Editoriale

Tempi di crisi: in campagna elettorale va di moda l’accattonaggio

I candidati usano tutti i mezzi più economici e ahinoi invasivi per convincerci al voto e non comprendono che...

Domenico Del Nero

di Domenico Del Nero

lass="Normal">Non è da tutti giorni sentirsi telefonare da parte della segreteria di un noto uomo politico e dati i tempi, non è che sia un grande onore, anzi. Ma quando poi una voce suadente e carezzevole vi chiede se, date le ormai imminenti consultazioni europee, “l’onorevole può contare sulla sua preferenza” allora tutto diventa chiaro e il difficile diventa spiegare a quella voce suadente su cosa può contare l’onorevole in questione, lui e i pari suoi.

Ma non basta. State tranquillamente “conversando” via chat con un amico su Facebook quando compare un logorroico e frenetico messaggio di un tizietto che, senza neppure avere il coraggio di qualificarsi di persona,  decanta i pregi del candidato – consigliere uscente  sostenuto da una organizzazione che si spaccia come militante e giovanile, per poi chiedere persino a un professore cinquantenne se oltre a votare il candidato non vuole sostenerlo con volantinaggio e azione di propaganda.  Nient’altro?

Siamo, insomma, all’accattonaggio elettorale. D’altra parte vanno capiti, i poveri politici. Son tempi di crisi e la prospettiva di rimanere senza occupazione è davvero terribile; anzi, nel caso di politicanti e affini, c’è una prospettiva ancora più “spaventosa”: quella di dover lavorare sul serio e magari, orrore, con uno stipendio come quello della gente “normale”. Loro che tante volte faticano ad arrivare a fine mese  e non si peritano anche di dirlo ….

Se mai ce ne fosse bisogno, la degradazione della politica italiana mostra in questi giorni i suoi abissi di vergogna, ma naturalmente gli italiani non se ne accorgono; oppure, rassegnati, pensano che  certe cialtronate dilettantesche alla Grillo & c. possano essere la risposta al degrado. Ma Grillo, nonostante adesso in molti si affannino a dipingerlo come la causa dei mali d’Italia, arrivando addirittura a dargli di “nazista”, non è la causa, ma l’effetto di questo sistema. E che in molti vedano in lui l’unica alternativa possibile, la dice lunga sullo stato di salute del paziente Italia.  Ma esiste in questo momento, un medico credibile?

Ecco il vero, terribile problema. Il panorama elettorale di questi giorni appare come una squallida, maleodorante, grottesca parata di revenants.  Sì certo, soprattutto alle elezioni amministrative qualche nome “nuovo” c’è,  forse anche qualche lista. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, fanno l’effetto di strati di cerone unto e di bassa lega che cerca di mascherare un volto sfatto e cadente, un po’ come la mitica vecchia signora imbellettata di pirandelliana memoria. 

Vogliamo davvero pensare che a Firenze quel Renzino in sedicesimo che è Dario Nardella rappresenti il nuovo? Se si pensa che in questi anni Renzi ha fatto il sindaco ... virtuale di Firenze, viene da pensare che buona parte della “conduzione politica “ della città del giglio si debba a lui, che tra l’altro non ha neppure dalla sua le indubbie capacità mediatiche dell’attuale premier (che sta dimostrando sempre più di avere ben poco d’altro). E’ questo il nuovo che avanza? Dalle vecchie cariatidi, purtroppo ancora sin troppo presenti e infestanti le patrie istituzioni ad ogni livello, stiamo passando a una generazione di giovani invertebrati, cresciuti a spot pubblicitari e carrierismi spietati,  che rischia di replicare forse addirittura in peggio (e ce ne vuole) la squallida, interessata e avida nullità di chi li ha preceduti.  E dire che non mancano certo giovani capaci e generosi, ma per loro è già arduo riuscire ad assicurarsi un futuro decente, proprio grazie alla assoluta ingordigia e mancanza di previdenza di chi il futuro avrebbe dovuto garantirglielo. E non ci si può stupire che la maggior parte di loro eviti la politica come la peste (perlomeno quella dei partiti) e preferisca dedicarsi a attività come volontariato .

Da destra e da sinistra,   tutti sordi e indifferenti a quello che il vero problema: la totale perdita di credibilità.  Solo un ricambio vero di classe dirigente, con nomi che dimostrino di essere “nuovi”  nei fatti, cominciando a rinunciare a un po’ di privilegi e di emolumenti di vario genere e a dimostrare capacità effettive e non solo di sparare mirabolanti promesse da rinnegare un nanosecondo dopo il voto, potrebbe ridare un minimo di fiducia nella politica.  Invece di accattare voti , provare a riscuote consensi. Il problema è che per avere i primi basta un po’ cialtroneria istrionica, per i secondi occorre invece dimostrare di essere credibili. E questo con le nostre città in preda allo sfascio e al degrado, con un tasso di miseria in crescita, un’immigrazione clandestina che diventa sempre più arrogante e incontrollata (grazie anche ai grillini); con gli italiani sempre più trattati a pesci in faccia e tartassati, mentre sul piano internazionale l’Europa si profila sempre più come la minaccia di una nuova spaventosa dittatura caratterizzata da un vorace totalitarismo finanziario?

Questi sono solo alcuni dei problemi che la classe politica non è stata capace neppure di sfiorare e che preferisce costantemente ignorare, vivendo alla giornata e pensando solo al proprio particulare, sino al punto di “chiedere l’elemosina” sia per andare a fare i parcheggiati di lusso a Bruxelles o per i posti, meno lucrosi certo  ma comunque appetibili e di potere, nelle amministrazioni locali. Finché gli italiani non avranno il coraggio e la decisione di licenziare questa massa di incapaci senza vergogna e senza pudore, la situazione non potrà che peggiorare. Diventeremo forse un popolo di accattoni, visto che spesso i governanti sono lo “specchio” dei governati?

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da piccolo da Chioggia il 13/05/2014 22:58:39

    davvero basta! nessun aiuto a che questi idioti lucrino su nostre aspettative da disattendere prendendoci per scemi e farsi, loro, carriere e soldi mentre noi fatichiamo ad ogni passo. la storia ha insegnato che ad un certo punto pur di cambiare definitivamente si sceglie anche l'ignoto.72

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