Confessò lo stupro e l'uccisione di oltre 80 ragazze

Daniel Camargo Barbosa, la bestia delle Ande

Di tanto in tanto arrotondava le entrate vendendo abbigliamento e piccoli oggetti da bambini, quelli appartenuti alle sue vittime

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Daniel Camargo Barbosa, la bestia delle Ande

Daniel Camargo Barbosa

Daniel Camargo Barbosa è stato un serial killer psicopatico dalla Colombia, Sud America. 

Si crede che abbia brutalmente violentato e ucciso più di 150 fra donne e ragazze, in Colombia e Ecuador -durante gli anni 1970 e 1980.

Nasce il 22 gennaio 1930 in Colombia, e ben presto perderà la madre morta quando lui era ancora un ragazzino, e suo padre un uomo prepotente e con delle grosse tare emotive.

Viene allevato da una matrigna, che lo punirà quotidianamente e talvolta lo obbligherà a vestirsi con abiti femminili, rendendolo ridicolo di fronte ai suoi coetanei.

Il primo arresto accadrà a Bogotà il 24 maggio 1958 per piccoli furti.

Camargo, ebbe un’unione di fatto con una donna di nome Alcira dalla quale ebbe due figli. 

Poi, si innamorò di un'altra donna, Esperanza, con la quale sembrò intenzionato a sposarsi, ma, ciò non avverrà, perché scoprì che la fidanzata non era vergine.

Questa diventerà una profonda fissazione per Daniel Camargo, che lo porterà a stipulare un accordo con Esperanza che sancirà la duratura del loro rapporto in base alle ragazze vergini che la donna gli avrebbe aiutato a cercare.

Tale patto darà il via alla loro criminale e abietta partnership. 

Lei, era la complice, attirando giovani ragazze in un appartamento con delle scuse e l'inganno, e poi le drogava con sonniferi, rendendole innocue e pronte per lo stupro dell’uomo. Camargo commetterà cinque stupri in questo modo, senza però uccidere nessuna delle giovani. 

La quinta, riuscì ad arrivare al commissariato e a denunciare la coppia malefica, che venne catturata e portata in prigioni separate.

Daniel Camargo, verrà condannato per violenza sessuale, in Colombia, il 10 aprile 1964.

Un giudice ebbe a condannarlo a tre anni di carcere, e Camargo si rese subito conto della clemenza che questo magistrato mostrò nei suoi confronti, giurando di pentirsi e di ravvedersi. 

Tuttavia, un nuovo giudice riprese il caso nelle sue mani e inflisse allo stupratore otto anni di galera.

Questo provocherà al delinquente una rabbia terribile. 

Sconterà la pena e sarà rilasciato.

Nel 1973, però, è arrestato in Brasile perché privo di documenti di riconoscimento. 

A causa di un ritardo nell'invio di un file di documenti riportanti i nominativi dei criminali da porre agli arresti in carcere, viene deportato e rilasciato con una falsa identità. 

Quando tornò in Colombia iniziò il lavoro di venditore in una TV pubblicitaria di Barranquilla. Un giorno, passando davanti a una scuola rapisce una bambina di nove anni, la violenta e la uccide, così da non essere identificato come nelle passate esperienze.

Questo è il suo primo assalto completato con l’omicidio.

Camargo, è arrestato il 3 maggio 1974 a Barranquilla, Colombia, al ritorno sulla scena del crimine per recuperare alcuni pezzi di cinepresa che aveva dimenticato accanto alla vittima. 

Sebbene si ritenga che abbia violentato e ucciso più di 80 ragazze in Colombia, egli sarà imprigionato dopo una condanna per stupro e uccisione  della bimba di 9anni rapita a scuola.

Inizialmente le sarà comminata una pena a 30 anni di carcere, poi ridotta a 25 anni.

Il 24 dicembre 1977 viene imprigionato nel carcere sull'isola di Gorgona, Colombia.

Nel novembre 1984 Camargo fugge dalla prigione costruendosi una primitiva barca, dopo aver attentamente studiato le correnti oceaniche. Le autorità pensarono fosse morto in mare e la stampa affermò che fosse stato mangiato dagli squali.

Alla fine arriva a Quito, Ecuador. 

Viaggia in autobus per Guayaquil, il 5 e 6 dicembre del 1984.

Il 18 dicembre rapisce una bambina di 9anni e mezzo nella città di Quevedo, in provincia di Los Ríos, Ecuador. Il giorno dopo attaccherà un’altra bimba di 10anni.

Dal 1984 al 1986 il folle assassino commette 54 fra stupri e omicidi nella città di Guayaquil. La polizia in un primo momento crede che tutte le morti siano opera di una banda organizzata, senza lontanamente pensare ad un uomo solo. 

