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I Libri di Totalità

Rassegna mensile di novità librarie:Luglio 2014

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna mensile di novità librarie:Luglio 2014

La cover del libro

ITALIA

Enrica Perucchietti,  Il lato B. di Matteo Renzi. Documenti. Aneddoti. Interviste. Retroscena (Arianna, pagg. 80, Euro 7,90)

Con l’ultimo dei suoi equilibrismi politici, l’Italia ha visto consumarsi tra le mura del PD le dimissioni forzate dell’ex premier Letta e la consegna della poltrona a un altro membro del partito, quel suo stesso Segretario che fino all’ultimo rassicurava l’amico Enrico di «stare sereno».Ma chi è davvero Matteo Renzi? Da dove viene? Quali sono le sue reali intenzioni? Dove sono la discontinuità e le promesse di cambiamento? Chi sono gli uomini che hanno finanziato le sue costose campagne elettorali? Riuscirà a soddisfare le promesse o finirà ostaggio delle istanze europeiste? Leggendo le pagine di questo dossier scoprirete la lista dei suoi sostenitori, i legami con le élite internazionali, i segreti dei suoi collaboratori. E ancora, documenti, aneddoti, interviste, i retroscena della politica locale, i segreti della comunicazione efficace.

EUROPA

Alain de  Benoist A. -  Aleksandr Dugin, Eurasia. Vladimir Putin e la grande politica (Controcorrente, pagg. 144, Euro 10,00)

 Il progetto culturale e politico dell’Eurasia si pone come spazio geopolitico di civiltà, tradizioni, religioni, che convivono e si realizzano a difesa delle identità e del comune destino in opposizione al processo totalitario dell’occidentalizzazione. La sfida americana è una sfida globale. Dunque, anche la risposta deve essere globale. La Russia si è sempre considerata portatrice di una missione che va al di là delle sue frontiere. Per Aleksandr Dugin, il liberalismo e l’atlantismo sono completamente incompatibili con la identità russa. Il suo pensiero affonda le radici nell’insegnamento di filosofi e intellettuali che vanno da Oswald Spengler a Carl Schmitt, da Ernst Jünger a Martin Heidegger, da Julius Evola a René Guénon, da Nicolai Alexeiev a Piotr Savitsky, da Nicolas Trubetskoy a George Vernadsky, ai grandi teorici della geopolitica Rudolf Kjellen e Friedrich Ratzel. 

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Giulio Sapelli e Giorgio Vittadini (a cura di), Quale futuro per l'Europa? Percorsi per una rinascita  (Rizzoli BUR, pagg. 196, Euro 11,00).

  

Che cosa sta accadendo nel Vecchio continente dopo la crisi degli ultimi anni? Quali cambiamenti comporta in termini di governance delle istituzioni nazionali e transnazionali? Riflettendo sui fattori finanziari, sociali e politici che hanno portato alla crisi, gli interventi raccolti nel volume individuano le strade che possono restituire fiducia al tessuto economico e culturale che costituisce la forza del nostro Paese e che può rappresentare un modello per gli altri partner europei: dal ruolo che le famiglie possono avere nella ripresa ai modi più efficaci di investire in istruzione e capitale umano, fino alle strategie per costruire equilibri più solidi in Italia e in Europa. Esperti provenienti da diversi campi si cimentano in un dialogo ricco e stimolante e ci guidano attraverso i segni di novità e cambiamento che già oggi emergono nel nostro tessuto civile.

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Francesco Petrillo, Europa senza statualità - L’essere umano dei diritti nell’integrazione tra i popoli globalizzati (Solfanelli, pagg. 200, Euro 14,00)

