dal suo brillante erede, Indro Montanelli: destinato a diventare il più ascoltato divulgatore di storia patria dai tempi di Cesare Cantù.

CLASSICI

Ezra Pound, Dal naufragio di Europa. Scritti scelti 1909-1965 ( Neri Pozza, pagg. 652,  Euro 28,00)

Questa ampia antologia degli scritti in prosa di Ezra Pound è la sola che l'autore abbia fatto in tempo ad autorizzare tre mesi prima della morte. Che tratti di poesia, di religione o di economia, la sua voce parla "dal naufragio di Europa", dalla "terra devastata" della cultura occidentale, che forse nessuno come lui ha attraversato con assoluta lucidità e altrettanto assoluta visionarietà. Solo Pound - ha detto una volta Eliot - è capace di vedere tutte le figure del passato come contemporanee: Omero e Cavalcanti, Dante e Mussolini, Mani e Browning, Persefone e Woodrow Wilson, Confucio e Arnaut Daniel sono per lui ugualmente vivi e ugualmente significanti. Per questo l'ABC dell'economia non è meno importante dei principi dell'arte della poesia e la critica, tuttora attuale, del sistema bancario, "che strozza i popoli attraverso la moneta", va di pari passo in queste pagine con una limpida introduzione agli assiomi della religione e della filosofia. Che il poeta che aveva percepito con più acutezza la crisi della cultura moderna abbia dedicato un numero impressionante di opuscoli alla critica della "denarolatria" e dell'usura è, in questo senso, perfettamente coerente. "Gli artisti sono le antenne della specie. Gli effetti del male sociale si manifestano innanzitutto nelle arti. La maggior parte dei mali sociali sono alla loro radice economici".

TRADIZIONE

Andrea Verdecchia, I miti italici. Dei, eroi e luoghi sacri dell’Italia antica (Il Cerchio, pagg. 392, Euro 27,00)

 I Miti Italici è stato ideato per rendere disponibile ad un ampio pubblico i racconti tradizionali che riguardano l'Italia antica e le sue genti. Dopo un'introduzione in cui è inquadrata la questione sull'effettiva esistenza di una mitologia italica, sia passa ad esaminare gli dèi, partendo dai dodici dèi maggiori del pantheon greco-romano, passando poi per le figure divine che trovano corrispondenza nella tradizione italica. Vi è poi spazio per l'esposizione di miti minori che riguardano le più remote antichità dell'Ocidente e dell'Italia in particolare. Il resto dell'opera è suddivisa in cicli narrativi che espongono le vicende delle più importanti epopee della letteratura classica: si parte dal Ciclo Troiano, che espone le vicende alla base della gran parte dei miti classici, per poi passare al Ciclo Italico, dove sono narrati i più autentici miti italici, infine si giunge al Ciclo Romano, in cui sono esposte le origini mitiche della città che renderà grande l'Italia. 

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Kaiten Nukariya,  La religione dei samurai (Edizioni Mediterranee, pagg. 249, Euro 22,50)

Nel 1913, una dozzina di anni prima del celeberrimo tentativo di D.T. Suzuki di proporre il Buddhismo all'Occidente con la sua opera fondamentale “Saggi sul Buddhismo Zen” (1927-1934), un altro importante studioso giapponese provò a fornire una lettura "nazionale" di questa religione, e dello Zen in particolar modo, che fosse tuttavia comprensibile e, nel contempo suggestiva, anche per il lettore straniero. Ecco che il saggio "La religione dei samurai" di Kaiten Nukariya, che qui si presenta in prima traduzione italiana e che venne molto apprezzato da Julius Evola, si attesta come un prezioso documento dal triplice valore: politico, religioso e storico. Partendo da un dettagliato resoconto sulla nascita e sulla diffusione di questa religione, l'Autore mostra come lo Zen possa essere una forma vitale per cimentarsi con l'esistenza, sia da unpunto di vista strettamente spirituale, sia pratico. In appendice, è inclusa la traduzione dello stesso Nukariya del Gennin-ron (L'origine dell'Uomo) del cinese Tsung Mih (774-841), che egli utilizza quale sostegno per le proprie tesi sul Buddhismo Mahayana e la sua corrente Zen.

