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Quali vacanze per il 2014?

I flussi ci confermano che l'Italia non sa sfruttare l'industria del turismo

Siamo finiti al 5^posto fra le mete più frequentate per avendo il maggior patrimonio di bellezze artistiche e naturali

di Laerte Failli

I flussi ci confermano che l'Italia non sa sfruttare l'industria del turismo

Quali vacanze per il 2014?

Scordiamoci le macchinate di familiari, le tre settimane e i pranzi fuori.

Le vacanze non sono più queste e sono cambiate già da qualche anno, ma una notizia positiva c’è: per la prima volta dal 2010 si registra un aumento dei partenti, più 6%  all’insegna però del risparmio e dell’accortezza.

Come se la passeranno l’Italia e gli italiani quest’estate?

L’italiano medio, secondo i dati pubblicati da Confesercenti-SWG sulle vacanze estive 2014 si sposterà in macchina per concedersi 11 giorni di vacanza (rispetto ai 12 dell’anno precedente), molto probabilmente nello stesso posto dell’anno precedente e cucinerà i suoi pranzi e le sue cene.

Nel dettaglio si può riscontrare Agosto il mese preferito con Luglio subito dietro ma leggermente in calo.

Le mete più gettonate sono: Spagna e Croazia per quanto riguarda l’estero e Puglia, Emilia – Romagna e Toscana per quanto riguarda le destinazioni interne.

Inoltre circa 1/3 dei vacanzieri tornerà nello stessa località dell’anno precedente, dato che può essere interpretato come voglia di non incontrare spiacevoli sorprese economiche e sempre 1/3 cucineranno da soli.

Il mezzo preferito per raggiungere i luoghi di vacanza resta di gran lunga l'auto, che verrà utilizzata dal 63%, mentre si segnala la crescita dell'opzione treno (dall'8% all'11%) ed un calo quasi simmetrico dell'aereo (dal 25 al 21%).

Il pernottamento in albergo è scelto dal 35%, contro il 34% registrato lo scorso anno. Si tratta del primo segno positivo dal 2011. Cala, invece, la ricerca di case in affitto. Indubbiamente questi dati risentono della prudenza economica; si preferisce la soluzione presso amici e parenti o nei bed&breakfast, mentre gli alberghi più ricercati sono quelli a tre stelle, con un significativo aumento anche di quelli a due stelle (dal 7 al 10%).

Cosa risponde il 45% che non parte ? 42 % perché costa troppo; 40% condizionamento delle disponibilità economiche sulle scelte per le ferie. Il 16% è bloccato dalla preoccupazione per la situazione dell’economia italiana. Tutte queste categorie risultano in discesa rispetto all’anno precedente, tranne una che registra un aumento dal 12 al 14% : il timore di perdere lavoro.

Nonostante l’austerity che diventerà più ferrea nel prossimo anno con il Fiscal Compact che produrrà i suoi effetti, nonostante il precariato, la pressione fiscale e lo stress gli italiani non vogliono rinunciare al relax e alla bellezza del proprio paese; con la speranza che le nostre coste e i nostri mari non diventino un privilegio solo per pochi e stranieri !

Il turismo italiano invece cosa prevede per quest’estate ? Secondo gli studi di Enit- Agenzia italiana del Turismo, la maggior parte dei tour operator (71%) stima un incremento delle vendite;   il 25% afferma che rimarranno stabili e appena il 4% sostiene che saranno in diminuzione rispetto al 2013. Ciò significa che ben il 96% degli operatori turistici dichiara che il volume delle vendite verso il “Bel Paese” aumenterà o rimarrà stabile. Le persistenti difficoltà economiche di diversi paesi europei suggeriscono ai tour operator un ottimismo più cauto. In particolare, tutti gli operatori di Regno Unito, Portogallo e Olanda sono convinti di aumentare le vendite per l’Italia rispetto al 2013; solo per il Belgio e la Francia ve ne sono alcuni  che indicano possibili diminuzioni, mentre per la Svizzera tutti propendono per la stabilità. Sono particolarmente buone le previsioni 2014 sull’andamento dei flussi turistici americani verso l’Italia: l’86% dei tour operator si aspettano di incrementare le vendite dal 5% al 10%. Inoltre tutti gli operatori canadesi interpellati fanno previsioni di vendita in crescita per l’Italia, con un incremento medio del 10%. Tra i tour operator russi intervistati, ben 9 su 10 prevedono di incrementare le vendite della destinazione Italia nel prossimo anno.

Le vendite saranno supportate anche dall’aumento dei collegamenti aerei tra la Russia  e il nostro paese. Le attività previste nell’ambito dell’Anno del Turismo incrociato Italia-Russia includono, oltre ai vari eventi promozionali, una serie di facilitazioni per il rilascio dei visti. Proseguirà anche l’anno prossimo l’inarrestabile movimento turistico dalla Cina verso l’Italia: agenzie e tour operator prevedono infatti di incrementare le vendite, con stime di crescita importanti che si aggirano attorno al 35%.

 Nel mercato turistico cinese hanno prevalenza i viaggi organizzati per l’Italia che includono almeno 2 o 3 paesi europei, con partenza da Pechino, Shanghai e Canton, principali bacini di domanda. Tra i prodotti turistici vengono privilegiate le visite alle città d’arte, grandi e minori, arricchite spesso dallo shopping e dall’enogastronomia. Gli operatori contattati hanno manifestato grandi aspettative sull’Italia, soprattutto per Expo 2015[1]
Nel 1950 i viaggiatori stranieri che avevano scelto il nostro paese erano il 19%, oggi sono appena il 4,4. E l’Italia è scivolata al quinto posto tra le mete mondiali. Cosa è cambiato ?

Si sono aperti nuovi mercati, si sono spalancati nuovi paesi, si sono arricchiti e messi in movimento nuovi popoli di viaggiatori. È un fattore fisiologico di cui hanno risentito anche la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti.

I dati su cui dobbiamo riflettere è che

a)  nessuno è andato giù quanto siamo andati giù noi.

b) nessuno ha approfittato poco quanto noi del boom del turismo mondiale.

Queste sono conseguenze di fattori, o meglio problemi strutturali: infatti la classe dirigente non ha mai preso seriamente in considerazione il turismo come opzione di sviluppo economico.

Altra causa è la mancanza di una cultura dell’ospitalità; troppo spesso vi sono disservizi, arroganze e poca efficienza… si dovrebbe sfruttare meglio il periodo in cui il nostro territorio e ambiente danno il meglio di sé.

Inoltre i prezzi sono alti e si preferisce alloggiare fuori mano; turismo e tutela dell’ambiente dovrebbero andare più di pari passo per fare dell’Italia un paese migliore !



[1] http://www.gonews.it/2014/01/03/turismo-2014-35-cinesi-bene-russi-e-americani/#.U6xatpR_uSo

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