 Tra le soluzioni possibili per la ricostruzione di un tessuto comune per l’Europa, quella di una più adeguata prospettazione teorica della questione dei diritti fondamentali dell’individuo — non solo dal punto di vista della giustiziabilità, quanto dal punto di vista della loro natura sostanziale e del loro fondamento, rintracciabile proprio nella tradizione cattolico-cristiana — sembra essere una delle più credibili, se approfondita nella direzione della ricerca di fonti attendibili.
Quest’ultima, infatti, ha costantemente attraversato le fasi storico-concettuali e concettuali-storiche di costruzione della casa comune europea. Può permettere di individuare le forme di salvaguardia democratica anche in un’Europa ancora senza statualità. Può partire dal tessuto concettuale connettivo di quei Paesi europei, forti di un vissuto caratterizzato dalla necessità di strutturare nuove e più adeguate istanze democratiche di partecipazione anche e specie tra individui residenti sul territorio europeo e entità giuridico-politico-finanziarie che, ai diritti — e alla tutela di questi ultimi — dai primi rivendicati, contrappongono obblighi spesso difficili da intendere dal punto di vista politico-sociale e della cittadinanza.
Completa il volume, in appendice, l’intervento del prof. avv. Carmine Romaniello, dell’Università di Llanos (Caracas), sviluppato — come precisa lo stesso giurista sudamericano — a partire dalla lettura di alcuni dei saggi di Petrillo, riportati in questo volume e pubblicati agli inizi del millennio. Il saggio di Romaniello, volutamente conservato nella lingua di origine, mostra al lettore italiano, quanto il problema europeo, dal punto di vista giuridico e politologico, prima ancora che politico, vada posto all’interno di una dimensione globale.


MONDO

Marcelo Gullo, Insubordinazione e sviluppo: appunti per la comprensione del  successo e del fallimento delle nazioni (Fuoco, pagg. 282, Euro 18,00)

Lo sviluppo economico rappresenta uno degli elementi costitutivi del potere  nazionale. Diversi Stati nel mondo, in particolare i Paesi occidentali, hanno  raggiunto nel corso della loro storia una condizione di sviluppo rinnegando  però alcuni dei principi tradizionali del liberalismo economico, soprattutto l’ applicazione del libero commercio, adottando un forte protezionismo economico.  Tuttavia, oggi gli Stati emergenti o sottosviluppati sono consigliati in  maniera totalmente differente dai Paesi più ricchi e da diverse Organizzazioni internazionali: per raggiungere il successo sarebbe necessaria una politica  ultraliberale. Tutti i Paesi sviluppati – a partire dagli Stati Uniti – una  volta entrati a far parte della struttura egemonica del potere mondiale e per  evitare l’emergere di possibili concorrenti sono diventati sostenitori del  liberalismo economico e del non-intervento dello Stato nell’economia,  conferendo all’idea di libero commercio l’apparenza di un principio scientifico  universale di economia e riuscendo a persuadere della sua fondatezza (politica  di subordinazione ideologica) molti popoli. Tale subordinazione ha permesso la  creazione di un sistema centro-periferia caratterizzato da una forte  assimetria, nel quale provengono dal centro le direttrici che regolano oggi le  Relazioni Internazionali.

ECONOMIA

Ettore Gotti Tedeschi, Amare Dio e fare soldi – Massime di economia divina (Fede & Cultura, pagg. 224, Euro 15,00)

Si può amare Dio e fare i soldi? A prima vista si direbbe di no. Più facile che un cammello passi dalla cruna dell’ago… Eppure le riflessioni contenute in questo libro, frutto dell’esperienza di vita dell’autore, mostrano che può esistere una via morale all’economia. Le massime e i pensieri raccolti nel volume nascono dall’analisi dell’uomo e dei meccanismi che guidano il suo agire economico e sociale, ma anche dalla meditazione della Parola di Dio e da un grande amore per la Chiesa e i fratelli. E dimostrano che quando l’economia non è intesa come scienza esatta che piega a sé la natura ma come strumento di produzione del Bene allora essa diventa anche “divina”, in grado cioè di condurre l’uomo alla realizzazione della sua felicità piena, che è maggior benessere per tutti sulla Terra e salvezza per ciascuno nell’eternità.

SOCIETA’

Filippo Di Forti, Immaginario della coppola storta - Approccio psicoanalitico alla mafia  (Solfanelli, pagg. 176 Euro 13,00)

La mafia è oscenità del potere, rifiuto del cambiamento e ha un viscerale rapporto con il territorio. Negazione del padre, sacralizzazione dell'immagine materna, mammasantissima, si struttura in una famiglia governata da un matriarcato perverso nella coesione tra fratelli per cui è nota anche come "fratellanza". Ribelle, conformista, fustigatore di costumi e, a un tempo, spacciatore di droga violento, feroce killer. Per il mafioso non ci sono spazi per i sentimenti, sostiene che per vivere ci vuole fegato. Le radici della mafia discoprono un immaginario della coppola storta, che rinasce sempre di nuovo da Maranzano a Matteo Messina Denaro.


