Ciclone Nettuno

Siamo in piena guerra, il Paese contro l’ambiente, le forze del creato contro l’indifferenza dell’uomo

A fregarsene, ora, sono i sindaci che non vogliono saperne di mettere in pratica il Piano di Emergenza avvertendo anzitempo la popolazione

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Siamo in piena guerra, il Paese contro l’ambiente, le forze del creato contro l’indifferenza dell’uomo

Sto affogando; sono bloccata nel sottopassaggio, sta entrando acqua in macchina…Aiutatemi!”

Anna Maria Mancini è annegata subito dopo, mentre stava telefonando al marito.

Stavolta è toccato all’Abruzzo, poche settimane dopo l’alluvione in Sardegna.

L’Italia si sta sgretolando pian piano e nessuno riesce a porre rimedio a questa catastrofe inumana e irreale.

Si da, come sempre, la colpa alla potenza devastante della natura, mentre l’Abruzzo viene ancora una volta martoriato dalle condizioni atmosferiche.

Ormai siamo in piena guerra, il Paese contro l’ambiente, le forze del creato contro l’indifferenza dell’uomo che pur avvisato da precedenti tragedie continua bellamente a interessarsi esclusivamente del niente della nostra politica, allestendo frivoli spettacolini a tre mentre l’Italia si sfalda giorno dopo giorno.

Ormai il maltempo non è più considerato come dovrebbe, sebbene questa volta la Protezione Civile abbia comunicato lo stato di allerta per rischio idrogeologico localizzato.

A fregarsene, ora, sono i sindaci che non vogliono saperne di mettere in pratica il Piano di Emergenza avvertendo anzitempo la popolazione.

E come spesso avviene, i primi cittadini italioti, hanno fatto finta di niente, non credendo alla possibilità devastatrice del ciclone Nettuno.

Da noi, è da tempo immemore che non viene applicata la dovuta manutenzione dei corsi d’acqua, dei fiumi, dei torrenti, che non si da uno stop definitivo al selvaggio disboscamento sostituito da un’insana cementificazione; la natura purtroppo non è sufficientemente importante quanto un’abusiva licenza di costruzione, o il totale assenteismo in merito a decreti ingiuntivi sull’abusivismo; le elezioni non si vincono con i parchi pieni d’alberi e fiori, si vincono con i permessi di cementificazione, anche in luoghi che prima o poi potrebbero diventare vere e proprie sabbie mobili.

In detto, raccapricciante modo Pescara è annegata nel fango, portandosi via la sua Annamaria, e con le solite scuse del dopo che la donna non avrebbe visto una transenna che indicava pericolo: parole queste dei dipendenti comunali. La gente, però, che abita nei dintorni giura che mai è stata eretto detto sbarramento .

Ma, lasciamo perdere e torniamo alla politica del niente! Per loro solo questo conta!

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da bea il 03/12/2013 11:06:25

    Parole chiare, condivido in pieno. La natura viene sempre sottovalutata, ma alla fine si vendica con furia distruggente, perché è più forte dell'uomo. Una volta di più si è dimostrata l'arroganza, l'ignoranza di quelli che hanno il compito e la responsabilità a proteggere e avvisare i cittadini. Hai descritto le consequenze terribili... E' una sola vergogna.

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