STORIA

Michel De Jaeghere,  Gli ultimi giorni dell'Impero Romano (Leg, pagg. 624, Euro 34,00)

Senza dubbio il crollo della civiltà romana non ebbe né i tratti uniformi né la coloritura romantica con i quali è stato ammantato nella storiografia e nella letteratura, che si sono occupate per secoli di questo immane passaggio epocale. La scomparsa dell'Impero Romano d'Occidente fu il risultato di un'invasione violenta del territorio entro il limes da parte di popoli che volevano appropriarsi della sua ricchezza senza adottare le sue regole sociali, politiche, giuridiche. Tale processo produsse un disastro di difficile paragone rispetto ad altri accaduti nella storia. Nel corso di una narrazione densa di drammaticità, senza risparmiarci sorprese di ogni tipo e con sfoggio leggero di una vastissima cultura in materia, Michel De Jaeghere mette in rilievo le grandi figure di Teodosio, Stilicone, Alarico, di Galla Placidia, Attila o di Ezio, e ricostruisce il secolo decisivo del passaggio tra l'irruzione dei Goti nel 376, e l'epilogo imperiale, cento anni dopo, di Romolo Augusto. Il libro descrive in un epico affresco la società e le istituzioni della tarda antichità romana, il processo di avvicinamento e di presa di possesso del territorio e del potere da parte dei barbari, ne analizza il lungo tramonto esaminando l'ascesa dei popoli germanici, senza trascurare gli aspetti salienti di storia militare, politica, economica che ridussero le autorità romane all'impotenza.

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Pier Arrigo CarnierCosacchi contro partigiani. Friuli occidentale 1944-1945 (Mursia, pagg. 158, Euro 16,00)

Furono decine di migliaia i cosacchi che giunsero nel Friuli occidentale e in Carnia tra il luglio del 1944 e l'aprile del 1945. Mandati dai nazisti in cambio di un'azione di repressione antipartigiana, vi installarono presidi misti, sul modello dei loro villaggi, le cosiddette stanitse, portando in Italia, assieme a morte e distruzione, usi e tradizioni dalle lontane terre russe. Fino alla fine della guerra quando, ritiratisi in Austria e arresisi ai britannici, in esecuzione alle decisioni prese da Roosevelt, Churchill e Stalin a Yalta, furono consegnati ai sovietici e deportati nei campi di concentramento in Siberia. Un saggio storico che, attraverso documenti inediti e fotografie d'epoca, indaga sui fatti e sulle vicende che sono alla base del collaborazionismo russo, sorto a Est nel 1941-1942, che raggiunse la consistenza di un vero esercito utilizzato dai tedeschi in varie zone d'operazione dell'Europa occupata.  

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Joseph Goebbels, Diari 1944-1945 (Thule, pagg. 344, Euro 30,00)

Gli ultimi due anni di guerra vengono vissuti mediante i pensieri del Ministro della Propaganda del Reich, che, mentre i nemici avanzavano da oriente e da occidente, correva sempre più spesso al capezzale del Fuhrer e del Terzo Reich morente. Le considerazioni di Goebbels spaziavano da temi di politica interna a previsioni sulla futura spartizione del mondo da parte delle nazioni vincitrici e prossime nemiche mortali. Il Ministro prevedeva la fine della potenza britannica, accusando di cecità Churchill, incapace di limitare l’abbraccio mortale americano; criticava aspramente gli Stati che ondeggiavano nel loro atteggiamento – Spagna, Portogallo, Argentina -, stretti nella morsa fra paura e opportunismo; impietoso era il giudizio sul Fascismo italiano e sul Duce, accusato apertamente di tradimento. Tra i gerarchi nazisti, il bersaglio preferito era Goering, accusato per il suo stile di vita lussuoso e per la penosa conduzione della Luftwaffe; altro bersaglio lo Stato Maggiore della Wermacht, che andava riformata secondo il disegno di esercito nazional-popolare proposto a suo tempo da Rohm.