TEMPI MODERNI

Costanza Miriano, Obbedire è meglio  (Sonzogno, pagg. 173, Euro 15,00).

Tutti cerchiamo il segreto della felicità. Qualcuno vorrebbe convincerci che si trova nell'assoluta libertà. E se, al contrario, quel segreto si nascondesse nell'obbedienza? Obbedienza a come la natura ci ha creati, alle regole di saggezza che i secoli hanno tramandato; obbedienza alla propria vocazione, ai consigli di chi ne sa, e perfino a quel marito o a quella moglie il cui amore forse è da riscoprire. I problemi, anche quelli più difficili, appariranno in una luce diversa e cominceranno a risolversi. Costanza Miriano racconta, con spirito vulcanico, la propria vita, frenetica e divertente - quattro figli, due lavori - e quella dei suoi amici molto speciali, che lei chiama la Compagnia dell'agnello.

                                                           

LETTERATURA

Giuseppe Ghini, Anime russe - Turgenev, Tolstoj e Dostoevskij  (Ares, pagg. 280, Euro 15,00)

Se in generale la grande letteratura è non solo una lavagna su cui riprodurre creativamente la realtà, ma uno strumento per indagarla e comprenderla, Turgenev, Tolstoj e Dostoevskij misero decisamente al centro delle loro opere personaggi di grande complessità e umanità, dando un contributo decisivo allo studio dell’Io. Lo fecero ognuno a suo modo, elaborando un personaggio-persona che anticipa le successive scoperte delle discipline dell’uomo, ma evitando le secche in cui queste cadono allorché muovono da un’antropologia parziale, riduttiva. I tre romanzieri si mossero così verso il recupero di un’antropologia tripartita dove, accanto alla sfera fisica e a quella psichica, emerge una sfera spirituale che consente l’inabitazione de! l divino nell’uomo. Solo l’esistenza di questa regione spirituale permette all’uomo di scegliere liberamente, di decidere responsabilmente sottraendosi ai condizionamenti dell’ambiente. Solo questa dimensione spirituale può spiegare il centro trascendente del personaggio, qualcosa che è nel personaggio ma che contemporaneamente lo supera. Lo supera dando vita a un amore benevolente, un amore che non nasce dall’uomo, ma che l’uomo può testimoniare ai suoi simili, restaurando la loro esistenza oltraggiata.

STORIA

Roberto Marraffa, Acropoli. Potere e religio nel mondo mediterraneo dalle origini all'età assiale (Universitas Studiorum, pagg. 354, Euro 16,00)

Prima che sorgesse il tempo, alle origini delle differenti culture dell’emisfero occidentale, la storia delle religioni registra al fondo della memoria il ricordo di un’epoca in cui uomo e animali sono stati tutt’uno, retaggio di una nozione o desiderio di un paradiso perduto, che si fonde con una fase di fondazione mitica,  di controllo rituale e di prima articolazione sociale del potere dell’uomo sull’uomo, caratteristica della “rivoluzione neolitica”. La scansione temporale con la quale il rapporto tra potere e “religio” viene seguito in relazione alle vicende delle cinque grandi aree del mondo mediterraneo presenti alla confluenza di Europa, Africa e Asia Minore, procede attingendo  ad una abbondante quantità di materiali archeo-storico-etno-antropologici prodotti dalla passione di insigni studiosi, precursori, classici e di scuola recente.
L’equilibrio tra sfera politica e sfera religiosa viene raggiunto dove c’è parità, indipendenza e collaborazione istituzionale tra l’assetto socio-politico e le strutture religiose espresse nei santuari e nelle celebri acropoli mediterranee, le cittadelle templari erette nel cuore delle città antiche. La teocrazia egiziana manifesta nelle piramidi la sua millenaria grandezza, mentre, nell’alluvio del Vicino Oriente, l’acropoli assume forme diverse da quelle delle città mediterranee, caratterizzate cioè da edifici templari edificati su terrazze artificiali, come quelle dell’Eanna di Uruk e delle numerose e favoleggiate ziqqurrat, rappresentando comunque la particolarità dell’assetto al tempo stesso fisico e simbolico identificativo delle città. La disciplina nascente dell’urbanistica accoglie le priorità dell’architettura sacra e dei palazzi del potere, per poi riprodurre negli insediamenti abitativi le forme locali di stratificazione sociale e politica.
Il testo offerto ai lettori media tra produzioni specialistiche e  genericità enciclopedica, sia al fine di una conoscenza di buon fondamento culturale che di individuazione del filo di Arianna che unisce i diversi percorsi seguiti dai popoli mediterranei,  a partire dalla storia e dalla grandezza del politeismo, per approdare all’età assiale caratterizzata dall’avvento delle religioni monoteiste universali.

