Evento a Firenze

La magia di Tolkien e del Maggio Musicale; miscela per un trionfo.

Al Mandela Forum la proiezione del film tratto dal capolavoro di Tolkien con le musiche dal vivo.

di Domenico Del Nero

La magia di Tolkien e del Maggio Musicale; miscela per un trionfo.

La compagnia del'Anello. Piero Parolini - TerraProject - contrasto.

Non è certo una novità, per una grande orchestra e un grande coro come quelli del Maggio Musicale Fiorentino, regalare emozioni al proprio pubblico. Ma quello che è successo ieri sera al Mandela Forum di Firenze, in un ambiente e con una platea almeno in buona parte diversi da quello solito del teatro dell’Opera, è stato qualcosa di nuovo e straordinario. Una scommessa che poteva suscitare qualche perplessità  e che è stata invece stravinta: La proiezione (in Inglese con sottotitoli in Italiano) del film la Compagnia dell’Anello,  il primo dei tre film tratti dalla straordinaria trilogia Il Signore degli Anelli  di John Ronald Reuel Tolkien per la regia di Peter Jackson, con  l’esecuzione dal vivo della colonna sonora composta da Howard Shore.  Un complesso orchestrale e corale davvero grandioso, con il coro delle voci bianche e il soprano Kaitlyn Lusk;  maestro del coro Lorenzo Fratini, direttore d’orchestra Shih-Hung Young.  Il coordinatore artistico dell’Opera di Firenze Pierangelo Conte aveva in effetti annunciato questa nuova, straordinaria iniziativa, che sta riscuotendo un grande successo di pubblico in tutto il mondo, per “avvicinare il teatro dell’Opera a un pubblico diverso del consueto. Una strategia sicuramente vincente: il pubblico del Mandela Forum era composto in larghissima parte da giovani , che hanno tributato all’orchestra e al coro del Maggio una chiassosa ed entusiastica standing-ovation, meritatissima sino all’ultimo applauso. Un pubblico che è accorso numeroso,  rumoroso vivace  che però sin dai primi accordi e dalle prime immagini, si immerso in un silenzio quasi mistico nell’ascolto e nella visione, immergendosi nell’epica tolkieniana in un silenzio davvero religioso. Le musiche di Shore, già di per sé bellissime,  dotate di un tocco wagneriano non eccessivamente marcato ma presente soprattutto nell’uso di alcuni leitmotive, hanno acquistato nell’ esecuzione dal vivo una forza una forza e una capacità di suggestione sconosciute: un vero e proprio golfo mistico che ha sottolineato i messaggio, sempre molto forti e coinvolgenti, che vengono dall’opera del grande scrittore cattolico inglese e che non posso essere assolutamente ridotti a una “fiaba” o a un semplice Fantasy. L’opera di Tolkien è infatti senza ombra di dubbio l’epica di un XX secolo che ha conosciuto veramente gli abissi della malvagità umana (e non solo quelli di cui comunemente si parla); ma  l’invito a difendere valori quali la comunità, l’appartenenza, la terra dei Padri, l’amicizia e la fratellanza d’armi,  la bellezza e la lotta senza quartiere  al male sono espressi con la forza di un vero poema epico, insieme alla componente, tutta cristiana,  dell’eroismo che non nasce solo e tanto da caratteri eccezionali, ma che si può trovare anche in personaggi umili e all’apparenza irrilevanti. Il vero eroismo, insomma, è la capacità di resistere al male e di rispondere alla chiamata quando essa arrivi: accettando di combattere la battaglia che i tempi ci assegnano, anche e soprattutto quando non ci piacciono.

Il messaggio, fortissimo nella saga tolkieniana, traspare tutto sommato fedelmente anche nel bellissimo film di Jackson.  L’esecuzione delle musiche, caratterizzata da una tensione mai “sopra le righe” e anche dalla sottolineatura di alcuni momenti di grande dolcezza, ha mostrato un’orchestra e un coro (anzi, due) in piena forma e perfettamente all’altezza di una sfida sicuramente desueta, in un perfetto impasto di voci e suono dovuta anche all’ottima concertazione del maestro Shih-Hung Young,   anche se l’acustica del Mandela non era forse la più indicata per un evento del genere.  E il pubblico entusiasta del Mandela potrebbe adesso fare il passo successivo e venire a trovare la “grande musica” anche nel teatro, scoprendo che essa non si trova solo nei film  ma anche nelle opere e nei concerti: patrimonio di una cultura e tradizione antiche e nobilissime, in grado di dare ancora emozioni profonde perché eterne, e che vanno preservate (senza farne esclusive o feticci) dall’oscuro signore di una modernità che sembra consacrarsi solo all’effimero e spesso e volentieri alla negazione della bellezza.

Un evento sicuramente memorabile: peccato che ci sia una sola replica stasera alle 20. Ma nel 2017 ci saranno anche gli altri due film della Trilogia, sempre al Mandela e sempre con il Maggio. Una doppia magia, a cui abbandonarsi con fiducia e diletto.

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