Anche la Littizzetto insufficiente

Fazio sta la Festival di Sanremo come l'avv. Prisco al Milan

Solitamente si dice che il giorno dopo fischietteremo certune canzoni del Festival; quest’anno le utilizzeremo come diger selz o bicarbonato, perché il loro ri-ascolto non potrà che stimolare qualche altra parte delicata del nostro corpo

di Massimo Melani

Fazio sta la Festival di Sanremo come l'avv. Prisco al Milan

Il duo Fazio Littizzetto

Oggi parliamo del Festival di Sanremo. Cioè, della kermesse canora più famosa in Europa e tra le prime al mondo, distrutta impietosamente dal suo conduttore Fabio Fazio. 

Il presentatore savonese deve per forza credersi un dio onnipotente, colui che tutto può e tutto fa da solo, senza dare ascolto a nessuno, senza consigliarsi con i veri esperti di musica, imponendo come un despota i suoi personaggi preferiti e la propria scaletta sgangherata.

Ha pensato: “Finalmente posso farmi il juke box personale, con personaggi reali e canzoni di mio gusto; altro che Pippo Baudo, Morandi o Bongiorno”. E, infatti, facendo come gli è parso e piaciuto ha messo su uno spettacolo alla “The men walking dead” o “ A volte ritornano”, disseppellendo personaggi storici e noiosi che hanno distribuito bustine di Bonomelli in tutte le serate fin qui viste. 

Il buon Fazio, ha riesumato cantanti che ormai si erano messi l’anima in pace come Ron, Franckie Hi Nrg, il 45enne che da anni cerca di fare il rapper con una voce impresentabile e stucchevole… e via dicendo; praticamente dando loro l’ultima opportunità prima di ritornare nella cripta ove si erano accasati più che bene.

Solitamente si dice che il giorno dopo fischietteremo certune canzoni del Festival; quest’anno le utilizzeremo come diger selz o bicarbonato, perché il loro ri-ascolto non potrà che stimolare qualche altra parte delicata del nostro corpo.

Se poi ci mettiamo a parlare dello show nel suo insieme non possiamo non affermare che è tutto un già visto, ma visto moltissime volte, con la Littizzetto che sempre e comunque interrompe con i suoi turpiloqui, alcune volte decisamente insignificanti e ripetitivi.

Non ce la facciamo più ad assistere alla patetica storia tra lei e il maestro Vessicchio, spero stasera punti il mirino su qualcun altro, e perché no! su una donna, almeno darebbe una piccola scossa a questa nauseante commediola.

Insomma, come avrete capito, manca una vera narrazione televisiva, alla Baudo vecchia maniera o al penultimo Morandi. Aver dato a Fazio la mansione di presentatore e direttore artistico è stato un madornale errore, perché ha dimostrato i suoi limiti conoscitivi in fatto di musica.

Lo share è lì a testimoniare che il Festival è un’atroce spettacolo forse non adatto nemmeno ai vecchietti di “ Villa Arzilla”.

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    5 commenti per questo articolo

  • Inserito da Loredana il 22/02/2014 20:15:34

    Quest'anno mi sono rifiutata di guardare il Festival, come ho fatto per decine di anni. L'anno scorso ho interrotto la tradizione e per quanto avessi storto il naso, avevo trovato qualche canzone meritevole, e un paio di cantanti giovani molto piacevoli. Non riuscivo a guardare Fazio senza sbadigliare e svenire di noia dopo dieci minuti (record massimo), mentre la Littizzetto non mi infastidiva più di tanto. Qualche sua battuta era persino divertente. Quest'anno, guardando quell'insulso trailer, mi sono rifiutata categoricamente di abbassarmi le diottrie con il Festival. Mi sono bastati il sorriso da Monsignore di Fazio e quello fintamente arguto della Littizzetto per farmi scappare urlando dal televisore. Ho letto qualche commento e tutti sono concordi nel dire che si sono annoiati, addormentati, procurati male fisico mentre guardavano Sanremo. Un altro pezzo di Italia che affonda? Forse è meglio chiuderlo e riaprirlo quando ci ricorderemo cosa vuol dire "musica" o "spettacolo". Magari, per un paese di artisti come il nostro, e del cosiddetto Bel Canto, potrebbe essere pure la soluzione giusta...