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Livio Zerbini, Storia dell’esercito romano (Odoya, pagg. 272, Euro 18,00)

L'esercito romano, complessa "macchina" bellica dall'alto livello di specializzazione, faceva della disciplina e dell'addestramento rigoroso le sue armi migliori. Se la legione costituiva l'ossatura dell'esercito, le truppe ausiliarie ne rappresentavano il punto di forza. Con approccio scientifico e spirito divulgativo, Livio Zerbini dà alla luce un nuovo, moderno testo su uno degli eserciti più antichi e leggendari della storia, accompagnandoci in un percorso di scoperta volto a sfatare i tanti luoghi comuni associati alle caratteristiche e funzioni di queste milizie. Spesso si parla dell'esercito romano come di un organismo uniforme e immutabile, mentre Zerbini ce lo presenta soggetto a continue trasformazioni e innovazioni, tanto nella strategia e tecnica militare quanto nell'equipaggiamento e nella tipologia delle armi. Scopriamo così come la grande abilità bellica dei Romani sia da attribuire proprio a questo sapersi adattare con elasticità alle caratteristiche del nemico e alle peculiarità dei territori in cui si trovavano a combattere, nonché alla capacità di far tesoro delle sconfitte subite e degli errori compiuti. Dalla strategia espansiva dell'età repubblicana a quella difensiva dell'età imperiale, basata sulla costruzione di limes e castra, seguiamo gli sviluppi di un esercito meno imponente di quanto comunemente si pensi. 

                                                                       
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Nicholas Morton, Gli ordini religiosi militari (Il Mulino, pagg. 220, Euro 15,00)

Attorno al Mille, in un'Europa cristiana assediata a nord dai vichinghi, a est dagli slavi, a sud dall'islam, presero piede istituzioni che erano a un tempo ordini religiosi e fratellanze di cavalieri in armi. Accomunati da un ideale di lotta in nome della fede, furono protagonisti della conquista della Terrasanta, della riconquista della penisola iberica e delle crociate sul baltico. Templari, Cavalieri Teutonici, Ospitalieri, Cavalieri di San Lazzaro. Il volume traccia la storia di questi ordini sui diversi fronti, ne descrive l'organizzazione, ne segue la fortuna e l'evoluzione fino al processo dei Templari (1314).


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Guido Vignelli, San Francesco antimoderno – Il vero volto del Santo di Assisi (Fede & Cultura, pagg. 160,  Euro 12,80)

Chi fu san Francesco d’Assisi, Santo ispiratore di papa Bergoglio? Fu davvero un bislacco personaggio buonista e pacifista, ecumenico e filoislamico, ecologista e animalista, pauperista e rivoluzionario? O piuttosto si tratta di una grossolana e interessata falsificazione imposta da una propaganda (dapprima protestante, poi modernista e infine progressista) promossa da molti biografi, perfino francescani, e diffusa nelle masse da libri, giornali, romanzi, fumetti, commedie, musical, film e telefilm? Questo saggio confuta la falsa immagine dominante del nostro Patrono e recupera la vera identità francescana, semplicemente ridando la parola al santo stesso, ai suoi primi biografi e alle fonti originarie. Possiamo così riscoprire un Francesco riformatore austero, intransigente, combattivo, nobile e generoso, insomma un santo tipicamente medioevale e provocatoriamente antimoderno. Proprio per questo, egli risulta di sorprendente e affascinante attualità e costituisce un modello, un monito e un incoraggiamento per gl’Italiani d’oggi, affinché ricuperino la loro missione religiosa e civile guarendo da vizi antichi e riscattandosi da colpe recenti.

