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A cosa può essere paragonato?

Ti ricordi quanto soffristi per prendere la patente di guida?

Ognuno ha avuto la sua esperienza di fronte a un trauma emozionale

di Il Melo

Ti ricordi quanto soffristi per prendere la patente di guida?

Si suole dire che ognuno di noi ha un punto di svolta importante nella propria vita: la nascita del primo figlio, la crisi dei 40anni, l’acquisto della prima casa, il giorno in cui decidiamo di tagliarci la barba per tornare a essere meno brutti o quell'esperienza vicina alla morte di quando siamo rimasti per circa 50secondi senza fiato per un osso di pollo alla gola; tutte esperienze che ci fanno pensare alla nostra esistenza. 

Tuttavia, i momenti sopra ricordati impallidiscono di fronte al vero momento cruciale della nostra vita; quello che separa il bambino dall'uomo, che forgia la volontà di ferro e lo spirito di sacrificio e che ricorderemo come la più grande impresa di sempre: ottenere la patente di guida.

Davanti a qualsiasi trauma personale, ognuno ha le proprie esperienze. Ma, esiste una serie di punti in comune, in cui tutti si riconosceranno se hanno superato l’ostacolo di accaparrarsi la patente di guida.

A)   Dopo un lungo e approfondito studio di mercato, deciderai per un'autoscuola ben precisa. Il problema è che, poche ore dopo aver formalizzato il tuo numero di matricola, gli amici e molto probabilmente tuo cugino ti diranno che quella scelta è massificata, che gli insegnanti sono antipatici e che ne esiste un'altra molto più economica ove è certo che passerai senza dover studiare tanto.

B)   Come in una disputa tra cattolici e protestanti, prima di arrivare alla santificata patente, t’ imbatterai in due chiese completamente differenziate: quella di “ Studiati subito il libretto” e quella di “ Farà tutto l'autoscuola e solo con i test capirai se veramente sei portato per la guida”.

C)   Partirai come un razzo per memorizzare tutti i segnali stradali. Quando riceverai la patente, non ne ricorderai più del 20%.

D)   E più dell’ 80%, dato approssimativo estratto da ricerche empiriche, di coloro che superano con successo le prove, non avranno alcuna idea di come diavolo si entra e si esce da una rotonda.

E)    Con totale certezza, ci sarà qualcuno che arriverà a dare l'esame di teoria conducendo l’auto della madre.

F)    Se presso l'autoscuola ci sono una Ferrari, una Maserati e una Jaguar:  1, non sei in un'autoscuola, ma in una concessionaria di automobili di lusso; 2, a te toccherà l'utilitaria gialla ed ammaccata conservata in fondo al garage e del quale nessuno ti aveva menzionato.

G)   Non saprai mai cos’è un quadriciclo leggero. Né prima né dopo aver letto il libretto.

H)   Le probabilità che il vostro insegnate dell'autoscuola si chiami Franco, Giovanni, Renzo, Alberto o Claudio, sono piuttosto alte. La probabilità, che ognuno di loro non abbia l’alito al profumo di gelsomino, sono altissime.

I)     Durante tutte le varie “prove pratiche di guida” ti domanderai come può il tuo docente salvarti da un incidente se solo lui ha determinati pedali. Tutti ce lo siamo chiesti. Nessuno lo sa realmente, ma ci fidiamo di qualche entità superiore che ci protegga.

J)     All'autoscuola non ti fanno mettere la benzina, e credimi, di ciò ne sentirai la mancanza.

K)   Pensa alla tua stazione radiofonica più odiata, quella che ti da il mal di testa solo se la ascolti tre secondi; bene, stanne certo, è quella che il tuo insegnante di guida ascolterà in tutte le sessioni di prove pratiche.

Ma non credere con l'autoscuola di avere finito tutto, perché questo passaggio esistenziale dividerà, da ora in poi, la società in differenti gruppi collettivi, in maniera irrimediabile:

-       Quelli del "io sono passato subito sia in teoria che in pratica alla prima”, che ovviamente sfrutteranno in qualunque occasione per farlo sapere, come il vegano che vuole far conoscere la sua scelta al mondo intiero, o la madre che non la smette di dire a tutti che il figlio è passato con il massimo dei voti.

-       Il gruppo di coloro che ci hanno messo un po’ di più. E racconteranno qualche immancabile aneddoto. Sì, te lo devi aspettare. Diranno come in quel periodo avevano anche altro da studiare e che soffrivano di attacchi di panico; che l’insegnante li aveva presi di mira e che quelle otto bocciature a fila all’esame di pratica sono state più che giustificate.

-       Quelli che ancora non hanno affrontato tale performance e che s’inventeranno di tutto pur di giustificare la loro decisione, come nel caso dell’amica del cuore che da anni afferma “Ma, in fin dei conti, che bisogno ho della patente? La gente cool che vive in città non l’ha mai presa. Hai bisogno della patente sei vivi a Londra o a New York? No, eppoi no! E siccome abito in provincia di Pistoia, non mi sono mai posta il problema!”

-        Vincitori, vinti e disertori di una battaglia comune che ci definirà come persone.

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