  • Inserito da ghorio il 22/02/2014 16:37:48

    Per quanto mi riguarda il festival di Sanremo non lo vedo almeno da dieci anni. UN conto sono le canzoni che possono piacere o meno, ma tutto il contorno è davvero scandaloso, con le varie donne-vetrina, i personaggi che nulla hanno a che fare con le canzoni. IN Italia i critici televisivi hanno coniato, con l'enfasi di Vincenzo Mollica, gli spettacoli nazional-popolari ma è stata una montatura per pubblicizzare i vari presentatori. DI conseguenza sarebbe ora e tempo che la rai(il minuscolo, per quanto mi riguarda, è di prammatica) ritorni a fare del festival di Sanremo uno spettacolo tipo anni 50 e anni 60, limitandosi a presentare i cantanti, magari con la coreografia di tanti fiori, visto che potrebbe essere un prodotto appunto della rIviera dei fiori.

  • Inserito da ornella il 22/02/2014 10:39:03

    Una bagarre volgare a cui la Littizzetto apre la porta col solito rumore. Lei e il suo eco, che ormai se la ridono da soli. E questo sarebbe il minimo, perché trattasi della volgarità in termini a cui siamo goffamente abituati in ogni trasmissione. La vera cosa che merita il titolo di volgarità è l'assenza della musica a Sanremo, in quanto pretestuosa nel sorreggere un carrozzone senza ruote, senza note, senza. La poca musica sta al fianco, quanto la bacchetta del direttore d'orchestra sta sul banco della maestra. Tutto inutilmente spaventevole. Un pensierino a Fazio, lo devo, visto mai un giorno dovesse chiamarmi nella sua trasmissione! Fazio: la tua flemma forzata per bilanciare gli smottamenti di pessimo gusto della Lucianina, sono ribolliti allo stremo del gas.

  • Inserito da MARGHERITA il 22/02/2014 09:51:55

    Già.....dove è finita la canzone italiana che catturava i cuori?? Un bel disastro!! Affonda l'Italia ed anche il prestigio musicale!

  • Inserito da Gianni Pettenati il 22/02/2014 09:49:44

    sto pensando al festival che non è finito, ma lo è già da un paio di puntate, le furberie "antiquate " di Fazio per arrivare al cuore della gente non hanno funzionato e il turpiloquio del ragnetto Litizzetto è ripetitivo come un festivaldell'unità. " deja vù" dicevano i francesi, "dejia vous " dice la de Filippi maestra di analfabetismo e maestra di cose su cui il tacere è bello. L'insipienza del festival era nella maschera chirurgica dell' icona baglioni, una specie di magma dell'epitelio, da famiglia Addams. a noi e credo a voi, non può infastidire il festival della canzone belle e brutte che siano, ma quel miasma dialettico e furbesco tipico di certi seminaristi di provincia strapagati come Fazio "nullità doc". lasciate le canzoni alle canzoni, prendete un "bravo presentatore che non schiaccì l'occhio alla sinistra e facciamo cantare i miei colleghi che sono le prime vittime di questo circo scalcinato e raffazzonato dove solo la busta paga di Fabio e litizzetto sono congrue e sostanziose. Sono propro loro i cantanti che si preparano per anni per essere bistrattati da questi ceffi stalinisti e ruffiani.Che prendono gli italiani per i fondelli e non paghi fanno del moralismo su argomenti che nemmeno conoscono hanno da dire sul crollo del nulla che dal nulla per magia hanno creato. I cantanti cantino, loro fuori fuori dai piedi Don Abbondio e perpetua. Andate a casa altro che organizzare. Incapaci.Andate a lavorare.( avete paura eh?) Un caro saluto agli amici di fb.

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