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Vincenzo Fratta, Palestra Italia - Quando gli italiani insegnavano il calcio in Brasile
(Castelvecchi, pagg. 140, Euro 14,00)

Nei primi anni del secolo scorso il calcio in Brasile non è ancora diventato lo sport nazionale e il tratto distintivo, insieme alla musica, del Paese tropicale. Il Futebol è soltanto un hobby praticato dai rampolli delle élite economiche, che lo giocano insieme ai figli dei funzionari delle società straniere presenti a Rio de Janeiro e San Paolo. È allora che ha inizio questa bella storia: dopo aver assistito al successo della tournée brasiliana delle nostre più forti rappresentative dell’epoca, il Pro-Vercelli e il Torino, quattro coraggiosi esponenti della comunità italiana emigrata a San Paolo intuiscono che la capacità di attrazione e il fascino del calcio possono trasformare la pratica sportiva in uno strumento che valorizzi gli italiani agli occhi della società che li ha accolti, spesso sfruttati e non ancora abbastanza apprezzati. Il 26 agosto 1914 nasce così la Società Sportiva Palestra Itália. Tra la sorpresa e il disappunto della stampa locale, è l’intera colonia italiana che comincia a recarsi allo stadio per sostenere la squadra tricolore. Ogni suo successo viene celebrato molto al di là della sfera sportiva, come la vittoria di un popolo sull’esclusione sociale che ancora patisce. E i successi non mancano: la Palestra Itália si aggiudica già nel 1920 il primo di una lunga serie di scudetti e trova i suoi beniamini nel goleador Heitor e nel capitano Bianco Spartaco Gambini. Fino a quando, nel 1942, la squadra è costretta a perdere l’accento italiano e a cambiare il nome in Palmeiras. Oggi che la Società Sportiva compie cento anni, quel periodo glorioso è ancora impresso nella mente e nel cuore dei tifosi. Una vicenda poco conosciuta in Italia, ricca di aneddoti curiosi, raccontata con l’aiuto di immagini d’epoca, che rendono la lettura interessante e divertente sia per l’appassionato di calcio sia per quello di storia sociale.

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Eugenio Fracassetti,  L’oscura trama – Le origini della Prima Guerra Mondiale  (Il Cerchio, pagg. 188, Euro 18,00)

Sull'origine e sulle responsabilità relativamente all'innesco della Prima Guerra Mondiale, esistono sul piano storico/culturale ampi margini di incomprensione.
Ancor oggi, genericamente, tutti sanno e tutti credono che la causa fondamentale che portò alla prima conflagrazione del XX secolo sia attribuibile al "militarismo" e all' "imperialismo" della Germania, come attesta del resto il Trattato di Pace di Versailles...
Ma se le cose nel luglio del 1914 non fossero andate esattamente così? E se la Germania passasse, a seguito di un attento esame (secondo una fenomenologia tipica del libro giallo) dal ruolo di assassino (fino ad oggi sostenuto) a quello della vittima? Una grande foschia, una grande nebbia avvolge questa problematica e fondamentali opere francesi e russe al riguardo non sono mai state pubblicate in Italia. L'Autore, attraverso l'analisi di innumerevoli fonti inedite in Italia, cerca di ricostruire, con uno stile agile e scorrevole, una verità storica diversa da quella unanimemente accettata.

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Roberto Farinacci, Squadrismo. Dal mio diario della vigilia (La testa di Ferro – Aga, pagg. 152, Euro 14,00)

 Roberto Farinacci è il testimone dell'impressionante bufera che squassò da cima a fondo l'Italia per due interi anni, il 1919 e il 1920 il "biennio rosso" percorso drammaticamente da tumulti, scioperi, agitazioni e violenze d'ogni tipo, che portarono la nazione sull'orlo di un'autentica guerra civile, arginata poi soltanto grazie alla travolgente discesa in campo del Fascismo. Le pagine che seguono sono appunto il racconto, il diario giornaliero, di quegli anni convulsi, di quel periodo straordinario iniziato il 23 marzo 1919 e destinato a concludersi il 28 ottobre 1922, con la presa del potere da parte di Benito Mussolini. 

