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Crisi sotto l'albero

Natale è appena trascorso e già si contano i danni, nei consumi e le prospettive drammatiche

Già in questi giorni commercianti e vari negozi hanno anticipato l’esposizione dei cartelloni “SALDI”, “SCONTI” per cercare di incrementare i profitti

di Laerte Failli

Natale è appena trascorso e già si contano i danni, nei consumi e le prospettive drammatiche

Natale nel segno dell’austerità: i dati pubblicati da Codacons raccontano di meno regali, meno consumi, con un calo negli acquisti dell’ 8 per cento rispetto allo scorso anno (andando quindi peggio della stima iniziale di -7,5 per cento), mentre i regali sono diminuiti del 15 per cento. Concretamente gli italiani hanno speso 600 milioni di euro in meno rispetto al 2012 e ben 7,7 miliardi di euro in meno rispetto a quanto si spendeva nel 2007. Abbigliamento, calzature e addobbi sono stati i settori più colpiti. Federconsumatori conferma quanto appena detto affermano di aver rilevato una spesa media per ogni famiglia  italiana che si aggira sui 130 euro; per un totale di 3,35 miliardi complessivi.

I dati non coincidono invece riguardo al pranzo natalizio: secondo Codaconds i consumi alimentari hanno fruttato circa 2,6 miliardi di euro, in linea con la passata stagione. In contrasto Coldiretti, registra un calo dell 8% abbassando a 2,3 miliardi i profitti per gli operatori agroalimentari.

Ovviamente ci sono le eccezioni, ma questi dati si basano su campioni che fotografano la situazione del nostro stivale, che quest’anno a malapena è riuscito a indossare il cappello rosso.. le differenze rispetto agli anni passati si possono constatare anche con mano e purtroppo non sono dovuti ad anticonsumismo o moda in voga che predilige un regalo “creato”  piuttosto che pagato,  ma tutto ciò è frutto della crisi e dell’oculatezza a cui obbliga conti e portafogli.

Neanche la tredicesima è riuscita a limitare i danni… si sperava in un consumo maggiore da parte degli italiani ma anche questa era già destinata ad altre voci, per la precisione tasse ( vedi IMU ).

Già in questi giorni commercianti e vari negozi hanno anticipato l’esposizione dei cartelloni “SALDI”, “SCONTI” per cercare di incrementare i profitti.  Si confida in chi voglia cambiare o recuperare il regalo di Natale, in chi va alla ricerca di qualcosa per il cenone di fine anno e in chi finalmente potrà permettersi una cosa che da tempo guarda ma “qualche zero di troppo” l’ha sempre distolto dall’acquisto.

Ultimamente abbiamo riscoperto la frugalità … riscoperto perché questa già era presente nella nostra tradizione, negli antichi romani. Presso l’università di Camnbridge il 9 e 10 Gennaio si terrà il Workshop Internazionale (Re)approaching roman frugality; evento che vede tra gli organizzatori l’antropologo Cristiano Viglietti.

Lo stesso Viglietti afferma: per frugalità si intende un insieme di modelli culturali , di atteggiamenti prescritti, di pratiche e le istituzioni finalizzate a favorire (o semplicemente imporre) la limitazione dei bisogni materiali e desideri, consumo e lusso a Roma, dall’età arcaica all’inizio del periodo imperiale. Una prospettiva che torna oggi di grande attualità, di fronte ai danni sociali, ambientali ed economici che si stanno susseguendo in sacrificio dell’ideologia del consumo fine a se stesso. In medio stat virtus – continua Viglietti – pensavano i grandi del passato. L’idea che i bisogni umani siano teoricamente infiniti, e che l’unico possibile obiettivo di qualsiasi sistema economico è la crescita materiale è una costruzione tipica della cultura occidentale moderna più che una verità di fatto, e non è applicabile alla maggior parte delle società storicamente esistite. Riscoprire questa semplice verità, senza attaccarsi all’illusione di idealizzare e proiettare semplicemente idee vecchie di millenni tali e quali nel mondo d ‘oggi, potrebbe aiutarci a dare di nuovo senso a un’economia che abbiamo perso per strada. Vedi mai che possa diventare un rivitalizzante migliore del “circolo virtuoso degli acquisti”[1]

Dando uno sguardo all’Europa:

A Londra già dalla scorsa domenica Harrod’s ha dato il via ai saldi. Nel famoso centro commerciali a 7 piani sono previsti sconti fino al 75% e turisti da tutto il mondo che non si faranno scappare l’occasione.

Il vero Babbo natale è il nostro cugino: niente allarmismi, si parla della Francia che ha predisposto un decreto nominato “di Natale”, in quanto si prevedono diverse agevolazioni, ovvero “regali” ai consumatori, andando a liberalizzare maggiormente il mercato transalpino , fortemente regolamentato.

Il decreto prevede tra l’altro  la possibilità di poter acquistare test di gravidanza anche nei supermercati, eliminando il timore che alcune ragazze subirebbero nel doverlo chiedere al banco. Secondo  molti,invece, è un primo passo verso un modello anglosassone, con medicine vendute accanto a cibo e detersivi. 

Sempre nel "decreto di Natale" il governo dà il via libera alla commercializzazione di occhiali sul web senza prescrizione, con un costo ridotto tra il 20 e il 40% rispetto a quelli comprati dagli ottici. Qualche settimana fa, era toccato agli assicuratori adeguarsi alla riforma che prevede la portabilità delle polizze auto e vita, con minori costi rispetto al passato.

L'ultimo fronte riguarda i tassisti. In questo caso, l'esecutivo si è mostrato prudente rispetto alla nuova concorrenza di macchine private con autisti che si prenotano tramite smartphone e stanno avendo un grande successo in città come Parigi. Il governo ha infatti imposto alle società un preavviso di 15 minuti per arrivare dai clienti, rispetto ai normali taxi che possono rispondere immediatamente. Ma questo "ritardo" che favorisce i tassisti con licenze è stato appena bocciato dall'Authority per la Concorrenza.

La stessa authority ha chiesto al governo a liberalizzare la vendita di farmaci senza prescrizione, sempre per ridurre i costi al consumatore. Un invito che non è piaciuto al ministro della Sanità, Marisol Tourraine. "Crediamo nel lavoro e nella competenza dei farmacisti" ha risposto Tourraine. Tra un passo in avanti e due indietro, la Francia tenta di modernizzarsi: ci sono ben 180 professioni definite "protette", regolamentate dallo Stato. Secondo uno studio del 2009, la deregulation potrebbe creare 3 milioni di nuovi posti di lavoro.[2]

Tra ipotesi di mentalità romana antica e decreti speriamo che anche l’Italia trovi la giusta rotta per tornare nel 2014 a frenare questa continua discesa…



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