E' accaduto a Milano

L'immagine simbolo di un'Italia senza più speranza

Una donna distesa a terra, a petto nudo, con gli occhi chiusi, evitata dai passanti come immondizia

di Massimo Melani

L'immagine simbolo di un'Italia senza più speranza

Più, passano i giorni, più la crisi in Italia diventa drammatica.

L’Istat racconta di un Paese con cifre da record in merito al numero dei poveri e, la foto mostrata giorni addietro da Il Giornale -di una ragazza a petto nudo sdraiata a terra nei pressi della stazione centrale di Milano-, conferma l’assoluta tragicità di questa situazione che mai come ora ha toccato livelli così allarmanti: nel 2012 gli individui definiti “poveri assoluti” erano 4milioni e 900mila unità, l’8% della popolazione, il valore più allarmante mai registrato. Ma, l’immagine della donna distesa al suolo circondata da rifiuti che appoggia la testa forse sui suoi abiti, oltre ad avvalorare quanto sopra, evidenzia soprattutto il degrado che detto contesto economico finanziario sta creando: una totale e spregevole indifferenza verso i propri simili.

Dicono che la donna è nota ai centri assistenziali,  che soffre di dolori al petto a causa di una malattia del sistema immunitario.

Per chi la vede e le cammina accanto, tuttavia, non interessa nulla: passano, infatti, di lì studenti e genitori che riprendono i figli a scuola, altre persone che si dirigono verso la stazione, ma nessuno che si senta in dovere di tirare fuori il maledetto cellulare e chiamare i soccorsi, che si avvicini per scuoterla, per vedere se respira, nemmeno un miserabile individuo che chiami almeno un’ambulanza.

Solo il disinteresse totale.

La donna, poi, vivrà ma chi è morto, anzi morti, sono tutti quei passanti che l’hanno ignorata, zombi senz’anima che l’hanno evitata come spazzatura.

Se ci fossero state delle telecamere nei pressi, che hanno ripreso tale disgustosa scena, bisognerebbe chiamare uno ad uno tutte quelle brave persone transitate di lì e chiedergli il perché del loro vile comportamento, della loro schifosa noncuranza.

Tutti questi zombie altro non sono che l’immagine della nostra società che preferisce rimanere asettica, statica di fronte ad un essere umano che potrebbe essere morente, consapevole primariamente di mettersi al riparo da possibili ripercussioni, o di essere vista accanto ad una persona indigente che ne possa compromettere la propria rispettabilità.

Ci riempiamo di continuo la bocca con discorsi sui diritti civili, sull’aiuto verso le persone emarginate, i più deboli, si parla sempre più di solidarietà ma, poi, quando siamo messi alla prova ci giriamo d’altra parte, dopo aver subdolamente fatto finta di non vedere.

Questa è la realtà in cui viviamo, espressione di una politica, di un governo, di una giustizia che ci stanno trascinando ogni giorno di più in un tenebroso abisso senza ideali e considerazione per l’altro. 

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