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Andrea Bacci, Mussolini, il primo sportivo d’Italia. Il Duce, lo sport, il fascismo, i grandi campioni degli anni 30   (Bradipo, pagg. 112, Euro 13,00)

Di sport e fascismo Andrea Bacci si era già occupato in passato, con Lo sport nella propaganda fascista. L’argomento è sempre caldo, soprattutto alla voce «propaganda»: basta guardarsi attorno per coglierne i motivi, i pretesti, le risonanze. Anche in Italia. L’attività agonistica ha accompagnato la storia del mondo, ha coinvolto sistemi e regimi, è stato oppio e adrenalina. Con «Il primo sportivo d’Italia», l’autore torna su un tema a lui caro e lo sviscera attraverso il rapporto diretto che ha legato Benito Mussolini all’attività agonistica; e ai benefici di natura politica che ne avrebbe voluto ricavare. Si tratta di un viaggio che spiega l’uso e l’abuso di una dottrina che, sfogliata con mano ferma e diffusa da pulpiti forti, consentì alla dittatura di cementare il proprio ego.

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Carlo Saggiomi, I Cacciatori del Vesuvio - Trenta eroici piloti a difesa del  cielo di Napoli contro cinquecento bombardieri anglo-americani  (Controcorrente, pagg. 200, Euro 10,00)

È la storia dei piloti da caccia a Napoli Capodichino. Ai comandi del suo  aeroplano, un pilota con i suoi commilitoni vive in prima persona tutte le fasi  della guerra, dal 10 giugno 1940 all’8 settembre del 1943. In un crescendo di avvenimenti terrificanti, questo aviatore narra dei cento e  più bombardamenti che hanno sconvolto Napoli; dei decolli su allarme, dapprima  infruttuosi e in seguito accompagnati da furibonde battaglie aeree combattute  nel cielo partenopeo. Dimostrando il valore e il coraggio di quei pochi ed  eroici piloti che hanno immolato le loro giovani vite per difendere un ideale  che prescinde da qualsiasi ideologia: il Sacro Suolo della Patria.

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Nazareno Giusti, Giovanni Palatucci – Una vita da (ri) scoprire (Tra le righe  Libri, pagg. 158, Euro 14,00)

Da Giusto tra le Nazioni per aver salvato più di cinquemila ebrei a fanatico  collaboratore dei nazisti. Questo lo strano destino di Giovanni Palatucci,  Medaglia d’oro al merito civile per la Repubblica italiana e Servo di Dio per  la Chiesa cattolica, al centro di pesanti accuse nel corso del 2013. Dov’è la  verità? Giovanni Palatucci fu veramente un instancabile salvatore di  perseguitati o accompagnava le sue vittime nei campi di concentramento? La sua  storia, a lungo dimenticata, è stata costruita “a tavolino” dal Vaticano e  dallo Stato italiano per ricostruirsi, come è stato detto, “una verginità”?  Alcune cose nella sua vicenda non tornano. Ma anche alcune tesi accusatorie non  sono precise e chiare, anzi. E così, Nazareno Giusti ha deciso di far chiarezza  su questa complicata e scottante vicenda, resettando tutto e ripartendo da  zero. Per fare ciò è andato a ricercare le persone che hanno “incontrato” la  figura del poliziotto italiano.

Partendo da un ritaglio di giornale, Giusti, ha  ricostruito, come in un mosaico, l’opera e la personalità di Palatucci  attraverso le testimonianze, tra le altre, di: Giovanni Preziosi, Massimo  Occello, Ennio Di Francesco, Roberto Malini, Angelo Picariello, Toni Capuozzo,  Rocco Buttiglione. Ne è venuta fuori una riscoperta di una figura di grande  spessore e attualità, con sfumature inedite.


