Festival dei Due Mondi, Spoleto, 27 giugno- 24 luglio

I Vecchi sveglieranno il mondo

Dario Fo, Eugenio Carmi, Boris Pahor, Mina Gregori, ed altri “grandi vecchi” tra i quali il figlio di Salvador Dalì, Josè e lo stesso padre di Vittorio, Giuseppe Sgarbi, racconteranno così il futuro come da loro viene visto...

di Dalmazio Frau

I Vecchi sveglieranno il mondo

Vittorio Sgarbi

Narrano le Cronache Umbre che Vittorio Sgarbi arrivò a Spoleto per la prima volta nel 1978. Dieci anni esatti prima di quando esposi io in una piccola mostra a latere del Festival dei Due Mondi, dell’allora demiurgo onnipresente Giancarlo Menotti. Da allora alla presentazione ufficiale della nuovissima iniziativa curata ancora una volta da Vittorio Sgarbi e dal mercuriale Salvo Nugnes in vesti di produttore, che è stata intitolata in modo provocatorio “Il futuro del mondo”, di tempo ne è trascorso. Quello che non è mai venuto meno è la vivacità, la capacità di stupire e stupirci che Sgarbi continua ad avere come cifra unica e personalissima, difficilmente replicabile in questo sonnolento paese dove il gusto per il “gioco dell’intelletto” e per il paradosso è sempre più merce rara.

Così nel giorno che Roma dedica alla festa magica del Battista, a mezzogiorno invece che all’ora delle streghe, si è tenuta la brillante presentazione, presso la sede romana dell’Associazione Stampa Estera, dell’evento che si terrà a Spoleto dal 27 giugno al 24 luglio nel bel Palazzo Leti Sansi - con il “Festival dei Due Mondi”, al grido di “A suon di vecchi sveglieremo il vecchiume di Spoleto”.

Dario Fo, Eugenio Carmi, Boris Pahor, Mina Gregori, ed altri “grandi vecchi” tra i quali il figlio di Salvador Dalì, Josè e lo stesso padre di Vittorio, Giuseppe Sgarbi, racconteranno così il futuro come da loro viene visto e forse pre-visto, alle nuove generazioni di artisti in occasione dell'edizione 2014 di “Spoleto Arte”. La rassegna inoltre proporrà un omaggio fotografico di Roberto Villa a Pier Paolo Pasolini come regista del “Fiore delle Mille e Una Notte”, che ben si attaglia all’impianto medievale cittadino ancora riecheggiante rimandi fantastici e favolistici in molte sue parti.

Quindi l’invito è esteso a tutti coloro che vegliano, insonni in un mondo sempre più dormiente… una visita a Spoleto in quei giorni non potrà che renderci migliori.

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