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Domenico Lo Iacono, Il fascismo clandestino in Sicilia 1943-1946. Dalla battaglia di Gela al movimento dei Non si parte (Nuova IPSA, pagg. 380, Euro 15,00)

Il volume “Il fascismo clandestino in Sicilia”, dedicato ad un’accurata rivisitazione della presenza operativa dei fascisti siciliani nei due anni successivi allo sbarco degli angloamericani è opera di Domenico Lo Iacono che a una lunga attività di docente (dal 1973 presso la cattedra di Storia contemporanea della facoltà di Scienze politiche dell’ Università di Palermo) ha affiancato l’impegno politico come consigliere provinciale del MSI e quello sindacale come segretario regionale della CISNAL per un decennio. La ricostruzione dei fatti è capillare: dall’invasione anglo-americana e dalla conquista completa  della Sicilia ( senza dimenticare le stragi da questi compiute nell’isola ) l’autore esamina  il fascismo clandestino nelle  province di Trapani, Agrigento,Catania, Messina, Enna, Siracusa, Caltanisetta. L’importanza del testo è  limitata alla scrupolosa ricostruzione degli avvenimenti   che “per la notevole capacità interpretativa e per la decisiva adesione ai documenti” viene indicata, nella sua prefazione dal Professor Giuseppe Parlato come “la ricerca … la più aggiornata e la più equilibrata” sull’argomento. Come chiarisce il professor Parlato nella ricordata prefazione, il fascismo siciliano  clandestino, che nasce ancor prima del 25 luglio, ha la capacità di collegarsi con forze diverse ( dagli anarchici ai comunisti che non avevano accettato la stalinian togliattana “ svolta di Salerno”) ed  è prodromico alla nascita del Movimento Sociale Italiano.

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Anonimi d’Ungheria, Memorie d'Europa. La Rivoluzione Ungherese (23 ottobre – 9 novembre 1956) (Il Cerchio, pagg. 280, Euro 28,00)

La rivolta di Budapest inizia il 23 ottobre 1956 con le manifestazioni degli studenti della capitale d’Ungheria; termina il 9 novembre 1956, quando i carri armati sovietici schiacciano la resistenza popolare. Gli ultimi documenti dell’Ungheria libera datano 12 novembre 1956. Dopo 60 anni per la prima volta in italiano, come in una ucronica diretta radiofonica, il racconto ancora largamente rimosso di uno snodo storico della storia europea del XX secolo, che gettò i primi semi della crisi del comunismo sovietico, consumatasi 33 anni dopo. Con fotografie inedite della Rivoluzione ungherese.

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Francesco Carlesi, Craxi. L’ultimo statista italiano (Circolo Proudhon, pagg. 133, Euro 13,00)

A tanti anni dalla scomparsa Bettino Craxi rimane sicuramente una delle figure più  interessanti e dibattute del nostro tempo. Se si vuole capire a fondo il panorama politico italiano della Prima Repubblica, nella fase calda che abbraccia il periodo 1976 (anno della sua elezione a segretario) – 1994 (anno della definitiva sconfitta, nel pieno degli scandali di Tangentopoli) non si può prescindere dalla sua figura. Craxi fu, nel bene e nel male, indiscusso protagonista di una stagione i cui postumi hanno condizionato e condizionano in maniera indelebile la politica: si pensi solamente all’ascesa di due figure come Silvio Berlusconi ed Antonio Di Pietro, le cui storie si intrecciano indissolubilmente con quella dell’ex leader del Psi. Questo saggio, ampliato in appendice dai discorsi più significativi del leader socialista, riscopre con un approccio nuovo la vita e l’operato di questo “animale politico”, esponente dannato di una classe dirigente che, con tutti i suoi errori, si dimostrò  comunque capace di assicurare un ruolo industriale al Paese, nonché  un primato internazionale che garantì alcuni spazi autonomi in politica estera.

SCIENZA

Konrad Lorenz, Intervista sull’etologia – a cura di Alain de Benoist (Oaks, pagg. 154, Euro 14,00)

Il premio Nobel per la medicina e la fisiologia Konrad Lorenz, fondatore della moderna etologia scientifica, intervistato dal raffinato intellettuale francese Alain de Denoist. È più importante l'istinto o l'apprendimento nel determinare il comportamento umano? In un momento di grande incertezza, in cui vengono messi in discussione opinioni e giudizi tradizionali, questo libro aiuta a chiarire i termini della discussione, fornendo in maniera chiara e puntuale argomenti a favore di una visione del mondo rispettosa dei principi che regolano armoniosamente il mondo animale.

