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Spesso impotente

L'uomo senza virtù. Descrizione di detta tipologia di maschio strisciante

E’ un vero e proprio rifiuto della società, una persona che simboleggia quanto di peggio ci possa capitare, un individuo da rifuggire come la peste bubbonica

di Massimo Melani

L'uomo senza virtù. Descrizione di detta tipologia di maschio strisciante

Uomini subdoli, falsi e codardi; senza qualità?

Il mondo né è pieno.

Questa tipologia d’uomo, verosimilmente, è la derivazione di una bassa formazione umanistica, impreparata culturalmente, che si rapporta con la realtà in modo antidogmatico: scontenta della sua vita alla quale cerca quotidianamente di sfuggirvi, con un modus svogliato e inusitato di confrontarsi, sempre all’ostinata ricerca di un “nucleo”, dove poter vedere solo se stessa, per dare un senso alla sua disarmonica e precaria esistenza.

Un uomo viscido, subdolo, presuntuoso, che crede di essere eterno nonostante la sua totale mancanza di prospettiva futura; un fallito alla disperata ricerca di un modo per non esserlo.

Questa figura di uomo, dimostra sovente una grande difficoltà nell’intrattenere un benché minimo rapporto pragmatico con il mondo reale, che egli avverte come un universo di schemi e tradizioni inutili.

Un uomo che tradisce continuamente chi lo avvicina, dall’opinione mutevole a seconda della circostanza, indeciso, varie volte anche impotente, che tallona in maniera ossessionante ciò che ha progettato ai danni degli altri, ma soprattutto per le sue mire.

E’ questa una classificazione di uomo, pericolosissima per la società, in quanto tende a sottometterla alla sua pochezza ideologica, tenta di dominarla con la vigliaccheria e l’inganno, in quanto la ritiene superflua, quanto è inutile lui, non avendo, egli, la minima virtù per scomporla e magari coglierne gli aspetti positivi.

E’ un vero e proprio rifiuto della società, una persona che simboleggia quanto di peggio ci possa capitare, un individuo da rifuggire come la peste bubbonica.

Eppure siamo circondati da siffatte parvenze d’uomo?! In ogni campo, in ogni latitudine; sul lavoro, in politica, per strada…

Occorre avere quattr’occhi, e in più gli occhiali, per sorvegliare i nostri passi, per non farsi avvicinare da questi senza palle, e se ahinoi si avvicinano troppo sono guai seri.

La loro non esistenza sociale li metamorfosizza in qualcosa di viscoso, sfuggente e quando ti hanno stretto la mano inizia per te il conto alla rovescia per una vita piena di dolori e sofferenze.

Il nulla, praticamente, che trionfa.

Ma, il trionfo del nulla è effimera gloria, che serve solo a coprire fallimenti esistenziali ed inefficienza intellettuale.

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    4 commenti per questo articolo

  • Inserito da sabyda il 03/12/2013 12:26:33

    ......................partiamo da questo presupposto:-......la capacita' critica di ognuno di noi è sviluppata da molti fattori, in primis il nostro modo di pensare e cosa abbiamo appreso.... durante tutta la vita.... ma soprattutto iniziare da piccoli a far ragionare, che nn significa inculcare idee o streotipi.... ma nn l'avete capito che ognuno deve camminare con le proprie gambe.... al di la' del fosso del recinto che cerchiamo di costruire... ahhahaha nn c'è nessuno,,, la capacita' di enucleare le idee centrali, che meraviglia... poi a dire che ci sono individui senza... p....e.... nessuna...armiamoci a difenderci e soprattutto armiamoci a nn diventare così....ecco perché ho fatto la premessa...

  • Inserito da Loredana il 02/12/2013 17:52:54

    Si rabbrividisce non poco, a leggere questa descrizione di una tipologia d'uomo troppo diffusa. E' importantissima saperla riconoscere, spesso è abile a travestirsi. Una volta individuata, però, è necessario proteggersi con filo spinato e armi spianate: i danni che infligge sono profondi e lunghi da guarire.

  • Inserito da piccolo il 03/11/2013 13:28:47

    articolo illeggibile oltre la seconda riga. carino il commento di Beatrice: "masticati dai loro stessi limiti". è immagine di curiosa poesia. il limite qui diviene creatore (Goethe) ma in altro modo: perché sbriciola ciò che gli tocca di miserabile contenere.

  • Inserito da beatrice il 31/10/2013 15:53:36

    Hai detto bene: fallimenti esistenziali. Io mi ostino sempre a pensare che dietro le persone vendicative, ipocrite, invidiose, superficiali, si celino proprio i fallimenti esistenziali. Che non sono solo lavorativi, ma proprio umani, relazionali, affettivi. Persone che non hanno mai imparato ad amarsi e ad amare il prossimo, che in realtà si vedono inetti e non hanno potuto coltivare l'amore per la conoscenza. La conoscenza di ciò che sono, delle infinite sfumature della vita, della consapevolezza che il dubbio è il seme della sapienza. Sono vite vuote, impoverite di sentimenti, che sopravvivono in un'esistenza a cui non sanno dare un senso. Sono i primi a soffrire. E mentre chi li incontra soffre per la loro vicinanza, loro soffrono in eterno, masticati dai loro stessi limiti.

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