Pacchi e pacchetti

Negozi pieni da Foppolo a Poggioreale. E la crisi?

Volti sorridenti e felici che escono dalle botteghe. Sarà vero?

di Massimo Melani

Negozi pieni da Foppolo a Poggioreale. E la crisi?

Georges Courteline, drammaturgo francese, soleva dire: “Perché l’intelligenza umana ha dei limiti, e la stupidità no?”

E di tale frase si sono appropriati giornali e Tv, studi quantitativi e qualitativi (sondaggisti).

Credono fermamente che il cittadino italiano sia un emerito deficiente e stupido, che è ancor peggio!

Ci propinano servizi e previsioni da Paese del Terzo Mondo, con milioni e milioni di poveri, senza tetto e rovinose cadute di piccoli imprenditori.

Poi, usciamo di casa ci avviciniamo al centro città e una lunga fila ci dà misteriosamente il benvenuto. Macché c’è la crisi…e che crisi! Chi vuoi voglia entrare nei negozi, il pensionato, l’operaio o l’impiegato? Saranno davanti alle vetrine schiumanti di rabbi perché non possono oltrepassare la miracolosa soglia dello shopping.

Poi, dopo minuti di estenuante ricerca trovi un parcheggio e ti accorgi che i negozi sono pieni zeppi.

"Se, se, ti domandi, faranno solo perder tempo alle commesse". E ancora una volta sei miseramente smentito da volti sorridenti e felici che escono dalle botteghe ricolmi di pacchi e pacchetti.

E’ qui che ti domandi se hai letto e ascoltato con attenzione i servizi sulla povertà in Italia, sui grandi problemi finanziari che la stanno inginocchiando.

Preso dall’atavico furor toscano, devi in ogni modo verificare se ciò si sta manifestando nella vicina citta confinante o nella metropoli in cui abita un tuo collega di lavoro.

E tutti ti dicono che i negozi sono pieni ecc.

Gli italiani da Foppolo a Poggioreale sembrano non sentire i morsi della crisi che attanaglia il Paese.

Insomma, a giudicare dalla folla di persone in fila alle casse dei supermercati e botteghe varie nei cuori dello shopping natalizio, sembra proprio che l'avvicinarsi della notte di Natale si stia dimostrando più forte dei tagli e controtagli previsti.

Allora, te ne torni con cuore più leggero a casa, mentre la radio imperterrita pare richiamarti all’ordine pre-costituito: “In Italia siamo sempre più poveri. La disuguaglianza tra ricchi e poveri ha raggiunto il suo livello più alto degli ultimi 30 anni”.

Chi avrà ragione?

 

 

 

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    5 commenti per questo articolo

  • Inserito da Bolscioi il 23/12/2015 14:21:46

    Bellissimo pezzo

  • Inserito da bea il 23/12/2015 13:57:37

    Questo articolo mi piace, una osservazione pungente! Proprio ieri al supermercato, al mercatino, mi sono chiesta: ma come mai? La gente compra, mi sono sentita quasi "povera" con i miei 10 pezzi nel carrello e i vicini? Carrelli pieni zeppi e si vede clienti con 2!! La "crisi" certamente c'è, quando leggo che 1 professore (precario) su 3 non era pagato da settembre... E poi tante persone che non arrivano fino alla fine del messe con i pocchi soldi, pensionati, precari, disoccupati, risparmiatori truffati... la lista sarebbe lunga. Ma non sono loro che vediamo con i carrelli pieni zeppi...

  • Inserito da C.stoiano il 23/12/2015 13:18:43

    Pienamente in accordo con cris

  • Inserito da Paola il 23/12/2015 13:15:39

    Cris. Ma cosa caspita dici. Si vede che non sei abituata ai problemi di tutti igiorni. Io lavoro da solo in casa e mio marito con tre ernie non può operarsi xchê non ci sono posto in ospedale. Torna sulla terra

  • Inserito da Cris il 23/12/2015 10:04:09

    Sta' diventanto una moda anche la crisi, perche' all'Italiano piace vivere bene e non accetta adeguarsi ai piccoli profitti. Un popolo abituato solamente a lamentarsi e quello che fanno vedere i media non e' altro che rubbish per poi far vedere che i politici si stanno impegnando a migliorare la nosta " Nazione" . Se,se ! Se la gente cominciasse a lavorare partendo dai lavori comuni come hanno fatto i nostri antenati sarebbe piu' dignitoso che andare a giro a dire che sono senza lavoro ma hanno tutte le comodita' di questa vita. Chi ha ragione? Basta guardarsi attentamente intorno e la risposta e' presto data.

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