IMMAGINARIO

Beatrice Luca, Robot. Il grande atlante visivo sul robot, dall'antica Grecia alle intelligenze artificiali  (24 Ore Cultura, pagg. 272, Euro 35,00)

Fin dall'antica Grecia, l'uomo tenta di costruire una copia di se stesso. L'invenzione della replica di sé è il punto in cui noi umani ci siamo sentiti più vicini a dio. Il volume di Beatrice Luca è un atlante visivo sui prodotti culturali intrisi di robotica, dal "Servo automatico" di Filone di Bisanzio, al robot tamburino di Leonardo da Vinci; da Frankenstein a Isaac Asimov e Philip Dick, l'inventore dei replicanti; Dai Daft punk ai Kraftwerk, la band che si faceva sostituire da manichini; da "Metropolis" di Fritz Lang a "Her" in cui il protagonista si innamora di un computer; Da Astro boy fino ai supereroi americani della Marvel e a quelli giapponesi, Mazinga e Jeeg robot d'acciaio. E oggi che esiste il computer, vero robot dell'era contemporanea, quello vecchio di latta e acciaio ha assunto un irresistibile sapore vintage che lo rende ancor più affascinante e caro.

CINEMA

Giuseppe Sansonna, Hollywood sul Tevere. Storie scellerate (Minimum Fax, pagg. 145, Euro 16,00)

Dietro i magnifici film che trasformarono una nazione uscita a pezzi dalla guerra in centro propulsivo dell’immaginario mondiale si celano incredibili vicende di vita vissuta, sospese tra squallore e magnificenza. Grandi registi, produttori megalomani, attrici viziose e comici nazionalpopolari in possesso di inconfessabili segreti. La grazia demoniaca di Tina Aumont, Alighiero Noschese reclutato dalla P2, la bravura patologica di Gian Maria Volonté, Gualtiero Jacopetti e l’Fbi, il titanico Salvo Randone ridotto in miseria, Tognazzi che offre la propria visceralità alle eresie di Marco Ferreri… esistenze trasversali, che somigliano a sceneggiature non ancora girate. Mentre l’immaginifico Fellini condivideva il teatro 5 di Cinecittà con l’iconoclasta Carmelo Bene, Elio Petri conquistava l’Oscar per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Hollywood sul Tevere racconta la vitalità, la bellezza, l’abiezione, la follia e la grazia di un mondo forse perduto per sempre.

RIVISTERIA

E’ uscito il n. 333 di “Diorama”

In questo numero:

IL PUNTO

I nuovi mostri [su Putin e Trump] (Marco Tarchi)

LABORATORIO

Le opinioni di Alain de Benoist

Il burkini, uno strumento di diversione

Da Marine Le Pen a Donald Trump

Colpi di Stato, terrorismi e guerre civili

I difetti delle primarie

Regioni, nazioni, europa

La fine del capitalismo

L'altra grande sostituzione: le macchine e l'uomo

Contro il governo dei giudici e degli esperti

Precarietà e povertà: bombe a scoppio ritardato

Le destre e l'abominevole modello Thatcher

La funzione benefica dei limiti

Sguardi sull'attualità

L'islam, il terrorismo, l'Europa

ATTUALITA'

Diana Johnstone: Hillary Clinton. La regina del caos (intervista)

OSSERVATORIO

Il populismo in Europa e il rischio di analisi deformanti

In Austria gli allievi di Haider avanzano con la ricetta Le Pen (Tarchi)

Attenzione a giocare con le ombre (Marco Tarchi)

Papa Francesco, gli immigrati e gli scarabei (Giuseppe Giaccio)

L'INTERVISTA

2016: radiografia di una crisi globale (Marco Tarchi)

Il Movimento Cinque Stelle alla prova del governo locale (M. Tarchi)

OPINIONI

I perché di un "no" al referendum (Giuseppe Del Ninno)

Centralismo e riduzione degli ambiti di sovranità popolare nella riforma Boschi-Renzi (Guglielmo Cevolin)

RIVISTE

Eléments 161 e 162, Krisis 44 e 45

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