Maggio Musicale Fiorentino

Nel labirinto di Figaro: al Maggio un nuovo allestimento del capolavoro di Mozart

Da sabato 15 giugno Le Nozze di Figaro con la direzione di Kristiina Poska e la regia di Sonia Bergamasco

di Domenico Del Nero

Nel labirinto di Figaro: al Maggio un nuovo allestimento del capolavoro di Mozart

Grande finale per il festival del Maggio Musicale Fiorentino: dalle Nozze di Figaro di Mozart agli Intermedi della Pellegrina, uno spettacolo di repertorio e un ritorno alla radici del Melodramma. I due spettacoli, quasi in contemporanea, si terranno il primo al teatro del Maggio (prima rappresentazione sabato 15, repliche 17,19 e 21 giugno); il secondo, nei suggestivi spazi della Grotta de Buontalenti e dintorni  il 16 giugno con repliche 18 e 22.

Questo allestimento delle Nozze piacerebbe in verità a …Don Giovanni!  Avremo infatti sia la direzione che la regia al femminile: Kristiina Poska sul podio e Sonia Bergamasco al suo debutto alla regia di un’opera lirica.  Si tratta della prima tappa di un progetto Mozart al femminile, che vedrà nelle prossime stagioni del Maggio, Elena Bucci curare la regia di Così fan tutte e Nicola Raab  quella di Don Giovanni .

Con le nozze ebbe inizio la collaborazione tra Mozart e il suo forse più celebre librettista: l’abate Lorenzo da Ponte, tipico prodotto libertino della civiltà tardo illuminista, che ci ha lasciato un libro di memorie in cui però non è sempre del tutto sincero a proposito della sua collaborazione con il sommo musicista.  Se ad esempio non nega che l’idea di musicare il testo “scandaloso e rivoluzionario La Folle journée ou Le Mariage de Figaro del drammaturgo francese Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, rappresentato nel 1784, sia stata del musicista,  non rinuncia ad assumersi il merito di avere convinto l’imperatore Giuseppe II a rinunciare al veto imperiale posto sulla commedia francese.  In realtà l’imperatore aveva già accettato per conto proprio di autorizzare una versione operistica del lavoro, purché fosse adeguatamente censurato. Inoltre, senza con questo voler insistere troppo sull’aspetto politico sociale delle Nozze, sia di Beumarchais che a maggior ragione di Da Ponte e Mozart, la denuncia degli abusi feudali da parte di un conte dispotico e oppressivo rientrava benissimo nella temperie riformista della corte viennese, sia di Maria Teresa che di Giuseppe II.

Ma nell’opera di  Mozart non è questo, per l’appunto, l’elemento di maggiore importanza. Nella prefazione che Da ponte premise al libretto pubblicato, egli parla della “varietà delle file onde è tessuta l’azione di questo dramma, la vastità e la grandezza del medesimo, la molteplicità de’ pezzi musicali che si son dovuti fare per non tener di soverchio  oziosi gli attori, per scemare la noia e la monotonia dei lunghi recitativi, per esprimere tratto a tratto con diversi colori le diverse passioni che vi campeggiano e il desiderio nostro, particolarmente, di offrire un quasi nuovo genere di spettacolo ad un pubblico di gusto  sì raffinato e di sì giudizioso intendimento.”

La “novità” dello spettacolo consiste soprattutto nel rapporto tra la musica e dinamica drammatica: Mozart comprese subito cioè la possibilità di trasporre la serratissima dinamica scenica in forme musicali adeguate. Per la prima volta nella sua produzione, Mozart concepisce un teatro che abbatte una volta per tutte la barriera dei generi e degli stili, consentendogli di elaborare un nuovo linguaggio musicale di una ricchezza straordinaria, che scava nella psicologia dell’uomo contemporaneo  Se ad esempio Le Nozze è descritta nel libretto come “commedia per musica”, la definizione appare quantomeno ristretta sia alla Nozze che agli atri drammi dapontiani:  a tutti e quattro i personaggi principali è attribuita una grande aria preceduta a un recitativo accompagnato,  prerogativa delle sole parti serie. I personaggi poi sfuggono a qualsiasi rigida “catalogazione”: è possibile ad esempio relegare Cherubino nel ruolo di personaggio buffo? E proprio i personaggi, con le loro passioni e sentimenti, escono dalle convenzioni teatrali che li vincolavano all’interno di categorie precostituite: esattamente come nella vita, nessun personaggio è quindi bloccato nel ruolo  della propria “gerarchia sociale”, senza che per questo le convezioni tradizionali vengano totalmente scardinate.

