Premier e magistratura

Matteo Renzi e il conflitto d'interessi davanti agli occhi di tutti

Intanto le opposizioni si preparano al voto di sfiducia affermando che il Presidente del Consiglio e il suo entourage sono un insieme di interessi personali e professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità...

di Massimo Melani

Matteo Renzi e il conflitto d'interessi davanti agli occhi di tutti

Il duo delle meraviglie: Cantone e Renzi

Certo che ‘sti magistrati te li ritrovi proprio dappertutto.

In televisione, sui giornali, on line e, immancabilmente, in Parlamento.

E Renzi approfitta di questa enorme esposizione di toghe e si circonda di paladini della giustizia per risanare la sua propria effigies maltrattata dalle polemiche che crescono come funghi.

Infatti, Cantone, diventa per il Premier il magistrato unico e intoccabile preposto senza concorrenza alcuna a presiedere sull’anticorruzione.

E da faina, tipicamente delle zone di Rignano sull’Arno, tiene a specificare : “Vorrei che l'arbitrato fosse gestito non dalla Consob, non da Bankitalia, ma dall'Autorità nazionale anticorruzione di Cantone, un soggetto terzo, autorevole”.

Insomma, da un amico, e al diavolo il conflitto d’interessi, tanto in Italia comanda lui e se la cosa fa storcere il naso chi se ne frega.

Intanto le opposizioni si preparano al voto di sfiducia affermando che il Presidente del Consiglio e il suo entourage sono un insieme di interessi personali e professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che farà venire meno a causa degli interessi stessi in causa.

Cantone, nel frattempo, prende con gioia la proposta del suo capo rendendosi conto dei progressi fatti a livello carrieristico.

Poi, parliamoci chiaro, abbiamo mai visto un Capo di Governo così portato a mantenere con la magistratura un rapporto tanto amichevole?

Eppure il buon Renzi mesi orsono ha tentato di imporre il taglio delle ferie ai giudici, una riforma della giustizia che comprendesse l’abbassamento dell'età pensionabile, una nuova e più seria responsabilità civile, ma nonostante tali rappresaglie le toghe non hanno creato problemi altisonanti, sì al massimo qualche dichiarazione da parte di esponenti di magistratura democratica, niente di più. Le opposizioni da tempo si domandano il perché.

Eiusdem modi, abbiamo notato come il procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi stia indagando su Banca Etruria e parallelamente si spertichi in valutazioni giuridiche in quel di Palazzo Chigi.

Riporta Il Giornale a firma Anna Maria Greco : “ Per restare nel campo delle banche in crisi, anche uno dei pm titolari delle indagini su Monte dei Paschi di Siena, Aldo Natalini, è entrato nella Commissione per la riforma dei reati agroalimentari, istituita dal Guardasigilli Andrea Orlando e guidata dall'ex procuratore di Torino Gian Carlo Caselli. Il magistrato finì indagato a Viterbo per violazione del segreto istruttorio, quando fu intercettato mentre spiegava le strategie legali e i punti deboli della delicata inchiesta sulla «Banca rossa» all'amico avvocato Samuele De Santis, già finito ai domiciliari per estorsione. Gli indicava eventuali eccezioni cui fare ricorso se fossero stati coinvolti i vertici del Pd, ma in un paio di mesi fu tutto archiviato come «chiacchiere tra amici». Ora Natalini è consulente del Guardasigilli (sembra a titolo gratuito) e anche del ministero delle Politiche Agricole. C'è poi Giuseppe Fanfani, eletto laico del Csm su indicazione di Renzi e della Boschi, già sindaco di Arezzo e legale di Banca Etruria, il cui studio ora passato al figlio difende uno dei dirigenti sotto inchiesta insieme al padre del ministro per le Riforme. Inevitabile il sospetto che le conoscenze siano mirate, i rapporti utili, le promozioni manovrate per tessere una grande tela a protezione del sistema renziano di potere.”

Mah che dire…

Del conflitto d’interessi riguardo Silvio Berlusconi si è parlato per anni attraverso insulti, accuse, imbarazzanti intercettazioni, sospetti che hanno fatto da cornice al periodo del Cavalier donnaiuolo. In era renziana il problema si ripresenta, ma il buon matteino ha alleati di ben altro spessore di quelli dell’uomo di Arcore. . 

 

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