Un lettore ci scrive e interroga

La diversità tra l'esteta e il dandy. Questa la domanda posta da Raffaele di Catania

Nel dandy, con la D maiuscola, la vita e il metodo si amalgamano ineluttabilmente, una situazione alla quale l’esteta non giungerà mai

di LORD BRUMMELL

La diversità tra l'esteta e il dandy. Questa la domanda posta da Raffaele di Catania

Dandy di ieri e di oggi

Caro Raffaele, 

ti ringrazio, prima di tutto per i tanti complimenti rivolti alla nostra rivista e, dopo, per quelli indirizzati al sottoscritto.

Mi hai espressamente chiesto la diversità che esiste tra l’esteta ed il dandy e, io, di primo acchito ti rispondo che dette dissomiglianze ancor oggi non mi sono chiare.

Invero molti esperti del settore adoperano imparzialmente le due parole per indicare il medesimo soggetto.

Nondimeno, se l´esteta è la persona che cerca e scopre la bellezza ognove egli, al contempo, non la simboleggia così appassionatamente quanto il dandy: l’indagine estetica minuziosa di quest´ultimo viene innalzata alla stregua di una fede, quasi una forma di assoluta devozione, e può arrivare ad essere un vero e proprio scopo d’esistenza.

Nel dandy, con la D maiuscola, la vita e il metodo si amalgamano ineluttabilmente, una situazione alla quale l’esteta non giungerà mai.

Il grave avvilimento del metodo dandy perviene al suo graduale passaggio da un concetto all’altro, via via più intenso, a metà del Novecento, periodo in cui la beltade viene maggiormente sentita interiormente e non più declamata dall’esterno; adesso ciò che conta è l’anima e la sua vasta profondità, a tal punto che il dandy, non apparirà più elegantemente eccentrico e estrosamente espressione di stile di fronte ai propri coevi.

A tal riguardo è legittimo asserire che molti di questi “ex-damerini” non diventeranno mai dei veri "esteti" o, come minimo, non come è concepita solitamente la sua accezione. 
Molti hanno osato affermare che il dandismo è una tendenza morta e sepolta.
Quanto sbagliano!

La società in cui viviamo attinge giornalmente da questo ruscello che scorre e che depura la sua acqua in maniera discreta e impercettibile, di un riflesso che mostra tutte le incoerenze di una realtà in contraddizione con se stessa.

Il dandy allora figlio del suo tempo?

No!

Lui si sente padre e non figlio… ma solo del futuro, di quello che ha da venire, quale elegantissimo oracolo di ciò che potrebbe essere e forse non sarà mai.

Con simpatia,

Lord Brummell

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    4 commenti per questo articolo

  • Inserito da Farida il 19/10/2013 20:26:04

    Mi associo ai complimenti, li valgono tutti. Insegno Letteratura al liceo classico e lunedì leggero' questo pezzo ai miei alunni.

  • Inserito da bea il 19/10/2013 18:57:34

    Belle, più belle, bellissime e precise la corrispondenza, l'interpretazione e differenziazione. Sì, l'estitica significa il percepire e l'osservazione di qc dell'Altro, ed anche di cose materialistiche come design, architettura, pittura etcpp. Dandy, solo applicabile all'uomo. LB il Grande! Complimenti

  • Inserito da serena il 19/10/2013 18:32:24

    Bellissimo pezzo, ha ragione sabyda... Un pezzo di altri tempi, quasi dannunziano. Bravo LB

  • Inserito da sabyda il 19/10/2013 18:28:49

    Spiegazione ineguagliabile, d'altra parte tu Lord Brunnel sei il pane quotidiano di queste conversazioni. Persone secondo me, o estete o Dandy, devono avere buon gusto, l'importante è seguire il proprio istinto in base alla personalita' e anche un abbigliamento o un accessorio nn di moda diventa, bello a vedersi su quella persona. Il buon gusto nn ha mode e nn ha tempi, e ce l'hai o nn ce l'hai, allora si puo' parlare a volte di arte nel proprio modo di essere e vestire.

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