Editoriale

L'ora di Bergoglio: quel Cristo capovolto nella cattedrale di Innsbruck

Un orologio osceno che può però essere un significativo simbolo dell'attuale pontificato.

Domenico Del Nero

di Domenico Del Nero

oli e segni dei tempi. Il 19 marzo di sei anni fa Bergoglio celebrava la messa inaugurale del ministero petrino, quel munus ridotto ormai a una sorta di stravolta parodia. Ed è di questi giorni la notizia di un’altra ora, se non fatale, sicuramente altrettanto nefasta: un orologio esposto nella cattedrale di Innsbruch.  Un Cristo - orologio appeso a testa in giù, mentre le braccia crocifisse non testimoniano più l’abbraccio all’umanità nel momento della più atroce sofferenza, ma fanno semplicemente da lancette scandendo il passare del tempo. Splendida simbologia! Nella Chiesa dell’argentino, Cristo non è più nella dimensione dell’eternità, non è più l’Amor che muove il sole e l’altre stelle. E’ solo un simbolo come tanti e come tale sottoposto all’usura del tempo: non più segno di contraddizione e di salvezza, ma uno dei tanti simboli del supermercato del sacro in cui tutto sommato, Cristo o Maometto, Budda o la vispa Teresa sono la stessa cosa. Un orologio, una suppellettile come tante che non ha nemmeno più la tremenda dignità del Mobile ordigno di dentate rote lacera il giorno e lo divide in ore, del poeta barocco friulano Ciro di Pers.

Fa specie pensare che una cosa del genere sia capitata proprio nell’Austria, in quella terra che per secoli è stata il cuore del Sacro Romano Impero, espressione politica della Res Publica Christiana . Il vescovo di Innsbruch, tale Hermann Glettler, perfetto esemplare di presule dell’era bergogliana, si atteggia a mecenate delle arti moderne: è stato lui a commissionare all’artistaManfred Erjautz  una serie di opere da esporre durante la quaresima all’interno della cattedrale di San Giacomo. Se sono tutte come questa, più che la quaresima ricordano un grottesco e osceno carnevale.

Monsignor Gletter, che pare sia noto come il vescovo -artista e come tale sia responsabile dell’area Arte  e cultura della conferenza episcopale austriaca, non è del resto nuovo ad imprese del genere. Non solo nella cattedrale ha fatto installare una luce al neon rossa che ricorda una casa di appuntamenti della Repubblica di Weimar, ma fino a pochi fa sulla facciata della cattedrale campeggiava questa incredibile frase: Fino a quando Dio avrà la barba io sarò femminista.

Per quanto riguarda l’indefinibile orologio, così si giustifica il monsignore: “Man mano che il tempo scorre, le braccia formano le diverse costellazioni e il corpo statico del Cristo morto prende all’improvviso vita, il che rappresenta un momento di liberazione dalla croce e un superamento della stessa morte”[i].

Forse sua eccellenza ignora che il Cristo capovolto è anche uno dei simboli del satanismo. Ma perché scomodare messe Satanasso per questo? E’ semplicemente uno dei tanti, troppi segni di cialtroneria di una Chiesa che avendo perso la bussola non sa fare altro che mettersi a inseguire le peggiori mode del mondo. Il diavolo, in questo caso, può starsene tranquillo a sbadigliare e fumare la pipa, per usare una immagine alla Baudelaire che lo conosceva sin troppo bene: c’è chi fa il lavoro sporco per lui.

Sembrano ormai lontani anni luce i moniti di Benedetto XVI contro il relativismo e le sue seduzioni. Per papa Ratzinger era proprio il relativismo il grande nemico da affrontare, mentre con Bergoglio  c’è stata una vera e propria resa incondizionata.  Inutile stare a fare la solita carrellata di casi purtroppo sempre più frequenti di dichiarazioni e prese di posizioni  che definire ambigue è dire poco.

L’unica certezza è che nei palazzi vaticani Cristo è diventato un ospite sempre più scomodo. Nel Nord della Nigeria continuano anche in questi giorni le stragi di Cristiani, ma non sembra che oltretevere l’indignazione o la preoccupazione si sprechino. Non parliamo poi dell’inquilino di Santa Marta…

C’è da domandarsi di questo passo come finirà la Chiesa di Bergoglio. Probabilmente come ogni carnevalata. Il problema è chiederci cosa ci riserverà la quaresima ….

 

 



[i] Fonte: https://www.ilfoglio.it/chiesa/2019/03/20/news/il-vescovo-di-innsbruck-appende-in-chiesa-un-cristo-a-testa-in-giu-sara-il-nuovo-orologio-243991/

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Jack reacher il 24/03/2019 11:34:54

    Una cosa buona l'attuale pontefice l'ha fatta. Non ha riabilitato Luigi Lombardi Vallauri (il teorizzatore dell'incostituzionalità dell'Inferno). Almeno per ora.

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