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L'automobile e le sue forme

Il '900 segna il trionfo delle macchine vere regine del trasporto in tutto il mondo

reve storia in tre puntate. Dalle carrozze agli yachts tutto comincia con un rapporto virtuoso fra Germania e Italia. III e ultima parte

di Piccolo da Chioggia

Il '900 segna il trionfo delle macchine vere regine del trasporto in tutto il mondo

Bugatti Super Lusso anni '30

Nel lontano 1884 fu J.K.Huysmans a celebrare le linee armoniose della locomotiva nel suo romanzo “A’ rebours”, seguito nel 1897 dal poeta Stéphane Mallarmé che scrive dell’automobile in termini simili con un titolo indicativo: “Sur le beau et l’utile”. I due Francesi anticipano di misura l’avanguardia italiana che, nel 1905, con “La nuova arma. La Macchina” del ligure Mario Morasso ha un primo scritto che pone le basi di quella che venne detta l’estetica della macchina.

Il formarsi dell’industria automobilistica procede ormai parallelo nel tempo alla rapida percezione del rivolgimento estetico causato dal nuovo veicolo a quattro ruote. In Francia nascono, nel 1891, la Peugeot, nel 1898, la Renault. In Torino nel 1899 è costituita la Fiat. Negli Stati Uniti del Nord America Henry Ford fonda la sua industria nel 1903.

L’automobile, che nasce in pratica durante la belle epoque, mutua da questo tempo affascinante e piuttosto “decadente”, complice anche la sua destinazione ancora ristretta, dovuta ai costi dell’acquisto e mantenimento, una certa ricerca dell’estetica.

Un disegno dell’automobile inteso come composizione di efficienza funzionale e armoniche proporzioni si affaccia, in quanto realtà ben definita, intorno al 1910/11 nel Nord America e in Europa, qui principalmente in Francia e a Torino.

Nel Nord America questo disegno è sviluppato da ingegneri interni alle industrie di automobili e si è svolto, almeno all’inizio, solo secondo linee di razionalità costruttiva e adattamento alla nuda funzione.

Questo criterio, mutuato dagli esempi dell’ingegneria ferroviaria e navale e reso quasi obbligatorio dai grandi numeri dell’industria d’oltreoceano, è senza dubbio una affermazione di stile e porta a costruzioni interessanti quali sono molte vetture americane avanti al 1914: l’estetica in esse non è cercata, ma è un effetto conseguente alla costruzione.

Anche in Francia e in Italia le automobili sono disegnate dagli ingegneri dell’industria in base a considerazioni di pura funzionalità. La clientela è però molto differente e ha maggiori pretese estetiche le quali si articolano in richieste di forme e destinazioni più varie.

Qualunque cultore di storia dell’automobile ha un bel da fare a ricordare tutte le possibili carrozzerie d’una vettura avanti al 1914: berlina, bateau, landeau, laudaulet, coupè. Alcune denominazioni sono tratte da quelle delle carrozze a cavalli e già fanno intuire quella realtà che si sta enucleando: non potendo, per ragioni evidenti di razionalità costruttiva, variare troppo forma esterna ed allestimenti interni d’una vettura in listino, le industrie, grandi ma non ancora gigantesche, commissionano ai maestri carrai per tradizione familiare o a nuovi intraprendenti artigiani che vedono nel nuovo veicolo il campo sul quale esercitare le loro capacità creative, la carrozzeria, o parti di essa, e l’allestimento di una particolare automobile a partire dall’autotelaio.

Nascono così, come sopra anticipato, intorno al 1911, i carrozzieri e con essi il disegno dell’automobile nel senso oggi inteso: in Francia, ma pure in Germania, in Gran Bretagna, Belgio e in Italia.

In Torino, la città italiana che accoglie più case automobilistiche e dove la tradizione di manifattura tecnica di alta qualità può risalire fino alla storica berlina a cavalli del 1670 dell’architetto de Chiese, vi sarà la massima evoluzione dell’arte. E tre, estremamente importanti, saranno per naturale conseguenza le caratteristiche generali di novità del disegno d’automobili alle quali dovranno uniformarsi nel tempo e ovunque anche le grandi industrie: la prima è che per esso l’estetica non è più solo l’effetto delle soluzioni costruttive e funzionali, l’estetica degli ingegneri, ma è ricercata di necessità con attenzione ai rapporti di proporzione, al raccordo delle linee e a tutti i particolari anche quelli apparentemente minimi.

In secondo luogo il disegno effettivo sui fogli dell’automobile progettata si avvicina per tecniche e idea conduttrice al disegno architettonico con l’uso abbondante di colori e l’impiego delle più varie viste in prospettiva.

Si ha, infine, pure la realizzazione di modelli in scala, in legno o gesso dell’automobile da costruire cosi come avviene da secoli per le costruzioni edilizie. L’automobile oltre ad essere una costruzione meccanica diviene pure un’architettura in movimento, come già lo sono stati lo slanciato clipper e la locomotiva.

 

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