Camargo dormiva per le strade, e viveva del denaro che guadagnava rivendendo penne a sfera per le strade. Di tanto in tanto arrotondava le entrate vendendo abbigliamento e piccoli oggetti da bambini, quelli appartenuti alle sue vittime.

L’uomo selezionava persone per lo più inermi, giovani, bambine di classe inferiore; le avvicinava fingendo di essere uno straniero bisognoso di trovare un pastore protestante in una chiesa alla periferia della città. 

Spiegava loro che doveva consegnare una grossa somma di denaro, che mostrava materialmente come prova, e offriva a ognuna di loro una ricompensa nel caso lo avesse accompagnato per mostrargli la strada. 

Nessuno, a quel punto, s’ insospettiva di un uomo maturo che accompagna una bambina o una giovane donna, dal momento che potevano essere tranquillamente sue figlie o nipoti.

Carmago, in seguito si inoltrava nel bosco, sostenendo di essere alla ricerca di una scorciatoia per evitare di destare sospetti nelle sue vittime. Se le ragazze si insospettivano e si ritraevano non impediva loro di andarsene. 

Chi rimaneva, veniva violentata e subito dopo strangolata a morte, a volte con lancinanti smorfie di dolore poiché in certune circostanze non morivano immediatamente.

I corpi senza vita delle vittime, venivano lasciati nella foresta e rinvenuti giorni dopo da alcuni passanti.

Camargo sarà arrestato da due poliziotti a Quito Il 26 febbraio 1986, solo pochi minuti dopo l’uccisione di una ragazza di nove anni di nome Elizabeth. 

I poliziotti erano quel giorno di pattuglia e gli si avvicinarono a metà del viale Los Granados, pensando che l’uomo stesse agendo con sospetto. 

Furono sorpresi di scoprire che portava con sé una borsa contenente i vestiti insanguinati della sua ultima vittima, e una copia di "Delitto e castigo" di Dostoevskij.

Fu preso in custodia e poi trasferito a Guayaquil per l'identificazione. 

Quando venne arrestato ebbe a dare un nome falso, Manuel Bulgarin Solis, ma fu ben presto identificato da una delle sue vittime di stupro che gli era sfuggita.

Daniel Camargo, ormai senza avere più niente da perdere, con molta calma confessò di aver ucciso 71 ragazze in Ecuador, dopo la fuga dalla prigione colombiana. 

Condurrà le autorità sui loghi dei suoi efferati delitti per rinvenire i corpi di quelle vittime che non erano ancora stati recuperati. Furono ritrovati maciullati e smembrati.

Nella deposizione spiegò, per filo e per segno, le posizioni a cui le sottoponeva e come le ammazzava, e mentre lo raccontava non traspariva la minima pietà o rimorso.

Dopo aver violentato le sue vittime, le violava anche da morte, le tagliava e le smembrava con un machete.

Disse di scegliere solo vergini perché gridavano dal dolore; questo a quanto pare gli dava maggiore soddisfazione.

Camargo, uccideva, secondo una sua versione, perché voleva vendicarsi dell’infedeltà della sua donna. Le odiava per non essere quello che le donne dovrebbero essere.  

Nel giugno 1986 Francisco Febres Cordero, un giornalista di Hoy (Oggi) Giornale, riuscirà a organizzare un'intervista con l’assassino.

Non fu assolutamente facile, a causa  del blocco che la polizia aveva eretto agli accessi verso la cella di Daniel e, per il fatto, che Camargo richiedeva un riconoscimento in dollari molto esoso affinché si lasciasse intervistare.

Il giornalista finse di fare parte di un gruppo di psicologi che potevano accedere al prigioniero, e tale escamotage gli permise di fare domande al pluriomicida senza destare sospetti.

In seguito, Francisco Febres Cordero, lo descriverà come molto intelligente, "Aveva una risposta per tutto e fu in grado di parlare di Dio e del Diavolo con la stessa competenza". 

Le sue letture preferite erano Vargas Llosa, García Márquez, Guimarães Rosa, Nietzsche, Stendhal e Freud, tutte conoscenze letterarie acquisite grazie alla sua permanenza nel carcere sull'isola di Gargona.

Camargo, è condannato nel 1989 a 16 anni di carcere, la pena massima disponibile in Ecuador. Mentre sconterà la sua condanna nel carcere Moreno Garcia de Quito, dichiarerà di essersi convertito al cristianesimo. In questo penitenziario era incarcerato con Pedro Alonso Lopez (il "Mostro delle Ande"), che si ritiene abbia violentato e ucciso più di 300 ragazze in Colombia, Ecuador e Perù.

Nel novembre 1994, Daniel Camargo Barbosa, viene assassinato in carcere da Luis Masache Narvaez, cugino di una delle sue vittime.

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