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Gabriele Adinolfi,  Quella strage fascista. Così è se vi pare (Seryprint, pagg. 186, Euro 18,00)

Esiste un teorema giudiziario e mediatico per cui le stragi sono e devono essere nere. L'Autore propone in questo volume, sotto forma di romanzo storico, la sua visione dello stragismo, analizzando in particolare la strage di Brescia del 1974. Secondo Adinolfi la strage e il fenomeno stragista non furono ideate e realizzate dal neofascismo, ma da un' alleanza di forze rosse, PCI e ultrasinistra, in combutta con Israele, USA e URSS.

STORIA DELLE DESTRE

Antonio Pannullo, Attivisti - Nelle sezioni romane del Msi quando uccidere un fascista non era reato (Settimo Sigillo, 2 volumi, pagg. 704 con illustrazioni, Euro 39,00)

A Roma negli anni Settanta esistevano una quarantina di sezioni del Movimento sociale italiano, che quasi sempre ospitavano anche le sedi del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del partito. Vi erano solo due sedi autonome del Fronte, via Noto e via Migiurtinia, e la famosa sede provinciale di via Sommacampagna 29. C’era poi la sede del Fuan, l’organizzazione universitaria, anch’essa autonoma, in via Siena. Nel decennio che andò dal 1970 al 1980 il loro numero rimase sostanzialmente lo stesso, anche considerando che alcuni nuclei dei locali fisici non li ebbero mai, come Vigna Clara o Eur. Eppure c’erano. Ebbene, in quelle sezioni in quei dieci anni si formò un clima  irripetibile, fatto di migliaia di giovani e giovanissimi che ogni giorno, quasi h24, si ritrovavano in quei sovente poco accoglienti locali spinti dalla loro passione per la politica ma soprattutto dalla voglia di cambiare un mondo che non accettavano e col quale non volevano scendere a compromessi. Erano giovani di ogni estrazione sociale e cultura, di diversi caratteri, provenienti da storie familiari varie, uniti però da quell’ideale che non li avrebbe più abbandonati per tutta la vita. Erano giovani che pagarono nella maniera più cara e ingiusta il loro sogno: con l’emarginazione, prima di tutto, poi con la violenza fisica,poi con l’attacco e la distruzione dei loro beni e di quelli della loro famiglia, molti con il carcere, con la latitanza, con l’insicurezza, alcuni con lesioni fisiche permanenti anche gravi, pochi - ma sempre troppi - con la stessa vita. A tanti poi l’attività politica pregiudicò studi, lavoro, la possibilità di una carriera professionale. Ma accettarono tutto senza rimpianti, spinti dal loro sogno per realizzare il quale sfidavano la grigia realtà  quotidiana.

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Gigi Montonato,  Almirante. L’italiano d’Italia (Eclettica, pagg. 280, Euro 15,00)

 La biografia di Giorgio Almirante nel centenario della nascita. Montonato ne traccia il percorso umano e politico, dal fascismo alla morte, spiegando le fasi, le scelte, le amicizie, le idee anche con l'aiuto di documenti inediti. Non manca un riferimento all'eredità politica dello storico leader missino. 

DOCUMENTI

Juan Domingo  Perón, L’ora dei popoli  (Pagine – I libri del Borghese, pagg. 240, Euro 18,00)

Madrid, 1967. Dal suo esilio in terra spagnola, l'uomo che resse le sorti della Repubblica Argentina per circa un decennio (1946-1955), scrive rivolto al popolo ed in particolar modo alla gioventù. Siamo in piena guerra fredda: l'incidente dei missili sovietici a Cuba è recente e le tensioni tra l'America di Johnson e la Russia di Chruschev sono all'ordine del giorno, mentre gli USA conducono un sanguinoso tentativo neocolonialista in Vietnam e l'URSS, di qui ad un anno, soffocherà la "Primavera di Praga" con i propri carri armati. Di contro ai due imperialismi, Perón rivendica per il proprio movimento, il giustizialismo, l'invenzione della formula di una Terza Posizione, alternativa ad entrambi, ad unire in un unico blocco, per quanto ideologicamente e strutturalmente disomogeneo, il cosiddetto Terzo Mondo. "L'ora dei popoli" è il manifesto di una dottrina giustizialista che si avvicina alla dottrina sociale della chiesa e costituisce un anticipazione rispetto al trionfale ritorno in Patria del generale argentino, avvenuto nel 1973. Quale spaccato della guerra fredda, documento di storia dell'America Latina e in forza dei documenti storici sopraccitati, il volume possiede un alto valore storico e dottrinario.

