Riforma indispensabile

Tutti ai tavoli dei radicali per appoggiare il Referendum sulla Giustizia

Sei i quesiti! Si va dalla responsabilità civile dei giudici, alla separazione delle carriere, all'ergastolo....

di Massimo Melani

Tutti ai tavoli dei radicali per appoggiare il Referendum sulla Giustizia

In questo misero e affabile paese chiamato Italia, l’unica maniera possibile di cambiare qualcosa, o almeno tentare, è la strada del referendum.

Le più grandi riforme della nostra storia, ricordiamoci il divorzio, l’aborto fino a giungere al sistema elettorale maggioritario acclamato tanto dalla Seconda Repubblica, sono approdate guarda caso proprio a mezzo referendum e tante altre, come l’introduzione della responsabilità civile dei magistrati dopo il disgustoso caso Tortora, sono state depennate con norme fraudolente o stravaganti volgarizzazioni che hanno reintrodotto le leggi soppresse.

Ora il mondo radicale ci prova di nuovo con ben 6 referendum che comprendono due la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere, gli incarichi extragiudiziari, la revisione della custodia cautelare e l’abolizione dell’ergastolo.

C’è da giurarci che queste richieste saranno violentemente combattute dalla magistratura in quanto si sentirà mortalmente e incivilmente colpita nell’orgoglio.

Ma questo referendum non punta, invece, a danneggiare nessuno, anzi è solo ed esclusivamente dalla parte del cittadino, fino ad ora schiacciato da un meccanismo troppo basato sull’interpretazione personale di un giudice.

In primis, l'inserimento della responsabilità civile prevede che i magistrati debbano rispondere, anche con il risarcimento danni per gli errori perpetrati; in questo momento chi paga è solo lo Stato, cioè noi, e nei casi più eclatanti e con indennizzi il più delle volte provocatori.

E’ fondamentale introdurre strutture graduali e punitive che prevedano l’interruzione delle carriere e la riduzione dello stipendio in ammenda alle sviste più nocive.

La separazione delle carriere è una cosa che doveva essere fatta da tempo, perché è veramente inconcepibile vedere PM ridere e scherzare e darsi pacche sulle spalle con i GIP o GUP che siano, magari valutando assieme il caso così da trovarsi d’accordo.

Addirittura, li posizionerei in sede diverse, quelle della Procura in un palazzo e i giudici in un altro, eventualmente non limitrofo.

Con la separazione delle carriere si andrebbe verso un restrizione importante della custodia cautelare.

Abbiamo più volte detto, dalle pagine di questa rivista, che le prigioni italiche sono stracolme e ben 25mila persone sono in attesa di giudizio, quindi, fino al processo e alla risoluzione dei tre gradi di giudizio, innocenti.

Questo referendum, nell’eventualità di reati meno gravi, intende estromettere il rischio di reiterazione del reato, ma non lo toglierebbe del tutto specialmente per reati quali il pericolo di fuga e l’ inquinamento delle prove.

Così, ne sono certo, si dimezzerebbe la facilità con cui si ricorre alla misura cautelare che più di una volta non ha visto compiersi il dibattimento perché il carcerato si è tolto la vita a causa delle condizioni disumane in cui versava in galera.

In merito all’ergastolo, se con il carcere si intende recuperare il condannato, questa pena non ha alcun senso di esistere, anche perché quasi mai nessuno resta in cella fino allo sconto massimo della pena, e così assassini, stupratori e via dicendo dopo qualche anno di buona condotta rivedono tranquillamente, e liberamente, la luce del sole.

Una pena severa sì, ma da scontare!

Personalmente in merito a simile progetto, che appoggio incondizionatamente, ho molte perplessità riguardo alla realizzazione delle sollecitate riforme, perché arrivare a portarle a termine sarà impresa da titani visto che tanti ex magistrati ricoprono incarichi fuori dalle loro competenze e addirittura sono a capo del Senato o presidenti delle commissioni Giustizia, e pertanto all'altezza di possedere ogni mezzo per intralciare, impedire o ritoccare qualsiasi norma comprometta la sacralità della casta giuridica.

Nota Informativa: Per poter presentare i referendum servono 500.000 firme che il Partito Radicale cercherà di raccogliere nell’arco di tre mesi. Per firmare basta individuare uno dei  tanti tavoli allestiti dai Radicali nelle piazze italiane. L’elenco completo dei tavoli può essere consultato sul sito web www.cambiamonoi.it/elenco-tavoli, oppure si può richiedere ulteriori informazioni all’indirizzo mail info@cambiamonoi.it

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    3 commenti per questo articolo

  • Inserito da Vanessa P. il 14/06/2013 16:54:45

    Referendum sia...!! é uno strumento importante per noi popolo italiano, per dire si alla responsabilità civile dei magistrati..sono esseri umani e quindi devono pagare personalmente se sbagliano, si due volte alla separazione delle carriere, e si anche a pene più severe ma scontate fino all'ultimo con o senza buona condotta!!

  • Inserito da SABYDA il 14/06/2013 14:36:05

    Ben venga la Riforma della Giustizia, e nn solo vediamo se si fa nostra la frase " LA GIUSTIZIA E' UGUALE PER TUTTI". Che inizino a preparare i Tavoli conclamati, e allora andiamo a vedere se queste firme siano effettivamente fatte e andiamo a Votare pero' alrimenti è inutile lamentarsi. E che Referendum sia.

  • Inserito da roberta il 14/06/2013 13:17:21

    SE QUESTO CAMBIAMENTO DOVREBBE PORTARE BENEFICI PERCHE' NO, CERTAMENTE PER CERTI TIPI DI REATI INASPRIRE LA PENA, IL REATO CONTINUATO CHE UNA PERSONA COMPIE NON MERITA ATTENUANTI, COME SEMPRE I TUOI ARTICOLI SONO SEMPRE INFORMATIVI E UN PIACERE LEGGERLI

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