Si tratta dunque di un capolavoro che nei secoli ha mantenuto inalterati il suo fascino e la sua freschezza e che si vede sempre con grande piacere. Per quanto riguarda l’allestimento fiorentino, così dichiara la regista Sonia Bergamasco: “ Le nozze di Figaro è anche il racconto di una ricerca incessante d’amore, di un desiderio potente di riaffermazione dei suoi diritti, e di un equilibrio dei sentimenti – precario e sottile – sempre da riconquistare. La freccia ardente di Eros attraversa tutta la vicenda e obbliga ciascuno dei personaggi a confrontarsi con le ferite del cuore e gli imprevisti del desiderio. Mozart allestisce un teatro politico dei sentimenti che, senza mai rinunciare alla commedia, incide profondamente nella rete dei rapporti sociali (la Rivoluzione è alle porte) ma ci consente anche di cogliere la possibilità di un’armonia che non ha a che vedere solo con la fede religiosa, ma soprattutto con la fede in un’umanità migliore.

Personalmente, ho amato (e odiato) tutti i personaggi della storia, e il mio primo desiderio è stato quello di raccontare ciascuno di loro nella sua umana complessità, senza scorciatoie. Di qui, la necessità di dare spazio anche a personaggi solitamente poco indagati come Basilio, e soprattutto Marcellina, ripristinando le arie loro dedicate (e quasi sempre tagliate), nell’ultimo atto.

Marco Rossi, autore delle scene, è stato con me dalle primissime fasi del progetto per dare forma al giardino-labirinto che si rivela per gradi, ossigenato fin dall’inizio dal verde del tavolo da biliardo e del piano inclinato della scena fino a “svelarsi” – nell’immagine notturna dell’ultimo atto – in tutta la sua magica profondità, come un enorme tavolo da gioco. Complessità e tenerezza, gioco e malinconia. Un affresco di società – che indossa i costumi vividi di un Settecento aggiornato con grinta e sapienza da Gianluca Sbicca – in cui “il popolo” è braccio armato di Figaro e protagonista delle incursioni “teatrali” da lui orchestrate al fine di ristabilire i diritti calpestati. Teatro nel teatro, gioco di specchi e scambio di ruoli.  Un “sogno di una notte di primavera” in cui i due “promessi sposi” della lirica, insidiati dal potente di turno, si ricongiungono nel finale in un giardino illuminato dai raggi della luna (le luci sono di Cesare Accetta, artista e amico di sempre).

Il labirinto notturno che ha rivelato a Susanna e a Figaro, al Conte e alla Contessa e a tutti gli altri protagonisti del racconto le contraddizioni dei sentimenti, le insidie della ragione, la fragilità delle relazioni umane si chiude con l’immagine di un equilibrio riconquistato attraverso un gesto di perdono: un perdono laico, struggente, forse fuggevole, ma umanissimo. “

Per quanto concerne i ruoli vocali, abbiamo Mattia Olivieri (il conte), Serena Gamberoni (la contessa), Valentina Mastrangelo (Susanna), Simone Del Savio (Figaro), Miriam Albano (Cherubino), Patrizia Cigna (Marcellina), Adriano Gramigni (Don Bartolo), Dave Monaco (Basilio); questi ultimi due interpreti sono artisti dell’accademia del Maggio.




LE NOZZE DI FIGARO

Commedia per musica in quattro atti K. 492

Libretto di Lorenzo Da Ponte

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Editore proprietario: Bärenreiter-Verlag, Kassel

Nuovo allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro concertatore e direttore Kristiina Poska

 

Scene Marco Rossi

Costumi Gianluca Sbicca

Luci Cesare Accetta

Movimenti coreografici Paolo Arcangeli

Il Conte di Almaviva Mattia Olivieri

La Contessa di Almaviva Serena Gamberoni

Susanna Valentina Mastrangelo

Figaro Simone Del Savio

Cherubino Miriam Albano

Marcellina Patrizia Cigna

Don Bartolo Adriano Gramigni

Basilio Dave Monaco

Don Curzio Claudio Zazzaro

Barbarina Costanza Fontana

Antonio Patrizio La Placa

Due contadine Elena Bazzo, Nadia Pirazzini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Aiuto regista João Aboim Carvalho

Aiuto costumista Rossana Gea Cavallo

Figuranti speciali Elena Barsotti, Gaia Mazzeranghi, Cristiano Colangelo, Giacomo Dominici, Pierangelo Preziosa

Allestimento, scene, attrezzeria e costumi Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Costumi artiste donne realizzati dalla Sartoria del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Costumi artisti uomini C.I.M.E.C., Milano - Costumi coro BASTE srl, Trieste - Calzature CTC, Milano –

Parrucche Audello Teatro, Torino

 

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