LETTERATURA

Oronzo Cilli, J.R.R. Tolkien. La bibliografia italiana dal 1967 ad oggi (L’Arco e la Corte, pagg. 160, Euro 10,00)

Una guida per appassionati e collezionisti scritta da un appassionato collezionista. Una panoramica su tutte le edizioni italiane delle opere di J.R.R. Tolkien pubblicate in Italia dal 1967 ad oggi. Una raccolta di informazioni su editori, traduttori, curatori e illustratori che negli anni hanno legato il proprio nome a quello del professore di Oxford. Una guida per chi vuole avvicinarsi al mondo del collezionismo tolkieniano italiano o per chi semplicemente ama il mondo del creatore della Terra di Mezzo.

CINEMA

Stefano Loparco, Gualtiero Jacopetti. Graffi sul mondo (Edizioni Il Foglio, pp. 340, euro 16,00)

Graffi sul mondo è la prima biografia dedicata al giornalista e cineasta Gualtiero Jacopetti (1919 – 2011), autore di pellicole controverse quali Mondo cane (1962), Africa addio (1966) e Addio zio Tom (1971). Un figlio inquieto della provincia italiana, insofferente alle regole e refrattario alle mode. Il suo sguardo dissacrante ha divertito, offeso, indignato; i suoi film hanno diviso critica e pubblico, nazioni e parlamenti; la sua tecnica cinematografica ha aperto la strada a un nuovo modo di fare cinema, con proseliti e schiere di fan in tutto il mondo. Poi c’è la vita dell’uomo, le sue idee, il suo mondo. Come un cavaliere antico, Jacopetti è stato un uomo refrattario al compromesso, senza indulgenze né ripensamenti. Una sorta di Don Chisciotte del XX secolo. E come il cavaliere idealista di Miguel de Cervantes, il giornalista ha vissuto una vita ricca di avventure. Quasi sempre dal triste epilogo.

FUMETTI

Il glorioso Giornalino – 90 anni dalla parte dei ragazzi – Avventura, fumetto ed educazione  - Catalogo della mostra, Lucca 27 marzo – 1 giugno 2014  (Libri di COMICON, pagg. 240, Euro 22,00)

Una delle testate storiche del panorama del Fumetto Italiano, il Giornalino, compie nel 2014 i suoi primi 90 anni, avendo debuttato nell'ottobre 1924 e da tempo confermatosi il settimanale per ragazzi più longevo d'Europa. "Il Glorioso Giornalino - 90 anni dalla parte dei ragazzi" ripercorre cronologicamente e tematicamente l'importanza del settimanale d'ispirazione cattolica nello sviluppo della cultura del nostro Paese, e dell'educazione di tanti appassionati. Il volume ripercorre la storia editoriale del periodico illustrato per ragazzi: un percorso lungo quasi un secolo, che accompagna i grandi passaggi storici dell'Italia, dal fascismo  all'epoca attuate digitale. Il viaggio comincia dall'intuizione di don Giacomo Alberione e dalla fondazione della Società San Paolo, lo storico marchio piemontese che ancora oggi pubblica la rivista, e passa in rassegna l'infinita galleria di personaggi originali, da Pinky a Larry Yuma, dal Commissario Spada a Capitan Erik, da Pon Pon a Petra chèrie, ai quali si affiancano quelli su licenza (spesso disegnata da autori de "Il Giornalino") come gli eroi di Hanna & Barbera e i Looney Tunes, e ancora Asterix, Lucky Luke, Popeye, i Puffi, le Tartarughe Mutanti Ninja, Spider-Man e i supereroi Marvel, la saga di Star Wars e il WinX Club. Senza dimenticare gli adattamenti a fumetti di classici della letteratura, dai Promessi Sposi al Richiamo della foresta, dai Viaggi di Gulliver a Pinocchio, sino ai classici di Jules Verne.

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